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REMEMBERING ADELE

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09/01/07

Commenti

Pasquone

Elias Canetti, ebreo che se ne intendeva, ha scritto che i suoi correligionari possono essere i migliori, ma anche i peggiori degli uomini. L'intelligenza non è la più desiderabile tra le doti, va preferita la capacità di amare ed integrarsi con gli altri. Al Tuo terzetto, mio caro, fanno da contrappeso Gesù di Nazareth, Simon Weil ed Edith Stein. Tre ottimi ebrei, come Franz Kafka, Primo Levi e Woody Allen, che decisamente preferisco.
NB: essendo figlio di madre ebrea, come Te Dragor, non mi ritengo imparziale, ma piuttosto esperto e molto interessato all'argomento.

dragor

Caro Pasquone, io parlavo di personaggi che hanno marcato il secolo, non necessariamente ebrei. Per quanto nel loro campo siano eccellenti, non puoi dire che Allen, Kafka, Levi o Stein abbiano marcato il secolo.

Ciao!

dragor (journal intime)

marianna

Hai perfettamente ragione enon penso che qualcuno ti possa smentire.Marx con la sua chiave di lettura economica,storica e sociologica ha lasciato il segno,nonostante l'uso non sempre corretto che è stato fatto del suo pensiero da parte di chi lo ha strumentalizzato.Freud ha influenzato il pensiero contemporaneo sottolineando l'instabilità del reale della sua precarietà,accompagnata dalla conseguente alienazione soggettiva.Cadono le certezze e trionfano i dubbi e la casualità nelle produzioni letterarie del '900.Autori come Svevo e Pirandello non ci sarebbero stati senza Freud e la sua influenza.
Ma voglio dirti un'altra cosa,dragor.Ho apprezzato molto il mondo culturale ebraico attraverso la mediazione degli scritti di Claudio Magris.Magris è un raffinato conoscitore del mondo mitteleuropeo.
Il mondo palestinese è un'altra realtà,che conosciamo poco,proprio perchè non ha prodotto uomini di cultura che possono aver inciso a livello planetario. Sicuramente dovremo sforzarci di avvicinarci a queste culture altre perchè si ama solo ciò che si conosce.Io ci provo come posso. Ciao, apresto Marianna

marianna

Hai perfettamente ragione enon penso che qualcuno ti possa smentire.Marx con la sua chiave di lettura economica,storica e sociologica ha lasciato il segno,nonostante l'uso non sempre corretto che è stato fatto del suo pensiero da parte di chi lo ha strumentalizzato.Freud ha influenzato il pensiero contemporaneo sottolineando l'instabilità del reale della sua precarietà,accompagnata dalla conseguente alienazione soggettiva.Cadono le certezze e trionfano i dubbi e la casualità nelle produzioni letterarie del '900.Autori come Svevo e Pirandello non ci sarebbero stati senza Freud e la sua influenza.
Ma voglio dirti un'altra cosa,dragor.Ho apprezzato molto il mondo culturale ebraico attraverso la mediazione degli scritti di Claudio Magris.Magris è un raffinato conoscitore del mondo mitteleuropeo.
Il mondo palestinese è un'altra realtà,che conosciamo poco,proprio perchè non ha prodotto uomini di cultura che possono aver inciso a livello planetario. Sicuramente dovremo sforzarci di avvicinarci a queste culture altre perchè si ama solo ciò che si conosce.Io ci provo come posso. Ciao, apresto Marianna

marianna

Hai perfettamente ragione enon penso che qualcuno ti possa smentire.Marx con la sua chiave di lettura economica,storica e sociologica ha lasciato il segno,nonostante l'uso non sempre corretto che è stato fatto del suo pensiero da parte di chi lo ha strumentalizzato.Freud ha influenzato il pensiero contemporaneo sottolineando l'instabilità del reale della sua precarietà,accompagnata dalla conseguente alienazione soggettiva.Cadono le certezze e trionfano i dubbi e la casualità nelle produzioni letterarie del '900.Autori come Svevo e Pirandello non ci sarebbero stati senza Freud e la sua influenza.
Ma voglio dirti un'altra cosa,dragor.Ho apprezzato molto il mondo culturale ebraico attraverso la mediazione degli scritti di Claudio Magris.Magris è un raffinato conoscitore del mondo mitteleuropeo.
Il mondo palestinese è un'altra realtà,che conosciamo poco,proprio perchè non ha prodotto uomini di cultura che possono aver inciso a livello planetario. Sicuramente dovremo sforzarci di avvicinarci a queste culture altre perchè si ama solo ciò che si conosce.Io ci provo come posso. Ciao, apresto Marianna

marianna

Hai perfettamente ragione enon penso che qualcuno ti possa smentire.Marx con la sua chiave di lettura economica,storica e sociologica ha lasciato il segno,nonostante l'uso non sempre corretto che è stato fatto del suo pensiero da parte di chi lo ha strumentalizzato.Freud ha influenzato il pensiero contemporaneo sottolineando l'instabilità del reale della sua precarietà,accompagnata dalla conseguente alienazione soggettiva.Cadono le certezze e trionfano i dubbi e la casualità nelle produzioni letterarie del '900.Autori come Svevo e Pirandello non ci sarebbero stati senza Freud e la sua influenza.
Ma voglio dirti un'altra cosa,dragor.Ho apprezzato molto il mondo culturale ebraico attraverso la mediazione degli scritti di Claudio Magris.Magris è un raffinato conoscitore del mondo mitteleuropeo.
Il mondo palestinese è un'altra realtà,che conosciamo poco,proprio perchè non ha prodotto uomini di cultura che possono aver inciso a livello planetario. Sicuramente dovremo sforzarci di avvicinarci a queste culture altre perchè si ama solo ciò che si conosce.Io ci provo come posso. Ciao, apresto Marianna

Giulia

Scusami Dragor ho dovuto citarti per un gioco ideato da Guizzo. Il titolo del gioco è "rivelare 5 cose che non sapete di me" e poi indicare altri cinque nomi, come nelle famose catene di Sant'Antonio.
Poi leggerò con calma il tuo post che mi sembra interessante

dragor

Cara Marianna, grazie per avere capito lo spirito del post. La differenza fra i palestinesi e gli ebrei sta tutta nella religione. Come tutti i musulmani, i palestinesi sono soffocati dall'islam. Il loro potenziale è lo stesso. Molti fra i migliori chirurghi e psicanalisti, in Francia, sono palestinesi.

Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Cara Giulia,

grrrr, mi avete incastrato ancora. Mi aveva nominato anche Silvano. Partecipero' appena i blog aggiornati si rimetteranno a funzionare, zltrimenti non mi noterà nessuno.

dragor (journal intime)

paola

dragor, stamattina pensavo di parlarti di Kafka, pensando ad un bakerozzo formato gigante (la metamorfosi)
dopo il tuo nuovo post mi sembra inutile, ed allora tiro fuori dal cappello della memoria uno studio che era stato fatto negli USA sul Q.I. dei bambini nelle diverse razze, il risultato era eclatante.
i bambini più intelligenti sul suolo americano erano i piccoli ebrei.
e la causa, secondo questo studio, era nel fatto che i piccoli ebrei imparavano a leggere sulla Thorà, e quindi con una "motivazione" assolutamente più qualificata.
non voglio aggiungere altro.
mi sarei convertita all'ebraismo dopo aver letto Martin Buber, ma credo profondamente nelle radici.
dragor, io non ti nomino, mi rompono un po' tanto queste "catene" paola

irenespagnuolo

Dragor hai qualche idea anche sul perchè ?
Ciao ciao
Irene

matzudaira

Dragor ti cito: "(cedereste gli Ebrei) in cambio di qualche beduino con il suo gregge di capre".
Io non cederei un Ebreo per un Palestinese nè un Palestine per un Ebreo. Sono entrambi uomini, con lo stesso diritto di vivere sulla terra. Se tu vuoi scusare tutte le atrocità che Israele sta commettendo nei confronti dei Palestinesi (o beduini come da razzista preferisci chiamarli tu), in quanto popolo di indiscussa ed eccelsa cultura, allora mi spiace constatare Dragor che sei proprio poca cosa.
Evidentemente il fatto che tua madre fosse Ebrea ofusca il tuo giudizio a tal punto da renderti ridicolo nella tua estrema difesa del popolo di Israele.

dragor

Caro Matzudaira,
i beduini sono un popolo nomade che vive nel Medio Oriente. Non vedo che male ci sia a chiamarli con il loro nome. Anche il re di Giordania è beduino.

Certo, sono tutti uomini con il diritto di vivere sulla terra. L'ho detto anche nel mio post "Scambio di Religioni". Sono un popolo diviso da due religioni.

Io non scuso le atrocità commesse dagli israeliani. Sono stato il primo a denunciarle e condannarle in numerosi post. Ma in questo si parla d'altro.

Si parla di cultura. E se sostieni che la cultura palestinese puo' competere con quella ebraica, sei in malafede. Chiunque di ti direbbe che non c'è confronto.

L'origine di mia madre non conta. Qualunque persona obiettiva la pensa come me, anche se non ha una madre ebrea. E se trovi ridicola la mia asserzione, dovresti almeno citare 3 personaggi non ebrei che hanno marcato il secolo allo stesso modo.

Ciao!

dragor (journal intime)

dragor

Cara Irene,
semplicissimo: i palestinsi sono soffocati dall'islam

dragor (journal intime)

dragor

Cara Paola,

io ho provato a leggere la Thora e ho avuto l'impressione di rincretinirmi... :))

Grazie per non avremi nominato. Saresti stata la terza... :))

Ciao

dragor (journal intime)

rottasudovest

Trovo sempre piuttosto pericoloso quando si cerca di dimostrare che un popolo è superiore agli altri. Non dimentichiamo che è un'affermazione alla base della Shoah... ciao!

dragor

Cara Rottasudovest,
infatti c'è un punto interrogativo :))

Ciao!

dragor (journal intime)

Guizzo

Non credo nella superiorità della razza, ma sicuramente c'è qualcosa nella loro tradizione, qualcosa che viene tramandato di padre in figlio, che li porta ad occupare cariche di prestigio in tutto il mondo e ad ottenere risultati eccezionali. Nei secoli addietro questo succedeva agli italiani, perciò non credo si tratti di DNA.

Il giochino non l'ho inventato io, diciamo che sono stato il primo blogger della Stampa ad essere nominato....

CIAO

dragor

Caro Guizzo,
la superiorità razziale non esiste. Per varie ragioni, ogni popolo eccelle in qualcosa, come la Germania Est nello sport o gli italiani nell'arte. Riconoscerlo non significa essere razzisti.

Ma quando ci sono di mezzo gli ebrei, molti cervelli si paralizzano, entrano in gioco i pregiudizi e altri eklementi.

So che anche tu sei una vittima del giochino. Se riesco a mettere le mani su chi lo ha inventato... grrrr...

Ciao

dragor (journal intime)

Giulia

Devo dire che quando sento parlare di superiorità e inferiorità mi viene l'orticaria. Forse non sono queste le parole giuste, anche se i personaggi che citi sono sicuramente importanti e hanno segnato il nostro secolo. Io non mi metterò a fare altri elenchi, forse però uno lo meriterebbe: Gandhi

dragor

Cara Giulia, viene l'orticaria anche a me. Il titolo è provocatorio e accompagnato da un punto interrogativo. Una replica a chi non spende mai una parola per riconoscere i loro meriti.

Hai detto Gandhi? A chi credi che mi riferissi nell'ultima riga del post?

dragor (journal intime)

Tesea

Tre Personaggi del XX secolo? Ma certo: Hitler, Stalin, il dott. Pinkus, inventore della pillola anticoncezionale.
Tesea
P.S. Perchè gli Ebrei primeggiano? Ma certo: con le persecuzioni (già dalla più remota e pre-romana antichità) hanno dovuto adattarsi e affinare l'istinto di spravvivenza con il potenziamento delle doti intellettuali.
Tesea

irenespagnuolo

Gandhi. Avevo fiutato bene...

Giulia

Bene sono contenta che anche tu pensassi a Gandhi. Per il resto concordo

Tesea

Cara Giulia,
concordi con Hitler, Stalin e Pinkus? Brava, hai coraggio! Tesea

matzudaira

Dragor divinizzare o dileggiare gli Ebrei sono due facce della stessa medaglia, o meglio due errori equivalenti.
Ho avuto già la stessa sensazione, che provo ora leggendo questo tuo articolo, qualche settimana fa quando si parlava di razza ebraica. Quello che percepisco nel tuo ragionamento è un tentativo, non proprio dissimulato, di relegare gli Ebrei in uno stato di diversità rispetto agli altri uomini. Diversi geneticamente perchè Ebrei, diversi perchè migliori, diversi perchè popolo eletto. Ecco io credo che questo tuo errore non differisca molto da quello commesso dal nazismo.
Quando gli stessi Ebrei si renderanno conto di non essere altro che uomini come tutti gli altri, nè migliori nè peggiori allora l'umanità intera ne trarrà beneficio.

dragor

Caro Matzudaira,
ho espresso la mia posizione nel post "Scambio di religioni". Ismael e Israel sono più che fratelli: un solo popolo diviso da due religioni.

Gli ebrei hanno ottenuto risultati ezccezionali in vari campi della cultura e della scienza. Riconoscerlo non significa mitizzarli ma semplicemente essere obiettivi. La loro performance è cosi' evidente che la riconoscono tutti coloro che non hanno un pregiudizio antiebraico.

Allo stesso modo non c'è niente di male a riconoscere gli straordinari risultati degli italiani nel campo artistico o quelli degli antichi greci nella filosofia. Per non riconoscerli occorrebbe un forte pregiudizio anti-italiano o anti-greco.

Non sono soltanto io a sostenere che i personaggi citati nel post sono i più rappresentativi del XX secolo ai quali tutti per un motivo o per l'altro, siamo debitori. Rinnegarli significherebbe rinnegare la stessa civiltà occidentale.

Ecco quello che vorrei farti capire, caro Matzudaira, con lo stile dragoriano che a volte, lo riconosco, è un po' provocatorio. La cultura ebraica e Israele esprimono il meglio dell'occidente, una civiltà di cui fai parte anche tu.

La lotta fratricida che sta avvenendo in Medio Oriente non deve farti perdere di vista questa verità. E se pensi che gli israeliani sono dei mostri perché sparano sui balbini, sappi che la guerra trasforma tutti popoli i mostri. Nella moschea di Bujumbura, voluta da Gheddafi, ho visto una mostra sulle atrocità commesse dagli italiani in Libia. E ti assicuro che al confronto Tsahal sembrava una squadra di boy scout.

Ma questo non toglie niente alla grandezza del Rinascimento.

Ciao!

dragor (journal intime)

Pasquone

Caro Dragor, è giusto avere qualche esitazione nel parlare di sè, sia in bene che in male. Il blog viola questa vergogna, è perciò consentito nascondersi un poco dietro uno pseudonimo. Ciò detto, fammi proclamare che sono orgoglioso d'essere ebreo, così come la maggioranza dei palestinesi o degli italiani sono orgogliosi delle loro caratteristiche nazionali. Mi auguro che nel futuro vi siano un maggior numeero di persone dalla multipla identità, come la mia (italiano + ebreo polacco) o possibilmente israeliano + palestinese. Allora, finalmente la pace esisterà!

matzudaira

Dragor nessuno ha messo in dubbio la grandezza dei tre eminenti personaggi da te citati, nè gli indubbi risultati conseguiti da Israele nel trasformare una terra arida ed inospitale in uno stato moderno ed avanzato. Ma ciò che non accetto del tuo ragionamento è il sottile, ma ben visibile tentativo di far passare questi risultati come un qualcosa dovuto alla superiorità genetico-culturale del popolo di Israele. Se si accettasse questa tua teoria allora sarebbero giustificati anche coloro che ritengono gli Ebrei geneticamente e culturalmente inferiori.
Per quanto mi riguarda quando penso a Einstein, Freud e Marx, vedo tre uomini, non tre Ebrei.

P.S.
Vorrei inoltre ricordarti che gli Italiani non hanno eccelso solamente nel campo artistico, ma anche in quello scientifico, ed i nostri antenati hanno diffuso la Cultura in tutto il mondo al tempo conosciuto.

cinghios

Ciao Dragor,
si sono d'accordo con te. anche se dobbiamo conteggiare gli ebrei che non abitano o non abitavano in Israele (quanti saranno? 20 milioni?)

In parte penso sia dovuto a una maggiore ricchezza degli ebrei rispetto alla media, che porta a studiare di più, a vivere in ambiente più acculturati e così via. Ma sicuramente questo non basta. Credo che gli ebrei abbiano una maggiore propensione alla dialettica, sono i meno dogmatici e questo genera un maggior senso critico. Ricordo poi una trasmissione tv, in cui si spiegava come questo senso di critica e diverso apprendimento derivassero dalla particolare metodologia di studio della torah, non lineare.

Vorrei ricordare nel campo della fisica e della matematica anche in Italia i maggiori scienziati (tra l'800 e il 900)... Fermi,Segrè,Pontecorvo, Rasetti, Levi Civita, Volterra e oggigiorno ancora Tullio Regge. Anche in URSS il più grande fisico del 900 era ebreo il mitico Lev Davidovich Landau.


Quanto alla dominio della DDR nel nuoto e nell'atletica, beh, forse avevano qualche aiutino.


ciao

dragor

Caro Matzudaira, giustamente mi fai notare che gli italiani sono eccelsi in tutti i campi (in ogni caso il Rinascimento ha compreso anche le scienze). Ecco il punto: perché gli italiani eccellenti sono italiani e gli ebrei eccellenti sono semplicemente uomini?

Non c'è niente di male a definire i gruppi sociali con un nome, perché le condizioni che li mettono in grado di ottenere certi risultati dipendono dalla loro storia e da tutti gli elementi che li portano ad avere una certa specificità culturale. Come puoi vedere dai commenti, qualcuno ha tentato un'analisi in questo senso, persone di diversa formazione culturale e politica, eppure sostanzialmente d'accordo con l'argomento del post.

Non ho mai parlato di superiorità razziale. Al contrario, ho detto e ripetuto che palestinesi ed ebrei sono fratelli.

Cosi' lascia che anche gli ebrei, come gli italiani e tutti i popoli, quando uno di loro si distingue, dicano "E' un ebreo". Poveracci, per secoli non hanno nemmeno avuto una terra. Adesso ne hanno una ipercontestata per quando la rivendichino da circa 8000 anni. Lasciagli almeno un'identità culturale!

dragor (journal intime)

dragor

Ciao Cinghios, gli ebrei nel mondo dovrebbero essere circa 13 milioni.

Grazie per il tuo interessante intervento sulle condizioni che mettono gli ebrei in condizioni di avere una sorta di pensiero alternativo. Forse è merito anche della Torah, benché a me faccia l'effetto contrario...

Quali erano gli aiutini della DDR (a parte gli ormoni che trasformavano le donne in uomini)?

Ciao!

dragor (journal intime)

cinghios

Dragor,
sì mi riferivo alle voci di doping che spesso hanno accompagnato le imprese degli atleti della Germania Est.

Nella politica fammi ancora ricordare due ebrei che sono stati e sono un riferimento per la "sinistra della sinistra" , Trotsky e Rosa Luxemburg.

Ciao

dragor

Caro Cinghios,

si', sapevo che questi due importanti riferimenti per la sinistra sono ebrei.

Vista la situazione potresti spiegarmi come mai, attualmente, una parte considerevole della sinistra ha posizioni che in certi casi non sembrano soltanto critiche nei confronti della politica israeliana, cosa che sarebbe comprensibile, ma cosi' sbilanciate a favore degli arabi da sembrare antisemite?

Grazie, ciao

dragor (journal intime)

matzudaira

Dragor risponderò io a questa ultima tua domanda se permetti. La sinistra, quella vera, sta sempre dalla parte del più debole. In Italia gli Ebrei sono "più deboli" rispetto ai Cattolici. Quindi la sinistra sta dalla loro parte. Di esempi in questo senso ve ne sono parecchi, a aprtire dalla seconda guerra mondiale fino ai giorni d'oggi. Poi certamente la sinistra è critica riguardo alla politica di occupazione messa in atto da Israele. In Palestina infatti, tra Ebrei e Palestinesi sono questi ultimi ad essere di gran lunga i più deboli. Quindi la sinistra sta dalla loro parte. Ti ricordo però anche che l'attuale governo di centro sinistra non ha riconosciuto hamas e non ha instaurato alcun rapporto o dialogo con questa organizzazione.
Però ogni volta che qualcuno critica gli Ebrei o Israele viene definito antisemita. E' ora di finirla con questa litania dell'antisemitismo, non se ne può più.

dragor

Caro Matzudaira, non ho detto antisemita. Ho detto "cosi' sbilanciate... da sembrare". Non è la stessa cosa.

dragor (journal intime)

matzudaira

P.S. Dragor ti cito: "..perché gli italiani eccellenti sono italiani e gli ebrei eccellenti sono semplicemente uomini?".

Dragor tu confondi la nazionalità con la religione. Quando io parlo di Italiani, mi riferisco anche agli Italiani Ebrei. Aggiungo però che gli italiani sono un popolo a prevalenza cattolica, ma con molte minoranze e comunque identificato in uno specifico territorio (penisola italica), mentre gli Ebrei hanno solo recentemente costituito il proprio stato. Quindi definire Einstein, Freud e Marx degli Israeliani mi viene difficile.
Rispondi a questa domanda invece: perchè quando parli dei Palestinesi li identifichi con la loro nazione (anche se non ancora riconosciuta da Israele), mentre quando parli degli Ebrei identifichi la loro religione e non il loro stato di appartenenza?

cinghios

Ciao Dragor,
grazie per l'autorevolezza che dai al Circolino, ma il Circolino non rappresenta tutta la sinistra. Penso che anche il più estremista, quello che brucia la bandiera con la stella di David, non possa essere considerato antisemita perchè non è contro gli ebrei per la razza. Direi piuttosto che sono antisionisti, posizione anche di alcuni ebrei.

ciao

tristantzara

Credo che sia una loro caratteristica la vivacità culturale,e la curiosità vs.il prossimo,e queste sono virtù.Non sono migliori ma mediamente molto interessati alla vita e al mondo.

dragor

Caro Matzudaira, scusami il ritardo. Del resto, nel post di oggi, Dragor riconosce di essere un ritardatario cronico...

Quando dico ebrei, non li identifico necessariamente con la religione. Molti degli ebrei che si sono distinti nel mondo sono liberi pensatori. L'identità culturale ebraica trascende la religione o il terroritorio. E' come una nazione sparsa in tutto il mondo. Ecco perché un ebreo, ateo o credente che sia, ha il diritto di considerarsi ebreo come un italiano ha il diritto di considerarsi italiano. Cosa che non gli impedisce di sentirsi simultaneamente cittadino del paese che lo ospita.

Quanto ai Palestinesi, non li identifico necessariamente con la terra. Anche loro, come gli ebrei, costituiscono una nazione virtuale sparsa in tutto il mondo. E quando sono laici, senza quella religione che li frena, ottengono risultati considerevoli. In Francia, per esempio, si distinguono in molti campi, specialmente nella medicina. E sono fieri di essere palestinesi, anche se non si considerano musulmani.

Good night

dragor (journal intime)


dragor

Caro Matzudaira, scusami il ritardo. Del resto, nel post di oggi, Dragor riconosce di essere un ritardatario cronico...

Quando dico ebrei, non li identifico necessariamente con la religione. Molti degli ebrei che si sono distinti nel mondo sono liberi pensatori. L'identità culturale ebraica trascende la religione o il terroritorio. E' come una nazione sparsa in tutto il mondo. Ecco perché un ebreo, ateo o credente che sia, ha il diritto di considerarsi ebreo come un italiano ha il diritto di considerarsi italiano. Cosa che non gli impedisce di sentirsi simultaneamente cittadino del paese che lo ospita.

Quanto ai Palestinesi, non li identifico necessariamente con la terra. Anche loro, come gli ebrei, costituiscono una nazione virtuale sparsa in tutto il mondo. E quando sono laici, senza quella religione che li frena, ottengono risultati considerevoli. In Francia, per esempio, si distinguono in molti campi, specialmente nella medicina. E sono fieri di essere palestinesi, anche se non si considerano musulmani.

Good night

dragor (journal intime)


matzudaira

Dragor ancora non riesco a capire come fa un Ebreo a definirsi ateo. Un Cattolico può definirsi ateo? Un Musulmano può definirsi ateo? Un credente può definirsi ateo? No, in quanto credente. Si torna dunque a quella conversazione avuta sulla cultura ebraica in cui si affermava che gli Ebrei sono un popolo geneticamente identificato. Affermazione questa che io non condivido, altrimenti dovrei dar ragione anche ai nazisti.
Riporto il post scritto a suo tempo:
"Secondo le leggi religiose ebraiche (e quindi non secondo scientifiche ricerche genetiche), chi ha una madre ebrea è a sua volta un ebreo, indipendentemente dalle sue credenze. Questo perché la madre è incaricata, nella tradizione, di educare i figli secondo le tradizioni e consuetudini ebraiche. Evidentemente se io fossi stato adottato da mia madre e questa fosse stata ebrea io dovrei essere ebreo, ma non certo per motivi di natura genetica o razziale, ma per cultura (religiosa) ed educazione".

tristantzara

Un ragionamento che ho fatto molte volte anch'io.E' davvero peculiare e una spiegazione ce l'ho.Predisposizione alla ricerca della curiosità più marcata rispetto ad altri popoli.Dalla curiosità scaturisce sempre q.cosa di interessante.

davide

vuoi sapere perché? perché vi fate pubblicità a vicenda. per lo straordinario comunitarismo che vi caratterizza e che non è altro che l'espressione su più ampia scala dell'amore della mamma ebrea per i suoi figli. informati un po di più su Einstein. scopriresti con sorpresa tutta un aurea di polemiche accademiche attorno alle sue presunte straordinarie scoperte che forse non sono proprio sue. Diciamo pure che all'inizio era impotente di fronte alla foga della sua comunità di porlo in primo piano nella stampa già controllata. ma diciamoci anche che se lo é fatto piacere dopo un po. la pubblicità, caro autore. è il vero quarto potere. e la stampa non è che il suo strumento...vedi murdock tanto per cominciare..

dragor

Si' Davide, ma io sono indipendente. Non sono lo strumento di nessuno. Tutto quello che leggi sul mio blog riflette unicamente le mie idee. Potrai dissentire, ma non dire che faccio pubblicità o che dipendo da Murdock o da qualche altro magnate dei media

dragor (journal intime)

ezio

e prima del XX secolo?

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