La Chiesa cattolica ha ogni diritto di proclamare santo chi le pare, ma noi abbiamo ogni diritto di utilizzare la scelta per determinare la sua idea di virtù. In breve, se la Chiesa proclama santo Jack lo Squartatore, possiamo legittimamente esprimere qualche riserva riguardo ai suoi principi morali. Ora, Wojtyla ha fatto più vittime di Jack lo Squartatore. Il buon Jack si è limitato a far fuori 5 puttane, Karol ha provocato la morte di milioni di persone. E’ complice di spietati assassini, li ha protetti e le prove sono schiaccianti. Ma per la Chiesa i crimini di Wojtyla sono virtù, perché sono stati compiuti per salvare la sua reputazione e consolidare il suo potere.
Con Wojtyla, la Chiesa replica l’operazione mistificatoria che le è spesso riuscita nel corso dei secoli a partire dalla sua fondazione: prendere un personaggio e ricostruirlo di sana pianta per le sue necessità di facciata. La realtà del personaggio è secondaria, conta soltanto la sua ricostruzione. Una delle tante menzogne sulle quali è costruita la Chiesa. Beatificando il papa polacco la Chiesa ha inteso blindarlo come sta cercando di fare con Pacelli, situandolo al di sopra di ogni sospetto. Si è perfino trovato il miracolo necessario e tanti saluti all’intelligenza, l’importante era farlo santo prima che qualcuno scoprisse gli altarini.
Nel 1994, con Wojtyla al potere, la Chiesa cattolica ha partecipato attivamente al genocidio dei Tutsi in Rwanda che secondo le ultime stime ha provocato come minimo un milione e mezzo di vittime. Nel 1959 i Tutsi avevano osato chiedere l’indipendenza del Rwanda e la partenza dei missionari, firmando così la propria condanna a morte. Da quell’anno in Rwanda è stato tutto un seguito di pogrom e massacri contro i Tutsi da parte degli Hutu aizzati dai missionari. Non c’è da stupirsi che nei mesi di aprile e maggio del 1994 molti preti cattolici, non soltanto Hutu ma anche bianchi come il bresciano Carlo Bonomi in arte Berôme Carlisquia e il belga Guy Theunis abbiano partecipato attivamente al genocidio. Finita la guerra con il rovesciamento del regime genocidario clerico-fascista di Juvénal Habyarimana (grande amico di Wojtyla), il papa polacco ha aperto il suo ombrello protettore per aiutare i preti assassini a sfuggire alla giustizia, più o meno come ha fatto con i preti pedofili. Approfittando dell’operazione Turquoise lanciata dalla Francia (che pure aveva i suoi peccati da nascondere), centinaia di preti assassini hanno lasciato il Rwanda per rifugiarsi in Zaire o in Kenya passando da una missione all’altra per poi essere trasferiti in Europa dove Wojtyla li ha accolti a braccia aperte e nascosti in oscure parrocchie. Avevano le mani sporche di sangue, ma che cosa importava? La reputazione della Chiesa era molto più importante. E in ogni caso i morti erano neri, che evidentemente per Wojtyla contavano molto meno dei morti bianchi.
Fra questi preti c’era un assassino diverso dagli altri, forse il più grande assassino della storia: si chiama Athanase Séromba e da solo ha fatto più vittime che i nazisti alle Fosse Ardeatine e a Marzabotto insieme. Ha attirato 2000 persone nella sua chiesa, le ha chiuse dentro e le ha bruciate vive, poi si è fatto prestare un bulldozer da una ditta italiana ed è passato personalmente sulle macerie ancora fumanti. Quando Séromba è arrivato a Roma attraverso la solita rete di missioni e conventi, Wojtyla si è guardato bene dal consegnarlo alle autorità. Lo ha accolto a braccia aperte e lo ha sistemato in una parrocchia a Montughi, vicino a Firenze, dove l’assassino ha potuto celebrare la messa, dare la comunione ai fedeli e insegnare il catechismo ai bambini. Natiuralmente a spese dei contribuenti italiani.
I difensori del polacco diranno: Wojtyla non sapeva. Certo, lo dicevano anche i difensori dei criminali nazisti. A parte il fatto che, in un organismo centralizzato come la Chiesa Cattolica, il capo supremo e' responsabile di tutto quello che fanno i suoi subordinati, Wojtyla sapeva tutto, perché sulla sua scrivania si erano accumulati i rapporti di African Right, di Human Rights Watch, del Tribunale Penale Internazionale e del governo rwandese che reclamava la sua estradizione. Rapporti imbottiti di prove schiaccianti sul colpevole di uno dei massacri più agghiaccianti della storia. Io stesso ho partecipato a una raccolta di firme e scritto a titolo personale. Sapeva quello che era successo in Rwanda perché era uno dei principali istigatori, avendo ordinato ai preti locali di criminalizzare i Tutsi. Così sapete che cos’ha fatto? Ha cestinato tutto. Séromba aveva ammazzato 2000 persone e allora? Il prestigio della Chiesa contava di più. Poi, come fanno di solito i papi, ha ricattato il governo italiano: se estradate Séromba, vi togliamo l’appoggio elettorale. Così ha costretto il governo a fare quadrato intorno a Séromba. Un prete non deve rispondere a un tribunale secolare. Un riflesso da capomafia, certamente non da persona onesta. Solamente dopo la morte di Wojtyla, quando lo scandalo Séromba aveva assunto dimensioni internazionali e stava diventando controproducente per la Chiesa, il nuovo papa Ratzinger è crollato e ha ceduto alle pressioni di Carla del Ponte, permettendo al governo italiano di estradare Séromba perché fosse giudicato, non senza raccomandare di trattarlo bene.
Qualcuno dirà: tutti possono sbagliare, forse in seguito Wojtyla si è pentito dei suoi crimini. Niente di più sbagliato. Dopo il genocidio, Wojtyla ha sempre mantenuto la stessa linea: difesa a oltranza degli assassini. Dopo il processo in Belgio di suor Gertrude e suor Maria Kisito, accusate e condannate per avere attirato 7000 persone nel loro convento (pensate, 3 volte le vittime delle Torri Gemelle) e averle bruciate vive, sentite come si esprime il polacco al loro riguardo per bocca del suo portavoce Joaquin Navarro-Valls: “Le imputate hanno potuto far valere la loro versione dei fatti in un paese straniero così lontano dal Rwanda? Nell’attesa di una sentenza definitiva, il Santo Padre esprime una certa sorpresa per il loro processo” (Le Soir, Bruxelles, 11 giugno 2001, “Il Santo Padre si stupisce del processo di Bruxelles”). Ma quale attesa di una sentenza definitiva? Il processo era finito! Mai vista una malafede più colossale, mai vista tanta cinica freddezza nei confronti delle vittime. Sembra di sognare. Pensate che cosa sarebbe successo se, dopo la condanna di Eichmann, qualcuno avesse espresso "un certo stupore" per il suo processo. Ma siccome i morti erano africani, Wojtyla l'ha fatta franca.
Dopo avere contribuito a provocare il genocidio, nascosto gli assassini e averli difesi a spada tratta quando sono stati scoperti, Wojtyla ha praticato attivamente il negazionismo. Sentite come si esprime il 19 maggio 1999 sull’Osservatore Romano in un articolo firmato con 3 asterischi (segno di un articolo scritto o ispirato dal papa): “In Rwanda è in corso un’autentica campagna di diffamazione contro la Chiesa Cattolica, che si cerca di far passare come responsabile del massacro dell’etnia Tutsi. L’arresto di monsignor Misago cinque anni dopo i massacri deve essere considerato come l’ultimo atto di una strategia del governo rwandese per ridurre o eliminare il ruolo conciliante della Chiesa nella storia dfel Rwanda passata e presente, cercando con ogni mezzo d’infangare la sua immagine (…) Attualmente l’attenzione della popolazione è concentrata sul genocidio del 1994. In realtà c’è stato un doppio genocidio: quello contro i Tutsi e certi Hutu moderati, effettuato a partire dal 6 aprile 1994, e quello contro gli Hutu a partire dal mese di ottobre del 1990 fino alla presa del potere da parte del Fronte Patriottico Rwandese (FPRì tutsi nel luglio 1994. Questo genocidio degli Hutu è proseguito nella foresta zairese dove gli Hutu in fuga sono stati inseguiti e massacrati per sei mesi senza nessuna protezione da parte della comunità internazionale. Il numero di vittime Hutu ammonta a circa un milione. I due genocidi sono entrambi orribili e vanno ricordati entrambi, se si vuole evitare una propaganda unilaterale.”
Va detto che gli “Hutu in fuga” erano in realtà gli assassini che si stavano riorganizzando sotto la guida della Francia e la protezione della Chiesa per cercar di riprendere il potere in Rwanda, terrorizzando con stupri, saccheggi e massacri tanto le popolazioni locali che quelle frontaliere del Rwanda, e il cosiddetto “secondo genocidio” era la reazione rwandese per mettere fine alle loro violenze. Reagendo a questo articolo, la rivista “Billets d’Afrique” (agosto 1999) scrive giustamente: “L’ultimo paragrafo è esso stesso una tragedia, tenendo conto dell’influenza della Chiesa in Rwanda. Si può discutere sulla qualificazione dei massacri dei rifugiati Hutu. Le cifre ufficiali danno un massimo di 200.000 dispersi. Ma non è questo che rende intollerabile il testo. E’ l’affermazione che un secondo genocidio degli Hutu sarebbe stato compiuto dai Tutsi dall’ottobre del 1990 al luglio del 1994. Questa affermazione sottolineata, ripetuta, con l’evocazione di un milione di vittime hutu, non ha nessuna base storica. Peggio ancora, questi propositi del Vaticano riprendono esattamente la tesi dei pianificatori hutu del genocidio dei Tutsi: questo sarebbe una reazione al genocidio degli Hutu da parte dei Tutsi, un’autodifesa. Così le più alte sfere della Chiesa si allineano con l’ideologia genocidaria e la rialimentano. Questa presa di posizione insensata si avvicina alla complicità…”
Da tutto questo emerge la vera immagine di Wojtyla: un individuo cinico, razzista, calcolatore, sprezzante, privo di ogni senso morale, al quale interessava soltanto il potere della Chiesa. Più di tutto, anche della vita umana, specialmente della vita di umani neri. E' uno dei personaggi piu' loschi che abbiano inquinato il XX secolo, puo' essere affiancato a Hitler, Himmler, Franco, Stalin, Mussolini, Pol Pot. E’ comprensibile che sia stato beatificato, visto che per la Chiesa di Roma i crimini commessi nel suo interesse sono azioni altamente meritorie, e questo la dice lunga sulla sua idea di virtù. Poi, naturalmente,Wojtyla ha difeso anche i pedofili, ma di questa storia parleremo domani.
Dragor

Spero non ti spiaccia, ma non ho potuto fare a meno di linkare questo pezzo alla mia pagina Facebook. Personalmente sono disgustato da come la chiesa tratti questo assassino (perché di ciò si tratta) e di come l'ignoranza possa portare a questi paradossi...
Scritto da: Lontano | 29/04/11 a 22:19
L'ignoranza della gente, caro Lontano,certamente non della chiesa. Sto scrivendo dal Rwanda, dove la ferita del genocidio e' ancora aperta e in questi giorni si celebra il Mese della :emoria. Wojtyla se l'e' cavata soltanto perche' le vittime degli assassini da lui protetti erano africane e la gente liquida questo genocidio fermamente voluto dalla Francia e dai preti come uno dei tanti "massacri interetnici".Pensa che cosa sarebbe successo se, dopo la condanna di Eichmann, qualcuno avesse espresso "un certo stupore" per il suo processo.
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 30/04/11 a 17:08
Caro Dragor, c'è molto di vero in quello che scrivi, specie per i tentativi di depistaggio dalle autentiche verità, messi in atto in Vaticano ma dipingere Wojtyla come un assassino o comunque complice di assassini non lo trovo giusto.
Possibile che tanta gente(mi riferiscoal numero di persone accorse ai suoi funerali e domani per la cerimonia di beatificazione) sia così cieca da apprezzare e amare un assassino o qualcosa di simile?
Non posso condividere questo tuo giudizio anche se so bene che è stato un Papa conservatore(e questo non può piacermi), molto vicino a Comunione e Liberazione e Opus Dei, che sono dei fondamentalisti nella Chiesa Cattolica.
C'è sempre però qualcosa di buono in ogni persona. E prima di arrivare alla beatificazione , credimi, l'iter è lungo e complesso. E proprio per Wojtyla ci sono stati indugi fino all'ultimo.
Non nego che quel milione di morti innocenti chiedono giustizia ancora oggi. Ed è giusto che sia così.E che i colpevoli paghino.Tutti.
No, però Wojtyla ,capro espiatorio!
Un abbraccio.
Marianna
Scritto da: marianna | 30/04/11 a 21:46
Caro Dragor, tutte le tue argomentazioni contro Papa Wojtyla mi sembrano pretestuose e non documentate. In pratica, sono solo offese gratuite ad un uomo che non ti può neanche rispondere perché è morto.
Il conflitto fra Hutu e Tutsi affonda le sue radici nella antica rivalità che c’è fra questi due popoli che vivono da millenni nello stesso piccolo territorio. Per lunghissimo tempo i Tutsi hanno dominato gli Hutu e non è difficile immaginare che li abbiamo sfruttati, umiliati, fatti schiavi, probabilmente uccisi.
Cosa c’è di strano se gli Hutu, non appena possibile, hanno cercato di vendicarsi? La psicologia ci insegna che la vendetta è un istinto “di base” dell’uomo. Il Vangelo dice che bisogna perdonare i nostri nemici ma, come tu stesso hai detto moltissime volte, le religioni sono tutte cazzate.
Pertanto, di cosa ti lamenti? Gli Hutu che hanno massacrato i Tutsi in fondo sono tuo allievi, o libero pensatore ateo Dragor.
Scritto da: Alberto | 01/05/11 a 00:33
che dire ......sei un pirla hahahahha
Scritto da: ciao | 01/05/11 a 14:29
Caro testina di cazzo, che non hai neppure il coraggio di firmarti con il tuo pseudonimo (Dragor), sappi che hai perso completamente di ogni credibilità. Quando parli di certe cose (religione cattolica, Papa, pedofilia, ecc.) persino i tuoi lettori più affezionati mettono in discussione le tue argomentazioni, anche se non hanno il coraggio di dirti in faccia che i tuoi deliri da malato di mente non hanno nulla a che vedere con il libero pensiero e allora devo pensarci io:
è inutile che ti atteggi a libero pensatore, sei solo un cialtrone ubriaco!
Scritto da: Alberto | 01/05/11 a 14:59
S è per questo, caro Alberto, non mi ha risposto nemmeno quando era vivo, e le occasioni non gli sono mancate visto che sul caso Seromba gli avrò scritto una decina di lettere. Le tue sono parole, io cito fatti. La battaglia per l’estradizione di Seromba e la protezione accordata da Wojtyla all’assassino è un fatto di cui ha parlato la stampa internazionale. L’ignoranza dei fatti può essere giustificata, visto che in Italia la questione non è stata molto mediatizzata, ma non può essere usata per dire che le mie argomentazioni sono pretestuose. Prova a dirlo a Carla del Ponte del TPI e alle organizzazioni che hanno denunciato la chiesa per la sua protezione a Seromba e agli altri assassini. Vedo che insisti ancora a liquidare il genocidio come un “massacro interetnico”, una sorta di vendetta storica, alleneandoti cosi sulla tesi dei genocidari e dei loro alleati., Posso anche capirti, visto che in Italia l’informazione dul genocidio e stata in gran parte gestita dai preti che sostengono proprio questa tesi per coprire le loro responsabilità nelll’ispirazione e nell’organizzazione.. “Un genocidio senza importanza”, come diceva Mitterrand che pure c’era dentro fino al collo. In realta’ il mito della dominazione degli Hutu sui Tutsi, al quale sembri credere, è stato creato dai responsabili del genocidio per dissimulare le loro responsabilità. La tua affermazione che “per lunghissimo tempo i Tutsi hanno dominato gli Hutu, schiavizzandoli e probabilmente uccidendoli” non ha nessuna base storica. L’ascesa al potere dell’Hutu Power con il suo etnismo esasperato (ricorda quello del partito nazionalsocialista di Hitler) e’ molto recente, essendo stata promossa dai colonizzatori belgi e dalla Chiesa per difendere il loro interessi contro la richiesta d’indipendenza di Mwami Mutara III. In Francia sono state pubblicate decine di libri sull’argomento e per fortuna sembra che uno dei più importanti, ”La Nuit Rwandaise” di Jean-Louis Gouteux, sia stato tradotto in italiano con il titolo “Un Genocidio Senza Importanza - Il ruolo della Chiesa cattolica e della Francia” edizioni La Coop, Carrara 2005. Se vuoi, potresti cercarne una copia. E’ un libro iperdocumentato e ti aiutera’ a capire che le mie affermazioni non sono infondate.
Un caro saluto
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 01/05/11 a 15:52
Alberto, io ti ho dato una risposta civile, ma vedo che hai nuovamente fatto ricorso agli epiteti. Ti ricordo che gli epiteti non sono argomenti, al massimo possono servire ad alimentare il mio TOP 10. Di solito le persone educate non li usano
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 01/05/11 a 15:55
Caro Ciao, la tua difesa di Wojtyla, cosi' fine e ricca di argomenti interessanti, e' sicuramente degna del personaggio. Come dire: ogni personaggio ha i difensori che si merita
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 01/05/11 a 15:58
No, cara Marianna, non capro espiatorio ma colpevole. E in ogni caso nella causa della beatificazione si sono ben guardati di parlare del Rwanda. Tu chiedi: “Possibile che tanta gente sia così cieca da apprezzare e amare un assassino o qualcosa di simile?” La risposta è un grande e triste sì. Milioni di persone amavano Stalin e ancora oggi molti lo venerano come un santo, ma questo non toglie che fosse uno dei peggiori assassini della storia. Milioni di persone amavano Franco e ancora oggi lo venerano come un santo. Io stesso, a casa di una vecchia signora di Valladolid, ho visto un altare consacrato al Caudillo, ma questo non toglie che fosse uno dei peggiori assassino della stroria. Così non c’è da stupirsi che molti amino Wojtyla e lo venerino come un santo, anche se è uno dei peggiori assassini della storia. Miracoli della propaganda, dell’intox, della disinformazione, del lavaggio del cervello. Del resto lo riconosci anche tu: la chiesa ha cercato di depistare le indagini. E si parla di assassini che fanno sembrare Priebke un boyscout. E chi c’era alla direzione della chiesa? Lui, Wojtyla, capo di una delle organizzazioni più centralizzate del mondo. Così…
Un abbraccio affettuoso, non perderti il post su Wojtyla protettore dei pedofili. A presto
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 01/05/11 a 16:03
solo un paio di precisazioni:
1) ti ho offeso solo perchè tu mi hai dato del pirla, firmandoti "ciao"
2) se tu ti fossi limitato a dire che Wojtyla ha protetto alcuni preti che si sono macchiati le mani di sangue in Ruanda, te l'avrei anche fatta passare liscia. Non sono certo il difensore del Vaticano, io, ci mancherebbe altro...
Ma il fatto che tu insisti a dire che Wojtyla ha ispirato (a volte hai detto anche ordinato) il massacro dei Tutsi è qualcosa che non sta nè in cielo nè in terra e merita il disprezzo di tutte le persone civili. Pertanto chiamarti "cialtrone ubriaco" non mi sembra poi granchè in confronto alle offese che proferisci tu.
ti saluto civilmente
Scritto da: Alberto | 01/05/11 a 16:33
Caro Alberto, mi dispiace deluderti ma "ciao" si rivolge a me, quindi il pirla sono io :-) Dragor non insulta mai i suoi lettori.Io scrivo dal Rwanda, come forse puoi vedere dalla colonna delle provenienze. Ciao scrive dall'Italia.
Forse ricorderai che negli anni '80 Wojtyla definiva il Burundi "la sua spina nel fianco", perche' il presidente Baghaza rispediva a casa i missionari colpevoli di soffiare sull'etnismo. Ho parlato con piu' di un vescovo locale (e' facile farli parlare, come ho scritto in un post) e tutti mi hanno confermato che la direttiva del Vaticano, presieduto allora da Wojtyla, era quella di demonizzare i Tutsi durante le prediche domenicali. I Tutsi, nelle prediche, diventavano esseri diabolici e i contadini ritenevano che uccidere il diavolo fosse doveroso. Eravamo in Africa, non dimenticarlo. Ho scritto a Wojtyla per avvisarlo del pericolo e pochi giorni dopo i sanfedisti Hutu hanno fatto 20.000 morti a Bugarama, sulle montagne dietro Bujumbura. Era l'agosto del 1988. Questi massacri li ho vissuti sulla mia pelle.
Il regime genocidario e razzista di Habyarimana in Rwanda godeva dell'appoggio incondizionato di Wojtyla. Quando il FPR ha ottenuto la firma degli accordi di Arusha, il Vaticano ancora presieduto da Wojtyla ha replicato con la stessa politica di demonizzazione dei Tutsi, avallando implicitamente ii loro massacro. Fra l'altro ho un cognato vescovo evangelista, molto introdotto negli ambienti cattolici, che mi ha confermato le direttive di Roma. La prova del nove e' che, dopo il genocidio, il papa ha aiutato i preti assassini a fuggire,a nascondersi e ha praticato il negazionismo. Questi sono fatti. Se pensi che le mie affermazioni non stanno ne' in cielo ne' in terra, leggi il libro di Gouteux {per citare quello tradotto in italiano). In francese ce ne sono molti altri e perfino una rivista cattolica, Golias, ha denunciato la complicita' di Wojtyla con gli assassini.
Ciao, buona giornata
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 01/05/11 a 17:05
Caro Dragor,
sei troppo parte in causa perchè io possa dare credibilità oggettiva alle tue argomentazioni.
Per esprimere un giudizio equilibrato mi interesserebbe sentire l'altra campana.
E comunque il Personaggio agli altari non mi è particolarmente simpatico: in tutti gli anni del suo pontificato non si è mai degnato di rivolgere parole in partecipazione e difesa del mondo animale.
In america direbbero : 'he was a specist' (razzismo di specie).
Tesea
Scritto da: Tesea | 01/05/11 a 21:28
Caro Dragor, ci sai fare con le parole, ma non mi convinci. Non posso credere che un uomo come Wojtyla, che ha combattuto, con le armi della non violenza, contro nazismo e comunismo, sia poi diventato uguale a quelli che ha combattuto. Ti saluto cordialmente.
Scritto da: Alberto | 02/05/11 a 00:26
Caro Alberto, infatti non ti chiedo di credermi. Fingi che io non esista e leggi il libro di Gouteux. Oppure va' su Wikipedia dove troverai la fredda esposizione del caso di Athanase Seromba,uno dei piu' grandi assassini della storia,nascosto e protetto dal Vaticano fino all'ultimo. E poi chiediti: perche'lo hanno fatto? E da li' svolgi la tua indagine,possibilmente studiando la storia recente del Rwanda e il ruolo della Chiesa. Oppure conserva i tuoi pregiudizi,per me fa lo stesso.
Buona giornata
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 02/05/11 a 09:41
Cara Tesea, ti ripeto quello che ho detto ad Alberto: fingi che io non esista e documentati. Guarda che cosa dice Wikipedia, un organo certamente non di parte,sul caso di Athanase Seromba e in altri capitoli sulla protezione accordata da Wojtyla ai preti assassini. Leggi "La Nuit Rwandaise" di Jean-Louis Gouteux sul ruolo della chiesa e della Francia nel genocidio, tradotto in italiano con il titolo "Un genocidio senza Importanza",ed.La Coop, Carrara 2005. Poi ne riparleremo.
A proposito dell'altra campana, ci sei dentro. Suona cosi' forte che non ti accorgi piu' di sentirla
dragor (journal intime)
dragor(journal intime)
Scritto da: dragor | 02/05/11 a 09:58
Caro Dragor, i miei pregiudizi? perchè ti ho chiesto di dimostrare quello che dici? mi sa che ha ragione CIAO!
ciao!
Scritto da: Alberto | 02/05/11 a 20:30
Alberto, tu hai scritto: "Per lunghissimo tempo i Tutsi hanno dominato gli Hutu e non è difficile immaginare che li abbiamo sfruttati, umiliati, fatti schiavi, probabilmente uccisi." Questo e' il tipico stereotipo coloniale, coniato dai coloni per lavarsi la coscienza e non riconoscere le proprie responsabilita', trasformando il genocidio in un massacro interetnico. In realta' l'Hutu Power, con il partito Parmhutu, e' stato promosso dai colonialisti belgi e dai preti (vedi il Manifesto dei Bahutu" ideato dal prete svizzero msg Perraudin nel 1961)per affermare il loro potere contro il Mwami che aveva chiesto l'indipendenza all'ONU. E' un organo politico co;e il partito nazionalsocialoista di Hitler. In seguito lo stesso Mutara sara' assassinato a Bujumbura da un medico belga.
Come ho detto, non ti chiedo di credermi. Ho citato fonti, libri, esperienze personali, ma per te queste non sono prove. Ti chiedo solo di documentarti, tutto qui. Ma lo ripeto: se non vuoi farlo e preferisci tenerti i tuoi stereotipi coloniali, per me fa lo stesso.
Ciao, buona giornata
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 03/05/11 a 09:20
Attento Dragor, quello che scrivi è da denuncia.
Scritto da: Ayye | 10/05/11 a 19:29
Spero proprio di essere denunciato, cosi' potro' rendere pubbliche ler prove
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 04/01/12 a 11:54