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« Quadrato bianco | Principale | Journal Intime lo aveva detto »

25/11/06

Commenti

Antonio (terzomillennio)

Sono stimolanti le tue domande, ho provato a darmi le seguenti risposte:

1) La Chiesa, ha sempre avuto un’enorme potere. La commistione tra credo e politica, in Italia, risale come minimo dal periodo medioevale.
La fede è l’oppio dei popoli, è risaputo, ed attraverso il credo si possono guidare le masse. Il cattolicesimo, il nazifascismo, il comunismo (nelle dittature il despota è visto quasi come un dio), l’islamismo stesso, dimostrano come un credo (quindi religione) possa diventare strumento di potere.

2) Si, mi pare di capire che i comunisti dovrebbero essere atei ed anticlericali. Ma in Italia il comunismo-reale (fammi dire per fortuna) non c’è mai stato, ma molti hanno letto le teorie di Marx, così si è creata una commistione tra due dottrine che in pratica predicano entrambe povertà materiale e ricchezza d’animo o pseudo-culturale. Nasce così il “cattocomunismo” una “fede” sempre giusta o giustificata.

3) No, a mio modo di vedere, l’Italia non è ancora pienamente uno Stato laico, però di questo passo, da uno Stato non pienamente laico perché condizionato dalla Chiesa Cattolica, diventerà uno Stato condizionato dall’islamismo.

Ciao
antonio

Guizzo

1- L'etica è un fatto anche dei preti ed è giusto che dicano la loro. Sta agli altri decidere se ascoltarli.

2- Come ho già detto il vero comunismo e la religione possono fondersi solamente in un'ottica epicurea (se dio c'è, non si occupa delle cose degli uomini). Comunque Napolitano è sempre stato un grande opportunista e ora evidentemente gli sta bene andare a braccetto coi preti.

3- No. Evidentemente no. Non del tutto, quantomeno.

Appena avrò terminato il documentario tornerò ad essere più presente sul web e alle discussioni del Journal intime!

dragor

Caro Antonio, grazie di avere risposto alle domande. Anch'io mi sono dato delle risposte, ma volevo sentire le vostre.La commissione fra credo e politica risale all'ultima fase dell'impero romano, quando sotto l'influenza orientale l'imperatore ha preteso di essere adorato come un Dio. Dopo il crollo dell'impero, il papato ha continuato questa tradizione e imposto alla civiltà mille anni di stop.
I comunisti sono spesso dei catho riciclati. Ogni tanto si ricordano delle origini.
L'Italia non è uno Stato laico perché la sua sovranità è limitata dal concordato con la chiesa cattolica. Adesso ne sta facendo un altro con l'islam, cominciato il 4 aprile quando la Corte di Cassazione ha dichiarato che l'islam impone il velo alle donne musulmane.
Ciao!
dragor (journal intime)

dragor

Caro Guizzo, che piacere sentirti, ci mancavi. Qual è il soggetto del tuo documentario?

Certo, i preti hanno il diritto di dire la loro sulla bioetica. Siamo in un regime libero e anche i preti hanno (sigh) il diritto di parlare. Ma qui si parla di concertazione. Le soluzioni devono essere condivise. Da quando in qua si condiziona la ricerca scientifica al placet della chiesa?

Sull'ottica epicurea sono d'accordo, ma non vedo che cosa ci sia di epicureo nel freno alla ricerca che servirà soltanto a ritardare le nuove terapie e provocare altri morti.
Ciao, a presto

dragor journal intime)

Fabio

Provo a rispondere anch'io. 1)Tutti tendiamo a farci un'idea sugli affari altrui. L'importante è che questa idea non si trasformi in interferenza indebita.2)Il comunismo è un'ideologia atea e materialista ma ciò non esclude il dialogo con la Chiesa. La tendenza anticlericale emerge dinnanzi alle interferenze indebite nelle questioni di stato. 3)Il nostro paese ha fatto grandi passi avanti sul piano del laicismo rispetto ai tempi in cui si diceva:"nella cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no". Infine la società multietnica impone il confronto anche con altre realtà religiose ma non credo che per questo si corra il rischio di cadere in un confessionalismo islamico.

dragor

Caro Fabio, sono d'accordo suil punto 1. Sul punto 2, mi sembra che molti comunisti, compreso il capo dello Stato, siano ossequienti nei confronti della chiesa anche quando questa interferisce nelle questioni di Stato. Sul punto 3, il confronto con altre realtà religiose non significa recepire queste realtà nella propria legge e andare contro la propria Costituzione, come ha fatto l'Italia con il velo islamico.
Grazie per avere risposto alle domande.
Ciao!

dragor (journal intime)

cinghios

Ciao Dragor,
anch'io sono rimasto stupito dalle parole di Napolitano. Come si permette?
Però andando a leggere l'articolo ho notato che le dichiarazioni sono state leggermente abusate. Tra l'altro in tutti i casi
le frasi sono riportate tra virgolette.


Nell'occhiello si dice che «servono intese condivise» (e uno pensa tra stato e chiesa)
ma la dichiarazione completa degli uffici del Quirinale si riferiva a Intese nel Parlamento.
Poi nel sottotitolo «Il riconoscimento, anche da parte della Chiesa...»
il Corriere deliberatamente ha modificato le parole (senza togliere le virgolette): si sono sostituite
"le più alte cariche religiose" con "la Chiesa". Non è la stessa cosa.
Infine mi par di capire che Napolitano non auspichi un compromesso tra stato e chiesa (come si potrebbe
capire dai titoli, ma confidi (non so se questa fiducia sia ben riposta, ma questo è un altro discorso)
che la conoscenza scientifica venga riconosciuta anche dalle autorità religiose come
valore un autentico valore del nostro tempo.

un saluto cinghios

dragor

Caro Cinghios, spero proprio che sia come dici tu. Ma l'interpretazione del Corriere mostra da che parte soffia il vento e in ogni caso, al momento di votare in Parlamento, finisce sempre per prevalere la lobby cattolica, come si è visto nel caso della legge sulla ricerca.
Ciao, buona giornata

cinghios

Quanto alla seconda domanda. Almeno dagli anni 50 in Italia, essere comunisti (in quanto iscritti al PCI) non comportava essere atei: Nello statuto si sancì la possibilità di iscrizione al Partito anche per chi non accettava l'ideologia marxista-leninista. Era un po' contradditorio va beh, ma in uno paese come l'Italia era necessario per non dividere le masse.

Inoltre, essere atei non vuol dire essere anticlericali.


ciao

dragor

Caro Cinghios,
Marx diceva che la religione è l'oppio dei popoli.Vuoi dire che c'erano comunisti non marxisti?

dragor (journal intime)

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