La stanza è asettica come la sala di visita di un ospedale. Seduti ai semplici tavoli di legno, i consumatori coccolano un sogno, aspettando la visita di colei che li aiuterà a realizzarlo con il suo magico dono. Qualcuno lo ha già ricevuto e fluttua beato in dimensione meravigliosa, qualcuno sta ancora aspettando e pregusta il dolce oblio nel quale si smarrirà al primo contatto. Fuori splende il sole, ma le tende accostate escludono la luce, creando una penombra gravida di mistero. Il silenzio è profondo. Sai di essere dipendente, ma la tua forza di volontà non basta per opporsi all’attrazione della bianca sostanza che fra poco scorrerà nel tuo sangue. Sei drogato, impasticcato, schiavo per la vita di un padrone che non ti lascerà mai più libero. Finalmente l’alta dispensatrice si accosta al tuo tavolo e la cerimonia ha inizio. Tenendo il dono con due mani, s’inchina per deporlo davanti a te come se fosse il più prezioso dei tesori e tu un adepto che ne condividerà i segreti, partecipe di un arcano antico come il mondo. E’ un rito iniziatico, la transizione fra la realtà contingente e una dimensione parallela, fra il presente e il passato. Prendi religiosamente il calice e te lo accosti alle labbra...
Nebbia. Dapprima le grigie volute formano uno schermo impenetrabile, poi le cortine si assottigliano e li vedi… gli alti pastori Tutsi dalle lunghe lance con le acconciature elaborate in forme fantastiche e paurose, le immense mandrie di vacche dalle lunghe corna sparse sulle verdi colline ancora vergini. Bevi ancora e le immagini sfilano davanti ai tuoi occhi, le fanciulle che danzano davanti al Mwami con i movimenti leggiadri e cadenzati della danza reale. Una di loro avanza con un vaso fra le mani e si china per offrirlo al suo sovrano. Il dono più prezioso, Ikivuguto.
Dragor
Jeannette Kagame, la moglie del presidente, ha istituito in tutto il Rwanda una rete di sale in cui si puo' degustare a prezzo politico un solo prodotto: ikivuguto, il latte cagliato, simbolo della prosperità e dell'amore. Un litro costa l'equivalente di 20 centesimi di euro.
LATTE? da come lo hai descritto credevo fosse LSD!
Scritto da: Alberto | 08/02/12 a 17:42
Gesti antichi, come offrire una tazza di tè caldo in pieno deserto, suggestivi come tutti i cerimoniali.
Scritto da: Pim | 08/02/12 a 19:43
Bellissima tradizione dell'Africa ancestrale, praticata anche dai Masai del Kenya e del Tanzania.
Ne ho ampie informazioni ,perché alcuni miei amici hanno partecipato di persona coinvolti a questa cerimonia, che ha veramente del solenne nel momento in cui tutto il cerimoniale si compie.
E offensivo sarebbe,trovandosi nel contesto, di rifiutare la propria adesione.
Tu, comunque, hai descritto meravigliosamente lo svolgersi dell'evento.
Complimenti.
E, grazie, per averlo ricordato.
Un plauso anche a Jeannette Kagame.
Affettuosamente, Marianna.
Scritto da: marianna | 10/02/12 a 22:24
Alberto, è ancora meglio. Fa pure un effetto lassativo
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 12/02/12 a 10:56
Pim, detto fra noi, si tratta di una tradizione Tutsi (gli Hutu non hanno mai capito niente di latte) che si sta cercando di fare passare come tradizione nazionale. Nell'ambito dell'unità e della riconciliazione
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 12/02/12 a 10:59
Cara Marianna, il culto del latte è diffuso fra tutti gli allevatori nilotici e i Masai sono cugini dei Tutsi. E' un'altra tradizione Tutsi, come Umuganda (il lavoro collettivo)e Kuciciro (l'onore) che si cerca di trasformare in tradizione nazionale per superare le divisioni etniche
Buona domenica,un abbraccio,a presto
dragor (journal intime)
Scritto da: dragor | 12/02/12 a 11:06
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Scritto da: nakedcelebsh | 14/02/12 a 09:17