La mia foto
Blog powered by Typepad
Iscritto da 03/2006

compt


provenienze

contatori

paperblog

REMEMBERING ADELE

  • ciaoadele

blogpoll

« La Belle Otéro | Principale | Vincitori e vinti »

29/12/06

Commenti

marianna

Il fatto che l'Iraq abbia la pena di morte non significa che Saddam debba necessariamente essere giustiziato.In un paese che vorrebbe incamminarsi su di un percorso democratico ci si aspetterebbe un attimo di sospensione di giudizio.Va individuata una giusta pena da scontare.Altrimenti quali insegnamenti ha portato il cosiddetto mondo occidentale? La cosa,a mio avviso,è molto seria. Marianna

dragor

Cara Marianna, in qualunque paese Saddam e quelli come lui meritano il massimo della pena.

Purtroppo in Irak per quei crimini è prevista la pena di morte.

Allora: o la si abolisce per tutti, come spero che facciano sotto la pressione internazionale. Ma se dev'essere applicata, Saddam la merita più degli altri.

Un caro saluto

dragor (journal intime)

matzudaira

Dragor ti cito: "O trovate il mezzo di costringere l'Irak ad abolire la pena di morte, per esempio minacciando di tagliargli i fondi, oppure state zitti"...
Dov'è finito il gentleman che è in te? Ed il fine letterato? Ed il garantista?
Dragor, sicuramente Saddam Hussein è colpevole di molti crimini, come lo sono Bush, Ramsfeld, Cheney e tutti gli altri. Però questi non vengono condannati a morte. Ecco dove sta la differenza tra la vera democrazia, quella dove tutti sono uguali di fronte alla legge, e la democrazia di una parte sola. Condannare a morte sarebbe un errore, oltre che dal punto di vista umano, anche da quello strategico, perchè meglio vederlo umiliato al rango di normale carcerato, piuttosto che martirizzato e divinizzato agli occhi dei sui ancora numerosi sostenitori.
Se Hitler fosse stato catturato vivo e messo in un carcere duro a vita, i suoi milioni di sostenitori di oggi sarebbero molti meno. Invece la sua morte lo ha divinizzato agli occhi di questi neo nazisti.

dragor

Caro Matzudaira,

ho già detto che sono contrario alla pena di morte.

So bene che condannare Saddam Hussein a morte è un errore, come condannare qualunque altro cittadino irakeno o del mondo. So bene che sarebbe preferibile una pena detentiva, anche per non farne un martire.

Sono soltanto realista. Visto che Saddam Hussein merita il massimo della pena e che nel suo paese c'è la pena di morte, non vedo perché si debba fare un'eccezione proprio per lui.

Per Bush e la sua cricca verrà il momento. Prima dovrebbero solamente perdere una guerra...

Quanto al dérapage di "state zitti", è vero, non rientra nel solito stile di JI. E' una reazione alla mobilitazione generale di tutti coloro che vorrebbero un'eccezione (basta vedere i giornali) e che non si mobilitano allo stesso modo per le infermiere bulgare condannate a morte da Gheddafi o per le donne lapidate dagli iraniani.

Anche in questo caso ci sono condannati di serie A e di serie B...

dragor (journal intime)


matzudaira

L'eccezione dovrebbe essere fatta, non perchè Saddam Hussein non si meriti la massima pena, ma perchè il condannarlo a morte equivale e renderlo immortale e divino nelle menti di molti individui che non asspettano altro di avere un mito-eroe a cui sacrificare la propria inutile vita e quella di moltissimi altri innocenti.
Ritengo che il punto non sia sul discutere se Hussein sia colpevole o no, bensì sul cosa sia meglio per il mondo oggi. Meglio morto o meglio vivo?
Secondo me meglio vivo, per l'amministrazione USA ,che di errori ne ha commessi tanti, meglio morto...

Prishilla

Trovo il tuo ragionamento ineccepibile: non posso che dichiararmi d'accordo!

Complimenti, Prish

dragor

Caro Matzudaira,senza dubbio sarebbe meglio lasciarlo vivo. Ma a questo punto bisognerebbe abolire la pena di morte in Irak. Altrimenti poi come si potrebbe spedire al patibolo l'assassino della suocera?
Ecco il punto: o per tutti o per nessuno.

Cara Prishilla, spero che tu parli del mio ;))

ciao a tutti

dragor (journal intime)

matzudaira

Dragor di vie per impedire l'esecuzione di un condannato illustre la Storia ce ne ha insegnate tante, e questa non fa eccezione, basta volerlo... ma il padrone non vuole....

Tesea

Caro Dragor,
mi spiace ma stavolta ha proprio ragione Matzudaira.
Inoltre giustiziare Saddam è un errore realisticamente imperdonabile: sarebbe proprio lui, infatti, l'unico che, ripristinato al potere, riuscirebbe a porre fine ai disordini e alla guerra civile in atto in questo bel Paese delle Mille e una Notte, ristabilendo la pace.
Ciao
Tesea

Pasquone

Il sig. Matzudaira preferirebbe la condanna a morte di Bush & Co, piuttosto che quella di Saddam, non per ragioni umanitarie, ma per parte presa. Purtroppo tutti i giorni avvengono in Iraq uccisioni, più ora di quando Saddam esercitava il suo potere tirannico. La ragione vorrebbe che questa strage continua, ormai divenuta soprattutto un conflitto tra etnie iraqene, abbia un termine. Forse non migliorerà la situazione l'impiccagione del despota, che può essere indicato come una delle cause di questo scontro tra sunniti, sciiti e curdi, di difficile soluzione e che l'intervento voluto da Bush ha complicato. Il buon senso impone di non schierarci comunque per Saddam, né per Bush, piuttosto di favorire un accordo interno, a costo di dividere i contendenti in stati separati, anche se federati. Un cammino difficile, a cui penso che porterà anche la scomparsa di Saddam.

dragor

Cara Tesea,

Saddam Hussein è l'unico che, ripristinato al potere, riuscirebbe a impedire i massacri che stanno insanguinando il paese. Infatti provvederebbe lui stesso alla bisogna,come ha fatto in tutti gli anni della sua dittatura.

Comunque ha un grande merito: mentre tutti i paesi mantengono di fronte alla sua condanna un atteggiamento neutro, è riuscito a compattare contro la condanna tutti gli italiani coco,catho e facho.

Molti di quelli che vorrebbero risparmiarlo vedrebbero con piacere l'impiccagione di Bush.

E chi alza un dito per le infermiere bulgare condannate da Gheddafi?

Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Caro Pasquone,

sono d'accordo con te fino all'ultima frase. Dubito che la scomparsa di Saddam contribuirà a spianare la strada.

Ciao!

dragor (journal intime)

Pasquone

Non era Saddam a mantenere "uniti" gli iraqeni, ma fino alla guerra del Golfo nel 1991, il suo uso accorto delle risorse petrolifere e l'impiego spregiudicato delle forze armate, sia all'interno che verso i paesi confinanti, spesso sotto l'egida americana. I sunniti non costituiscono la maggioranza, ma con Saddam detenevano saldamente e spietatamente il potere. Ora c'è un vuoto, provocato dall'errata politica USA, che non può essere colmato dagli occupanti, ma dalla pacificazione e rinascita democratica delle tre nazionalità principali dell'Iraq. Saddam era un ostacolo a questa difficile ma necessaria evoluzione, a cui occorre la garanzia dell'ONU e spero dell'Europa.

matzudaira

Pasquone ti prego di non mettermi in bocca frasi che non mi appartengono. Io non ritengo giusta la pena di morte per nessuno (nemmeno per Bush & co), in quanto credo che togliere la vita ad un altro uomo sia un crimine contro l'umanità stessa. Impiccare Saddam significa macchiarsi degli stessi reati di cui lo si incolpa.
Detto questo l'uccisione del rais è anche un errore strategico di incredibile portata. Ora si che c'è un martire a cui immolarsi. Un'umiliante prigionia lo avrebbe reso agli occhi dei suoi sostenitori uno sconfitto in catene, ma i giustizialisti hanno sempre più poterre delle persone dotate di buon senso.

Dragor quando affermi che nessuno in EU si sta muovendo per salvare le infermiere (ed il dottore Palestinese la cui vita pare starti meno a cuore di quella delle sue collaboratrici), dici una falsità, che non posso credere derivi da una carenza di informazione.. quindi ritengo tu sia in mala fede.
Sai bene infatti che tutta la comunità EU sta facendo una grossa pressione sul governo Libico affinchè la pena venga sospesa (cosa già accaduta qualche mese fa in primo grado). Addirittura il governo Bulgaro (evidentemente diretto interessato), ha promesso ingenti aiuti economici e la ristrutturazione/ricostruzione dell'ospedale in cui le infermiere prestavano il loro servizio.

Tesea

Caro Dragor,
giusto: la colpa è di chi ha disegnato male l'attuale Iraq.
Cos' come di chi ha mal decretato che si instaurasse dall'alto e d'ufficio, un'entità statuale estranea sul suolo della Palestina.
Ciao
Tesea

dragor

Cara Tesea,

dire che gli ebrei sono estranei sul suolo della Palestina, la Terra Promessa, è come dire che i romani sono estranei a Roma.

Le comunità ebree non hanno mai abbandonato la Palestina. Un numero significativo di ebrei è sempre rimasto sul posto. L'ONU non ha fatto che prendere atto di una realtà esistente fin da quando la Palestina era una colonia inglese o una provincia dell'impero ottomano.

dragor (journal intime)

Giulia

Tutti parliamo, ma agiamo troppo poco. E' assurdo che si debba aspettare la morte di Saddam per discutere, mobilitarci. E' dalle piccole ingiustizie quotidiane che dovremmo cominciare, dovremmo scandalizzarci di più, ma anche uscire da quell'indifferenza che sembra essere diventata la vera epidemia del nostro secolo. Io amo la cultura, leggo molto, anzi moltissimo, ma non basta sfoggiarla per sentirsi veri uomini

Giulia

Tutti parliamo, ma agiamo troppo poco. E' assurdo che si debba aspettare la morte di Saddam per discutere, mobilitarci. E' dalle piccole ingiustizie quotidiane che dovremmo cominciare, dovremmo scandalizzarci di più, ma anche uscire da quell'indifferenza che sembra essere diventata la vera epidemia del nostro secolo. Io amo la cultura, leggo molto, anzi moltissimo, ma non basta sfoggiarla per sentirsi veri uomini

I commenti per questa nota sono chiusi.