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27/04/06

Commenti

Gloria

D'accordo con il tuo pensiero Dragor. Onore, rispetto, solidarietà ma non medaglie, hanno scelto loro quel mestiere con tutti i rischi che comporta.
Un saluto

dragor (journal intime)

Cara Gloria, la tua approvazione mi fa molto piacere. Qualcuno, invece, potrebbe trovare questo boccone un po' indigesto...
Grazie, bye.
Dragor (journal intime)

Hap Collins

Boccone indigesto, di sicuro.
Ma sono d'accordo con te.
Un medaglia allora a chi muore costruendo una casa, timbrando un cartellino, o salvando un gatto su un albero. Forse, le medaglie, dovremmo darle agli iracheni, queli che vivono ogni giorno la guerra, impotenti...

dragor (journal intime)

Caro Hap Collins, le medaglie le darei a quegli iracheni che hanno sfidato la morte per votare nella vana speranza di avere un paese migliore e a quei medici che rischiano la vita guadagnando poco o niente per curare i feriti e i malati. A proposito, il tuo super romanzo è sulla home page! Ritiro quello che ho detto su Cristo che risorge e gli uccellini che cinguettano...
Grazie per lo stimolante commento, bye.
Dragor (journal intime)

Silvano Deregibus

Caro Dragor, sono d'accordo con quanto tu hai scritto..il post è molto veritiero.. senza dubbio tutti meritano rispetto, ricordo, onore, solidarietà..ma medaglie no in quanto si è scelto un mestiere essendo consapevoli dei rischi che esso comporta; bye bye..buona giornata.
Silvano Deregibus

Gloria

Ciao Dragor, il commento che ho scritto ieri è particolarmente sentito, perchè ho esperienza (purtroppo) in questo ambito. Una persona a me molto vicina, è stata 3 anni nell'esercito, partecipando a missioni di varia natura. Io ero estremamente contraria perchè questo tipo di lavoro comporta un altissimo rischio, un peso psicologico non indifferente e chi più ne ha più ne metta. Per fare questo lavoro e credimi ti parlo in questo modo perchè so veramente cosa significa, si deve avere un'attitudine particolare, un carattere particolare. E' una scelta di vita.
Si va in missione per tantissimi motivi, si pensa di guadagnare bene per poi magari comprare casa. Ma quando sei li tutto è diverso: pensi solo a sopravvivere. E' una questione molto complicata, ma io non sono d'accordo sul mandare in questi luoghi cosi pieni di rischi dei ragazzi di venti, trent'anni. E non sono d'accordo neanche sul fatto di andare volontari perchè poi c'è il rischio di non tornare più. Si toglie tempo alla famiglia, si sprecano tante energie, si cambia. Quei luoghi ti cambiano nell'anima. Certo qualcuno dovrà pur andarci, ma cari ragazzi pensateci prima di addentrarvi in situazioni più grandi di voi..
Penso alle fidanzate e alle mogli di questi poveri ragazzi deceduti. La tristezza, il dolore sono misti alla rabbia e al rimorso di non avergli impedito di andare laggiù. Io l'ho fatto, glielo ho impedito. All'inizio lo appoggiavo nella realizzazione del suo "sogno", poi ho capito quali erano i rischi e ho fatto di tutto per fargli scegliere di lavorare per vivere meglio e non di vivere per lavorare. Il destino ha voluto che lui capisse e che le circostanze lo dissuadessero dal voler fare questo mestiere. E io la medaglia a questa persona gliela dono perchè ha capito che la vita vale piu di una missione da cui a volte non si ritorna.
Un bacio

maxgiordani

e bravo Dragor. Adesso Pisanu ti iscrive nell'elenco degli anarco insurrezionalisti (quanto gli paice sto termine).

Dolcyssyma

Sono contro la guerra e non lo dico solo a parole. Me ne disinteresso totalmente. E' una scelta. Perchè andare con la divisa e con le armi ad aiutare qualcuno non serve proprio a nulla. Le vere lotte si fanno istruendo le persone, i cambiamenti si fanno solo con la testa, con la consapevolezza.

Concordo: anche io darei la medaglia agli iracheni che senza armi vogliono cambiare il loro paese in meglio, ed una medaglia ai medici ed ai volontari che si trovano in questi territori.

Pim

Sono d'accordo con le tue parole. Provo rispetto per quelle vite perdute, per i familiari. Ma non sopporto la retorica appiccicosa che invischia tali tristi circostanze di commenti e gesti ipocriti. Non ci si può scaricare la coscienza affibbiando qualche medaglia alla memoria.

dragor (journal intime)

Caro Silvano, grazie. Sapevo che avresti approvato. Bye
Dragor (journal intime)

dragor (journal intime)

Cata Gloria, so leggere fra le righe e ho capito che il tuo commento era particolarmente sentito. Quanto a me, mi sono perfino rifiutato di fare il servizio militare benché la mia famiglia premesse in senso contrario. In ogni caso ti rimando a quell'ottimo romanzo da cui hanno tratto un ottimo film, All'Ovest Niente di Nuovo.
Grazie, un bacio anche a te bye.
Dragor (journal intime)

dragor (journal intime)

Caro maxgiordani, ai tromboni della retorica come Pisanu bisognerebbe dire di guardarsi intorno e notare che la gente, salvo qualche vecchio rimbambito, ne ha abbastanza della retorica.
Comunque grazie per avermi avvisato. In ogni caso non potranno mandarmi al confino perché ci sono già. Bye!
Dragor (journal intime)

dragor (journal intime)

E sarebbero medaglie strameritate, cara Dolcyssima. Grazie, bye
Dragor (journal intime)

dragor (journal intime)

Caro Pim, la retorica dà fastidio a tutti ma ce la impongono in continuazione. Vuoi spiegarmi che cosa c'è che non va?
dragor (journal intime)

Guido

Complimenti a tutti. Anche noi nel 1946 e nel 1948 siamo andati a votare prima per la forma di governo e poi per le politiche. Ma se non venivano gli alleati a liberarci da nazisti e fascisti oggi non potremmo mai parlare di democrazia nel nostro paese. E quegli iracheni che senza armi vogliono cambiare il loro paese in meglio hanno potuto votare (oltre l'85%) perché questa possibilità gliel'ha data la presenza dei nostri ragazzi "armati". Siete ancora talmente troppo ottusi da non comprendere che così facendo vi state comportando come hanno fatto le potenze europee con l'avvento di Hitler: lo hanno considerato solo un problema della Germania. E poi si è visto quello che è successo. Il problema del terrorismo è ormai globale, e se non lo si combatte nel suo paese di origine andrà a finire come con Hitler e Mussolini. Se ci fate ben caso, il terrorismo arabo ha internazionalizzato le sue azioni dopo il 1993, dopo che Yitzak Rabin - premier israeliano - con gli accordi di pace di Camp David ha riconosciuto lo stato palestinese e ha cercato la pace. Sveglia gente. Se non provvediamo in tempo i nostri muratori le case se le costruiranno in un nuovo pianeta. Nelle parole di molti leggo purtroppo un senso di vigliaccheria e di pressapochismo che mi raggela: il nostro futuro, vi piaccia o no, si gioca in medio oriente!! E a quei ragazzi in divisa che con la loro presenza hanno permesso agli Irakeni di scegliersi liberamemte il futuro, non solo darei una medaglia, ma li farei santi. E senza retorica. Perché sono loro i veri continuatori della nostra guerra di liberazione. Perché oggi la frontiera della nostra liberazione si è spostato in medio oriente.
Ma già, è molto più comodo fare la pace bruciando le bandiere in un corteo a Milano,invece di andare sul posto a vedere come le cose vanno effettivamente. Leggetevi cosa ha detto Scelli - ex capo della CRI Italiana - sulle missioni di di volontariato: in quelle zone si possono fare solo con la protezione di forti scorte armate. I medici italiani hanno potuto operare in un ospedale irakeno solo con una forte scorta di Carabinieri italiani.
Svegliatevi e toglietevi le fette di prosciutto dagli occhi. Se ce ne andiamo da quei posti prima che gli stessi irakeni siano in grado di porre una diga alle milizie terroristiche al servizio dei signori della guerra, pagheremo pesanti tributi di sangue!! Si perché a quei terroristi non gliene frega niente della democrazie e della libertà del loro popolo, a loro importa solo imporre il loro potere, nato dai soldi delle piantagioni di oppio e dal traffico di armi.
Continuiamo a fregarcene, poi però prepariamoci a pagare un prezzo ancora più duro di quello che stiamo pagando.

Gloria

Caro Guido sono d'accordissimo con te su tutto ciò che hai scritto, ma fidati: se vedessi partire una persona a te cara e molto vicina non penseresti alla guerra di liberazione. Penseresti che hai paura di non vederla tornare.

dragor (journal intime)

Caro Guido, il tuo quesito è molto interessante. Partire precipitosamente come vorrebbero buona parte della sinistra, le mamme, le fidanzate e ovviamente anche qualche iracheno, oppure restare in Irak nella presunzione che la nostra presenza possa servire a evitare qualche spargimento di sangue e ad accompagnare il paese sulla strada della democrazia? Si potrebbe aprire un dibattito...
In ogni caso insisto a dire che i tre militari caduti in Irak meritano tutto tranne la medaglia. Erano lavoratori che facevano il loro mestiere. Un mestiere pericoloso, sicuro, ma lo fa anche Schumacher (guadagnando per giunta molto di più) e se si spiaccicasse contro il famigerato muro di cemento del circuito di Montréal (ma perché non lo tolgono?), nessuno gli darebbe la medaglia, cosi' come non la danno a un muratore che cade dall'impalcatura. Ciascuno a suo modo, ogni lavoratore fa un'attività socialmente utile nella quale la morte è un'aléas del destino, non un sacrificio volontario per salvare qualcuno o per difendere un ideale (un sacrificio che ovviamente meriterebbe la medaglia).
Grazie, bye.
Dragor (journal intime)

Guido

Schumacher fa il suo mestiere. Ma lo fa per sè. Ognuno che lavora fa il suo mestiere. Ma ci sono mestieri che, volenti o nolenti, hanno ripercussioni sul quieto vivere di tutti, sulla libertà di tutti. E se ci possiamo dire "liberi" è forse anche perché c'è qualcuno che vigila e ci assicura questa "libertà". E' troppo qualunquistico il discorso fatto da Dragor. Secondo te allora vuol dire che un poliziotto che viene ammazzato perché sta facendo il suo lavoro è una cosa da considerare normale?
Per quello poi che ha detto Gloria, io non solo ho provato la paura di non vedere tornare una persona cara e a me molto vicina, io ho anche provato la paura di NON tornare. Ma ho anche toccato con mano che la presenza dei nostri contingenti in quelle zone oltre a essere utile a quelle popolazioni è utile anche a noi, per la sicurezza in Italia. Per la sicurezza delle mie figlie. E' stando in quei posti che mi sono reso conto che ormai non esiste un posto sicuro in nessuna parte del mondo se per prima non viene assicurata la "stabilità" in quelle zone. Per questo dico che a quei ragazzi bisognerebbe farli santi; per questo dico che è sbagliato ritenere che sia un problema solo "loro". E' e sarà un problema anche nostro, e se li lasciamo "soli" piangeremo molte più lacrime amare. Ce ne stiamo accorgendo in pochi, ma l'Iran e la sua atomica sono solo la punta di un iceberg che, se non si riuscirà a sciogliere, quando emergerà sarà un dramma inarrestabile.

dragor (journal intime)

Caro Guido, ti ripondero' con un esempio degno di Brecht (vedete a che cosa puo' condurre un buon vecchio dibattito? Ah,l'ebbrezza della discussione!). Secondo i giornali, il maresciallo Franco Lattanzio era partito per guadagnare in fretta i 30.000 euro che gli servivano per comprarsi una casa. Mettiamo che, invece di saltare su una mina, fosse tornato a Pacentro (L'Aquila) con i trentamila euro per comprarsi la casa. Ovviamente la casa ha bisogno di essere costruita da un muratore, un tizio che guadagna 1.2OO euro al mese per mantenere se stesso e la famiglia. Mentre sistema un mattone sopra uno strato di cemento a 15 metri di altezza, il muratore mette un piede in fallo e si schianta sull'asfalto lasciando moglie e sei figli (più sono poveri, più ne fanno). Morale della favola: Franco Lattanzio, che vende un bene indispensabile e necessario (la sicurezza) è tornato sano e salvo. L'anonimo muratore, che vendeva un bene altrettanto indispensabile e necessario (la casa) è morto. Entrambi lo facevano per soldi. Quanto all'aspetto morale, ognuno dei due era altrettanto indispensabile alla società. Credi che al muratore darebbero la medaglia?
Grazie per i tuoi commenti, sono molto stimolanti. Bye
Dragor (journal intime)

Guido

E tu credi che al Maresciallo Lattanzio per 4 mesi a Nassiriya avrebbero dato 30.000,00 euro? E tu credi che quei 3.000 soldati siano semplicemente dei mercenari? Ti sei mai chiesto che cosa prendevano al mese le due Simone, le "volontarie" rapite in Irak e premiate con medaglie a destra e sinistra? Tu credi davvero che non sia possibile credere in quello che si fa soltanto perché si porta una divisa?
Io non nego dignità e utilità al muratore, anzi, tanto di cappello. Sto solo dicendo che sono in pochi a capire che la nostra presenza in Irak serve affinché il muratore italiano sia sempre libero e possa continuare a lavorare in un paese libero e democratico, dove ogni persona abbia pari dignità, pari diritti e pari doveri. In un paese dove la politica si faccia con la dialettica e non con il terrore, ma soprattutto in un paese dove sia sempre possibile fare politica con la forza delle idee e non con l'idea della forza. In Irak il popolo sovrano è tornato a votare dopo oltre 20 anni di dittatura. Dopo oltre 20 anni abbiamo dato un barlume di speranza a quella gente, un barlume di libertà. Se lasciamo spegnere ora quel barlume, non saranno solo loro a ripiombare nel Medio Evo.

dragor (journal intime)

Caro Guido, ti diro' chi merita (secondo me) la medaglia. La merita Gary Cooper nel film "Per chi suona la campana" (tratto dal famoso romanzo di Hemingway)quando tutto solo cerca di rallentare con una mitragliatrice i franchisti in arrivo per permettere ai compagni (fra cui la donna che ama)di mettersi in salvo. La meritano i 3OO texani di Alamo, fra cui Davy Crockett e Jim Bowie, che si sono fatti volontariamente massacrare dai 10.OOO messicani del generale Santana per frenare i messicani in questione 3 giorni e permettere alle truppe texane di riorganizzarsi a San Antonio e sferrare il contrattacco.
In Francia non si darebbe mai la medaglia a chi salta su una mina, e sai perché? Perché chez nous le mine si chiamano piège-à-con, trappola per gli stupidi, un termine forse non molto simpatico che implica forse un po' cinicamente che chi salta su una mina è stupido. La superiorità di un esercito si vede anche dal fatto che non drammatizza oltre il dovuto la morte dei militari. In ogni caso nel fatto di saltare su una mina non vedo niente di particolarmente eroico, è un po' come il muratore che mette il piede un fallo. Un incidente del mestiere.
Quando al fatto di credere in quello che si fa, ogni buon professionista deve crederci. Nella vita non esiste solo il fric, ci mancherebbe altro!
E poi, prova a pensarci: se si desse la medaglia a tutti i soldati soltanto perché fanno un mesiere difficile, pericoloso e necessario (concordo sul tuo parallelo fra l'Europa liberata dagli americani e l'Irak liberato - speriamo - dalla coalizione), sarebbe come non darla a nessuno.
Grazie, bye, a presto.
Dragor (journal intime)

Guido

Ne riparlermo fra 20 anni.
Se fra 20 saremo ancora liberi di parlare

dragor (journal intime)

Caro Guido, perché non fai un blog anche tu? Cosi' discuteremo in pubblico, invece che nel mio salon, e tutti potranno beneficiarne.
Grazie, bye.
Dragor(journal intime)

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