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REMEMBERING ADELE

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03/02/07

Commenti

irenespagnuolo

Non sono una tifosa di calcio. Gli unici stadi da me frequentati sono stati raramente i campetti della partitella tra amici...
Ma capisco la passione e il piacere di seguire un gioco, uno sport, la squadra "del cuore".
Tuttavia da molto tempo, in fondo ciclicamente si finisce a discutere di violenze intorno o dentro gli stadi e di pericolosi ultras, mi chiedo se davvero il tifo c'entri qualcosa...O se la violenza è violenza punto.
Fatico a capire cosa possa ottenere lo stop, forse è appunto solo una manifestazione all'italiana... E' anche vero che spesso i colpevoli non si trovano e restano impuniti. E che magari sospendere le attività significa far fermare tutti a pensare a quali "follie" si possa arrivare. Ma potrebbe essere significativo anche uno "sciopero" silenzioso di tutti i tifosi : disertando un pò tutti gli stadi forse indurrebbero il "sistema" a prendere misure preventive per non veder crollare l'economia del botteghino. O no ?
E' solo un'idea, francamente non so bene cosa pensare, sono parecchio allibita.
Ciao Dragor, scusa se mi sono dilungata...
Irene

dragor

Buon giorno, cara Irene. Non ti dilunghi mai, ogni tua parola è sempre preziosa.

Secondo me la colpa non è del foot, è della gente. Non è sospendendo il foot che si sospende la violenza. Se la cacci dalla porta, rientra dalla finestra. Con tutto quello che succede negli stadi mi meraviglio che i morti non siano più numerosi. Segno che tutto sommato c'è un buon sistema di prevenzione.

Se i tifosi scioperassero di loro iniziativa, sarebbe un grande segno di maturità sociale. Purtroppo non lo faranno mai e gli scioperi imposti lasciano il tempo che trovano.

A presto

dragor (journal intime)


paola

quando eravamo piccoli e i genitori non sapevano più che pesci prendere ci mandavano a nanna senza cena!!!!!

è ben triste che non si sappia più cosa fare in tema di prevenzione ed educazione alla pace.....

buon giorno, dragor, hai dormito bene???

paola

dragor

Cara Paola,
adesso ti mandano a letto senza foot!

Grazie, ho dormito come un bébé :))

dragor (journal intime)

Antonio Cracas

Caro Dragor, la colpa è di tutti, è della politica.

Se invece di un poliziotto fosse morto un tifoso, forse qualcuno avrebbe proposto di dedicare un luogo del Senato italiano in memoria del “dimostrante caduto”.
Che differenza c’è tra la violenza per un G8 e quella per una partita di calcio? Una è violenza, l’altra no? Che diversità c’è tra lanciare, a volto coperto, un estintore conto una camionetta presa d’assalto con bastoni e lanciare verso una pattuglia dalla polizia una bomba carta? Forse lo scopo giustifica i mezzi?
A mio modo di vedere è l’irresponsabilità della politica la causa di tutto ciò, è la retorica politica mio caro Dragor. Se ieri fosse morto uno di quei ragazzini per la reazione di un poliziotto oggi avremmo cortei con fiaccolate, per protestare contro la polizia squadrista e fascista. Ci sarebbero sociologi, tuttologi, intellettuali, dei miei stivali, a domandarsi come tutto ciò sia potuto accadere, esortando la magistratura a fare le dovute indagini per sbattere il mostro in prima pagina. Tutti a chiedersi il perché di questa giovane vita spezzata dalla violenza “gratuita” di un uomo per giunta stipendiato dallo Stato. Invece, oggi, fermiamo il calcio per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza: fine! Se a coloro che bruciano i cassonetti dell’immondizia, auto, banche, negozi e che vanno in giro a seminare distruzione e violenza gli dessero delle punizioni esemplari anziché degli encomi, forse, avverrebbero con meno frequenza e meno intensità. Quando ci fu il G8 a S. Petroburgo i facinorosi furono solamente 30 (sapevano che l’ex KGB Puttin non sarebbe andato tanto per il sottile), isolati in uno stadio, senza feriti e senza distruzioni. I diritti non si devono ottenere con la violenza, PER NESSUN MOTIVO!!!
Ma lo sappiamo è l’ipocrisia della politica mio caro Dragor!! E con l’ipocrisia non risolvi nessun problema, tanto meno quello del degrado giovanile. Troppi giovani vanno allo stadio con le bandiere politiche anzichè di quelle della propria squadra, tutti lo sappiamo, ma va bene così perché fa comodo a qualcuno.

Antonio C.

Antonio Cracas

Scusate, ci sono parecchi errori, ho letto il mio commento solo dopo averlo pubblicato.

Antonio C.

irenespagnuolo

Grazie Dragor.
Infatti parlavo di sciopero "silenzioso", ovvero spontaneo. Un comportamento maturo, una volta tanto, al di là delle parole...
Buon fine settimana carissimo !
Irene

Pasquone

Caro Dragor,
non sono d'accordo: non si tratta di punizione, ma di prevenzione. Ora che le piazze, non solo etnee, sono calde, è il momento di imporre nuove regole sportive, quali responsabilizazione delle società. multe salate, risparmio delle forze dell'ordine, sicura identificazione ed allontanamento definitivo dei violenti dagli stadi, ecc. Penso che occorrano 3-4 mesi, fino ad allora serve la sospensione del campionato specie per le serie maggiori.
Pasquone

dragor

Caro Pasquone,

mi sembrava che queste misure fosse già in vigore, basta applicarle. I problemi non si risolvono con le scartoffie ma con la pratica.

La violenza è nella gente, non nel foot. Se gli togli il foot, i violenti si scateneranno altrove. Come dico nel post, anche un pirata della strada è violento, ma non per questo si sospende tutta la circolazione.

Ciao, buon weekend!

dragor (journal intime)

marianna

Caro dragor eccomi solo a pomeriggio inoltrato.Il sabato è un pò il giorno del riassetto generale e dei bucati in lavatrice e della spesa al mercatino rionale.
L'argomento odierno,il proliferare della violenza,è un argomento spinoso.Ce ne accorgiamo da quello che riferiscono i media ma anche nel nostro vicino.L'esperienza dell'insegnamento nelle scuole oggi è un'ottima palestra.Se parli con gli insegnanti ti diranno cose incredibili a cominciare dalle elementari.Si salva forse solo la scuola materna.E tutto è accaduto nel giro di pochi anni.Cinque anni fa, quando ho smesso di insegnare, mi sono imbattuta in una classe di ragazzi sui sedici anni che mi apparivano come un muro di gomma.Non avevano alcun tipo di reazione nè in negativo ma neanche in positivo.Avevano la presunzione degli asini ed, essendo in prevalenza maschi e numerosi rispetto alle femmine,puoi immaginare come potessero comportarsi.Tieni presente che io solitamente favorisco il dialogo.Ebbene lì mi sono sentita impotente.La difficoltà per me era entrare nel loro mondo,che poi era fatto di telefonini che utilizzavano per chiamare le amichette in classe,degustazione di bibite e pannini a tutte le ore,uscite per andare in bagno a fumare e ....via dicendo.I libri non venivano portati,le assenze giustificate con firme fasulle ed...un preside che difendeva i ragazzi per partito preso.A quel punto mi sono detta che a scuola io non ci facevo niente.Fortunatamente per me potevo permettermelo per gli anni di servizio.
Ti racconto queste cose perchè la gente che non è a contatto con i giovani pensa siano esagerazioni.Tieni presente che il discorso culturale con quei soggetti non si poteva nemmeno introdurre.E nè io volevo a tutti i costi propinarglielo.Ma il comportamento corretto...penso sia il minimo che debba vigere in un'aula scolastica.
Ragazzi come questi o giù per di lì vanno anche allo stadio la domenica.Appartengono a gruppi ultras,sono appoggiati molto spesso anche economicamente dai responsabili delle società calcistiche,tirano fuori in quella circostanza tutte le frustazioni della settimana,senza freni inibitori e via bagarre!Magari ci scappa anche il morto.Come ieri sera.
Il provvedimento di bloccare il calcio io penso,siamo in Italia,che non durerà a lungo.La pausa di riflessione va bene ma devono seguire provvedimenti costruttivi.Impostare il tutto seguendo il modello anglosassone.Affidare la gestione degli stadi a privati.Posti numerati,biglietti elettronici e così di seguito.Ma sarà mai possibile davvero ed in breve tempo? Non credo proprio.Ritorneremo a breve ai soliti vecchi sistemi ed i giovani se non cambia un pò tutta l'aria che tira continueranno ad essere sempre più superficiali e strafottenti.
Scusa il pistolotto ma è quanto penso ed io,che tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno,in questo caso sono scettica.
Ciao,a più tardi.Marianna.

dragor

Caro Antonio, se ho capito bene, pensi che la violenza dipenda dall'irresponsabilità della politica. I violenti non vengono puniti abbastanza severamente perché sono godono di coperture politiche e sono protetti da giustificazioni ideologiche. E' cosi'?

In questo caso credo che qualcuno non sarebbe d'accordo. In occasione del G8 a Genova, che hai citato, la polizia è stata accusata di eccessiva durezza.

Quanto alla condanna dei responsabili,credi veramente che vengano usati due pesi e due misure? Puoi citare un esempio?

Grazie, buon weekend. Ciao!

dragor (journal intime)


dragor

Cara Marianna, la tua testimonianza è preziosa, più rivelatrice di tante analisi astratte. Così le radici della violenza vanno cercate in questo “muro di gomma”, nel nichilismo che descrivi in modo così efficace.

Ma che cosa è cambiato rispetto al passato? Prima che cosa riempiva questo vuoto?

A presto, ciao

dragor (journal intime)

Giulia

I giovani, i giovani, i giovani, ma noi adulti dove siamo? nelle famiglie, nelle scuole, nello sport cerchiamo bacchette magiche, soluzioni veloci. Io ho visto passare davanti a me tanti ragazzi, ho ascoltato le loro storie, ho letto con loro pagine straordinarie della letteratura, piano piano ho visto i loro cuori aprirsi e quella corazza gradualmente si rompeva, e veniva fuori il ragazzo fragile, senza ideali, che mi chiedeva tra le lacrime: che senso ha la vita? Mi poneva domande difficile a cui noi forse abbiamo paura di rispondere. Te l'ho già detto Dragor: sento troppo schematismo nelle vostre risposte, troppe certezze. Un ragazzo violento ha bisogno di qualcuno che lo fermi ovunque esso sia, con la punizione certo, ma anche cercando di capire chi è e perchè ha bisogno di tutto questo per sentisi vivo, ha bisogno di qualcosa in cui credere e non ce l'ha. Anch'io sto diventando schematica, ma non c'è spazio per parlare veramente. Vi saluto con affetto e apprezzo molto questa voglia di discutere ma non riesco a capire cosa ci può lasciare di diverso da quello che pensavamo già prima

Antonio Cracas

Caro Dragor,
l’argomento è lungo e complesso. La violenza è intrinseca nell’uomo. Già ai tempi della clava esisteva la violenza. Gli omicidi ci sono sempre stati, le guerre pure. Mi rendo conto che questa precisazione fatta così velocemente potrebbe apparire banale. Tuttavia ritengo che la violenza è latente in ognuno di noi. Esistono padri di famiglia che per un posteggio rubato sarebbero in grado di uccidere. Nei giovani il discorso si complica ulteriormente: esiste il branco. Esiste il senso di apparteneza al branco che viene spesso esaltato dai “valori” del gruppo. Da sempre sono esistite le cosiddette bande del quartiere o banda del buco. Chi da ragazzo non ha combinato qualche sciocchezza per dimostrare al gruppo la propria “bravura” o “capacità”? Credimi è un discorso di regole. Anche la società è un branco, un gruppo: è una collettività. E come tale si deve dare dei principi in virtù di certi valori. Una società civile non può tollerare o peggio esaltare anche attraverso dei riconoscimenti, vedi la Sala Giuliani, chi ha usato violenza, pur rimanendone vittima, per questioni politiche. Se la nostra società (branco) prevede questi riconoscimenti, è normale che altri sottogruppi si sentano in dovere di utilizzare la violenza per dimostrare il loro scontento (calcistico, sociale, politico, ecc). La violenza va condannata sempre e per qualsiasi motivo. Ma caro Dragor è come per il discorso della pena di morte. Saddam non doveva essere impiccato, Mussolini si. Pinochet era un dittatore, Casto un “missionario laico”, ecc. Te l’ho già scritto, se invece di morire un poliziotto fosse morto un dimostrante questa sera ci sarebbero una serie d’interminabili talk show sul perché è stato ucciso un povero giovane, magari disoccupato, con gravi problemi famigliari. Tutti a piangersi addosso. Tutti a criminalizzare l’agente reo di essere stato troppo violento. Tutto questo sai perché? Per una manciata di voti in più caro Dragor: tutta demagogia per creare odience (potere). Se io domani mattina lancio una pietra ad una pattuglia della polizia in servizio, presumibilmente mi prendono e, legittimamente, spero, mi processano. Se però dovessi farlo durante una manifestazione, magari con tanto di bandiera inneggiante alla pace, ed un agente mi dovesse piazzare una manganellata sul cranio quest’ultimo finirebbe nei guai. Allora? O le regole si applicano sempre oppure ci prendiamo per i fondelli…come sempre. Senza contare che alcuni valori importanti si sono persi ed altri continuano a perdesi: la non violenza vera, non è sperare che Israele scompaia per lasciare spazio ai palestinesi. La libertà deve essere intesa come limite del proprio esercizio nel rispetto dello spazio altrui, Invece la libertà è interpretata nel poter fare esattamente quello che si vuole spesso a scapito degli altri, ecc. Viviamo nell’era in cui ci indigniamo se un padre rifila uno scapaccione sul sedere al proprio figlio per insegnargli l’educazione. Poi rimaniamo impotenti di fronte alle stragi famigliari e ci chiediamo il perché di tanta violenza. Rispetto, ci vuole rispetto delle regole, ed il rispetto si ottiene con le regole e la giusta punizione quando si infrangono. Chi segue le regole non le teme. In Europa non esistono dittature, per fortuna, esistono democrazie, ma attenzione il troppo lassismo al quale stiamo assistendo sta lasciando spazio alla violenza. La storia lo ha già insegnato: fascismo e nazismo sono nati dalle ceneri delle democrazie deboli. Forse noi non ce ne rendiamo ancora conto ma gli estremismi dei nostri tempi sono un segnale molto forte che i nostri “soloni” del “politically correct” stanno ahimè sottovalutando.

Tesea

Ho letto la parola "scapaccioni" .Mi sembrano la panacea, proprio perchè politicamente scorretti.
Prima dell'uso degli anticoncezionali, quando le famiglie, loro malgrado, producevano 3-6-9 prodotti viventi, non c'erano remore a educare, magari a calci chi dava fastidio.E i risultati erano in genere apprezzabili.
Ora con la rarefazione del prodotto (sono figlia unica anch'io), i rampolli crescono ossequiati e riveriti, con sensi di onnipotenza, e nessuno li ferma più.
Torniamo ai sani ceffoni, magari anche nelle scuole!
Tesea

Tesea

Cara Marianna,
anch'io, oggi, sono stata prevalentemente assorbita da lavori donneschi.
Però per una settimana, basta. Ho letto con molto interesse il tuo post, in particolare sulla situazione della scuola, e ho partecipato indignandomi.
So che non condividi il mio post, è drastico e e razionario, so che tu sei molto più portata al dialogo, al colloquio, alla persuasione ragionata, e sei più ottimista forse sul 'fondo' della specie umana.
Ora vedi perchè cerco di tenermi così "coperta" sui miei dati: con queste uscite verrei radiata dal ogni consesso sociale e lavorativo.
Buona domenica!
Tesea

dragor

Caro Antonio, mi sembra che anche per l'agente i media non scherzino. Ti sembra che gli italiani possano lasciarsi scappare un'occasione di piangersi addosso?

Sono d'accordo, l'educazione comincia dalla famiglia. Ma chi educa la famiglia?

Buona notte

dragor (journal intime)


dragor

Cara Tesea, io sono cresciuto ossequiato e riverito ma non metto bombe

dragor (journal intime)

215funk

a riguardo della violenza negli stadi e in particolare durante le partite di calcio e alla luce degli ultimi incidenti avvenuti e sfociati con una morte assurda , piu' che fermare le partite fermerei i tifosi .. che si giochino le partite a porte chiuse per un anno . Sicuramente c'e' bisogno di una punizione esemplare

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