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REMEMBERING ADELE

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« LAVORO ASSASSINO | Principale | MA QUANTO STUPRANO GLI STRANIERI? »

10/12/07

Commenti

marianna

Carissimo questo post è molto valido.Dici le stesse cose di quando hai parlato dell'enciclica ma il tono è più pacato, discorsivo.
Chi ti legge può convenire con te o non essere d'accordo,l'insieme non disturba. Uno dice Dragor la pensa così ma io no. E tutto finisce lì.
Anche perchè le argomentazioni non fanno una piega.
Io mi trovo d'accordissimo con te quando parlando di speranza inviti a costruire il Paradiso sulla Terra.
Per me questa speranza non è altro che quello che io sono in grado di fare giorno dopo giorno,impegnandomi,tenendo presente che la Giustizia è un valore primario.E dove viene meno, bisogna combattere per ripristinarla.
Che io poi in questo agire sia confortata dagli insegnamenti delVangelo,dalle Confessioni di S.Agostino o dal pensiero filosofico di Kant,poco importa.
Siccome per me il Regno dei cieli si costruisce hic et nunc, non mi fa davvero problema sapere cosa accadrà dopo la mia morte.Certo se quello che ci dicono ed in cui abbiamo creduto c'è,sarò ben felice di potermi beare della visione di Dio.
Prima di questo però devo aver vissuto rispettando l'altro. E per me Gesù di Nazaret è guida, esempio , testimone.Da sempre.
Quell'Amore di cui parli lo puoi trovare, nell'angolazione mia, nella famosa "Lettera a Diogneto",dove è scritto esplicitamente che i cristiani non sono diversi dagli altri popoli, lavorano nel mondo,non sono del mondo(il valore della Resurrezione di Cristo che libera dal peccato originale,che altro non è che il male che incontriamo ad ogni piè sospinto),tuttavia sono l'anima del mondo.
Voglio ancora aggiungere una cosa:nell'enciclica, nella parte finale, si affronta la questione decisiva nel Giudizio finale.Saremo giudicati in base appunto a quanto saremo stati giusti nei confronti del nostro prossimo. Non è ,mi pare, impegno da poco in vita.
E' scritto testualmente:" I malvagi nel banchetto finale non siederanno a tavola accanto alle vittime come se nulla fosse stato".
Io concordo e sopratutto ci credo.
Buon pranzo.A più tardi.
Marianna.

demata

Quando si parla di Universo, bisogna ricordare che alcuni lo chiamano "Dio" e gli attribuiscono una Volontà.
In buona parte del mondo, fin dai '50, s'è capito, tra i laici, che star lì a rimarcare questa "sottigliezza" rendeva impossibile il dialogo con 2-3 miliardi id persone, dunque hanno deciso di smetterla e di passare alla ricerca dei punti di contatto, di condivisione.
Ne son venute fuori cose prodigiose, come "Lo Zen e l'arte di riparare la motocicletta" o il "Tao della Fisica", che dovrebbero essere letti da tutti coloro che si professano laici, fosse solo al fine di sviluppare meglio il proprio discorso.
QUanto alla speranza credo che Ratz intendesse riferirsi alla Speranza, ovvero alla "virtù per la quale noi desideriamo e aspettiamo da Dio la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci all'aiuto della grazia dello Spirito Santo per meritarla e preservarla sino alla fine della vita terrena."
Proviamo a tradurre in laichese?

La Speranza è la buona pratica per la quale un Individuo trova l'appagamento alla ricerca del Senso, riponendo la sua fiducia nell'Amore e nella Vita e cercando conforto nell'Unicità di ciò che esiste, al fine di esistere nella Gioia.
Va troppo male ?

dragor

Cara Marianna, preferirei che i malvagi non siedessero accanto alle vittime nemmeno durante l'antipasto. Perché aspettare il banchetto finale? Se fossi onnipotente, li sistemerei subito e guadagnerei le elezioni contro un avversario che rimanda alle calende greche :-)

Ma a proposito, chi sono i malvagi? Molti malvagi si credono buoni. Secondo una classica definizione, il male è tale per chi lo riceve. Ma se in realtà fosse bene?

Questo dimostra che la tua speranza è metafisica e le tue definizioni sono assolute, mentre la mia è terrestre e le mie definizioni sono relative. Come spiego nel post, sono 2 livelli diversi.

Anche Biz mi fa la stessa obiezione in margine al post di cui ho inserito il link nel post. Il dialogo fra relativo e assoluto è impossibile perché la speranza metafisica, non essendo verificabile, si appoggia sulla fede. Mentre il relativo vuole prove.

L'amore di cui parlo non ha niente a che vedere con quello della Lettera a Diogneto. La richiesta d'amore, in psicanalisi, è una richiesta di potere per ricuperare l'onnipotenza originaria, quella del bambino nell'utero materno. Dove non arrivo da solo, ci arrivero' con l'aiuto degli altri. L'amore assicura che l'aiuto non mancherà e che la realtà sarà sotto controllo, dinamica necessaria per l'equilibrio della vita psichica.

Grazie per avere letto tutto il post. E' un po' lungo ma Ratzinger ha scritto 72 pagine. E devi ammettere che il mio stile è molto più leggibile.

Un abbraccio, buona serata

dragor (journal intime)

dragor

Caro Demata, la prolissità e la verbosità di Ratzinger servono a nascondere la sostanziale povertà delle sue idee. Se si fosse limitato a dire la sintesi di questa logorrea, "spera in Dio", tutti gli avrebbero riso in faccia. Ma rivestendo il nulla di frasi complicate (e anche sintatticamente zoppicanti)riesce a dare a qualcuno l'impressione che ha qualcosa da dire...

Ciao, buona serata e grazie per avermi letto

dragor(journal intime)

dragor

E quello sarebbe laichese? :-)

dragor (journal intime)

alex

L'espoir fait vivre comme on dit en français.... et il fait bien vivre : 4 milliards d'euros dépensés chaque année en France pour des questions telles que : "Que sera demain ? Comment devenir riche, gagner au loto ? Comment trouver l'amour ? Creduloni che non siete altro...L'église veut sa part du magot, c'est normal, non ? 'après tout, elle vend un espoir moins trivial.
Ce qui m'étonne ce sont tous ses prétendus chrétiens qui ont peur de la mort quand on leur promet la résurrection, les chrétiens qui craignent la mort n'ont pas la foi, voilà tout.

Bonsoir, Alex

dragor

Oui Alex, en effet paraphrasant Ernst Bloch qui dit que même les athées sont croyants, je dis que même les croyants sont athées

Ciao, bonne soirée

dragor (journal intime)


marianna

Tu, Alex ed Ernst Bloch dite bene,perchè io che ritengo di essere credente potrei essere atea. Io non ho mica le certezze di Ratzinger! Cerco di capire, questo sì, avendo ricevuto un'educazione cattolica.E poi la fede si conquista giorno dopo giorno.Non esiste una fede cieca ed assoluta, che il cristiano possiede una volta per sempre.
Io vedo questo percorso come impegno quotidiano dell'uomo, con cadute ed alzate.E guai, a mio avviso, se queste non ci fossero!
Un abbraccio, Marianna.
Torno dopo cena.

luigi

Mi pare ci sia un tantino di schematismo di troppo nella tua tesi. La speranza è una connotazione individuale che difficilmente può essere ridotta a prevenzione ed amore.
Peraltro è la tua tesi.
Luigi

marianna

Caro Luigi la speranza cristiana non può essere un fatto individuale.C'è la dimensione ecclesiale di comunità.Proprio nell'enciclica il papa per evidenziare che non c'è nè salvezza individuale e quindi nè speranza individuale(Speranza= Fede) cita il teologo francese De Lubac, che lo chiarisce molto bene.Siamo con DeLubac ai tempi del VaticanoII(1963-64).
Un abbraccione. Marianna.

tesea

Caro Dragor,
ci rivediamo a Filippi. Cioè sul letto di morte.
Tesea

marianna

Andate a vedere il blog di luigi accattoli cercando De Lubac su GOOGLE.
Marianna

Pasquone

"Chi di speranza vive disperato muore". So di dover vivere e di dover morire. Non ho speranza di una vita dopo la morte. Ho certezza della VITA CHE CONTINUA dopo la MIA MORTE, a condizione che abbia saputo vivere preparando la vita degli altri che vengono dopo di me. Non vivrò né morro disperato: ne ho avuto la prova quando ero sul punto di morire per un cancro avanzato, circa vent'anni fa. Nel tempo che mi resta da vivere (non è mai troppo) sarò felice di avere amici che la pensano come noi, caro Dragor!
Pasquone

Sonia

che triste la vita senza nessuna speranza! vabbè, se il mio oroscopo 2008 non è un gran chè, mi consolo SPERANDO che abbia ragione tu :-)

dragor

MARIANNA
Vado a vedere il sito e ti sapro' dire. Ciao, un abbraccio

LUIGI
Tutti i tipi di speranza si possono ricondurre a questo schema. C'è una speranza razionale, fondata su dati di fatto e una speranza emotiva che si rivolge alle forze occulte. Quanto alla dinamica prevenzione-adattamento, è stata studiata in laboratorio e cosituisce una cognizione scientifica acquisita. D'altra parte ognuno la puo' sperimentare su se stesso, considerando le proprie reazioni quando non riesce a prevenire e adattarsi, e anche considerando il linguaggio. Perché esistono parole come disagio, imbarazzo, angoscia, paura, panico?

TESEA
Come si dimostra che la fede scaturisce dalla paura. Secondo Alex questo è puro ateismo

PASQUONE
Io trovo che la speranza sia una bellissima cosa. Dobbiamo soltanto renderci conto che ce l'abbiamo già e diffidare da chi vuole vendercela

SONIA
L'oroscopo 2008 come alternativa a spe salvi. Non c'è male... :-)

Grazie a tutti per i vostri commenti e soprattutto per avere letto questo lunghissimo post. A presto, buona giornata

dragor (journal intime)


Pim

La speranza sostiene, è sia filo che rete di salvataggio. Ma non è anche un rimando? Un ripetersi di frasi dai tempi ipotetici e futuri che rendono leggero il presente, che ci fanno credere migliore il quello piuttosto che il questo?

Ma allora, mi chiedo: è davvero così negativo perdere la speranza o è il solo modo per diventare presenti a se stessi?

luigi

Il detto "chi di speranza vive disperato muore" è emblematico ed è il contrario del mio modo di pensare.
Al di là dei meccanismi psicologici studiati o meno, la mera speranza consistente nell'attesa di qualcosa da qualcuno è debolezza ed insicurezza. Sono uno strenuo sostenitore del decidere e dell'agire mettendo in conto le conseguenze che, tranquillamente, possono essere positive o no.
Non so se sono riuscito a spiegarmi.

dragor

Caro Luigi, ovviamente speri che le conseguenze siano positive. Altrimenti a che pro decidere e agire?

A presto, ciao

dragor (journal intime)

dragor

Caro Pim, la speranza fa parte della natura umana, come ho cercato di dimostrare nel post. Quando ne fallisce una, ci si aggrappa a un'altra. E quando falliscono tutte, ci si rivolge alle forze occulte mettendo la ragione da parte. L'alternativa, come ho detto, è l'angoscia

A presto, ciao

dragor (journal intime)

luigi

Chiaro che mi auguro conseguenze positive. E' solo che non me le aspetto da nessun altro se non da me stesso.
Luigi

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