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REMEMBERING ADELE

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27/08/07

Commenti

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Dragor, non occorrono molte parole per un commento: uno straordinario ritratto di una donna di cui deve essere un onore essere genero.

a presto,
HP

marianna

Carissimo hai fatto un ritratto stupendo di Marguerite!E' una donna senz'altro stupenda e generosa come la terra che l'ha generata.Ogni paragrafo che leggevo è come se la sentissi sempre più vicina nella sua sensibilità di donna e madre.La mia ammirazione nasce dalla consapevolezza del coraggio che una donna del genere riesce a dimostrare tra eventi così complessi e dolori di non lieve entità.Eppure Marguerite si rialza, va avanti per la sua strada.Risponde,caro Dragor, a quel progetto che Dio ha su ognuno di noi.Io mi inchino con rispetto ed affetto dinanzi alla persona di Marguerite perchè in lei trovo autentica sorellanza.
Non importa se non la incontrerò ma è una gioia sapere che esiste.
In questi giorni ho letto molto sull'Africa volutamente.Dopo l'incontro mediatico e cartaceo con l'altra Maggy(ti prego non dimenticare la tua promessa) ho voluto continuare passando per Camerun e Kenya.
Per il Camerun Claude Bergeret,una francese di origine bretone che si è inculturata in Africa andando a far parte di una Chefferie perchè ne aveva sposato il re.Per il Kenya il bellissimo libro di Alex Zanotelli dal titolo "KOROGOCHO",che è poi il nome di una enorme discarica alla periferia di Nairobi, dove Alex ha condiviso l'esistenza degli ultimi.
La mia Africa per ora è questa ma un giorno chissà....
Ti abbraccio con tutta la tua famiglia allargata.
Naturalmente un abbraccio speciale è per Marguerite e la piccola Minou.
A presto, Marianna.

irenespagnuolo

Che splendido omaggio per una suocera Dragor !!!
Beh, credo sia una donna quanto meno "affascinante", da come ne narri le gesta...
Altro che europee, mi sa che le donne del Rwanda sono davvero straordinarie ! Mi ricordo quello che più volte hai scritto di tua moglie...degna figlia di Marguerite eh ?!
Un bacio Dragor
Irene

Adele07

Carissimo Dragor.
welcome back. Ti aspettavo proprio.
I blogs senza Dragor sono stanchi, anche se tutti interessanti.
Come ho visto la mail nella posta che annuncia il tuo commento, mi sono precipitata a vedere se hai messo un post nuovo.
MEEEEEnschhhhhh..... E' stupendo e commovente come sempre. Leggere di una donna così dà coraggio e consola perchè ci spinge a riconoscere quanto sono forunate le donne europee.
Si, le distanze sono relative e lo vedo ogni giorno quando mi sposto con la mente e col cuore nei posti che voglio.
Io sono dappertutto. Margherite è quasi della mia età, spero che stia bene e che viva ancora a lungo senza malattie.
Hugs and kisses from Adele07 (easy Rider)
and Esmeralda07 (make love no war)

dragor

HP
E' un peccato che in Rwanda non ci sia più la monarchia. Avrei potuto essere un principe consorte... :-)

MARIANNA
Conosco una tizia che ha sposato un capo masai ed è vissuta un po' di anni nella savana al seguito delle mandrie, ma dopo un po' di anni l'esperimento è fallito ed è tornata a Parigi lasciando 2 figli in Kenya.
Marguerite, la sua nipotina e io ricambiamo l'abbraccio. A presto

IRENE
Devo essere l'unico che parla bene della suocera. Certo, di solito lei sta in Rwanda e io a Nizza... :-)

ADELE & ESMERALDA
Che piacere risentirvi! Secondo Marguerite le donne europee non sono fortunate, sono schiave. In Rwanda lei ha 4 boys che si occupano delle faccende domestiche e del giardino, due ayah per la guardia dei bambini e un guardiano per la protezione notturna. Da giovane non doveva nemmeno camminare, la portavano a spasso in portantina. Ovviamente vede le cose dal suo punto di vista...

Grazie per le belle parole, besitos

dragor (journal intime)

Adele07

Hello Dragor,
Non mi piacerebbe fare niente ed essere servita fino troppo, solo un po' aiutata.
Se non camminava come esercitava le sue gambe ????? Il movimento fa bene e il lavoro è anche ginnastica. E non ha mai ballato ????
Io non mi sento schiava, SIiii, è questione di punto di vista.....
Muchos besitos y carinos.....

tesea

Suggestivo l'accostamento Rwanda-Danimarca. E in fondo i Rwandesi si considerano i nordici dell'Africa nera, no?
A proposito di Africa, ricordo una tua promessa di occuparti anche delle stragi dei nostri fratelli gorilla.
Bentornato!
Tesea

dragor

Cara Adele, come scrivo nel post, Marguerite faceva parte del corpo di ballo delle danzatrici reali. Sulla danza rwandese pubblichero' un post appena possibile

A presto, big kiss

dragor (journal intime)

dragor

Cara Tesea, grazie.
Se non fosse stato per il colore, decisamente più basané di quello degli indigeni anche se non mancava qualche bionda (artificiale) e per la statura mediamente più alta,i Tutsi si sarebbero scambiati per danesi. I bambini sono addirittura più silenziosi.
Sui gorilla scrivero' quanto prima

A presto, ciao

dragor (journal intime)

tesea

Caro Dragor,
concordo: tutti i bambini in Africa, e in genere nel sud del mondo, sono molto più educati e silenziosi di quelli che occupano la parte settentrionale del globo, almeno nella nostra contemporaneità. Qui si sentono protagonisti, dominatori
della scena, là comparse.
Una famiglia africana con dieci marmocchi è meno rumorosa di una occidentale con l'unico principino- o principessina - ereditari.
(Sono figlia unica anch'io, e probabilmente a suo tempo ho fatto molto rumore io stessa).
Buona notte tesea

rottasudovest

dragor, grazie per questo bellissimo post!! e' davvero emozionante. Un grazie anche a Marguerite, ci fossero piu' donne come lei, il mondo sarebbe un posto migliore in cui vivere.

dragor

Cara Tesea, quello che dici vale per gli africani che stanno in Africa. Quelli di qui, a parte i Tutsi che hanno una tradizione di disciplina, fanno più rumore di un jumbo al decollo

dragor (journal intime)

dragor

Cara RSO, purtroppo il vecchio Rwanda è una specie in via di estinzione. Come Ignacio Sanchez Meijas, tardará mucho tiempo en nacer, si es que nace,
una rwandesa tan clara, tan rica de aventura
Yo canto su elegancia con palabras que gimen…

Ciao, a presto

dragor (journal intime)


zia elena

E' un onore conoscere Marguerite attraverso le tue parole: enchantée!

Zia Elena

tesea

Vero: i bimbi aficani, filippini, cinesi etc. cresciuti in Italia (e in particolare se affidati ad un asilo), sono purtroppo replicanti di quelli di nostra produzione.
Che sia il nostro sistema pedagogico interamente da rivedere?
Magari ispirandoci ai Bantu, o ai Tutzi, o agli Ottentotti.
Tesea

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