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« Il Papa è musulmano! | Principale | Un Uomo? »

10/12/06

Commenti

gianniruotolo

è ovvio colpa di Israele che non vuole nè:
a) sparire dalla faccia della terra;
b) trasferirsi su marte;
c) siogliersi e cambiare nome e simbolo come il Pci.

Benedetto Mohammed 16° è seriamente preoccupato per il medio oriente e per il Libano: ovviamente che Hezbollah c'entri qualcosa non lo sfiora nemmeno, come il fatto che i territori palestinesi siano in un'emergenza umanitaria per lui non è legata al fatto che siano zone dominate da una cricca islamo-mafiosa terroristica, ma almeno lui non è più un dhimmi, noi si

marianna

Al di là del tuo interrogativo leggi quanto segue.
"In questi tempi ammorbati da una rabbia endemica che stringe ed indurisce i cuori".E' la frase premessa a "L'atomica degli ayatollah",un saggio di geopolitica scritto da Vincenzo Maddaloni e Amir Modini.Gli autori,un cristiano italiano ed un musulmano iraniano,nell'ultima parte del libro si confrontano in un dibattito aspro sulle rispettive fedi ma il lavoro non trova i motivi della "questione iraniana" nei contrasti religiosi.Li trova in fatti tangibili come gli interessi petroliferi,il mercato,il businness,i rapporti di forza tra i paesi.Mentre l'interpretazione più semplicistica della questione iraniana divide il campo in due:da una parte la teocrazia iraniana,dall'altra la democrazia statunitense. L'edtore è Nutrimenti-Roma2006. A presto Marianna.

Tesea

Caro Dragor,
purtroppo lo Stato di Israele è un cancro, innestato, in ossequio al testo biblico (ahi! le religioni...),su una terra che, nel corso dei secoli, è venuta ad appartenere ad un popolo che ora ne è stato spodestato.
Dico questo, credimi, senza neassun malanimo nel confronto del popolo ebraico, tra cui conto parecchi amici e amiche, molti dei quali pensabnno queste mie stesse cose.
Mi spiace ferire i tuoi sentimenti, cerco solo un approccio realistico al problema.
Ciao Tesea

Pasquone

Non accettare Israele significa anche non riconoscere l'O N U, che il 29 novembre 1947 ha approvato la divisione della Palestina e la costituzine di uno stato arabo e di uno ebraico, legittimando la rinascita dì Israele. Per molti anni, del resto, i Paesi Arabi non hanno nemmeno riconosciuto l'esistenza dello stato palestinese, provocando tra l'altro in Giordania la strage del Settembre Nero. In quella parte del mondo, purtroppo, le parole sono proiettili, che non sempre distuggono il bersaglio, anche se spesso provocano vittime. Anche Benedetto XVI lo sa e deve stare attento a quello che dice. Dragor invece... parla.

gianniruotolo

all'anima, meno male che non c'è malanimo, ovviamente ci sono gli amici ebrei, chi non ne ha pur considerando il loro paese un cancro? Sarà lo spirito di Teheran...

irenespagnuolo

Parla, scrivi, urla Dragor... Grazie.
Un abbraccio
Irene

CC

E' strano che non sia saltato fuori qualcuno che sostenga che è tutta colpa di Berlusconi che voleva creare una televisione in estremo oriente e che già nel 1947 era amico di Craxi. Cosicché il cavaliere contattò l’onorevole socialista che a sua volta era già in collegamento con i servizi segreti americani, che a loro volta corruppero i membri dell’ O.N.U. Così nacque lo Stato Ebraico. Stato ideato per permettere a Fini, dopo svariati anni, di andare a chiedere scusa per l'olocausto ma solamente per acquisire notorietà, per creare i presupposti politici per far nascere un TG con l’omologo israeliano di Emilio Fede, telegiornale ideato per strumentalizzare tutta la Palestina.

C.C.

X

Tesea, scusami ma non ti seguo.
Questo 'approccio realistico' corrisponde forse alla 'soluzione realistica' di eliminare fisicamente il 'cancro' israeliano?
Sono allibito.

dragor

Come vedete qualcuno considera Israele un cancro innestato in ossequio al testo biblico.

Cosi' si legittima chi rifiuta di riconoscerlo e si delegittima la sua presenza in quel luogo.

E' una delle osservazioni più tendenziose che mi sia capitato di leggere. Ho già risposto in altri post, quindi vi lascio questo piacere.

dragor (journal intime)


antonio (terzomillennio)

Povera Sharon, le avevo appena scritto una lettera in cui affermavo: "...Sono certo che ognuno di noi si sentirà in dovere di seminare pacatezza, ragionevolezza e quindi pace come tu, con tanta buona volontà e tanta rettitudine, ti adoperi per la riconciliazione di popoli culturalmente differenti ma che hanno lo stesso diritto di esistere e di essere felici."

Tesea ha dato il suo contributo.

antonio

Tesea

Mi scuso per l'espressione volutamente forte e provocatoria.
Perchè l'ho usata? Perchè, petrolio a parte, i disastri di cui in Medio Oriente ruotano in buona parte attorno alla questione palestinese.
Non è 'politicamente corretto' riconoscerlo, lo so, per cui molti si limitano a pensarlo e ad esprimere tutto il contrario.
Detesto l'ipocrisia.
Comunque auspico una vicina soluzione per una pacifica convivenza fra i due popoli cugini (entrambi semiti, no)?.
Tesea

X

Tesea, le tue affermazioni non sono voci provocatorie, ma frasi sentite e risentite (scusate il gioco di parole). Non si tratta affatto di essere politicamente corretti, anche perchè non sembra davvero che qualcuno qui si preoccupi di esserlo.
Ce n'è fin troppa di gente che non si limita a pensare certe aberrazioni, e c'è, certamente, chi ha (almeno) il buon gusto di non esporre certe idee che odorano tanto di nazismo.
Ecco che gli ebrei, in veste di stato israeliano, si ritrovano a essere di nuovo la causa della maggior parte dei mali. Per fortuna il petrolio se ne accolla qualcuna, di responsabilità.
La verità è che la questione palestinese è facile a strumentalizzazioni da parte di tutti quei regimi dittatoriali, fondamentalisti e totalitari che hanno nell'occidente un comodo capro espiatorio.
L'ipocrisia sarà pur esecrabile, ma davvero non riesco a capire come gente mossa da certi 'ragionamenti' e sentimenti possa auspicare una soluzione pacifica per tutte e due le parti. Non essere ipocriti comprende anche essere coerenti.
Sembra piuttosto che tu auspichi una 'pacifica' deportazione dello stato di Israele, una diaspora pacifica.
La tua allusione al fatto che entrambi i popoli siano semiti, è fuori luogo: nessuno qui ti ha tacciato di anti-semitismo, almeno con queste parole.
Lo farò io: sei antisemita.
E sai meglio di me che l'antisemitismo storico è stato contro gli ebrei, non contro la totalità delle popolazioni semitiche.
Ma puoi continuare ad essere antisemita e usare questi cavilli per difenderti: so che troverai qualcuno pronto a darti ragione. Forse le stesse povere vittime dell'Occidente e dei sionisti che sotto il patrocinio di Amadinejiad stanno per dimostrare che la shoah è solo una grande bugia.

gianniruotolo

Fra l'altrto non si capisce copme si possa propugnare la posizione due popoli e due stati se si considera un cancro una delle due parti.
Ma non vorrei infierire troppo perchè adesso che per regolare i loro conti dei terroristi palestinesi ammazzano tre bambini perchè figli del capo di una fazione opposta, i loro amichetti pacifisti stanno zitti e muti.

Tesea

No, non sono antiebraica! Voglio solo tentare di cercare l'obiettività, sfrondando emozioni e giudizi di valore(un po' alla Kelsen?...) e dire, anche crudamente, quello che gli altri so che pensano ma non osano dire.
Non auspico una nuova diaspora degli Ebrei (e dove andrebbero, poveretti?).
So che Israele rappresenta un avamposto e un baluardo dell'Occidente in una Regione difficile.
Mi sembra che l'errore sia stato iniziale: i più o meno idealisti promotori della creazione del nuovo Stato non hanno saputo valutarne rischi e conseguenze.
Sinceramente spero che le due parti si accordino (come non so, questo e il PROBLEMA) e che la questione smetta di rappresentare una ulteriore minaccia per la pace locale e globale.
Tesea

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