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02/10/06

Commenti

irenespagnuolo

Bellissimo questo spaccato sul jazz, su Cave Romagnan e su Dragor musicista...!!!
Credo tu abbia molto in comune con Gigi Cifarelli che conosco e apprezzo come persona e come musicista...
A Novara il crooner jazz club non è così famoso e gettonato : è ancora un ritrovo per pochi appassionati...E pensare che al contrario di Cave Romagnan è grande, è stato concepito per ospitare molte persone ed eventi di richiamo...Ci vorrà tempo forse...?
Ciao Dragor, emozionante il tuo trasporto...
Irene

dragor

Grazie, cara Irene. Anche da noi ci sono locali più grandi, ma la cave Romagnan ha più carisma...
Ciao
dragor (journal intime)

irenespagnuolo

Infatti Dragor...credo che sia una questione di atmosfera...ma mi spiace per il crooner nato da un amante del jazz...vorrei "trionfasse" !

http://pieromasia.blog.lastampa.it/

Hai ragione quando dici che la vera musica suonata non ha a che vedere "con i ritmi monotoni, grossolani, pesanti, volgari che si sentono nella musica commerciale, spesso clonati elettronicamente". Solo chi suona veramente con dei veri strumenti, interagisce con gli altri musicisti, viene afferrato e coinvolto in un tutt'uno che ti coinvolge freneticamente ed emotivamente. Ciao, Piero

Antonio (terzomillennio)

Caro Dragor,
mi fai venire i brividi sulla schiena. Ho vissuto diversi anni in cui il Jazz per me era un ideale, uno stile di vita, un modo di pensare, un modo di vivere.
Purtroppo il jazz è apprezzato sempre più solamente dagli addetti ai lavori: chi non capisce spesso non riesce ad amare.
Come vorrei essere al Romagnan qualche sabato sera ad accompagnare magari un bel 3/4 "rotolante" o un 4/4 pensato in 3 o anche una struggente ballad, con delle note grandi come il cuore di chi le interpreta e di chi le ha scritte!!

Grazie per il post.

Ti saluto
Antonio

dragor

Caro Piero, la musica dev'essere essere fatta da persone che interagiscono e applicano la loro creatività a ogni elemento dell'espressione musicale. Dovrebbe essere scontato, invece non è cosi'. Mi sembra scandaloso che l'educazione musicale della maggior parte delle persone avvenga su rumori che con la musica non hanno niente a che vedere.
Grazie, un caro saluto
dragor (journal intime)

dragor

Caro Antonio,
è vero, il jazz è uno stile di vita. Come musica è purtroppo aleatoria, a differenza della musica classica non ha una vita al di fuori di chi la suona. In mancanza di geni (per me l'ultimo dei grandi è stato John Coltrane) rischia di trasformarsi in un esercizio per pochi intimi. Il paradosso è che gran parte della musica commerciale deriva dal jazz, ma la gente sembra più portata ad apprezzare i (pessimi) imitatori piuttosto che gli originali.
Un caro saluto
dragor (journal intime)

Antonio (terzomillennio)

caro Dragor,

ho rinunciato a fare il misucista piuttosto di non suonare del jazz.
Per fare l'"impiegato" della musica ho cambiato vita e "mestiere".

Per me un'altro genio è stato Thelonious Monk.

Ti abbraccio
Antonio

Biz

Bello questo pezzo. Adoro il jazz, anche se a suonare ne possiedo solo i rudimenti (ma è già qualcosa, anche per capire bene la distanza fra quelli che suonano bene e me quando mi cimento col jazz). Musicalmente da giovane ho suonato rock, rock blues come cantante e tastierista, a buon livello, se avessi avuto il coraggio e la volontà forte di suonare jazz credo farei il musicista, è troppo bello.
Ogni tanto suono ancora con vecchi amici che non hanno continuato. E talvolta, qualche amico che ha continuato, che suona con musicisti jazz anche se musica pop, mi chiama sul palco a fare qualche pezzo soul.
Bè, suonare con loro è tutta un'altra cosa. Proprio la ritmica fa la differenza. Intanto, non sono costretto ad urlare come un dannato, la dinamica diventa varia e sottile, è come cantare su un tappeto volante.

dragor

Caro Antonio, Thelonious Monk è stato sicuramente un grande e ci ha regalato anche ottime composizioni, ma lo vedo come un fenomeno piuttosto isolato. Per me ci sono soltanto due musicisti che hanno influenzato tutto il jazz del dopoguerra ciascuno a suo modo con una sorta di rivoluzione copernicana, creando dei modelli che ancora oggi sono imprescindibili: Charlie Parker e John Coltrane.
Un abbraccio anche a te
dragor (journal intime)

Antonio (terzomillennio)

come posso darti torto!

Come batterista amo molto (oltre Jack De Johnette) Elvin Jones, lo ritengo uno dei grandi capo scuola.
Il batterista italiano che apprezzo di più è Roberto Gatto.

Che meraviglia parlare e scrivere di queste cose!!

Adesso basta, se no non la finisco più.

Ciao Dragor e grazie.

dragor

Caro Biz, in poche parole hai definito con molta efficacia la differenza che passa fra un ritmo commerciale e un buon ritmo. Il rock, il rock blues e simili sono derivazioni commerciali del rythm&blues, ossia del blues suonato su un tempo veloce. Molti fanno risalire l'invenzione del rock a Elvis Presley, ignorando che già negli anni '30 Cab Calloway faceva (meglio) le stesse cose.
Vivere di jazz è già difficile negli Stati Uniti, figuriamoci in Europa. Se sei un musicista, devi fatalmente accettare compromessi e suonare la tua musica nel tempo libero, perché la quantità e la rimuneratività degli ingaggi non ti permette di vivere su uno standard decente. E anche se sei una star, la vita è dura lo stesso. Anni fa mio padre ha incontrato Billie Holiday sola e alcolizzata alla disperata ricerca di un ingaggio. Alla fine l'hanno sbattuta all'Alcazar, un cafè-théâtre di Marsiglia dove gli spettatori la fischiavano perché volevano vedere le filles.
Ciao

montgolfier

grazie Dragor per questo pezzo molto sentito. Non sono un grande esperto di jazz, amo la musica in generale, e adesso ho un indirizzo in più da scrivere nell'agenda. Non si può escludere nella vita di trovarsi a Nizza, un sabato sera.

Un saluto

Mont

dragor

E magari di sentire la musica di Dragor...
Ciao
dragor (journal intime)

dragor

Caro Antonio, Elvin Jones ha introdotto nel jazz lo stile di accompagnamento della tabla indiana (per accontentare John Coltrane che ha importato nel jazz il mood indiano, un inizio lento, un crescendo, un clou e un diminuendo). E' una presenza costante che non si limita alla scansione del tempo sul piatto.
Mio padre lo ha visto suonare con John Coltrane, McCoyTyner e John Garrison. E' stata una delle più grandi emozioni della sua vita.
Ciao
dragor (journal intime)

Biz

E. Jones l'ho visto suonare da vecchiotto, "solo" con McCoy Tyner e M. Brecker.
E già ci sono rimasto secco.

dragor

Caro Biz, l'ho sentito anch'io ma non c'era John...
dragor (journal intime)

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