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« PACS à l'Italienne | Principale | Journal Intime lo aveva detto »

20/03/07

Commenti

irenespagnuolo

Grande post Dragor.
Questa storia disgustosa è davvero preoccupante. Lo strapotere delle case farmaceutiche sarebbe da combattere davvero e senza rinvii. Ma temo che gli interessi stratosferici avranno sempre la meglio...

Pasquone

L'apetto positivo di questa vicenda "monopolistica" è che un chimico farmacista indiano, sposato ad un'ebrea tedesca, ha ottenuto negli anni '50 dal Pandit Nehru una legge "socialista" sulla brevettabilità dei farmaci. L'India è la sola Grande Madre della Democrazia, con quasi un miliardo di figli, altro che Cina!

dragor

Cara Irene, questo post è soltanto l'inizio. Ho visto come vanno le cose in Africa. Fra qualche giorno racconto tutto.

Buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Si', caro Pasquone, è proprio allora che l'India è diventata la farmacia dei poveri. Se avessero aspoettato la Cina, sarebbero già morti e sepolti...

Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

Marco

"Qual'è la risposta al 99,9% delle domande? Soldi.." e sapete cosa presuppone la risp alla domenda?Crudelta, ignoranza ed egoismo.Gli uomini di un certo tipo da sempre preferiscomo i soldi per se al bene dell'umanità e all'autodistruzione del pianeta, ciò è innaturale quelli che pensano così evidentemente gli manca un contatto profondo con la gente, la terra.Non è possibile che una persona normale accetti così gravi condizioni pur di avere del denaro per se, sono persone affette da qualche problema che potrebbero cercare di farsi un farmaco per curarsi allora si che andrebbe tutto meglio..e non solo per 20'anni.Ciao a tutti!

www.nonrassegnatastampa.it

ciao dragor da più di tre mesi stiamo facendo un video-programma di satira online e fra i tanti argomenti abbiamo trattato anche quello dei brevetti e del potere delle multinazioneli farmaceutiche(l'ultima volta nella puntata 27).
Perchè non vieni a darci un'occhiata?
così magari poi ci scambiamo i link
good night and good luck
filippo e mauro

Giulia

Ho scritto unpost su questo anch'io, non sono competente come te e vorrei che tu leggessi i commenti che hanno fatto per mettere insieme le idee: ritengo importante una collaborazione quando è possibile tra blog.
http://giuba47.blog.lastampa.it/saper_vedere/2007/02/tutti_hanno_dir.html

marianna

Carissimo bel post da condividere tutto dalla prima riga all'ultima.Lo sai come la penso.Ho firmato anche l'appello di MSF nel blog di Giulia.E' bella questa collaborazione.Tornerò più tardi.Buon pranzo. Marianna.

marianna

E' arrivato in questo istante Il corriere di Nizza e mi gusterò finalmente la tua intervista in santa pace! Chissà quanti interrogativi mi sorgeranno a lettura ultimata.A prestissimo. Marianna

marianna

E' arrivato in questo istante Il corriere di Nizza e mi gusterò finalmente la tua intervista in santa pace! Chissà quanti interrogativi mi sorgeranno a lettura ultimata.A prestissimo. Marianna

X

Conoscevo già questo problema, ma tu l'hai approfondito.

Perchè non fare una bella lista di queste case farmaceutiche, tanto per iniziare?

Chi ha in mano la salute e la vita delle persone deve essere controllato.

Chi ha fatto causa contro il governo indiano è la Novartis ( http://www.novartis.it/ )

Qui trovate altre info.
http://www.altreconomia.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=240

Fortunatamente sembra che le proteste possano spingere le case farmaceutiche a ritirarsi dai processi.

Bisogna muoversi. Chi sta fermo, me compreso, è colpevole.

Grazie Dragor per dare una voce a chi non ce l'ha.

Prishilla

Secondo me il problema alla radice è che finchè la ricerca sarà finanziata principalmente dal mercato non ci sono reali vie d'uscita...

Prishilla

Mattix

Questa è comunemente detta "Logica del Profitto".

Mattix

http://mattix.blog.lastampa.it

ferdi1006

bravo dragor, non so chi sei ma non importa dare un volto o un nome ad una voce così potente. importa che ci sia chi racconta questi fatti schifosi che giocano sulla vita della gente. non siamo pazienti, siamo clienti. e i clienti restano tali finchè pagano. e salato. le case farmaceutiche, a braccetto con le aziende petrolifere, hanno il mondo in pugno. e ci giocano a loro piacimento, perchè la forza del denaro compra - quasi - chiunque. ma non c'è battaglia difficile a sufficienza, per non combatterla, o almeno provarci, se uno ci crede fino in fondo. solo se si ha accesso ad informazioni come quelle che scrivi, caro dragor, si possono trovare motivazioni forti a sufficienza da volere ribellarsi allo strapotere insolente delle multinazionali. continua così. io, nel mio piccolo, passerò il tuo articolo e segnalerò il tuo blog a tutti quelli che conosco che abbiano una qualche sensibilità al valore della vita. ciao.

mez

Forse, prishilla, però nel caso dei brevetti non c'è il vero mercato della concorrenza che abbassa i prezzi. Il sistema dei brevetti non è il mercato ma un monopolio creato e garantito dagli stati.
Ed è più che legittimo che gli stati che lo creano riconoscano un diritto più breve e ristretto ai brevettatori.
Come appunto vuol fare l'india.
bye mez

dragor

Grazie, cara Marianna. Ricordo che avevamo già parlato del problema dei farmaci e avevo annunciato un post. Dragor mantiene sempre le sue promesse :))

Come diceo a Irene, è solo l'inizio. Il più bello deve ancora arrivare

A presto, buon pomeriggio

dragor (journal intime)

dragor

Grazie, ferdi1006. In effetti non c'è strapotere contro il quale Dragor non si sia battuto, come puoi vedere nei post precedenti sfogliando l'archivio. Torna a trovarmi, questo post è soltanto l'inizio di una campagna che farà epoca. Ciao!

dragor (journal intime)

dragor

Caro X, che piacere risentirti. Si', Dragor dà una voce ai vivi per aiutarli a restare vivi. Ma come hai notato, in caso di fallimento la dà anche ai morti...

Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Dimenticavo, non avevo nominato l'azienda per non creare problemi. Grazie per averlo fatto tu. Vos) nella Stampa non ci sono responsabili... :)))

dragor (journal intime)

marianna

Carissimo naturalmente la prima cosa che ho fatto è stata quella di leggere l'intervista.Ben fatta dal tuo amico,che ho già ringraziato,e non diversa per quel che riguarda il soggetto dall'idea che mi ero fatta di lui.L'unica delle affermazioni che mi dispiace è quella che riguarda la religione.Ma accetto il tuo punto di vista e lo rispetto.
A proposito della Novartis ho letto un lungo intervento sul post di Giulia di qualcuno che però scriveva in febbraio e mi pare d'aver capito che sostenesse che questo tipo d'informazione che si dà circa le multinazionali farmaceutiche non è del tutto esatta.Io non credo perchè sappiamo tutti le difficoltà nei P.V.S. per la gente comune di potersi curare se i costi dei prodotti sono elevati e poi sappiamo anche del divieto di poter usare in alcuni di quei paesi i cosiddetti farmaci generici per mille motivi.Ora è una santa battaglia quella che va ingaggiata e se fossimo in tanti a pensarla così, qualcosa cambierebbe di sicuro.Il Capitale abbasserebbe un po' la testa,non credi?Continuiamo su questi contenuti se possiamo dare una mano a far capire a chi non sa o è distratto.
A dopo, ciao Marianna

Prishilla

Ok, ma secondo me non è secondario stabilire chi è che paga perchè la ricerca sia fatta.
Secondo me è controproducente che a farlo sia (solo) il mercato, in qualsiasi forma esso si esprima.
E d'altro canto se non c'è ricerca, anche quella che non porta immediatamente al risultato ma esplora strade e possibilità, non ci sono farmaci ....

Prishilla

marianna

Sono andata a guardare i documenti proposti e quello che ricordo molto bene è quanto avvenne nel 1999 in Sud-Africa.Lì si impediva di produrre farmaci generici a basso costo.Se la memoria non mi falla, sempre in quella data c'era anche il Brasile in difficoltà come il Sud-Africa. E le multinazionali farmaceutiche dovettero allora desistere dal processo.Corregimi o corregetemi ,se sbaglio.Ciao, Marianna.

cinghios

Ciao dragor,
sono d'accordo col senso del tuo post.
Ma - scusate il mio paraocchi ideologico - è accettabile la proprietà privata nella produzione farmaceutica e in generale nei servizi per la salute?
E per quanto riguarda il tema dei brevetti, giustificati dai sostenitori dal fatto che senza un vantaggio economico non ci sarebbe ricerca e progresso, e in genere della proprietà intellettuale, ve lo immaginate Galileo, Newton o Einstein mettere un brevetto sulle proprie equazioni? Il risultato di una ricerca non è mai frutto del lavoro di un singolo ricercatore o di un piccolo gruppo di lavoro o di un'azienda, ma è il frutto del lavoro collettivo di un'intera società. Per me il ricercatore dovrebbe essere remunerato bene, ma non dovrebbe rendere pubblica e gratuita la sua conoscenza.

ciao cinghios

Andrea Pontiroli

Ciao Dragor, complimenti per il tuo blog. E' anche grazie alle persone come te che noi di Medici Senza Frontiere possiamo dare voce a chi non ne ha. Per chi vuole firmare la petizione per fermare la Novartis questo è il link:
http://www.msf.org/petition_india/italy.html

Galeotto

Ciao Dragor,
la causa tra Novartis e India riguarda l'innovatività (e dunque la brevettabilità) di un singolo farmaco; ciò non avrebbe alcuna conseguenza su tutti i farmaci generici che l'India sta producendo oggi. Né costituirebbe un "precedente" (la legge non cambierebbe a causa di un risultato processuale). Sbaglio?

Inoltre, parli di "modifiche minori" ai farmaci al solo scopo di prolungare la protezione del brevetto. Come può funzionare questo trucco? Una volta scaduto il brevetto del farmaco A, l'azienda farmaceutica può anche brevettare la versione leggermente modificata A+b, ma il farmaco A è ormai affrancato e tutti possono produrlo.

dragor

Ciao, Cinghios, come va? Nel tuo interessante intervento c'è una cosa che non ho capito bene. Dici che non è accettabile la proprietà privata dei servizi per la salute, poi dici che i ricercatori non dovrebbero rendere pubblici e gratuiti i risultati della ricerca. Mi sembra di vedere una contraddizione. Potresti spiegarmi?

Grazie, ciao

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, è accaduto nel 2001 a Pretoria. Trentanove case farmaceutiche fra cui Novartis si erano coalizzate. Rimproveravano al governo di Mandela di avere elaborato un regolamento che gli permetteva di importare e produrre generici. Ma la mobilitazione dell'opinione pubblica aveva costretto le case farmaceutiche ad abbandonare la causa. Adesso stiamo assistendo a un remake di 2001, a parte il fatto che oggi la mobilitazione sembra più debole e manca il carisma di Mandela.

A presto, ciao

dragor (journal intime)

dragor

Caro Galeotto, il trucco funziona perché il nome e il marchio del farmaco rimangono gli stessi, quindi non si puo' copiare niente.

Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Caro Andrea di Medici senza Frontiere, questo post è soltanto il primo di una serie. Denuncero' tutto quello che ho visto in Africa, specialmente in Burundi e in Rwanda, con nomi, cognomi e indirizzi. Ce ne sarà per tutti. Resta in linea!

Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Cara Prishilla, come dice Cinghios, la ricerca dovrebbe essere finanziata con soldi pubblici e i riultati resi pubblici.

Ciao, a presto

dragor (journal intime)

Galeotto

Ciao Dragor,
perdona l'insistenza, ma il copyright sul nome è ben diverso dal brevetto sul principio attivo: il primo vale (in genere) 70 anni, il secondo (nei farmaci) 20.

Esempio: l'Aspirina si chiama ancora Aspirina ed è prodotta ancora da Bayer, che la brevettò con questo nome nel 1899. Il fatto che nome e marchio siano identici non ha però impedito il fiorire (per fortuna) dei generici basati sullo stesso principio attivo: http://www.generici.com/Motore/Singolo.asp?AIC=026721100

PS: ricerca pubblica? Bella, ma poco efficiente, temo...

marianna

Sono andata a leggere qualcosa in più e sembrerebbe,come forse lasciava intravedere quel documento sull'altro blog,che le multinazionali del farmaco si lavino la coscienza partecipando a progetti sanitari nei P.V.S. Questi progetti poi non sortiscono i risultati auspicati perchè,dicono, il personale locale non è efficiente,ci sono casi di corruzione.In realtà si fa di tutto perchè le legislazioni locali siano messe in crisi.Ovviamente dove ci sono leggi a favore della produzione dei farmaci generici.In India sta avvenendo questo.
Insomma la solita ipocrisia.Ma ribadisco occorre che la gente queste cose le sappia anche quando va dal medico e questi gli prescrive un farmaco piuttosto che un'altro.
Farmaci a parte,mi sono persa questo pomeriggio con piacere dietro le notizie delle tue zone.La tua Nizza è affascinante.Non ti sembri ingenua l'affermazione ma io sono un po' così come quei ragazzini che un tempo si perdevano sognando sull'atlante geografico o guardando una fotografia.Ciao.Marianna

Greg

Condivido anche io lo spirito del post, ma non è forse vero che senza vantaggio economico non ci sarebbero ricerca e progresso? alla fine gli stessi stati investono relativamente pochissimo nella ricerca...le "vere" scoperte non si fanno certo con sistemi pagati coi soldi pubblici.
Alla fine, vedendo realisticamente il mondo, le aziende farmaceutiche saranno pure multinazionali bastarde, ma,sinceramente, che farebbe la ricerca pubblica? Non si può capovolgere il mondo:il male dei brevetti per il progresso. E la certezza che le cose sono così e che cambiarle è impossibile

Greg

dimenticavo...
la novartis sostiene di aiutare il 99% delle persone a cui la malaria è stata diagnosticata, 6.600 persone aiutate ricevendo Glivec gratuitamente.
A Singapore hanno creato un centro di ricerca per malattie meno diffuse.
giocano davvero così tanto con le vite delle persone?
ciao

dragor

Cara Marianna, i viaggi virtuali possono essere bellissimi. Se vuoi essere branchée sur Nice,va' sul sito di Nice-Matin. Devi soltanto registrarti e puoi leggere tutto il giornale (per il momento è ancora gratuito). Prendi l'edizione littoral.

Come vedi nel commento qui sopra,Novartis si copre le spalle con una politica umanitaria, salvando qualche migliaio di persone. Peccato che ne lasci morire qualche milione che si potrebbero salvare abbassando i prezzi.

Buona serata

dragor (journal intime)

dragor

Caro Greg, sappiamo bene che il mercato ha le sue leggi e che nessuno fa niente per niente. Ecco perché bisognerebbe investire di più nella ricerca pubblica e rendere pubblici i risultati

Ciao!

dragor (journal intime)

dragor

Caro Galeotto, sostengono che è lo stesso prodotto leggermente migliorato e che quindi non si puo' copiare con un farmaco generico. E' proprio questo il motivo della causa contro il governo indiano.

Ciao, buona serata

dragor (journal intime)

Greg

però bisogna considerare che,almeno in italia, fanno numeri da circo e salti mortali solamente per far quadrare i bilanci per l'istruzione ( e per avere almeno quattro cessi funzionanti per 1200 studenti + tre commessi)figurariamoci se investissero di più nella ricerca...
comunque concordo che le multinazionali farmauceutiche l'ultima cosa che hanno di pulito è la coscienza.
ad esempio la bayer, prima di chiamarsi così, non era mica un'industria nazista, dai dubbi scopi?

Gigi

Se non ci fossero brevetti nessuno farebbe più ricerca, e non ci sarebbero nuovi farmaci.

La prima conseguenza del mancato rispetto dei brevetti riguardanti farmaci anti-AIDS in alcuni paesi del mondo è stato il secco azzeramento dei fondi a disposizione per la messa a punto di un vaccino.

Non dico che la situazione attuale sia giusta, ma eliminare i brevetti la peggiorerebbe addirittura.

PiCi

L'interesse del "mercato" è, e sara sempre, quello di pochi (gli azionisti, tramite i dividendi).
Il falso mercato che regge su monopoli "privati" (quale è l'industria farmaceutica) anteporra sempre la ricerca della reditività al bene commune (anche quando si tratta di SALUTE).

Invece, caro greg, le "corporations" farmacistiche sanno fare Public Relation, e farsi una coscienza da verginelle con iniziative di portata limitata che nascondono la foresta dietro l'albero...

Guarda caso, le maggiore aziende in questo settore sono tutte o francese, o svizzere, o tedesche o anglosassone... Solo loro sono dei benefattori, oppure sono solo investitori avidi di guadagni ASSICURATI sulla pele dei malatti?

L'Italia è fuori dal gioco da tempo, e x queste stesse aziende, il nostro paese è diventato la mucca da mungere! Visto il prezzo DOPPIO di certi farmaci rispetto al resto d'Europa...
E logico, non possiamo farle concorenza(non esesendo presente in questo settore), e ne approfitano.

Se fossi al posto della Turco, rimborserei solo il prezzo del "generico"(quando esiste). Chi vuole il marchio paga di tasca sua!!! e dopo guarderei i risultati ;)

Per me, il problema principale rimane un'altro: Tutti questi laboratori non sono ANCHE capace di produre nuovi VIRUS (con l'antidoto "a pagamento" gia in cassa forte) e propagarli? Quindi rimaremo esposti ancora x un po al rischio di un ricatto di questo tipo!

La RICERCA PUBBLICA puo essere MOLTO EFFICIENTE se la si dota delle risorse (umane e finanziarie) adatte, e se la si organizza bene!

Sono a favore di uno STATO piu ATTIVO in certi campi IMPORTANTI (come quello)

A PARTE -------------------
I svizzeri si sono arrichiti gia abastanza vendendoci (a caro prezzo) i loro farmaci. Mo devono anche comprarci Fastweb... con quale obiettivo? fare risparmiare il popolo italiano quando va su internet, oppure prendersi una bella fetta del lucroso mercato delle telecomunicazioni ITALIANE?

PS: Cinghios, avrei potuto condividere il tuo pensiero se avessi concluso con un "?" il tuo intervento

RR

L'esempio del salvagente e` certamente molto di effetto. Ma vorrei far notare che le case farmaceutiche dovrebbero lanciare miliardi di salvagenti.La ricerca in campo farmaceutico e` enormemente costosa, e` estremamente lungo il periodo di tempo tra lo studio di un nuovo medicinale e la sua immissione sul mercato, e non sempre tuti gli studi, che costano miliardi, hanno esito positivo. Levate la ricerca alle case farmaceutiche e datela ai governi e vi accorgerete che o da una parte o dall'altra la cosa sarebbe molto meno efficiente e molto piu` costosa.Questo non vuol dire che il sistema attuale sia perfetto ed esente da possibilita` di approfittamento.Ma non e` detto che sia poi cosi` ingiusto come si vorrebbe far apparire.Come mai l'India, che non e` un paesetto eche comincia ad avere disponibilita` di grandi capitali, preferisce limitarsi a copiare le medicine altrui invece di investire in ricerca? Non credete che ci sia un motivo
dietro al paravento del motivo umanitario?

Graay

i grandi capitali investiti per la ricerca sono denari presi dalle nostre tasche facendoci strapagare il prodotto.Se poi utilizzano una bella fetta di questi soldi in studi che durano anni e che non sempre vanno a buon fine,la logica mi dice che siamo stati noi a rimetterci ..se invece vanno a buon fine la logica di prima mi dice che sono loro a guadagnarci.

demata

Vedo che per Voi è giunto il momento di leggere: BIG PHARMA - di Jacky Law - Edizioni Einaudi Struzzi/Stile Libero 2006 - 15,80 Euro ... dimenticavo: io non sono Jacky Law e non devo vendere il libro.

E leggete anche questo, se vi pare.
http://www.monde-diplomatique.it/LeMonde-archivio/Ottobre-2003/0310lm19.01.html

Buona lettura.

andryx2006

concordo con greg. non si puo sempre fare di tutta un erba un fascio.... e' vero che i farmaci se li fanno strapagare.. ma sapete quanto costano ? ne avete una minima idea... ???? e non venite a dire che sono ricerche fatte con soldi pubblici.. voi al loro posto fareste la stessa cosa... SBAGLIATA

cinghios

Ciao dragor,
ho clamorosamente sbagliato nel digitare (probabilmente avevo iniziato la frase in modo e l'ho conclusa in un altro).Scusatemi tutti. Volevo dire nella conclusione...

Per me il ricercatore dovrebbe essere sì remunerato bene (possibilmente non da un'azienda privata ma da enti, università pubbliche) ma allo stesso tempo dovrebbe rendere pubblica e gratuita la sua conoscenza.

Penso che il tema della proprietà intellettuale, oltre al caso specifico farmaceutico dove la contraddizione è più eclatante, meriti una discussione approfondita.


ciao a tutti.

MarioGi

Il racconto così com'è riportato è agghiacciante, ma non mette nella giusta luce quella che è la logica del mercato oggigiorno (farmaci e non). Le imprese (tutte) sono istituzioni volte al profitto, e tutti noi quando acquistiamo fondi anche x piccole somme, desideriamo che questi abbiano una resa la + alta possibile. Nessuno però si preoccupa di sapere in quali azioni i nostri fondi vanno ad investire. Il lato grottesco della vicenda è che i fondi di cui abbiamo magari piccole quote, è possibile siano soci rilevanti se non addirittura di maggioranza di chissà quale multinazionale dell'energia, degli armamenti, della chimica farmaceutica... che faranno di tutto x fare sì che il ns. investimento, x quanto piccolo, avrà una resa soddisfacente. Se un'azienda regala (pur se x fini umanitari) i propri prodotti, difficilmente reggerà il carico degli investimenti che certi settori di tecnologia avanzata (come il chimico farmaceutico appunto) richiedono. Pretendere che un solo settore od una sola azienda, pur se di dimensioni mondiali, si debba accollare il benessere dell'umanità gratuitamente, perchè il mondo così sarebbe migliore, è un'ipocrisia bell'e buona. Sono i governi (e quindi la collettività) che contrattando un prezzo equo con i detentori dei brevetti, dovrebbero accollarsi l'onere di tali azioni di natura filatropica. In alternativa potrebbero essere i governi stessi ad investire direttamente nei campi in cui il benessere e la sopravvivenza del genere umano rappresentano il core business dell'impresa. Ma i costi di tali iniziative, siamo pronti a caricarceli direttamente sulle ns. spalle?

mm

il sistema dei brevetti è destinato a cambiare, il brevetto può essere facilmente copiabile e voglio vedere come farà a difendersi, non basterà la legge. Non solo nei farmaci, ma in tutti i settori quello che è facilmente copiabile viene copiato, prova a difendere la tua proprietà intellettuale o il tuo brevetto, quando hai davanti uno stato, magari l'indaia o la cina. Vent'anni sono una vita. Sarà interessante vedere cosa succederà appena i distretti di ricerca scientifica di bangalore in India, o i ricercatori cinesi, faranno scoperte tali da mettere questi Paesi nelle condizioni di dover difendere un loro brevetto davanti agli USA.

Greg

MarioGi figurati se saremmo mai pronti a caricarceli sulle nostr spalle...
la gente dei paesi benestanti sotto sotto se ne sbatte ti questi problemi, mentre magari ai paesi del terzo mondo(i loro governi)interessa ancora meno.
L'India sta diventando una superpotenza, ha bisogno di tutti i soldi possibili per crescere...per questo penserà: perchè investire nella ricerca di medicinali , che è l'ultimo dei mei problemi?
idem per la cina,
saluti
Greg

MarioGi

caro mm, non discuto che il sistema dei brevetti abbia spazi x permettere l'aggiramento delle regole (peraltro giusto nei casi come questo). Il problema è un altro: qualora in giro x il mondo fosse facile e legale l'aggiramento dei limiti dei brevetti, chi e con quali incentivi andrebbe ad investire in futuro le enormi somme necessarie se già fosse esclusa la relativa ricaduta economica nelle tasche degli investitori?
Saluti
MarioGi

mm

infatti, è un gran problema.
Il brevetto non può durare 20 anni e neppure 10, è troppo.
Forse dovremo strapagare il prodotto finchè sara coperto, e poi il prezzo crollerà. Non ho la soluzione. Certo che le case farmaceutiche siano potenze economiche mondiali è inquietante, d'altronde senza soldi pare che nulla si muova al mondo. E' un criterio pericoloso, comunque, quello della redditività, anche politico. In fondo se si trova il modo di sconfiggere la malaria, lo si deve a Bill Gates, non alle case farmaceutiche .

Beppe

Se non sarà più permesso brevettare i farmaci e avere un ritorno per gli investimenti fatti in ricerca, CHI mai si prenderà la briga di fare ricerche per sviluppare nuovi farmaci se poi poi gli Indiani copieranno tutto.
Il buonismo è la malattia del secolo. Non siamo realisti.
Con questo non voglio dire ch'io non sia dispiaciuto per tutti quei morti innocenti, e che il problema è la sovrappopolazione. Forse sarebbe meglio partire da qui:
http://www.rientrodolce.org/

Saluti a tutti

MarioGi

Il XX secolo è trascorso nella ricerca di sistemi economici e politici che ponessero l'uomo al di sopra del denaro, risultato: fallimento. L'eguaglianza degli individui non esiste e non può essere accettata se non nel dare pari opportunità di crescita ed educazione in età pre-adulta (cosa peraltro non realizzata in nessun sistema al mondo neanche oggi). Non è il denaro il nemico da combattere, quanto le "scorciatoie" più o meno legali ammesse per raggiungerlo, e soprattutto nell'utilizzo che imprese e privati ne fanno per scopi politici.
Oggi il nemico per la qualità della ns.vita è la pesante interferenza che i potentati economici esercitano sulla politica (vedi USA con armi e petrolio, oppure nel ns.piccolo le quotidiane soperchierie legali a cui banche, assicurazioni ed enti vari ci sottomettono pur nel pieno rispetto delle regole). Stiamo vivendo in un'era in cui i maggiori leader mondiali sono in realtà dei portavoce di potentati economici mascherati da interessi nazionali che poco hanno a che vedere con il benessere quotidiano dei cittadini (anche quello dei propri paesi). Non vedo dirigenti in grado di avere idee che possano trascinare la gente (quella che si vede x strada, ne'intellettuali ne'classe dirigente), trascinare dicevo indicando strade alternative alla vita di oggi: studio, lavoro, guadagno il maggiore possibile, famiglia, casa... il tutto condito da un consumo collettivo il + possibile alto e ininterrotto. Idee che, portroppo, in passato solo guerre spaventose sono riuscite a risvegliare nei cuori e nelle teste di tutti, quasi che l'umanità abbia bisogno di toccare il fondo prima di elevarsi e di aprire gli occhi x vedere oltre la punta dei propri piedi. In un tempo in cui si tende a circoscrivere le guerre x non farle diventare troppo pericolose x i ns. paesi evoluti, quale sarà il crollo che ci attende?

Pirryaf

6 un grande...son d' accordo con te.
Riguardo le case farmaceutiche:
Come mai le prescrizioni di un medico sono in scatoli e non a pezzo (compressa, fiala ecc..)
E perkè continuare a comprare 30 compresse se poi ne utilizzo 5?
E le altre 25? Se sono fortunato le riutilizzo ( significa ke son malato!!!!)
ma se son sfortunato ho buttato via dei soldi!!!!
Il perchè di ciò!?! E' semplice:
LA CASA FARMACEUTICA ( la mafia della medicina!)

Galeotto

Per PiCi:
"Se fossi al posto della Turco, rimborserei solo il prezzo del "generico"(quando esiste). Chi vuole il marchio paga di tasca sua!!! e dopo guarderei i risultati"

è ciò che accade già oggi. In caso di prescrizione di farmaci griffati, lo Stato paga solo il prezzo del generico equivalente e la differenza è a carico del cittadino.

Per Dragor: ho capito bene qual'è il motivo della causa al Governo indiano.
L'appello sollevato da MSF è incomprensibile: il problema riguarda un *unico* farmaco, non tutti i generici che l'India produce. L'appello di MSF fa credere che "l'intera legge indiana sarà messa in discussione e le industrie locali non potranno più produrre copie generiche dei farmaci di marca".
Affermazione errata: la causa intentata da Novartis riguarda unicamente il Glivec. Se N. vince, brevetta il Glivec; se perde, non lo brevetta; in nessun caso la legge cambia per il risultato di un giudizio di un tribunale (non si capisce come potrebbe! In India il tribunale non ha potere legislativo, ma solo giudiziario!).

P.S.: Ottima la legislazione indiana nel tutelare l'evergreening dei brevetti, ma Glivec è stato considerato innovativo in un bel po' di Stati, inclusa la Cina, che è tutto un dire. Se l'India non lo riconosce, è solo per tutelare gli interessi economici delle proprie aziende.

PiCi

Io sarei a favore di fare della ricerca scientifica a scopo medicale un patrimonio del UMANITA.

Tramite una rete di ricercatori nei 30 paesi piu prosperi (finanziati direttamente dal proprio paese di appartenenza), e comminciando dalle malattie piu diffuse e piu pericolose, si potrebbe raggiungere lo stesso risultato della ricerca "privata".

Una volta individuato (e testato) un principio attivo efficace, diventerebbe "open source", cioe libero di essere prodotto e commercializato dalle singole aziende farmaceutiche (ma senza piu monopolio, e senza "costo della ricerca" incluso in ogni farmaco).

Se quello proposto sopra e` un utopia, aloro preferisco di gran lunga il principio di "Royalties" a quello del "monopolio assoluto" x 20 anni.

Bisogna pure aggiungere che il sistema attuale fa pagare le proprie inefficienze(ricerca andata a vuoto...) ai pochi risultati buoni che ottiene. Un farmaco di successo deve, oggi come oggi, non solo rimborsare i propri costi di ricerca & sviluppo, ma anche la ricerca fallita di altri farmaci della stessa azienda famaceutica.

Per Galeotto: Grazie x la tua correzione. Non ero sicuro, ma mi fa piacere ;)

Un Saluto a tutti

dragor

BEPPE: per esempio, si potrebbe adottare la soluzone roposta da PiCi. Non è buonista, è pratica

GALEOTTO: la cura con il Gilvec, un antricancerogeno, costa 2600 dollari al mese, con un generico soltanto 200 dollari. Ci sono 10.000 farmaci in attesa di un brevetto studiato apposta per impedirne la vendita come generici. Se Novartis vince, si spalancherebbe un'enorme breccia per questi brevetti-bidone. Una vittoria di Novartis causerebbe centinaia di mùigliaia di morti. Gli attacchi contro i generici non si limitano a quello di Novartis contro l'India. Dalle Filippine alla Taiiandia, ogni paese che vuole lanciare un generico subisce delle ritorsioni. "Le pressioni diplomatiche sono enormi", dice Pierre Chirac, consigliere di Medici senza Frontiere. "Bisogna conservare la flessibilità necessaria perché il brevetto non sia una barriera all'accesso ai farmaci nei paesi poveri."

A TUTTI

Ecco perché il processo Novartis è decisivo. Ciascuno puo' partecipare firmando la petizione di MSF che chiede a Novartis di rinunciare alla causa. Si sono già raccolte 350.000 firme nel mondo.


http://www.msf.org/petition_india/italy.html

Grazie, ciao a tutti

dragor (journal intime)

X

Anche se la causa fosse per un singolo farmaco.. la legislazione indiana non è di stampo anglosassone? Intendo dire, in questo caso la vittoria creerebbe un precedente che in successivi processi dovrebbe essere preso in considerazione.

Ora, io non sono esattamente una persona che si possa considerare buonista.

Il sistema 'capitalistico' dei brevetti farmaceutici ha un senso finché non è abusato per creare dei brevetti sempreverdi.
E soprattutto, in caso di epidemie con milioni di morti, la comunità internazionale, le singole nazioni, tutti hanno il dovere di intervenire. Magari pigliandosi a forza il brevetto, magari costringendo alla vendita le case farmaceutiche.

Perché di nuovo, siete dei classisti. Se tragedie simili accadessero in Italia, non ne parlereste allo stesso modo. Non dareste del 'buonista' con la stessa facilità, perché qualche buonista potrebbe farvi la pelle per strada.

Dal 1981 ad oggi ci sono stati più di 20 milioni di morti per AIDS. Voi con leggerezza affermate che, beh, questo sistema farmaceutico va benissimo così com'è. Anche Adam Smith si accorgerebbe che qui le cose non funzionano.

E poi, perché dovrebbe interessarmi che l'India lo potrebbe fare per difendere le proprie aziende? Mica stiamo santificando l'India.
L'India si muove in una direzione che può salvare molte vite umane. La Novartis, no.
Quindi il fatto che la Novartis perda o rinunci alla causa è auspicabile.

Eliphas

"Fate l’esperimento nella vostra farmacia. Il farmacista cercherà di propinarvi un farmaco originale a un prezzo astronomico. Se gli chiedete la marca di un generico, ci sono due casi: o vi dice che non c’è, o ve lo dà con una smorfia disgustata."


Io sono un farmacista della regione campania, nello specifico lavoro a Salerno, e sebbene il post che tu hai fatto sia sacrosanto, queste parole sono veramente offensive e gratuite.

Vuoi e volete sapere perchè? Su questo specifico punto la situazione è esattamente l'opposto di quello che hai descritto. Ogni qualvolta c'è ticket su una ricetta per un farmaco mutuabile di marca, siamo sempre noi (e ti assicuro che la cosa è capillare, non so che gente lavori dalle parti tue ma in tutta italia ho potuto constatare questo atteggiamento positivo) a dire al cliente "guardi che se vuole le do il generico e non paga" e giù a spiegare le mille ragioni per preferire alla marca dei generici che a volte, per orrende leggi di mercato senza regolazione, sono prodotti anche quelli dalle grandi case per non perdere neanche una misera fetta di mercato.

E sai cosa ci risponde l'80% della gente comune?

"Nono datemi questo, niente generici, non sia mai mi succede qualcosa"

Alchè, si allargano le braccia e si rispetta la volontà del cliente.

Cominciate a informarvi sui farmaci dettagliatamente e fidatevi del vostro farmacista se vi sta tanto a cuore la vostra salute, perchè non siamo una categoria di gentaglia senza scrupolo al soldo di multinazionali.

Grazie della lettura.


dragor

Caro Eliphas,

quando si paga il ticket su un farmaco mutuabile di marca, in effetti succede spesso che il farmacista suggerisca il generico. Ma io parlavo di farmaci che si comprano pagando il prezzo completo, come accade quando non si è coperti dalla mutua. Nella mia esperienza in Europa, Africa e USA, e in quella delle persone che conosco, trovare il generico diventa molto più difficile.

Grazie per l'intervento, ciao

dragor (journal intime)

Eliphas

Rispondo:

riguardo al medicinale di fascia C, ovvero quello a pagamento, non voglio fare lo scaricabarile ma la responsabilità ricade purtroppo sui medici.

Mi spiego in maniera quanto più possibilmente sintetica: uno dei più grandi ostacoli alla diffusione dei generici è costituito ancora dalla dicitura "specialità non sostituibile". Ora non so che a punto siamo con la sua abolizione, ma bastano queste tre semplici parole a impedirci di intervenire nel consigliare quale, fra una pletora di medicinali a disposizione, il cliente possa prendere per evitare esborsi assolutamente ingiustificati.

I medici dal canto loro ti risponderanno che alcuni generici non sono efficaci o peggio, causano reazioni allergiche per introduzione di eccipienti di scarsa qualità o comunque non testati sulla popolazione in maniera completamente sicura. E c'è da dire che non sono pochi i casi di persone che accusano sintomi tipici di una reazione allergica più o meno intensa dopo trattamento con diversi generici.

La soluzione? Duplice, a mio avviso.

Da un lato, controlli seri sui generici e dall'altra totale apertura ad accettarli e prescriverli.

A tutt'oggi molti farmaci generici possono essere prodotti con una semplice autocertificazione. Non c'è solo questo dato di fatto a far rabbrividire, c'è anche di peggio: molte aziende italiane producono in turchia o paesi borderline dell'unione europea, e alcune, sì, anche in Cina. Voci di corridoio non confermate, ma in tempi di globalizzazione selvaggia non mi sembra una semplice leggenda metropolitana.

E' un circolo vizioso. In questo contesto si inseriscono gli antiretrovirali per il virus dell'HIV e qui siamo proprio a politiche globali sbagliate, con america latina e paesi in via di sviluppo con terapie farmacologiche vecchie di venti anni. Sono recenti anche scandali di farmaci scaduti che la parte più sviluppata del mondo ha venduto a quella meno fortunata.

Le aziende farmaceutiche ben di rado si prestano a generosità senza voler nulla in cambio, e al momento il profitto è generato da questi comportamenti. Punirle semplicemente non basta. Deve diventare conveniente
per loro ridurre i tempi dei brevetti e per questo bisogna assolutamente impegnarsi. Oltretutto, politiche che favoriscano la ricerca sui medicinali salvavita dovrebbero essere indipendenti dalle grosse aziende che al momento finanziano tutto, e finanziando buona parte della ricerca, ci tengono praticamente per la gola.

enrico

Dunque dunque... mi sento tirato in causa.

io sono un farmacologo che lavora per l'industria, praticamente mi occupo di fare impianti per fabbricare le medicine.

quello che dite e' tutto vero, ma manca una parte dell'analisi:

le industrie fanno RICERCA e spendono montagne di soldi per inventare nuove molecole, se viene tolata la possibilita' di recuperare la spesa e di guadagnare le industrie farmaceutiche smetterebbero di lavorare e si trasformerebbero chesso' in agroalimentari.

la soluzione qual'e'?

che i governi invece di fottersi i soldi con le loro mafie li usassero per comprare le medicine da somministrare ai propri cittadini.

naturalmente sarebbe una buona idea calmierare prezzi e brevetti, ma se si toglie la RAGIONE D'IMPRESA alle industrie si rimane tutti senza nulla: le medicine neanche si potrebbero comprare, non ci sarebbero del tutto.

e non venite a raccontarmi della ricerca pubblica e universitara, che e' un'utopia.

Ciao.

Enrico.

enrico

Eliphas

le industrie europee bypassano il problema "cina" col semplice accorgimento di importare da questo paese le sole materie prime.

devo dire che generalmente un accurato controllo di qualita' al ricevimento merce garantisce una produzione sicura.

ti rassicuro riguardo le industrie turche: sono nettamente meglio di quelle del sud Italia!

da competente nel settore mi curo quando posso SOLO coi generici.

altra osservazione: un tubetto di aspirina UPSA d'importazione in Tunisia costa mezzo euro, lo stesso articolo, sempre fabbricato in francia, a Parigi costa 4 euro.

Marzia

Purtroppo, non sempre i farmaci generici agiscono nella stessa maniera di quelli di "marca". L'ho -dolorosamente- sperimentato su mio padre. I medici gli prescrissero, per il morbo di Parkinson, un medicinale che conteneva lo stesso principio attivo (la levodopa)e lo stesso dosaggio di quello di una certa marca che prendeva precedentemente. Purtroppo, gli eccipienti erano diversi ed evidentemente influivano anch'essi sull'efficacia della medicina, perche' con il nuovo farmaco, a mio padre vennero addirittura le allucinazioni, che sparirono appena gli fu somministrato il vecchio medicinale.

X

Scusate, ma a me pare si sia perso il senso del post di Dragor.

A me pare ovvio pensare che qui si tratta (come nella metafora dell'uomo che annega)
di un'emergenza.

Emergenza!!

Nazioni intere infestate da epidemie!
Per fronteggiare questa catastrofe, gli strumenti normali non bastano e sono adeguati.

E chi cerca di opporsi a qualunque misura che possa favorire in qualche modo il risolversi del genocidio, è un criminale.

Questi commenti sono un chiaro specchio della società. Battibecchi sull'onestà di farmacisti, sulla ricerca, sui brevetti, mentre l'Africa muore.

enrico

purtroppo le case farmaceutiche pensano alle loro di emergenze, niente guadagni niente sperimentazione, niente nuovi farmaci.

e' semplicemente la realta' ed il fatto che nessuno fa niente per niente.

il problema e' quale strategia REALISTICA usare.

purtroppo quella dell'etica solidale non e' strategia ma e' semplicemente filosofia.

a parte che i governi africani sono i primi criminale: soldi ne hanno a palate e se li tengono nelle banche svizzere che, guarda caso investono molto sul farmaceutico.

da abitante dell'Africa sostengo che l'Africa muore per colpa dei satrapi che gli africani stessi mantengono, ma e' un discorso lungo...

E.

Chiara

Purtroppo chi ha a che fare con quantità elevate di denaro diventa un pesce-cane, se già non lo era prima... non c'é da stupirsi che le cose vadano in questo modo, c'é solo da tirarsi su le maniche, ma in tanti, per evitare che diventi una battaglia contro dei mulini a vento...

Alessandro

Articolo interessantissimo, una persona che conosco però mi disse che chi produce farmaci generici non è tenuto a scrivere le percentuali di principio attivo contenute nel farmaco e neppure l'origine degli eccipienti.
Così le case farmaceutiche risparmierebbero sui costi e i farmaci sarebbero meno efficaci.
Che tu sappia potrebbe essere vero o si tratta di fantasia??

dragor

Caro Alessandro, dipende dalla legge di ogni paese. Forse qualcuno è meno scrupoloso. In ogni caso si puo sempre controllare sul foglietto delle avvertenze.
Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Enrico, potresti dirci in quale paese NON abiti? :)))

dragor (journal intime)

enrico

ohh

abito di casa a TUNISI

al momento e fino al 2008 la mia seconda location e' l' IRAN.

poi mi muovo parecchio in India, Pakistan e Arabia Saudita.

L'Algeria l'ho definitivamente depennata dalla lista dei miei clienti: non pagano.

altre domande? saro' lieto di rispondere...

Ciao !

Eliphas

Per enrico: nessun problema a che mani turche facciano il farmaco, sono contento che mangino anche e soprattutto loro, ma che avvenga sottobanco non penso sia gradito a nessuno.

Per le aziende del sud-italia, assolutamente d'accordo con te. Non ci metterei la mano sul fuoco rispetto ad una azienda estera per quel che riguarda la qualità e l'igiene nel processo produttivo. Sono a conoscenza di diversi siti dove vengono prodotti in maniera assolutamente legale farmaci generici ma che probabilmente un sopralluogo serio dei NAS chiuderebbe senza appello.

Ma è proprio questo il problema di fondo: controlli.

Controlli di qualità, di eguale distribuzione, di rispetto delle normative minime vigenti per assicurare un prodotto adeguato e senza rischi per tutti. E' anche per questo che sto intraprendendo il cammino formativo della farmacovigilanza, perchè credo sia essenzialmente questo il punto focale di tutta questa situazione.

PiCi

Quello che scrive Pirryaf (21/03/07 a 17:33), anche se un po' lontano dalla "denuncia" di Dragor nel suo post, è un esempio lampante di come queste aziende ci "aiutano" a buttare via i soldi...

Basterebbe una legge che costringa le aziende farmaceutiche nel paese a proporre ALMENO una confezione da 10 pezzi per ogni farmaco comercializato.
Non sarebbe punitivo, ma riequilibrerebbe un modello attualmente basato sullo SPRECO (con unico vincitore le FARMACIE (commissione + elevata se ne vendono 30), e le MULTINAZIONALI).

Bisogna far corrispondere la dimensione della confezione con la quantità abitualmente prescritta dai medici, magari anche differenziando quel "10" a secondo del farmaco (potrebbe essere 5,8,12).

Questo equivale a definire una "quantità economica" NON per il "fornitore" (la casa farmaceutica) MA per il "cliente" (il malatto).

Poi, vedrei di buon occhio una gestione computerizzata delle scorte di farmaci(rigorosamente PUBBLICO) tramite centri di stoccaggio regionali, in modo da ridure i rischi di dover buttare farmaci scaduti (tipo un approvigionamento quasi "just in time" delle farmacie...) con il centro di stoccaggio piemontese che puo rifornire quello siciliano, se deve affrontare un'emergenza. Un tale sistema aumenterebbe anche il peso contratuale del acquirente, con vantaggi sul costo del prodotto per l'utente finale.

Irrealistico?

Antonio

« Immaginate un tizio che vende salvagenti sulla spiaggia. A un tratto, nel mare, qualcuno grida “aiuto, sto annegando!”. Sordo alle suppliche dei vacanzieri, il venditore rifiuta di lanciare un salvagente al poveraccio che finisce per annegare sul serio. »

Qualcuno, fra "quei vacanzieri", ha tentato di acquistare un salvagente?

Suppongo di no. È più comodo dire "tu vendi i salvagenti e quindi SEI SOLO TU ad avere l'onere di darlo", che mettere mano al portafoglio per gettarne uno al disgraziato che sta annegando.


Fuor di metafora - mi rendo conto di essere una voce fuori dal coro - non capisco perché non intervengono gli altri Stati per fornire di medicinali anti-aids il Sud Africa.
O meglio lo capisco: gli Stati dovrebbero intervenire (tramite tasse) con i soldi di 'tutti', mentre è più comodo che si intervenga solo con i soldi degli 'altri'.

Antonio

Dimenticavo di aggiungere che la mia 'busta' è di euro 1686,55 e che non ho compartecipazioni in case farmaceutiche.

enrico

beh anche io (al solito) faccio la voce fuori dal coro:

i conti sono presto fatti:

una casa farmaceutica per fare un farmaco inizia con 10 anni di anticipo un esborso variabile ma comunque dell'ordine di decine di milioni di euro solo per studiarlo.

mediamente ogni 10 studi avviati 8 risultano del tutto inadeguati e vengono abbandonati.

i due che rimangono validi devono ripagare tutto il resto

naturalmente investire soldi con 10 anni di anticipo e' un costo "finanziario" cioe' sono interessi bancari persi

poi c'e' la produzione... avete idea di quanto costa produrre anche solo l'acqua distillata per le iniezioni? credo di no...

si parla di montagne di soldi.

ora mi chiedo PERCHE' un privato imprenditore non debba proteggere il suo investimento con un brevetto che gli conseta di recuperare almeno l'investimento ed il RISCHIO d'impresa che ha corso?

voi tutti lavorate gratis?

credo di no...

allora il problema non e' quello di liberare i brevetti e di produrre farmaci gratis, ma e' quello di chi deve pagarli.

pagarli e' GIUSTO sia a livello di mercato (senno' nessuno rischia piu' nell'impresa farmaceutica) ed e' giusto ETICAMENTE perche' chi li inventa ci mette tutto lo studio di una vita.

e' invece ingiusto che i governi dei paesi poveri si freghino i soldi della banca mondiale usandolo per andare a puttane, cosa che Dragor ha visto coi suoi occhi: quelli sono i criminali che affamano ed ammalano i poveri, non la Novartis che lavora.

le dispnesta' delle case farmaceutiche sono ben altre, sono l'inquinamento, la mancanza di tutela per i dipendenti, la messa sul mercato di farmaci dannossi e molto altro, ma il profitto d'impresa e' l'animo dell'impresa stessa.

se ancora credete al NOPROFIT non siete fessi, siete completamente fuori dal mondo.

aggiungo che sono un libero professionista, pagato bene, che lavoro negli impianti industriali farmaceutici, e che conosco bene i costi di tali attrezzature.

un farmaco di nuova concezione ha bisogno di stare sul mercato non meno di 10 anni solo per ripagare l'investimento, gli altri 10 sono guadagno.

Saluti cari

Enrico

dragor

Caro Antonio,
i vacanzieri non avevano il portafoglio perché era un campo di nudisti :))

In ogni caso la tua osservazione non è sbagliata. Ecco perché molti commentatori, me compreso, auspicano maggiori investimenti nella ricerca pubblica, con soldi pubblici, in modo che i risultati siano pubblici.

Enrico, forse questa sarebbe la panacea...

Ciao a tutti

dragor (journal intime)

enrico

Dragor,

un vecchio proverbio dice che non esistono i pasti gratis: a tirare il mondo sono solo due cose con la F e la prima e' la Finanza.

la ricerca pubblica sarebbe la panacea, hai ragione...e la Panacea e' un mito, un'illusione...

l'unica ricerca pubblica di un qualche spessore l'ha fatta la URSS dei Soviet, ed e' stato il sistema intero a cedere alla Finanza.

la natura dell'Uomo ahime' non e' "buona"

Ciao
E.

Roberto

Ecco perchè è fondamentale che la ricerca torni in mano pubblica, è fondamentale che si stanzino, per questo scopo ,fondi pari a quelli che spendiamo per le forze armante
Se la ricerca fosse pubblica le scoperte sarebbero di pubblico dominio e non avrebbero + alcun senso gli odiosi brevetti

Archimede

ottimo...comunque le case farmaceutiche ..esclusa nessuna ,sono state denuciate presso il Tribunale Penale Internazionale,per crimini contro l,umanità,dal Dottor Rath, 4 anni fà.
Per chi vuole approfondire di più,vi posso consigliare..WWW.disinformazione .it
www.forcesitaly.org

saluti

enrico

Le Case Farmaceutiche vinceranno i processi per il semplice fatto che hanno semplicemente fatto l'interesse del loro oggetto d'impresa.

la ricerca pubblica non esistera' mai, per il semplice fatto che nessun governo sarebbe mai disposto a prendersi i rischi d'impresa che si prende un privato: l'unica spinta a rischi tanto alti e' quella di poter guadagnare.

molto meglio che i governi risparmino sugli sperperi quotidiani e paghino le case farmaceutiche, sicuramente costerebbe molto ma molto di meno.

e poi QUALE ricerca pubblica? con governi ancora in mano ad un Vaticano che impedisce fattivamente determinate ricerche?

non ci fossero le case farmaceutiche libere di lavorare dove meglio credono e di arrivare a RISULTATI non esisterebbero gli anticoncezionali!

dopo 20 anni di industria posso tranquillamente dire che la frustrazione dei ricercatori pubblici di vedersi stroncare per ragioni politiche l'80 % del lavoro e' compensata solo da quello che gli viene offerto, nel tempo libero, dai laboratori privati.

dai... scendiamo dalle nuvole e ragioniami in modo costruttivo: di sogni non si mangia.

E.

Antonio

Difficilmente uno Stato si assumerebbe i rischi economici di investire in una ricerca.
Nella ricerca aapplicata possono sopperire i gruppi privati. Lo fanno e lo hanno fatto egregiamente.
Invece ... siccome i privati, per assenza di ritorni economici, non investono nella ricerca primaria, è in questo 'tipo' di ricerca che dovrebbero investire gli Stati, lasciando ai privati quello che probabilmente i privati sanno fare meglio, e con minori sprechi.

enrico

pensa te che la ricerca primari su cose tipo le cellule staminali siamo ancora a negoziarla con la strgoneria cattolica...
abbiamo governi che consentono a personaggi come il papa di sentenziare su cose che non conosce... vabbe'...
E.

Galeotto

A metà dell'Ottocento il mondo occidentale pensava di aver trovato una panacea: l'eugenetica (uno degli ideatori era Francis Galton, un cugino di Darwin). Le sue teorie riscossero un largo successo, specialmente negli USA (dove si iniziò proibendo agli epilettici, agli imbecilli ed ai "deboli di mente" di poter avere figli) ed in Germania (con i campi di concentramento per ebrei, omosessuali e quant'altro) alla Gran Bretagna, al Canada (sterilizzazione forzata di migliaia di persone, tra cui ubriaconi e lunatici), alla Svizzera (con le famosa Caccia agli zingari).

E' un dato di fatto che gli unici Paesi più o meno avanzati che non si lanciarono in queste ricerche furono i cattolici, proprio per influenza della Chiesa.

Dopo la seconda guerra mondiale, tutti ad occultare le prove ed a cancellare la storia dei loro orribili esperimenti, al più sostenendo (*dopo*) che si fosse trattato di pseudoscienze...

Morale: fortuna che ogni tanto trattiamo con la stregoneria cattolica. A volte ha ragione e la scienza no.

franco

Il sistema dei brevetti (e non solo di quelli farmaceutici) è vecchio di almeno un paio di secoli, e ha la funzione di invogliare i privati a fare ricerca.
Vogliamo dare i farmaci salvavita a tutti? Mi sembra un'ottima cosa, ma senza fare i furbi e senza cercare di cavarcela gratis.
Quindi, invece di arrabbiarci con l'industria, che fa il suo mestiere, prendiamocela con i nostri governi e imponiamo loro di comprare questi farmaci, magari tirando un po' sul prezzo, e di distribuirli gratis ai malati del terzo mondo che non possono pagarli.
Ovvero, tanto per stare nella metafora della storiella, invece di fare gli indignati fasulli e protestare con il venditore di salvagente che non regala del suo, pensiamoci noi, compriamo il salvagente, diamolo alla persona che sta annegando e strilliamo di meno.
Altrimenti il risultato sarà solo quello di far sparire i farmaci innovativi non dal solo mercato, ma dall'intero pianeta: qualcuno ha provato ad andare a vedere quanti nuovi farmaci sono stati inventati nei grandi paesi socialisti o in India?
Ricerca pubblica? Per favore, siamo seri: qui è in gioco la nostra salute!

RR

Caro Galeotto, puo` anche essere che la stregoneria cattolica ogni tanto ci azzecchi. Ma la medesima stregoneria ha aizzato i popoli, per piu` di un millenio, contro gli ebrei. la medesima stregoneria era presente nella Germania nazista. Ed era presente in Italia quando il fascismo scimmiotto` stupidamente i nazisti in fatto di leggi razziali. Non risulta che Pio XII abbia protestato. Poi alla fine si salvo` in corner salvando un pugno di Ebrei. Da buon stregone che fiuta l'aria che tira.Mi pare anche di ricordare che la Chiesa era contraria alla tecnica della vaccinazione, cosi` come adesso e` contraria all'uso del preservativo.la scienza commette i suoi errori, ma la stregoneria e` certamente piu` pericolosa.

dragor

Caro Galeotto, la chiesa è semplicemente il riflesso della società che la circonda, alla quale non ha nessuna lezione da dare per il semplice motivo che viaggia a rimorchio cercando in qualche modo di salvare i suoi interessi. Nel post "Rouge et Noir"

http://dragor.blog.lastampa.it/journal_intime/2007/03/provate_a_guard.html

si spiega come dica tutto e il contrario di tutto per illudere la gente di essere sempre dalla parte della ragione

Ciao

dragor (journal intime)

Galeotto

Cari Dragor e RR,
conosco già il post rouge & noir, la cui discussione ho seguito con piacere.

Ritengo la teoria del rimorchio valida ed esistono casi singoli come quello dell'eugenetica in cui - proprio in quanto la Chiesa costituisce un rimorchio - la sua azione può essere positiva invece che nefasta.
Un po' come dovrebbe accadere in un parlamento, dove l'ala progressista è bilanciata da un'ala conservatrice.
--
nota per RR. Anche gli scienziati tedeschi ed italiani rimasero in silenzio (o appoggiarono con fervore) le leggi razziste, in quanto applicazione dell'eugenetica negativa che andava per la maggiore all'epoca. La Chiesa cattolica fu tra i pochi attori a condannarle (Pio XI protestò già nel 1933 con l'enciclica "Mit Brennender Sorge").

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