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« DALLA PARTE DEL TORO | Principale | THIS IS MY PARADISE »

08/10/07

Commenti

tesea

Infatti: il grande quesito che mi pongo, come fervente cattolica è'perchè Dio, se è così buono permette che gli animali creati, secondo la dottrina, per servire l'uomo, devono soffrire?
E se invece fosse, come lasciava vagamente intendere un buon, vecchio parroco brianzolo, che negli animali che soffrono si realizza, qui sulla terra, il purgatorio per la purificazione dei peccati commessi in vita?
Tesea

dragor

Cara Tesea, dai per scontato che Dio sia cosi' buono. Ma i fatti dimostrano che è cosi' cattivo.

Buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

Sonia

riassumendo i 2 post, tu sei un vegetariano a cui piace la corrida?

Davide

Caro Dragor,
mi pare che tu faccia un grande sfoggio di retorica, in questi post.

Innanzitutto, non tutti gli allevamenti sono così "disumani" come quelli che descrivi, anzi: chiunque guardi (o guardasse, non so nemmeno se la trasmettono ancora!) "Linea Verde" la domenica vedeva proposti esempi di aziende meno "stressate". Anche perchè la carne di un animale che non si è mosso per tutta la sua vita lascia alquanto a desiderare...

Secondariamente, a meno di prescrizioni religiose (sulle quali si aprirebbe un capitolo smisurato) il macello degli animali da carne avviene con criteri utilitaristici: c'è un motivo pratico per cui il maiale viene ucciso per dissanguamento, ed è per sfruttare anche questa parte (il sangue) per l'alimentazione.

Alimentazione che, è vero, può fare a meno di filetto o di prosciutto... ma, tolti questi due alimenti, vanno per forza sostituiti con altri. So che alcune persone sono vegetariane al 100%, ma non sono sicuro che questa dieta sia applicabile a tutta la popolazione mondiale - nè, d'altro canto, sono sicuro che il globo terrestre abbia abbastanza terreno coltivabile per imboccare questa strada.

Sulla fine gloriosa del toro nell'arena, infine, vorrei spendere un commento: il toro entra nell'arena in una confusione senza eguali, e viene pungolato e stuzzicato sia per aumentare la spettacolarità che per stancarlo. Quando arriva il torero è stremato e ferito... sicuro che sia una fine così desiderabile?

Per questi motivi, continuo a ritenere la corrida un esempio di crudeltà. Ci sono tanti altri esempi di crudeltà, e probabilmente su casi peggiori si spendono meno parole... ma questo non cambia una virgola sul caso in questione. Se (poniamo) un ladro si difende al processo indicando una persona nel pubblico e dicendo "ma anche lui ha rubato, e più di me!" forse che il giudice gli riduce la pena?

andrea c.

Bello questo dibattito.
La posizione di Dragor è interessante e non scontata, come sempre.
Questa volta non sono per niente d'accordo e sono fra quelli che vorrebbero abolire le corride. Condivido quindi gran parte delle argomentazioni, ad esempio, di Matzudaira.
Odio visceralmente il sadismo di chi prova piacere, o semplice svago, nell'uccidere animali. Non andrei mai a pesca, ma non ho mai avuto il coraggio di criticare direttamente un cacciatore o un pescatore, spero di trovare l'occasione e il coraggio di farlo.
Sono un gran amante di carne e pesce e dubito che troverò la voglia di "smettere", spero comunque che nessun pescatore/macellaio provi quella soddisfazione di uccidere nel suo lavoro.

Ancora di più odio visceralmente lo spettacolo pubblico della morte, se il torero ha del coraggio notevole (ma fine a se stesso, come un acrobata da circo), lo spettatore per conto mio è sicuramente "impotente".
La Spagna è piena di impotenti che godono del sangue (anche umano?) sull'arena o di quello delle capre gettate dai campanili.
Considero un coraggio inutile, ma sano, quello di chi corre a Pamplona, inseguito da tori sani. Se invece scoprissi che anche qui si usa il minimo trucco disprezzerei subito il tutto.
Il riferimento alle orribili condizioni degli animali da macello non è per me corretto.
Sarò forse "impotente"?
Sarò forse "pastore" e non "cacciatore"?
Sarò forse addirittura pecora?
Non mi sento certo pecora (da qui in poi scherzo) e sarei disposto a dimostrarlo pubblicamente affrontando in arena un fan della corrida. Nel caso avesse egli un fisico taurino vorrei però subisse lo stesso pre-trattamento del toro, con droghe e semiaccecamento, giusto per non prendere io le banderillas nel sedere.


marianna

Carissimo puoi aprire tranquillamente.Non avendo io la possibilità di farlo ho chiesto alla compagna di mio fratello, che ne aveva sul suo computer, di mandartene almeno una.Era l'unico modo in tempi brevi.A più tardi. Ora torno indietro e leggo il tuo post. Un abbraccio. Marianna.

dragor

Cara Sonia, no, sono un carnivoro a cui piace la corrida.

dragor (journal intime)

marianna

Stilisticamente molto efficace questo post!
Tirando le conclusioni,a lettura ultimata, mi sembra sia implicito un invito a non mangiare carne.Si può fare perchè ne abbiamo mangiato e ne mangiamo anche troppa.Ci sono alimenti sostitutivi delle proteine animali in natura. Se bastino per tutti gli umani non lo so.
Più interessante mi sembra invece il concetto di morte rappresentata dal toro bravo e la sfida del torero. E' una simbologia molto forte,rispecchia l'anima della terra spagnola.Può piacere o meno lo spettacolo della corrida ma è quello nel momento in cui decidi di assistervi.
Non c'è solo la morte degli animali e le loro sofferenze a proposito del buon Dio,per rispondere anche a Tesea.E tutti gli umani? Dove li mettiamo?
E' la vita che è un grosso imbroglio. Non è facile saperla vivere bene.
Buon pranzo, Dragor.
Affettuosamente Marianna.

dragor

Caro Andrea C., penso che la tua posizione e quella di Matzudaira siano condivisibili e non soltanto: penso che siano degne di lode. Ma in questo post, e anche in quello di ieri, la corrida è soltanto un pretesto per introdurre la domanda: abbiamo il diritto di uccidere gli animali? Per la corrida, per mangiare o per altri scopi, per me non c’è differenza. Non facciamo che approfittare di una posizione di forza. Non esistono sistemi umanitari. Pensa se Hitler avesse detto che la soppressione degli ebrei mediante gas era un sistema umanitario. Quello che conta è l’uccisione. Appurato che si può fare a meno della carne e che esistono le proteine di sintesi, si uccide per il piacere anche quando si mangia. Si tratta di un’uccisione indiretta, come quella di chi porta la pelliccia, ma la responsabilità è la stessa. E’ ipocrita negarlo. Se gli animali potessero scegliere, credi che distinguerebbero fra morte al mattatoio o nell’arena? Vorrebbero vivere, punto e basta. Io sceglierei l'arena, ma questo vale per me.

Stai già affrontando nell’arena un fan della corrida :-)

dragor (journal intime)

matzudaira

Dragor ti cito: "Quando il toro insanguinato giace ai piedi del torero, la morte è stata sconfitta".

Invece è proprio il contrario caro Dragor. In quel momento la morte è al massimo del suo "splendore".

dragor

Caro Davide, in parte credo di averti risposto sul mio post per Andrea C.
Se un ladro si difendesse al processo indicando un altro ladro fra il pubbico, il giudice dovrebbe giudicare e condannare anche il secondo. Altrimenti sarebbe colpevole di usare due pesi e due misure.

dragor (journal intime)

dragor

Caro Matzudaira, puo' darsi. C'è uno splendore anche nella morte. Ma come ho detto anche a Davide, la corrida è solo un pretesto per introdurre la domanda: abbiamo il diritto di uccidere?

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna,dov'è la coerenza di chi condanna le corride e mangia carne? E' come condannare chi ammazza le bestie e portare la pelliccia.

La morte della morte è certamente una simbologia molto forte. Splendida, come dice Matzu

E' vero, il buon Dio maltratta anche gli umani...

A presto, un abbraccio

dragor (journal intime)

matzudaira

Sono conscio del mio lato animale, e quindi vedendo un toro sfrecciare al fianco del torero provo un fremito sperando che le corna facciano il loro dovere e lo penetrino fino a trapassarlo... Però questo desiderio dura un istante, il tempo di sfilata e poi il mio lato umano riprende il sopravvento. Anche il torero ha degli affetti. Magari una moglie, dei figli, dei genitori una sorella una compagno qualcuno insomma che potrebbe provare dolore, dolore vero come quello che prova il toro quando muore, se quest'ultimo dovesse vincere però. Ed allora mi rendo conto che per un attimo sono stato come voi, come quelli che sostengono la corrida come fosse un'arte in cui i toreri sono i Michelangelo, i Leonardo, i Caravaggio....
La verità è che come uomini non potremo mai liberarci definitivamente dei nostri istinti animaleschi, però possiamo fare del nostro meglio per controllarli. Il mangiare vitelli da latte è per me altrettanto crudele che assistere e gioire nel guardare la corrida.
Allora io mi pongo in mezzo ai due estremi. Niente corrida, ma niente vitelli da latte o capretti od agnelli. Niente lotte tra cani, ma nemmeno allevamenti in batteria. Niente lancio dicapre da campanili e nemmeno pellicce di visone...
Equilibrio, buonsenso, umanità ed un po' di intelligenza penso ci possano rendere persone migliori e più degne di vivere le nostre esistenze.

matzudaira

http://www.youtube.com/watch?v=qkDPi5gUlIQ

http://www.youtube.com/watch?v=2vnRU0x3K4A

Attenzione, video molto forti. Evitate di guardarli se non siete praparati.

donatella

"LA CORRIDA SCONCERTA IL NOSTRO PENSIERO; CIO' CHE IN ESSA CI SOGGIOGA E CI OBBLIGA AL RISPETTO E' LA FORZA DELLA SUA VERITA' SENZA FRASI" (Yvan Michel, poeta di Nimes)

Da vent'anni a questa parte e da allora ogni anno sempre di più, si prevede la fine prossima della corrida, la messa al bando dei trajes de luz e dei collant rosa, l'estinzione progressiva delle ganaderias de toros bravos, quei totem neri sparsi per le pianure andaluse e dell'Extremadura, che pascolano nei boschi di querce dell'Alentejo portoghese o del Campo Chorro vicino a Salamanca, che spingono le loro corna inquietanti fino nelle sansouires ( praterie salate) del delta del Rodano.
Festa barbara. Anacronismo anti europeo. Ode al selvaggio. Crimine contro l'animalità. Le voci delle civiltà si sono rafforzate, moltiplicate, per esigere che si sradichi una volta per tutte la fiesta nacional, perchè ci si sbarazzi di questa arte di sangue, di paura e di glorie luccicanti, decisamente fuori tempo.
Ma l'eco delle critiche, vicine all'isteria animalista, a volte anche segnate da un marchio di umanesimo sincero, si perde per il momento nell'oblio.La corrida in senso lato, pianeta culturale per alcuni, insulto all'umanità per altri, e che conduce pertigiani e avversari al limite dello scontro armato, non è mai stata così fiorente, quasi come rigenerata dalle minacce continuamente subite. E in questa constatazione non c'è nessuna insinuazione polemica o vendicativa. Nemmeno l'arroganza di una aficionada come tanti altri, amatrice anonima e lungi dall'essere il guardiano del tempio, che ha semplicemente incrociato, con sua sorpresa e per sua fortuna, la strada del toro e di quelli che a lui hanno consacrato la vita.
..Sì la tauromachia è un mondo a sè, fin dalle origini, una specie di enigma il cui successo ritrovato, in un'era di capitalismo cibernetico, mondializzato e moralista, è assolutamente incomprensibile. Ingiustificabile. Decisamente contro corrente.
Donatella

matzudaira

Incomprensibile, Ingiustificabile, appunto!

tesea

Continuo il discorso con Marianna a proposito della sofferenza.
Certo, quella degli umani è un problema molto serio, inquadrato più ampiamente nel perchè del Male che da sempre filosofia e religioni cercano di capire e spiegare.
Quello che mi sconcerta è che ben pochi prendano in considerazione gli animali come esseri sensibili al dolore esattamente come noi.
Io credo che se non si prova pietà per loro, quella esibita verso i consimili sia solo vuota apparenza e forse ipocrisia, ma che nell'intimo si resti freddi ed egoisticamente distanti verso tutti.

dragor

Caro Matzu, dato l’argomento del post, per coerenza dovresti proporre anche i video di quello che succede alle bestie trucidate nei mattatoi o a domicilio. Ci sono, li ho visti. Forse preferisci ignorarli perché non vuoi sentirti in colpa quando mangi un hamburger. Un hamburger vale come una pelliccia di visone, per fartelo si è dovuto uccidere.
Non vedo perché sia più crudele uccidere i vitellini da latte che le altre bestie. O si uccide o non si uccide. Darsi delle regole che sicuramente gli animali non condividerebbero (a loro interessa solo vivere, queste sottigliezze riguardano soltanto gli umani) è un modo un po’ farisaico per mettersi la coscienza in pace.

Che nelle tradizioni popolari ci sia un simbolismo, te lo dirà qualunque etnologo e qualunque antropologo.

Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Cara Donatella, che la corrida nell'arena sconcerti, ne abbiamo molte prove. Che la mattanza nei mattatoi sconcerti, ne abbiamo un po' meno. Che la domanda "abbiamo il diritto di uccidere?" sconcerti, non ne abbiamo nessuna.

Hasta siempre

dragor (journal intime)

marianna

Carissima Tesea assolutamente no!Si prova dolore e partecipazione sia nei confronti del nostro prossimo sofferente(compassione) mai ipocrisia.Altrettanto vale per una bestia malata o sofferente. E' la vita che è terribilmente complicata tanto per gli umani quanto per gli animali.E poi perchè parlare di ipocrisia? Qui parliamo di un sentire partecipativo.
L'ipocrisia è un sentimento pessimo che non dovrebbe appartenere a nessuno.Ci sono gli ipocriti purtroppo ma nel mio discutere non li prendo minimamente in considerazione.Ipocrita è chi per nascondere,ad esempio,un fallimento personale dice d'essere indisposto, di soffrire d'emicrania e via dicendo.
E' un sentimento che appartiene generalmente alla buona borghesia. Ma non è il nostro contesto.Almeno così mi sembra.
Pertanto il buon Dio protegge uomini ed animali ed ogni specie vivente come può.Non può fare tutto LUI.Sta alla nostra intelligenza non arrecare danni al creato,essendo responsabili,facendoci carico dell'altro, uomo ,animale o pianta che sia. Nella complessità del vivere l'uomo più di ogni altra creatura deve sapersi gestire e saper gestire ciò che lo circonda. L'uomo deve anche sapere che il dolore,la sofferenza, il male sono reali ed in qualche modo deve provare ad attenuare l'impatto. Come? Con amore,a mio avviso,con l'accoglienza, con il servizio, se è necessario.
Spero di essere stata comprensibile.
Un abbraccio. Marianna.

marianna

Cara Tesea ho riletto il tuo ultimo intervento e leggo veramente molta amarezza e mi dispiace molto. Baci. Marianna

stefy

Dragor hai scatenato una ridda di commenti e controccomenti come non avevo ancora riscontrato in nessun post ! Non credo sia tutto bianco o tutto nero; ognuno ha portato a proprio sostegno esempi, emozioni, video, citazioni molto valide percui diventa difficle sbrogliare questa matassa e credo che ciascuno,alla fine,si faccia un'idea personale. Ma davanti ad una lapidaria domanda come tu poni alla fine ,ossia se l'uomo abbia o meno il diritto di uccidere, apri veramente un portale ! Nessuno ha il diritto di uccidere nessuno, eppure succede ogni giorno ! E la maggior parte dell'umanita' non ci bada neppure piu' ! Questo e' terribile.

dragor

Cara Stefy, complimenti, hai colto lo spirito del post. Come ho detto in un altro intervento, la domanda è: si ha il diritto di uccidere? Il resto è farisaica accademia.

La ccrrida, ovvero la morte con i fronzoli, la morte pubblica, l'esaltazione della morte, serviva a introdurre l'argomento. Come dico nel post, ognuno tende a giustificare il piacere dei propri sensi, condannando quello degli altri. Ecco il moralismo.

Ma la domanda propone una questione morale che i più hanno eluso o aggirato.

dragor (journal intime)

marianna

Perfetto Stefy,questo è il vero dramma. Da una parte i valori forti cui come umani ci aggrappiamo, dall'altro la costante smentita della STORIA.
A presto. Marianna

Sariddu

Secondo me sarebbe piu` corretto chiedere l'opinione del toro: prefersici una morte lenta ma gloriosa o una morte veloce ma anonima?

Cambiando argomento, ti segnalo che e` possibile vedere un breve video commemorativo di Adele andando sul mio blog dove troverai il ink oppure digitando: "Adele07" su Video Google.

cate

Io mi "diverto" mangiando vegetariano, però come ricorderai caro Dragor inorridisco alle corride...
Un caro saluto
Cate ;)

tesea

Cara Marianna,
sì, hai visto giusto.
Ho avuto esperienze brucianti che mi hanno segnata.
Al pensiero inorridisco.
Pur amando (o credendo di amare)intensamente il prossimo mio, ho deciso che avrei lasciato ad altri (e sono tanti) la sua difesa, e mi sarei dirottata verso chi non ha voce, ne' diritti.
Ricambio l'affetto Tesea

dragor

Tesea, sei delusa dal genere umano?

dragor (journal intime)

dragor

Ciao Cate, che piacere sentirti. Si', come vegetariana hai il diritto d'inorridire. Sono i carnivori che non ce l'hanno... :-)

dragor (journal intime)

tesea

Caro Dragor: non sono delusa, perchè non mi sono mai illusa.
E comunque rimeditando sull'argomento in oggetto, devo ammettere che in realtà la vera ipocrita sono io: malgrado il dichiarato e professato animalismo, mi nutro anche di proteine animali (escludendo coniglio e ovini).
Tesea

dragor

E cani e gatti, spero

dragor (journal intime)

matzudaira

Dragor nessuna ipocrisia da parte mia, infatti prima che tu mi dassi dell'incoerente ignorante (da colui che ignora), avevo già postato due video dei tanto discussi mattatoi.
Ti invito inoltre a leggere il mio post (anche se poco interessante) in cui prendo le distanze sia dalla corrida che dai metodi di allevamento ed uccisone sanguinari e ingiustificatamente dolorosi.

Relativamente al vitello da latte od ad un agnello la spiegazione del perchè io ritengo non si dovrebbero mangiare ed uccidere è semplice. Sono dei "bambini". Anche tu immagino se potessi decidere chi salvare tra un adulto ed un bambino che stanno annegando ti getteresti a salvare il bambino. Io farei così.

Inoltre consentire agli animali che poi finiranno nei nostri stomaci di onnivori di vivere una vita il più possibile dignitosa e secondo natura (quindi niente uccisione di piccoli nè allevamenti in batteria, morte rapidissima, il più indolore possibile), è il minimo che un essere umano possa fare nei confronti degli "inferiori".

matzudaira

Ops... dessi

dragor

Caro Matzu, nella mia replica ad Andrea C dico che la tua posizione è condivisibile e degna di lode. Per principio, non squalifico mai le obiezioni alla radice. Soltanto, mi sembra una posizione idealistica, perché in pratica gli animali che finiscono nei nostri stomaci vivono una vita orribile e muoiono in modo ancora peggiore. Ed è come se li avessimo ammazzati noi.

Quanto all'uccisione rapidissima o lenta, è sempre un'uccisione. E il post mette in causa il diritto di uccidere. E' a questa domanda che dovresti dare una risposta.

dragor (journal intime)



matzudaira

Non ho mai pensato di essere un oratore particolarmente efficace, in grado di trasmettere i propri pensieri in modo cristallino e trasparente, però nelle mie svariate risposte ho specificato chiaramente che condanno anche i metodi di allevamento ed uccisione cruenti ed inumani. Ho anche postato due link di video molto crudi che mostrano i mattatio e leorribili atrocità che milioni di animali in essi subiscono ogni anno.
La differenza Dragortra gli animali che finiscono nei nostri stomaci e quelli che vengono sacrificati per puro sadismo nell'arena sta nel fatto che i primi sono indispensabili per una corretta alimentazione, mentre i secondi sono un "bisogno" secondario che solo certi individui dimostrano di avere...
Ribasico, se ce ne fosse ancora bisogno, che gli attuali metodi di allevamento (in generale) non sono sufficientemente evoluti da consentire agli animali di vivere una vita dignitosa.

matzudaira

E che dire delle balene?

http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=d559e16a-764e-11dc-9b65-0003ba99c53b

tesea

Caro Matzu,
abbiamo già parlato e ti stimo molto.
Scusa la domanda un po' polemica: e i delfini? E' vero che in Giappone li si caccia e uccide per scopi commerciali?
Quanto alle balene, ho pianto il giorno in cui la nave su cui viaggiavo ne ha investita e uccisa una.
Gli ufficiali di coperta, per giustificarsi, hanno detto che forse stava dormendo.
Ciao Tesea

dragor

Caro Matzu, non dubitare delle tue capacità espressive, sono eccellenti. Solo una piccola obiezione. Come ci conferma Cate, si puo' vivere benissimo senza carne. Cosi' ammettiamo di mangiarla per il piacere, lo stesso piacere di chi porta la pelliccia o guarda le corride. Cambiando il piacere, il risultato non cambia: si uccidono delle bestie. Comunque lo rigiri, il problema porta sempre alla stessa domanda: abbiamo il diritto di uccidere?

dragor (journal intime)

matzudaira

Si abbiamo diritto di uccidere per sopravvivere. Non abbiamo il diritto di uccidere per piacere. Mangiare della carne è una necessità. Tutti i vegetariani devono ricorrere ad integratori per riuscire a sopperire alle carenze della loro dieta. Questo non è per me accettabile. Si, mangiare la carne è un piacere che la natura stessa dell'uomo ha usato come meccanismo per spigere lo stesso a nutrirsi di altri animali. Se non fosse così il nostro cervello non avrebbe avuto sufficienti proteine per svilupparsi.
Uccidere dei tori in un'arena non è una necessità, è un "vizio" di cui la maggiorparte dell'umanità fa volentieri a meno.

Purtroppo i civilissimi Giapponesi sono anche mangiatori di balene e delfini. Questo è un argomento molto "scottante" che mia moglie mi ha categoricamente vietato di toccare per tutto il nostro soggiorno nell'arcipelago nipponico.
Altrettanto dannosa è la caccia agli squali per il mercato cinese. Anche questi animali rischiano l'estinzione. I cinesi non hanno ancora capito che le note ridotte dimensioni del loro pene non c'entra nulla con la carenza di pinne di pescecane nella loro dieta...

dragor

Caro Matzu, ho girato la questione a Cate, che forse ci spiegherà che cosa significa essere vegetariani. In ogni caso, ammesso che si puo' uccidere per mangiare, perché sottilizzare sulle specie? Quando non sono in via di estinzione...

dragor (journal intime)

bourbaki

Dragor, a me pare che l'esaltazione estetica che tu e donatella fate della corrida non dipenda dal fatto che esistono i macelli. Tu giustifichi moralmente (tirando in ballo i macelli) un qualcosa di cui apprezzi a priori il valore estetico.
Il punto, per gli aficionados delle corride, non è se si abbia il diritto di uccidere un animale- non ve ne importa niente delle torture a cui viene sottoposto- ma perché vi piace assistere ad una agonia lenta e straziante di un animale peraltro mansueto e sensibilissimo come tutti i bovini. Macelli o no, la corrida vi piacerebbe comunque. Ma se ci fosse meno indifferenza alla sorte degli animali -una cosa vale l'altra, affermi tu, poiché esistono i mattatoi, tutto è concesso- si potrebbe anche iniziare seriamente a mettere in discussione l'orrore dei macelli. Invece l'abuso sistematico, il credere di poter disporre a piacimento di altri esseri viventi, tirando in ballo parole come arte- mentre l'arte che non ha nulla a che vedere con questi spettacoli indecenti-non fa che portare all'assuefazione verso le torture a cui tutti gli animali vengono sottoposti.

dragor

Caro Bourbaki, quello che dici è condivisibile e degno di lode, ma secondo me un po' parziale. La costante che credo di avere identificato nell'uccisione di ogni animale è il piacere. Anche quello di mangiare carne, perché se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. Visto in questa ottica, il piacere di mangiarsi un filetto equivale a quello di portare una pelliccia o di guardare una corrida, tutte cose che comportano uccisioni di animali. La corrida è un'esecuzione con i fronzoli che hanno la pretesa di trasformarla in arte e di rifarsi a certi archetipi, tutto qui. Questa discussione serve soltanto a noi per lavarci la coscienza assolvendo certi tipi di piacere e condannandone altri, ma a un animale sembrerebbe ridicola. A lui interessa soltanto vivere. La corrida non banalizza la morte più di una bistecca o di una pelliccia e almeno le vittime di questo spettacolo sono allevate in condizioni decenti. Il fatto di non assistere all'esecuzione non significa che si è meno responsabili.
Cosi' la questione finale è: abbiamo il diritto di uccidere? Personalmente, ritengo di no. Uccidiamo perché ci piace e cerchiamo di legittimizzarlo con una quantità di scuse una più ipocrita dell'altra. Ma come ho scritto all'inizio del post, siamo cresciuti in una cultura dove si banalizza l'uccisione delle bestie. E adesso dimmi ancora che dico fesserie... :-)

dragor (journal intime)

stefy

Purtroppo, Dragor, siamo come natura ci ha fatto. Abbiamo degli istinti,delle necessita', anche dei piaceri (perche' no ?) da soddisfare. Non puo' essere tutto o bianco o nero. Ma abbiamo anche la ragione e questa deve moderare le nostre azioni e far si che la nostra esistenza crei il minor danno possibile. Ogni cosa deve avere dei limiti. Mi viene in mente un parallelismo: fare l'amore e' bellissimo e naturale ma esistono anche le violenze sessuali. Non per questo si dice: aboliamo il sesso. Eppure la violenza sessuale e' l'amore in mano ad un violento che prova piacere dalla sofferenza altrui. La cosa,a mio parere, terribilmente sbagliata e' quando le necessita' dell'uomo sfociano nell'esaltazione, nell'esagerazione, nella considerazione esclusiva del proprio ego.
Il fine non sempre giustifica i mezzi !!!
Un saluto a tutti quanti che hanno fatto di questo post un dibattito ricchissimo. In primis a te, Dragor.
Stefy

matzudaira

Dragor per ogni vegetariano convinto ti trovo un mangiatore di carne altrettanto convinto delle proprie idee. Io parto dal semplice principio che per natura siamo onnivori. Quindi privare il nostro organismo di una consistente parte del nutrimento di cui ha bisogno non può che essere dannoso.

Forse la genetica fra qualche anno consentirà di creare in laboratorio animali privi di cervello e terminazioni nervose. In questo modo si avrà la certezza di non provocare dolore.

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