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REMEMBERING ADELE

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29/05/07

Commenti

Indaffarato

Si, è proprio il caso a governare tutto. Nel totale disordine si trovano sempre gli equilibri ed il cosmo ha raggiunto lo stato attuale proprio in virtù di tale principio.

Adele07

Caro Dragor,
Molto simpatico il tuo ragionamento, mi fa pensare.
Dio non sa niente di computer, lui fa funzionare la Natura senza tasti.
Anzi la Natura va avanti da sola.
Le opere firmate non le ha fatte Dio.
Tu firmi le tue
e io firmo le mie.
e gli analfabeti che non firmano, sono più forti della giustizia.
Che forte la teoria di Max Tegmark, se ci pensiamo un minuto lo troviamo anche noi che siamo tutti uno la copia dell'altro. Solo che ci sono tante brutte copie e poche belle. Quale sarà l'originale ??????
Credo che dei poeti la più bella copia sia Dante Alighieri.
Poi Edison che ha inventato la lampadina per leggere le poesie di sera.
Qui piove, e io vorrei di nuovo andare a letto. Non sola.
Auguri di una bella giornata, abbracci calorosi da Adele07 (Easy Rider)

kincob

sono convinto che anche l'uomo sia un semplice caso, è andata così chissà dove nella lunga sequenza di possibilità e oggi ci ritroviamo qui anzichè essere altro o altrove. un caso che per qualcuno è fortuna, per altri è sfortuna, per altri è un miracolo. ma sempre di caso si tratta!!

dragor

Caro Indaffarato, è vero. Infatti nell'ultima riga ho scritto che il caso è onnipotente

Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Cara Adele,
se identifichiamo Dio con il caso, dobbiamo dedurne che le opere le ha firmate lui

Le copie identiche (quella senza errori) sono belle, poi ci sono quelle con 1 errore, 2 errori e cosi' di seguito come nelle copie dell'opera omnia di Shakespeare.

Quale sarà l'originale? Ecco una domanda interessante. Probabilmente la versione più antica

La pioggia concilia il sonno...

Big kiss, have a good day

dragor (journal intime)

dragor

Caro Kincob, infatti fortuna, sfortuna o miracolo sono definizioni relative. Il caso non guarda in faccia nessuno. Il bene e il male sono tali nella definizione di chi li riceve

ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

Davide

E no, caro Dragor, a me non la si fa!

Il secondo paragrafo di questo post, "Quante probabilità ha uno scimpanzé...", contiene un errore - ma che dico errore, una castroneria!
Non consegue affatto, che mettendo quel numero di scimpanzè almeno uno batterà l'opera omnia di Shakespeare... così come al lotto non è detto che dopo 17 settimane di ritardo un numero per forza debba uscire alla diciottesima...

Facciamo un esempio più semplice. Chi non apprezza la matematica mi perdoni, mi bolli come "pedante accademico" e smetta di leggere il commento.
Immagina un oggetto strano, una moneta con una sola faccia (se non riesci ad immaginarlo, ripiega su un più mondano spaghetto: è tutto un solo lato, no?). Se la lanci in aria cadrà su quella faccia, non ci piove... probabilità: 100%.
Ora prendi le monete tradizionali, con due facce. Lanciane due in aria, e spera che almeno una cada sulla faccia che hai scelto... probabilità? non 100%, ma solo 75%!
A questo punto, hai capito il meccanismo, e sei pronto per prendere 6 dadi, lanciarli, e sperare che esca almeno un 6... probabilità? Te lo dico io: è del 66,5%.
Ultima cosa: scegli per 21 volte una lettera a caso dell'alfabeto, e vedi se ti esce almeno una "A". Probabilità? crederci ti costerà probabilmente un atto di fede ma io ti dico che è del 64,1%.
Non parlerò di rapporto aureo, per oggi... un'altra volta, ma anticipo che gli architetti greci ne sapevano a pacchi ^^

In realtà, l'unica cosa che "consegue" è che, nella stanza in cui ci sono tutti quegli scimpanzè, il puzzo raggiungerà ben presto livelli insopportabili per chiunque.
:P

Ciao, buona giornata!
Davide

bourbaki

Einstein non voleva credere nel caso - Dio non gioca a dadi - perché significava rinunciare alle leggi fisiche deterministiche ed adottare delle leggi probabilistiche. Invece la sua teoria, come tutte le teorie della fisica classica, permette di fare delle previsioni- la traiettoria di una cometa, etc.- anziché una serie di possibilità con il loro margine di incertezza. E soprattutto significava accettare il fatto che la realtà è intrinsecamente indeterminata e che non possiamo conoscere il mondo.
Ed a ben vedere in quello che ci circonda,anche nelle profondità dell'universo, non tutto è armonico e perfetto: collisioni di stelle, buchi neri. Lo stesso disordine selvaggio che c'è in Terra.

dragor

Caro Davide, a breve termine non è detto che un numero del lotto in ritardo da 17 settimane debba uscire alla I8°. Ma a lungo termine si assestano tutti sullo stesso numero di uscite. Nel Loto francese, per esempio, dal 1976 ogni numero (da 1 a 48) è uscito circa 500 volte, con uno scarto massimo di 30.
Il numero di scimpanzé è ipotetico per dimostrare che, con un numero infinito di combinazioni, tutto diventa possibile. Se 10²² alla 10° alla 29° scimpanzé non ti bastano, aumenta la quantità e mettiti una maschera antigas! :-))
Ciao

dragor (journal intime)

dragor

Caro Bourbaki, caos e perfezione mi sembrano termini relativi. Siamo noi a parlare di armonia isolando certe combinazioni fra le tante possibili

Ciao, buona giornata

dragor (journal inti
me)

marco giacosa

sono d'accordo soltanto su una piccola parte di quello che dici, dragor, ma rispetto tutto quello che scrivi.

un saluto

dragor

Ciao Marco. Perché non mi dici su che cosa non sei d'accordo? Cosi' potremo parlare di determinismo e indeterminismo

Un abbraccio

dragor (journal intime)

marianna

Eccomi.Davvero un bel post!L'affrontare il tema in un'angolazione scientifica m'intriga, mi diverte,diciamo mi fa sentire libera e leggera.Ma... non mi convince.Probabilmente devo resettare da qualche parte ciò che è patrimonio personale e forte convinzione.Qualcosa che è sedimentato nel tempo.
Io sono sempre aperta ai cambiamenti.Non mi meraviglierei che un giorno potessi trovarmi d'accordo. Per ora buon pranzo. Ci ritrovaiamo più tardi. Marianna

andrea c.

Adoro la teoria della probabilità, la trovo bellissima, di un fascino prepotente.
E'significativo il fatto che ho passato il relativo esame "per caso", avevo preso "12" e l'assistente ha letto "19".
Credo fermamente, con Einstein, che noi definiamo caotici i fenomeni di cui siamo solo incapaci di capirne il determinismo.
Il bello è che li possiamo adoperare lo stesso, e funzionano (quasi) sempre.

Adele07

Cari tutti quanti,
Secondo me è molto più interessante il CAOS che il perfetto ordine, che è noioso come le litanie e le messe da morto.
Io trovo che nel caos c'è vita, si sta sempre cercando qualcosa, non mi piace avere tutto chiuso perfettamente negli armadi e cassetti.
Il post suddetto diventa sempre più interessante man mano che si aggiungono commenti perchè dimostra che fa pensare tanti cervelli.
Adesso che ho letto (a letto) mangiato, e visto che nessuno mi ha visitata nel blog posso scrivere su un altro argomento, non più la chifosa guerra che volevo raccontare fino alla fine per qualcuno che l'aspettava.
Piove ancora e fa freddo, meno male, così non si soffoca.
Da molti giorni non vedo il mio film, devo guardarlo adesso ....Ciau
Hugs and kiss from Adele07 (Easy Rider)

Davide

Ok, dopo lo sfogo matematico mi butto sulla filosofia.
Credo che la forzatura del tuo discorso sia ridurre Shakespeare a "qualche miliardo di cellule" che "si è casualmente aggregato per interagire". Se la pensi così, Shakespeare (o te stesso) vale quanto un sasso o un fiocco di neve: un uomo non ha un valore di per se', vale solo in quanto insieme di atomi.

Se accetti la definizione di uomo come di essere dotato di desideri (tanti) e volontà (poca), l'universo poteva anche essere guidato dal caso prima della sua comparsa. Ora non è più caso al 100%, in quanto c'è qualcuno che agisce in maniera non casuale.

Altrimenti dirò che Dragor non sa scrivere: una manciata di scimpanzè saprebbero fare meglio di lui ^^.

Davide

Comunque, ho un aneddoto su cosa succede ad applicare con troppa ostinazione il calcolo delle probabilità:

Lui: "Quante probabilità ci sono che, se io ti chiedo di uscire insieme, tu mi risponda di si?"
Lei: "Uhm... una su cento, direi"
Lui: "Questo significa che se ti chiedo di uscire insieme 100 volte mi dirai di si?"
Lei: "Caro amico, la statistica insegna che potrei risponderti di no anche per 1.000.000 di volte di seguito"

Been there, seen them, got the T-Shirt.

dragor

Cara Marianna, secondo me non c'è bisogno di cambiamenti. Basta pensare che Dio procede per tentativi.

Buon pomeriggio, a presto

drag
or (journal intime)

dragor

Caro andrea c., mi sembra giusto. Quello che chiamiamo armonia è soltanto la parte del caos che riusciamo a capire perché corrisponde alla nostra logica
ciao

dragor (journal intime)

anecòico

Ah il caso... per questo leggo Auster. Per caso! :)

anecòico [CattivaMaestra]

dragor

Cara Adele, ordine e caos sono definizioni soggettive. Si chiama ordine quella parte di caos che si capisce

kiss & hugs

dragor(journal intime)

dragor

Caro Davide, anche l'interazione fra cellule produce eventi casuali. Si tratta soltanto di una casistica più complessa, ma quello che chiamiamo scelta è il prodotto casuale di una serie di eventi casuali.

La statistica insegna che a lungo termine un'alternativa binaria si manifesta fifty-fifty. Nello spazio di 6 mesi il rouge e il noir alla roulette si bilanciano anche se certe sere un colore sembra soppiantare l'altro. Una volta ho visto il nero uscire 17 volte di seguito, ma questo non cambia la statistica a lungo termine

Buon pomeriggio

dragor (journal intime)

marianna

Carissimo se mi dici di pensare che Dio procede per tentativi,io devo pensare che i suoi tentativi possono anche essere maldestri.E qui il male di cui non riusciamo a darci spiegazione,sempre presente nello spazio e nel tempo indefinitamente.
Io dico invece che ciò che di negativo si verifica è perchè la persona non si sforza d'essere come dovrebbe e c'è la caduta.
Il come dovrebbe essere varia ovviamente a seconda della confessione religiosa cui appartiene o della filosofia di vita che pratica. Io del male nel mondo non incolpo Dio ma solo e semplicemente l'uomo,che chiuso nel suo bozzolo egoistico,non sa guardarsi intorno.Se c'è qualcosa che non va,ad esempio, ed io posso intervenire per correggere il tiro,devo farlo.Non sarebbe giusto tirarsi indietro o passare indifferenti.Nessuno di noi può fare molto ma può fare piccole semplici cose.Tu stesso con questo tuo impegno fai moltissimo di sicuro per tanti.Io ne sono convinta.Apparentemente le cose sembrano accadere per caso. E se ci fosse invece qualcosa che a noi sfugge.....
Il cielo stellato sopra di me, la legge morale che è in me.Certo ricordi Kant.
Quando parliamo io penso questo,e penso questo anche e sopratutto di te.
Un abbraccio. A più tardi. Marianna

Guizzo

Caro Dragor, caro Davide. Lo scimpanzè davanti al computer ha un certo numero di probabilità di scrivere l'opera di Shakespeare. Ma noi conosciamo il risultato finale in partenza. Il caso poteva formare anche altri tipi di universo (cioè l'opera di Pirandello o un'opera inedita). Si è formato questo. Perciò le probabilità secondo me si abbassano di parecchio.
Non so se mi sono spiegato.
Ciao

dragor

Cara Marianna, nell’universo il male e il bene non esistono, sono nozioni relative che abbiamo creato per la nostra autoconservazione individuale e sociale. Come dico nel post, quello che chiami “male” (e che è tale soltanto nella definizione di chi lo riceve) è un termine relativo facilmente spiegabile con il caso. Se un asteroide precipitasse sulla terra e provocasse una catastrofe con milioni di morti (è già successo qualche milione di anni fa e ci sono andati di mezzo i dinosauri) per noi sarebbe cattivo, ma per l’universo non sarebbe né buono né cattivo. Sarebbe e basta. In questo momento altri asteroidi precipitano su altre terre producendo milioni di morti. Sono eventi che avvengono ogni momento in miliardi di repliche qua e là nel cosmo, magari facendo fuori i nostri alter ego che nel nostro universo parallelo per fortuna sopravvivono. Su scala più piccola, considera la tsunami che ha ucciso mezzo milione di persone a caso. Per noi è cattiva ma si tratta di un evento naturale, quindi neutro. Sono gli uomini che etichettano gli eventi come buoni e cattivi, che s’inventano meriti e punizioni immaginando l’universo come manovrato da un essere pensante che agisce con logica umana ed è animato dalle migliori intenzioni, salvo “non riuscire a darsi una spiegazione” quando l‘evento colpisce senza la minima logica se non quella delle probabilità, ossia a caso. Come incolpare l’uomo per i terremoti, le eruzioni, le tsunami, gli asteroidi? Una volta si consideravano “punizioni” , ma da quando in qua si puniscono gli innocenti? Su scala cosmica non ci sono colpevoli, per il semplice fatto che nell’universo la nozione di colpa non esiste. E’ una creazione umana per designare quello che nuoce all’individuo e al gruppo. Ci troviamo in mezzo a tutto e al contrario di tutto, replicato in miliardi di eventi che classifichiamo in buoni e cattivi (quei pochi che ci riguardano) costruendo su questi una morale relativa che cambia nel tempo e nello spazio.
Buona serata, un abbraccio

dragor (journal intime)

dragor

Caro Guizzo,se gli dai un po' di tempo, probabilmente lo scimpanzé finirà per battere anche Pirandello, Kafka e tutti i capolavori della letteratura mondiale, oltre a sfornare qualche centinaio di opere inedite. E' solo questione di tempo... :-))

Ciao, buona notte

dragor (journal intime)


donnanonmoderna

Che io sappia ci sono tanti scimpanzè davanti ai computer solo che a volte non ci facciamo caso!!!
ciao grande dragone!
Carmela

marianna

Carissimo non sono certa di dire qualcosa di scientificamente esatto ma le catastrofi naturali non potrebbero essere originate dall'uso sconsiderato che fanno gli uomini del Pianeta?
Ancora vivere in una condizione in cui è valido tutto ed il contrario di tutto mette angoscia.
Si ha bisogno di punti fermi.In questo le religioni aiutano quando non degenerano in situazioni insostenibili come hai fatto più volte notare tu.
Lasciando da parte le religioni, ieri ed oggi si cerca conforto per esempio nella filosofia. Ho letto che si stanno creando delle figure professionali che aiutano le persone attraverso l'approfondimento di tematiche filosofiche. Anche la psicologia ha fatto e fa la sua parte.
Io quest'uomo in balia delle onde non lo vedo proprio.Dovrebbe essere uno straordinario eroe ad affrontare consapevolmente il nulla eterno.
Mi piacciono le spiegazioni razionali perchè valorizzano l'intelligenza dell'uomo.Ma la persona non è solo quello.
Un abbraccio.Spero tu mi legga.Buon pranzo. Marianna

Biz

L'obiezione di Davide è forte, devi ammetterlo.
Anche se metti un numero enorme di scimpanzè a battere sulla macchina da scrivere, ciascuno di essi avrà una possibilità infinitesima di scrivere anche solo una pagina sensata.
Aumentarne il numero non aumenta la probabilità che uno di essi lo faccia.
ciao

Davide

Grazie Biz, lusingato... anche se, lo ammetto, io pensavo ti riferissi all'altra di obiezione :P

Perchè è vero, se abbastanza scimmie battono a caso su abbastanza tastiere per abbastanza tempo prima o poi un testo di Shakespeare viene fuori. Quello che dico io è che Shakespeare non ha (metaforicamente) battuto a caso su una tastiera, nemmeno scendendo a livello atomico: ci ha messo una precisa volontà.

Per finire, caro Dragor, ti propongo un'alternativa binaria che a lungo termine non si è presentata fifty-fifty: il binomio materia-antimateria. Gli astrofisici ci si spaccano la testa...

Basta un'eccezione a mettere in crisi la regola? Galileo diceva di si. ^^

dragor

Caro Biz, come vedi anche Davide conferma l'esempio degli scimpanzé. Ho soltanto cercato di rappresentare un principio: se un'eventualità è probabile, con un certo numero di tentativi prima o poi salta fuori.

ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Caro Davide, anch'io mi sono rivolto la stessa obiezione e mi sono dato una risposta, come puoi vedere nel post.
Shakespeare è a sua volta una probabilità, ossia un agglomerato di cellule che interagiscono. ne consegue che anche la sua opera, il risultato dell'interazione di cellule che interagiscono, è una probabilità. Forse più complessa, ma pur sempre un prodotto del caso.
Per la materia e l'antimateria non sono abbastanza documentato per risponderti. Nel sistema binario non vado oltre la pallina bianca e la pallina nera... :-)

Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, forse attribuisci all'uomo troppi poteri. In effetti le religioni alimentano una visione antropocentrica. Che cosa c'entriamo noi se ci piove addosso un asteroide o se la terra si mette a tremare? Queste cose succedevano prima del nostro arrivo, succederanno dopo e stanno succedendo dappertutto anche a miliardi di anni luce da noi.
E' vero, una condizione in cui è valido tutto e il contrario di tutto mette angoscia. E' per controllarla che nascono le religioni. L'altro sistema è la conoscenza.

Un caro saluto, a presto

dragor (journal intime)

D'IO

Affascinanti teorie ma resto perplesso...:"Se un asteroide precipitasse sulla terra e provocasse una catastrofe con milioni di morti per noi sarebbe cattivo, ma per l’universo non sarebbe né buono né cattivo". Come dire che se cade una bomba atomica a vattelapesca sarebbe cattivo per i suoi abitanti e dintorni ma per chi da colà lungi je ne pò fregà un...Azzz! però che cinico st'universo casuale e i suoi tanti abitanti...

Davide

Caro Dragor, speravo che mi dicessi che non sai rispondere: anch'io ho scritto un buon 80% di quello che so a riguardo del dilemma materia-antimateria, se tu avessi obiettato io non avrei saputo come ribattere all'obiezione... ^^

Credi pure nella casualità di tutto, compreso l'essere umano. Io credo nella volontà (diciamolo piano, ma talvolta credo anche nel pensiero magico: forse il meteorite ha colpito la terra perchè qualche dinosauro ha pensato la cosa sbagliata, al momento sbagliato e con l'intensità sbagliata ^^).

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio...

Biz

Si, ma voglio dire: la probabilità che uno scimmione scriva l'opera omnia di Shakespeare è infinitamente minore che essa sia stata scritta non a caso.
Non si capisce perchè uno dovrebbe fondarsi su una probabilità così improbabile, quando ne ha una più probabile.

dragor

Caro Biz, per arrivare a Shakespeare, devi calcolare tutte le probabilità degli eventi che hanno condotto a Shakespeare: la nascita della terra, la nascita della vita, l'evoluzione, ecc. Se li metti tutti insieme, vedrai che sono le stesse probabulità della scimmia

dragor (journal intime)

Biz

Sempre più improbabile ... :-)
Voglio dire, cambiamo leggermente la prospettiva.
Poniamo di trovare per terra un libro.
Questo libro è pieno di caratteri a noi ignoti.
Gli scienziati si mettono al lavoro. E a forza di studiarlo congetturano che in esso c'è una logica interna paurosa. Riescono anche in parte a tradurlo, ed è una poesia spaventosa, che Scespir in confronto sembra un guitto del bagarino.
E' più probabile che sia stata la pioggia con la polvere a scriverlo (o una scimmia, se preferici), oppure che l'abbia scritto qualcuno intenzionalmente?

A livello di probabilità, mi pare non vi siano dubbi.
Poi, se si preferisce giocare a dadi, è un altro discorso :-)

dragor

Biz, se consideri soltanto l’autore della poesia che fa sembrare Shakespeare un analfabeta, non ci sono dubbi: ha certamente più probabilità di una scimmia. Ma l’autore è soltanto il terminal di un insieme di eventi che ha condotto dalla materia bruta a quel prodigioso assemblaggio di cellule cerebrali, quindi devi considerare le probabilità di tutti gli eventi che stanno a monte. Mentre lo scimpanzé (una figura di comodo per rappresentare il caso senza intelligenza, ovvero l’interazione di cellule, è la materia bruta, parte da zero e può procedere soltanto per tentativi. Questo significa che per realizzare l’opera deve sconfiggere probabilità contrarie inversamente proporzionali al tempo impiegato oppure moltiplicarsi in miliardi di esemplari per effettuare i tentativi tutti insieme in un arco di tempo più ristretto. In ognuno dei due casi i tentativi si trovano valle, ovvero nel futuro. Ecco gli elementi che devi considerare per fare un paragone corretto: tutto quello che c’è dietro l’autore della poesia che fa sembrare Shakespeare una frana e tutto quello che c’è davanti allo scimpanzé per ottenere lo stesso risultato. Alla fine gli estremi si toccano e le probabilità si bilanciano.

dragor (journal intime)

matzudaira

Ogni essere umano del pianeta dovrebbe dedicare 10 minuti prima di addormentarsi la sera nel pensare se l'universo sia o no infinito. Cercare una risposta che possibilmente non sia una non risposta. Riportare tutto al volere di un essere supremo è una non risposta. Non sapere come rispondere ad un quesito non è un fallimento, è uno stimolo a trovare la soluzione. L'uomo si è distinto dagli altri animali e si è evoluto perchè ha sempre cercato di capire. Non si è accontentato di trovare il fuoco di tanto in tanto dopo qualche evento naturale come un fulmine od un incendio, ma è riuscito a capire il fenomeno ed a riprodurlo a piacimento. Una grande fetta dell'umanità pare si sia invece accontentata di dare la risposta Dio a tutto ciò che non comprende.

biz

Quando faccio una cosa in vista di un obiettivo, la faccio meglio se ragiono e non se vado a caso.
Questo significa che l'universo, non è retto unicamente dal caso, ma anche, intrinsecamente, da principi di ordine razionale.
Dire che questi non esistono, che esiste solo il caso, è come commissionare un opera teatrale ad un gorilla piuttosto che a Shakespeare.
A nulla serve spostare sul piano nominalistico: se esiste una corrispondenza fra un codice linguistico e il mondo, a maggior ragione questi principi razionali esistono.

barbet

Kaos:il battito delle ali di una farfalla al polo nord(sempre che esistano) può provocare un uragano in Indocina.

Davide

Senza offesa per Barbet, e senza peraltro avercela con lui in particolare...

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_caos

Una lettura rapida anche se non semplice, che consiglio a chiunque pensi che "Caso" e "Caos" sono la stessa cosa (dopotutto basta scambiare due lettere...).

Che l'Universo sia dominato dal Caos nessuno lo mette in dubbio: questo, abbinato al principio di indeterminazione di Eisemberg, è bastato per smontare l'ideale illuministico di poter un giorno conoscere "l'ingranaggio" che fa muovere l'Universo.

Fausto Intilla

L'ipotesi di Everett (o "interpretazione a molti mondi"),impone numerose restrizioni al procedimento di quantizzazione.Tale ipotesi,suggerisce anche di imporre particolari restrizioni alle condizioni inerenti alla funzione d'onda dell'Universo;restrizioni che non appaiono naturali nelle altre interpretazioni.Secondo queste ultime,l'Universo odierno è costituito da un unico "ramo" generato nel lontano passato dalle forze a cui è dovuta la riduzione della funzione d'onda.Di conseguenza,nelle interpretazioni diverse dall'ipotesi di Everett,gli effetti quantistici della gravità consistono,almeno attualmente,nel generare piccole fluttuazioni attorno a un Universo essenzialmente classico.Questo punto di vista della cosmologia quantistica (sviluppato in profondità da J.V.Narlikar),porta a modelli cosmologici distinti da quelli suggeriti dall'ipotesi di Everett.Un'analisi dettagliata di ciò che un osservatore vedrebbe,mostra che vi sono delle differenze tra i modelli basati sull'ipotesi originale di Everett e quelli di Narlikar,anche se al giorno d'oggi l'evoluzione sarebbe descritta con ottima approssimazione da un Universo di Friedmann classico in entrambi i casi.
I due tipi di modelli differiscono enormemente in prossimità della singolarità iniziale,e ciò può portare a differenze osservabili tra quelli basati sull'ipotesi di Everett e quelli basati sulla riduzione della funzione d'onda.L'esistenza di queste differenze permette di ovviare alla critica principale mossa all'ipotesi di Everett dai suoi oppositori;critica esposta in modo molto conciso da Shimony:"Dal punto di vista di qualunque osservatore - o più esattamente,dal punto di vista di ogni "diramazione" di un osservatore - la diramazione del mondo da lui osservata si evolve in modo stocastico.Poichè tutte le altre diramazioni sono inaccessibili alle sue osservazioni,l'interpretazione di Everett ha esattamente lo stesso contenuto empirico - nel senso più ampio possibile - di una teoria quantistica modificata in cui sistemi isolati di tipo opportuno subiscono occasionalmente "salti quantici" che violano l'equazione di Schrödinger.Pertanto Everett ottiene l'evoluzione continua dello stato quantistico globale al prezzo di una violazione estrema del principio di Occam (...)"
L'ipotesi di Everett però non viola il principio di Occam.
Quando il sistema osservato è piccolo,l'Universo,inteso nel senso corrente di tutto ciò che esiste,non si scinde.Solo l'apparato di misura si scinde.Se decidiamo che è l'Universo a scindersi,esso consiste di tutti gli Universi classici permessi dal dominio,in cui la funzione d'onda dell'Universo non è nulla.Solo in apparenza quindi,questa è una violazione del principio di Occam;poichè uno dei problemi presenti a livello classico consiste nel considerare il fatto evidente che tra tutti i punti dello spazio dei dati iniziali delle equazioni di Einstein,uno solo è stato "realizzato".È un problema comune a tutte le teorie classiche.A livello classico,per risolvere questo problema si devono porre le condizioni iniziali sullo stesso piano delle leggi fisiche.Si devono inoltre introdurre ulteriori leggi fisiche per implicare la riduzione della funzione d'onda.Adottando l'ipotesi di Everett non si deve invece ricorrere a nessuna legge nuova,perchè in questo caso tutti i punti nello spazio dei dati iniziali corrispondono a Universi classici realmente esistenti.In definitiva quindi,la cosmologia fondata sull'ipotesi di Everett,amplia l'orizzonte ontologico per "risparmiare" sulle leggi fisiche.Applicare l'interpretazione di Copenhagen,alla cosmologia quantistica (e dal punto di vista dinamico,il collasso della funzione d'onda da essa postulato),appare quindi addirittura ridicolo.È assai probabile che in un futuro,a mio avviso non troppo lontano,l'ipotesi di Everett (interpretazione a molti mondi) sostituirà sia quella statistica che quella di Copenhagen.

Fausto Intilla
www.oloscience.com

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