La mia foto
Blog powered by Typepad
Iscritto da 03/2006

compt


provenienze

contatori

paperblog

REMEMBERING ADELE

  • ciaoadele

blogpoll

« Sulla pelle dell'Africa: il rally Paris-Dakar | Principale | Babarota! »

05/01/07

Commenti

mm

è una contraddizione generale, anche italiana, e non so quanto innocente.
Da un lato si vogliono indirizzare i ragazzi a studi tecnici direttamente funzionali (subordinati?) all'industria, ritenendo quasi gli studi classici, letterari, storici e filosofici un lusso da ricchi e dunque non finanziabile dallo Stato. Dall'altro poi ci si chiede perchè i "giovani" mancano sempre più di capacità di cogliere i nessi causali negli avvenimenti che accadono, e di capacità critica in generale, e quindi di autonomia di pensiero...

pensare che la giornata di un adolescente è lunga e la sua capacità di apprendere grande, ci sarebbe posto per entrambi gli aspetti.

Tesea

Condivido le ragioni di Dragor e di mm.
Il mondo deumanisticizzato descritto da Dragor, mi ricorda, in parte, la mia esperienza nordamericana.
Buona Befana a tutti!
Tesea

dragor

Cara mm,
infatti questa è la "filosofia" di Sarko che ha detto: "Con una popolazione scolastica sempre più numerosa e composita, la scuola non puo' essere elitaria". Come dire che dovrebbe allinearsi al livello culturale di quelle banlieues che vorrebbe "ripulire" con i cannoni ad acqua...

Nel Lycéee Littéraire attuale, il greco e il latino sono materie facoltative, la filosofia si studia un solo anno, la letteratura anche, la storia dell'arte è considerata "materia rara", in tutti i 18 licei di Nizza si studia in una sola sezione con 20 allievi e i prof sono bénévoles, ossia volontari prestati da altre materie. I philosophes si rivolterebbero nella tomba!

Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Cara Tesea,

si', l'America è il paese della specializzazione. La cultura classica è limitata alla Ivy League, quella che puo' permettersi i colleges da 50.000 dollari all'anno, gli altri acquistano una professionalità eccellente su una base di sostanziale ignoranza.

Ciao

dragor (journal intime)

mm

appunto, l'errore è ritenere elitari certi studi. Oltretutto la tecnologia invecchia in fretta, mentre conoscenze di base di storia e filosofia non solo non invecchiano ma consentono di strutturarvi sopra altro, e per sempre. Sarko con i suoi atteggiamenti sveglia i demoni, e galvanizza le banlieu. In cambio di niente.

rottasudovest

Ho studiato latino, greco, filosofia e storia. Insomma, ho fatto il liceo classico! e se tornassi indietro lo rifarei. Sono completamente d'accordo su tutto, sono studi che danno agilità e flessibilità di pensiero, ti aiutano ad essere logico e ad arrivare al dunque. Io credo che gli studi umanistici vengano fuori alla distanza, non danno vantaggi immediati, che è quello che esige la società moderna, incapace di pensare a lungo termine, ma poi sulla distanza permettono di emergere perché non specializzano, ma danno una forma mentis.
Non sapevo questa cosa, che in Francia al di sotto del 10% potrebbero abolire il liceo!! ci avviamo verso tempi pessimi, in cui i ricchi saranno sempre più privilegiati (la cultura el'informazione sono potere) e gli altri torneranno ad essere massa, e pure contenta perché pagherà meno tasse (il must di questi anni). Da panem et circenses non è cambiato niente. Triste, no?

Prishilla

Ciao Dragor, sono del tutto d'accordo con te, e proprio per questo penso che forse abolire il lycee literaire (e il liceo classico) non sia necessariamente un'idea così sbagliata. Anche se, ovviamente, penso sia un orrore l'idea di abolire lo studio delle materie che in queli licei si insegnano.

Mi spiego: secondo me la storia, la filosofia e la letteratura, proprio perchè rappresentano le basi imprescindibili del pensiero, nonchè del piacere, e dunque anche della scienza e del progresso, non dovrebbero essere appannaggio di "specialisti" che scelgono quel tipo di scuola, ma dovrebbero essere insegnate, e bene, in tutte le scuole.

Un saluto, Prish

Pasquone

Lo Studio ha più di una finalità. Significa: 1) assumere le competenze che meglio ci collocheranno nel lavoro, in posizione direttiva, autonoma o subordinata; 2) educarci a vivere con gli altri, che siano i genitori, i maestri, gli anziani, ovvero i coetanei, i colleghi, il o la partner; 3) acquistare il metodo ed il merito d'esprimersi e comprendere, sia il linguaggio sempre più complesso, sia i testi specialistici. Se la sede degli studi medi continuerà ad essere principalmente il Liceo Classico o verrà superato da altri indirizzi Scientifici o Tecnici dipenderà dall'intelligenza delle Famiglie e dall'affidabilità dei Ministri e loro consiglieri, più che dalle preferenze di noi anziani, capaci di sputare sentenze, ma non sempre idonei ad indirizzare i giovani. Elementi quindi opinabili e che conviene discutere senza saccenza.

irenespagnuolo

1) post bellissimo, da home page.
2) trovo ottime le considerazioni di Prishilla.
L'argomento è importante ed interessantissimo, meriterebbe un dibattito attento e profondo...
Grazie Dragor, hai sollevato grandi riflessioni.
Ciao

dragor

Cara Rottasudovest,basta leggerti per capire che hai fatto studi umanistici. In ogni caso penso che gli studi umanistici aprano degli sbocchi interessanti nel mondo del lavoro, in settori dove c'è più domanda che offerta.

Sono d'accordo con te, la cultura umanistica non dovrebbe essere elitaria.

dragor (journal intime)

dragor

Cara Pishilla, la tua proposta è interessante, ma secondo me ci sarebbero dei problemi di attuazione.

Il Lycée ha un inizio comune e con il progredire del corso si specializza sempre più, convogliando gli allievi verso l'indirizzo prescelto. Nella situazione attuale, il Lycée Littéraire non arriva nemmeno a completare un programma di studi decente. Basta vedere le lacune paurose nella preparazione degli allievi e anche in quella dei prof. Questo vale anche per gli altri indirizzi. Come fai a inserire altre materie, se non riescono a studiare nemmeno quelle in programma?

Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Caro Pasquone,

si', ma se sopprimono gli studi umanistici,non ci sarà più libertà di scelta

dragor (journal intime)

dragor

Grazie, cara Irene. Speriamo che queste riflessioni servano ad affondare Sarko!

Journal Intime prende più visite quando non è in Home Page. Prova a dare un'occhiata...

dragor (journal intime)

Prishilla

Certo Dragor,
la mia voleva essere un'affermazione vagamente provocatoria.
Poi non so come sia in Francia, ma in Italia i programmi delle scuole tecnico/scientifiche sono mediamente molto carenti per quanto riguarda le basi umanistiche, e questo secondo me è un grave difetto.
Penso anche che i programmi di studio delle scuole tecnico/scientifiche dedichino troppo tempo ad entrare nella specificità di argomenti che diventano obsoleti prima ancora che i ragazzi abbiano terminato le vacanze estive (!). I miei coetanei hanno studiato a scuola linguaggi di programmazione che non si usavano già più nella vita reale al momento del nostro diploma. Allora mi dico: se doveva servire per dare un metodo, tanto valeva far loro studiare il latino, no?

marianna

Carissimo non ho letto i commenti degli altri e lo farò dopo.Faccio invece i complimenti a te per quel che scrivi perchè esprimi delle autentiche verità sulla condizione della società ai nostri giorni.Francia o Italia poco importa la situazione è tragica nel complesso.Per fortuna ogni tanto si scopre qualche isola felice.Quello che tu scrivi l'ho constatato di persona con 32 anni di insegnamento nella scuola superiore.Sono andata via,anche se avrei potuto continuare ancora parecchi anni(ho iniziato molto presto qui in Sardegna) proprio perchè mi rendevo conto di scontrarmi con dei muri di gomma a proposito di didattica e scelte educative.E non ho nè nostalgie, nè rimpianti.Mi interessa la cultura con la C maiuscola,leggo,scrivo,ascolto musica,mi piace il cinema,il teatro.E poi mi occupo del quotidiano come tutti.Io mi auguro che chi è preposto all'educazione dei giovani si renda conto prima che sia troppo tardi.Ma sono anche molto scettica.A proposito d'interessi filosofici io sono una laureata in filosofia che però ha insegnato sempre italiano e storia.Borges e Foucault come Montaigne sono anche i miei autori.Scusa la prolissità e ancora compli menti per il post.Ciao Marianna

dragor

Cara Marianna,

dovevi dirmi subito che sei una prof. Sarei stato attento alla condotta... :))

A proposito di didattica, c'è qualcosa di cui vorrei parlarti. Purtroppo adesso devo uscire, cosi' te ne parlero'più tardi.

A presto!

dragor (journal intime)

Chiara

Non sapevo di questa folle idea di Sarko... io ho fatto studi scientifici, liceo scientifico e ingegneria all'università, ma ho sempre amato leggere, ascoltare la musica classica, andare per musei (é tutta cultura "letteraria" per me) e anche studiare le lingue...
morirei, ne sono sicura, se non potessi più fare una cosa fra queste! Spero solo che non capiti mai una cosa del genere... né in Francia né in Italia.. sarebbe veramente (soprattutto in Italia) uccidere la storia di un paese, cancellare con un colpo di spugna tutte le conquiste ed i progressi del Rinascimento, ad esempio...

marianna

Sei un simpaticone!Ciao,apresto.Marianna

marianna

Sei un simpaticone!Ciao,apresto.Marianna

dragor

Cara Marianna,

nella filière littéraire il greco e il latino sono facoltativi e sui 18 licei di Nizza si trovano soltanto in 3 sezioni di Estienne d'Orves. La storia dell'arte è materia rara e si trova soltanto in 1 sezione di Estienne d'Orves dove è insegnata da prof provenienti da altre materie. Lo studio della filosofia è previsto soltanto per l'ultimo anno di liceo. Sia in filosofia che in letteratura, lo studio non segue un ordine cronologico ma salta qua e là, cosi' alla fine del corso gli studenti non hanno un'idea organica dell'insieme ma una quantità di nozioni slegate. C'è gente con tanto di BAC Littéraire che crede che Chateaubriand sia una marca di jeans e che George Sand sia un attore americano. In compenso conoscono Lafargue, Michael Moore e un certo Bernard-Marie Koltès autore di Le Combat des Chiens et des Nègres, storia di un'infanzia in banlieue.
Che cosa ne pensi?

dragor (journal intime)

dragor

Cara Chiara,

la cultura ideale è come la tua, umanistica e scientifica. E' questo l'ideale della Grecia classica e del Rinascimento.

Qui sopra, nel post per Marianna, puoi vedere che il Lycée Littéraire è già in coma di 3° grado.Sarko non fa altro che staccare il respiratore.

Ciao, a presto!

dragor (journal intime)

dragor

Cara Prishilla,

almeno insegnassero bene le materie tecnico-scientifiche...

Cosi' non diventano né scienziati né umanisti :))


dragor (journal intime)

irenespagnuolo

Beh Dragor più ci penso più mi sento, per una serie di motivi legati al tuo post, di ringraziare in cuor mio molti miei insegnanti...
Ho sempre amato la letteratura e le materie umanistiche e, pur avendo compiuto studi misti, soprattutto nei percorsi di approfondimento post laurea (e comunque nella vita) mi sono resa conto sempre di quanto sia stata fondamentale la "traccia" dei miei amori.
Comunque sono anche stata fortunata, ripeto, ho avuto prof. che - prescindendo dalla loro materia di insegnamento - hanno sempre riconosciuto e quindi trasmesso l'importanza della base umanistica, del pensiero, delle lettere...

dragor

Cara Irene, ti capisco. Mi è capitato di odiare o amare una materia secondo chi l'insegnava. Un buon insegnante è tutto.

Ciao, a presto

dragor (journal intime)

gianni ruotolo

Le parole di Sarkosi sono agghiaccianti, ricordano tempi biu in cui qualcuno invitava ad agire senza pensare e in cui bisognava solo obbedire, credere e combattere. Quel tempo ci ha dato la guerra e la Shoah. A quanto pare non ci siamo ancora liberati dei veleni dei quei tempi bui.
ciao
Gianni

marianna

Carissimo quello che mi dici della scuola in Francia succede anche in Italia.Per esempio in questi ultimi anni si lavora nelle diverse discipline per moduli.Anche i testi sono impostati così.Pertanto non si segue un filo cronologico e diciamo si va per argomenti.Nell'argomento s'inseriscono autori di diversi periodi storici.Accade allora che lo studente, che non ha cognizione dell'iter storico faccia confusione e non riesce a collocare l'autore o il problema in maniera corretta.Dovrebbe essere l'insegnante così preparato da inserire in un quadro organico l'argomento del modulo che intende svolgere..Non sempre è così con i risultati che tu dici.Spesso sonogli stessi insegnanti a trovarsi a disagio nel dover lavorare per moduli proprio perchè non hanno una visione chiara ed approfondita della disciplina che insegnano.Non ti dico cosa accade poi con filosofia! E storia dell'arte diventa la cenerentola pur essendo presente in tutti e tre gli anni del liceo classico.Alla fine del triennio il risultato è che non si sa "leggere" un'opera d'arte di qualsivoglia periodo.Come vedi Italia o Francia non cambia molto.Secondo me è una questione generazionale per quanto riguarda gli insegnanti e poi ci vuole tanto tavolino per essere un insegnante preparato.Spero di essere stata chiara.Comunque possiamo riprendere l'argomento quando vuoi.Ciao,apresto Marianna

piero

I miei studi sono stati sempre ad indirizzo umanistico (anche se poi la vita mi ha portato verso altri lidi)latino, filosofia, pedagogia, etc.
Alla base del pensiero c'é tutto questo scibile, in campo lavoro/vita, purtroppo, c'é ben altro! Ciao, Piero

Guizzo

Caro non ricordo se da Biz o da Montgolfier ho già espresso questo pensiero: oggi le scienze letterarie e quelle scientifiche sono complementari. Pensa ad Einstein: senza buone basi di fisica ma anche di filosofia, la sua teoria risulta incomprensibile. Io lavoro come regista. Devo conoscere sia la storia delle arti che le basi dell'ottica, lo studio della luce, la temperatura colore o i software di montaggio. Ciao!

dragor

Caro Guizzo, infatti pensavo anche al tuo lavoro. Un regista deve saper fondere in modo armonioso le cognizioni tecniche e quelle umanistiche.

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, malgrado tutto la situazione in Italia mi sembra migliore. Se non sbaglio il greco, il latino e la storia dell'arte sono obbligatori e non materie rare e facoltative come chez nous. E credo che la storia dell'arte sia insegnata da specialisti, non dal prof di sport...

Ciao!

dragor (journal intime)

dragor

Caro Piero, perché dici che la vita ti ha portato verso altri lidi? Che cosa c'è di più umanistico dell'arte figurativa?

dragor (journal intime)

dragor

Caro Gianni,

e questo tizio vorrebbe diventare presidente della Francia. Allez Ségolène!

dragor (journal intime)

piero

Hai ragione Dragor, ma l'arte figurativa é solo venuta in sintonia con gli altri lidi da me toccati. Ciao!!

matzudaira

Signori non degeneriamo! Il Liceo Classico è destinato ad estinguersi perchè non più funzionale alle mutate esigenze dei nostri giorni. Il Liceo Classico è troppo specializzato nelle materie letterali, dando pochissimo spazio a matematica, fisica, chimica, informatica, biologia e lingue straniere. Uno studente di liceo classico sul modello italiano, che impegna la propria mente (e la propria crescita culturale), quasi eclusivamente su materie umanistiche, avrà delle forti lacune di natura scientifica. Non potete aggrapparvi a vetusti ed obsoleti sentimentalismi da romantici aspiranti poeti. Il mondo è cambiato ed oggi quotidianamente e continuamente usiamo la "matematica" per qualsiasi cosa facciamo. Una scuola che non prepara le persone ad affrontare questo mondo mutato non è una scuola che merita di esistere.

tesea

Cato Matzudaira,
risulta che dal Liceo Classico siano usciti fior di ingegneri, architetti, scienziati etc., supportati dall'agile impalcatura logica che il cervello acquisisce con lo studio delle materie umanistiche.
Quanto agli U.S.A, caro Dragor, la diffusa ignoranza di fondo di quel popolo di cow boys consente a qualsiasi mediocre europeo di inserirvisi lavorativamente, primeggiare e fare fortuna.
La classe dirigente, inoltre, cioè quella pensante, è costituita principalmente da elementi ebraici già transfughi e di formazione culturale europea.
Arrivederci
Tesea

Pasquone

Il dibattito su "Le Due Culture", ossia la pretesa superiorità della formazione letteraria classica e la difesa contrapposta dell'impostazione tecnico-scientifica, riguarda personalmente molti degli intervenuti. C'è chi tira da una parte, chi dall'altra, nè mancano divagazioni ideologiche, a volte antipatiche. Penso che una "composizione" avvenga nei fatti, perché i giovani migliori coltivano e sollecitano elementi formativi sia logico-matematici, sia storico-linguistici, sia psico-biologici. Nel Liceo Classico, ma anche nel vecchio Liceo Scientifico, questi fattori di conoscenza possono mancare e, comunque, la scuola media deve educare a cercarli ed integrarli anche in seguito. L'insegnamento pone le basi, l'apprendimento dura per sempre. Altrimenti come si spiega che insegnanti e professionisti in pensione (come molti di noi) riescano così bene a "Typetare" senza averlo imparato a scuola?

matzudaira

Tesea che dal liceo classico siano usciti fior di ingegneri non lo metto in dubbio, ma questi lo sarebbero stati anche se fossero andati in un istituto professionale. Il punto è che ritengo molto più adeguato ai "tempi moderni" il liceo Scientifico che concorda il lato umanistico con quello scientfico, dando una preparazione più completa. Nel mio settore ho potuto constatare che i migliori studenti di Economia sono di gran lunga quelli che hanno ottenuto una maturità scientifica.

Tesea

Caro Matzudaira,
indubbiamente nella parte tecnico-operativa delle discipline economiche è avvantaggiato chi parte da una base matematica (e specialmente RAGIONIERISTICA) più approfondita. A prescindere però dalle abilità calcolatorie, chi viene dal Classico ha SEMPRE una marcia in più, non solo perchè SA e SENTE di averla, ma in quanto può contare su una preparazione che gli conferisce una visione globale della realtà, con la certezza intrinseca di riuscire a fronteggiare e risolvere qualsiasi problema.
Certo che i nostri padri Ing., Arch., etc. sarebbero stati tecnicamente bravi anche se provenienti dallo Scientifico; la provenienza, però, da quello che è stato il classico Liceo Classico ha conferito loro una superiorità culturale che li ha fatti primeggiare e stimare a tutti i livelli, dall'infimo al massimo.
Tesea
P.S. A proposito di Economia: ho letto recentemente alcune pubblicazioni di uno dei massimi esponenti del mondo bancario nazionale che inconfutabilmente tradiscono una matrice classico-umanistica.
Ciao tesea

Giulia

Vi sto legendo con interesse, ma c'è qualcosa che mi sta sfuggendo. vi risponderò più tardi

dragor

Caro Matzudaira,

come dico nel post, è lo studio del linguaggio che permette il controllo della parola e il controllo della parola che permette il controllo del pensiero.

Il pensiero creativo scaturisce soltanto a queste condizioni.

Tutti gli altri pensieri sono cloni.

dragor (journal intime)

Giulia

Dipende molto dagli insegnanti, da quello che sanno trasmetterti delle materie che insegnano. Certo che c'è ancora bisogno delle materie letterarie, ma se poeti e scrittori sanno risvegliare le coscienze, muovere i cuori, i sentimenti, se chi insegna non li tratta come se fossero sepolcri imbiancati, ma come uomini e donne che sanno vivere anche nel nostro tempo.
Ho ultimamente partecipato per caso alla presentazione d'un libro "Star bene a scuola si può?" della Utet Universitaria scritto da un'insegnante Emilia De Rienzo. C'erano tanti ragazzi suoi allievi di più generazioni. E' stato fantastico... Commovente. Aveva saputo trasmettere amore per la cultura, per la scuola ed erano tutti lì per dirglielo. Leggetelo, io l'ho fatto e ve lo consiglio caldamente.
Nel mio blog ho citato un pezzo scritto da un ragazzo

andrea c.

Complimenti per questo post, caro Dragor: ho subito messo questo sito al secondo posto nella cartella "Blog" dei miei bookmarks, dopo Beppe Grillo.
Lavoro e ho lavorato in aziende ad alta tecnologia, circondato da colleghi ingegneri e ho imparato a distinguere in pochi minuti chi ha fatto un Liceo (sempre Scientifico) e chi è Perito Industriale.
Non ho abbastanza elementi per dire che una categoria sia più "brava" nel lavoro dell'altra. La più grossa differenza che vedo (con poche eccezioni, bellissime o tristissime) è nell'appassionata fruizione di letteratura e cultura varia, quindi se Borges avesse ragione, potrei concludere che una categoria è più felice.
Mi rimane da capire se il Liceo porta ad amare i libri o se l'amore per i libri porta a fare il Liceo.
Conosco poi (al di fuori del lavoro) alcuni ex liceali classici che hanno una repulsione totale per le materie scientifiche e tecniche e mi chiedo se sarebbe stato il caso di fare loro violenza con qualche ora di matematica e fisica in più.
Insomma Dragor, anche oggi ci hai dato da riflettere e discutere, purtroppo però queste questioni verranno decise in dibattiti più superficiali di questa nostra semplice chiacchierata.

dragor

Cara Giulia,hai perfettamente inquadrato il problema. Soltanto un buon insegnante puo' trasmettere l'amore per le lettere.
Vado subito a vedere il tuo blog.

Ciao!

dragor (journal intime)

dragor

Caro Andrea, grazie per il link.

Credo che una categoria felice lavori meglio. Fra le altre cose, l'amore per le lettere puo' far crescere la produttività.

E' verissimo, le lettere e la scienza sono complementari. Purtroppo l'ho capito in ritardo. Sto cercando di ricuperare il tempo perduto...

Ciao!

dragor (journal intime)

matzudaira

Tesea tu confondi l'Economia con la ragioneria, ma non preoccuparti, fai parte della maggioranza. All'università i "poveri" ragionieri fanno una fatica animale a stare al passo con chi ha frequentato il liceo Scientifico.
C'è stato un periodo, qualche anno fa, in cui le banche assumevano personale proveniente da studi prettamente umanistici, pesando che in qualche modo lo si potesse plasmare a piacimento. Ed invece i fatti hanno dimostrato proprio il contrario, e cioè che chi ha conseguito diplomi o lauree in materie esclusivamente umanistico-letterarie è una persona "specializzata" e come tale poco elastica, poco dinamica, spesso convinta, a torto o a ragione, della propria superiorità culturale che la porta a snobbare certi compiti e certe materie, tanto da renderla poco gestibile e non malleabile come si sarebbe portati a pensare. Poi c'è da dire che le carenze e le lacune di ordine scientifico-matematico che questi individui hanno li rendono anatre zoppe in un mondo in cui, come ho già detto, tutto o quasi è basato sulla matematica.
A Venezia, un liceo Classico sperimentale ha, a mio avviso correttamente, cercato di porre rimedio a tale situazione, inserendo diverse ore di materie scientifiche, e sopprimendone alcune di Greco, Latino e Filosofia. Sicuramente gli studenti di questa scuola usciranno più preparati di quelli di un liceo Classico standard.
Piccolo esempio: una docente di letteratura dell'università di Ca'Foscari, con cui scambiavo quattro chiacchere, guardando un barcone carico di mobili navigare placido sul canale difronte a noi mi disse: "non ho mai capito come facciano barche così pesanti a restare a galla". Evidentemente non sapeva chi fosse Archimede.

Pasquone

Caro Dragor, Caro Matzudaira (a cui va la mia stima),
non tutti noi siamo Geni, ma molti - io compreso - spesso a torto pensiamo di esserlo. Tra i possibili difetti della formazione classica mi viene in mente quello ben descritto da Alessandro Manzoni: Don Ferrante che muore di peste, non avendo stabilito se l'epidemia era "substantia" od "accidens". Col che ritengo dimostrato che le conoscenze scientifiche, se non altro, migliorano la qualità e la durata della vita. Primum vivere, deinde filosophare.

Biz

Ricordo che tempo fa avevo un disegnatore che faceva disegni belli da vedere ma spesso sbagliati.
Allora non gli consentivo di lavorare se non da basi impostate da me, e poi gliele davo e gli dicevo di graficizzarli (con procedimenti abbastanza ripetitivi; e parliamo di disegni al computer).
Mi scusavo per il lavoro noioso (almeno, io l'avrei trovato tale), ma lui mi diceva : "no, mi piace farlo; mi rilassa, perchè così non penso".

Ecco, il fatto è che a pochi piace pensare. Perchè pensare dà dolore, e il pensatore, forse, è un po' masochista.
La filosofia è sempre stata, ed è ancora, qualcosa di elitario, per quanto possa piacerci il contrario.
E ti rimando ad un mio vecchio post (che riguardava anche l'insegnamento in Francia)
http://bizblog.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2006/06/mi_ha_colpito_n.html

dragor

Caro Biz, quel disegnatore sarebbe stato bene al posto di Charlie Chaplin nella scena della catena di montaggio di "Tempi Moderni".

Pensare dà dolore ma anche piacere. Diciamo che è un esercizio a doppio taglio.

Ricordo bene il tuo ottimo post. C'è anche un mio commento...

Ciao!

dragor (journal intime)

matzudaira

Biz spero tu non voglia insinuare che la matematica o la fisica non fanno riflettere...

Tesea

Caro Matzudaira,
è vero che grossolanamente si asimilano Ragioneria ed Economia forse pensando che lo sbocco naturale del corso di Ragioneria sia la facoltà di Economia e Commercio...per quanto molti bocconiani di successo provengano dal Clasico.
Una domanda: Adam Smith, Ricardo, Stuart Mill appartengono all'area umanistica o scientifica?
Ciao Tesea

dragor

Caro Pasquone, la filosofia senza scienza è come la scienza senza filosofia. Da sole sono un disastro.
dragor (journal intime)

I commenti per questa nota sono chiusi.