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« AURELIO BOSCAINI, COME TI NEGO UN GENOCIDIO | Principale | COME UCCIDERE UNA NORVEGESE »

22/04/08

Commenti

Pim

Le informazioni che ci stai fornendo sono davvero preziose, perché sul genocidio del popolo rwandese si sa praticamente nulla o quasi.
Grazie Dragor, buona giornata.

luigi

Questi sono della risma del despota iraniano che ha organizzato il famigerato congresso di merdosi sostenitori del negazionismo a proposito del genocidio nazista. Il fatto che alcuni indossino una tonaca non fa che renderli peggiori ed ancora più disgustosi.
luigi

Fino

Ciao Dragor, pienamente d'accordo con te nel respingere con fermezza questo revisionismo che non si ferma nemmeno davanti allamorte di migliaia di persone.
Genocidio tra l'altro documentato da testimonianze più che attendibili.
Non ho avuto mai dubbi da che parte stava la verità.
Buona giornata
Fino

sosmuoiodistress

Io vivo e lavoro da anni nell'Est del Congo (ex Zaire). Cio' che riporti e'quasi del tutto vero, ma e' solo una parte della verita'. Il genocidio del 1994 e'stato un crimine terribile, ma ha radici in una storia complessa e, purtroppo, ha dato e continua a dare frutti terribili. Si tenga conto che nell'area dei grandi laghi, dal 1996 ad oggi, sono morte altre 6 milioni di persone di cui nessuno sa nulla. La verita' di guesta guerra infinita va cercata qui, tra le foreste del centrafrica, e non nella dichiarazioni di una delle tante parti in conflitto tra loro. Spesso chi ha acesso ai media vince. E gli altri muoiono in silenzio. Consiglio una visita ai siti di Human Right Watch e di IRC, con particolare attenzione alle utlime relazioni sull'Est Congo. Nemmeno quella e' la verita', ma e' un pezzo di verita'. Un altro punto di vista. Grazie comunque per la possibilita' di dibattito, che nasce solo quando qualcuno si degna di scrivere qualcosa di questi popoli dimenticati

marianna

Carissimo Dragor, eccomi finalmente!
Hai fatto un ottimo lavoro di ricapitolazione punto per punto di tutto quanto va chiarito in merito al Genocidio(chi sono le vittime/ chi sono i colpevoli),e in merito alle posizioni errate di un Boscaini e di chi ha eventualmente interesse di parte a distorcere la verità.
Meglio e più chiaro di così non si può.
Ovviamente chi ha interesse ad approfondire la cosa può documentarsi in proprio o seguire le indicazioni di Bene-Ruwanda.
Ritornando a Boscaini, io penso che si tratti proprio di mediocrità della persona nell'affrontare un serio discorso storico, di utilizzo di chissà quali fonti.Fonti certamente addomesticate.Lui comunque era in Congo e non in Ruwanda nel 1994.Dice pertanto solo ciò che gli è stato riportato.
Tuttavia non ci sono attenuanti nè per lui, nè per chi ha il coraggio di negare la morte atroce di un milione di persone.
Se riesco, a proposito di morte atroce, vorrei fare un pezzo su cosa vuol dire morire a colpi di machete.
Il compito di chi è sopravvissuto è quello di fare luce sui fatti e naturalmente giustizia .Nel rispetto del diritto, sia chiaro.
Tu, con questa modesta ma mirata informazione, stai anche tu,ancora una volta, facendo la tua parte.Oltre quella ben più impegnativa che facesti a suo tempo.
Io sono con te.
Affettuosamente
Marianna.
La Onlus Bene-Ruwanda ha il vantaggio d'essere in Italia, a Roma, quindi contattabile.

marianna

Ti ringrazio, caro amico, io sono Narianna di Janbo Africa.
Stai dicendo una cosa importantissima.
Ci sono tanti pezzi di verità, che vanno ricercati ed assemblati. Solo così si potrà vedere un po' più chiaro.
Nella ricerca occorre sempre aver presente il dubbio critico e non dare mai nulla per scontato.
A presto. Marianna.

marianna

Scusate gli errori: Marianna e Jambo Africa.
Sono imperdonabile ma avevo voglia di dire in fretta la mia.
Ciao. Marianna.

marianna

Dragor hai provato ad allogarti?
Marianna

dragor

Pim, con tutto quello che ho pubblicato, ormai si dovrebbe sapere tutto... :-))

dragor (journal intime)

dragor

Fino,, non c'è una famiglia che non sia stata toccata. I Tutsi non sono numerosi e il genocidio ha praticamente eliminato tutti quelli che erano rimlasti in Rwanda. Si sono salvatio quelli in esilio, soprattuto in Burundi, in Uganda, in Zaire, in Kenya e in Europa. L'armata di liberazione di Paul Kagamle, che ha messo fine ai massacri (invece di promuoverli come dice Boscaini)veniva dall'Uganda dove si addestrava da anni.

dragor (journal intime)

dragor

Caro sosmuoiodistress (ma come, in Africa la vita non scorre al rallentatore?), la regione del Kivu è un mosaico di popoli in lotta fra loro. Abbiamo i Rega o Lega, abitanti del posto. I Banyamulenge, ovvero i Tutsi che abitano in quella regione un tempo appartenuta al Grande Rwanda e si battono per avere la cittananza congolese che viene loro regolarmente rifiutata. I militari delle ex Forze Armate Rwandesi della dittatura Habyarimana che si sono rifugiati nella regione grazie all'Operazione Turquoise della Francia e si stanno riorganizzando con la speranza di rovesciare il regime di Kagame in Rwanda. Gli Interhamwe, le squadre della morte, specialisti nell'uso del machete. L'esercito congolese. E nella regione si presenta puntualmente l'Armata del Fronte Patriottico Rwandese per dare la caccia agli assassini e limitare le loro scorribande in Rwanda, dove seminano terrore e violenza come fanno nel Congo. Non so se i morti siano veramente stati 6 milioni. Mi sembra una cifra esagerata, ma ci sono stati sicuramente dei morti derivanti da tutti questi conflitti. In ogni caso, attribuirli al Fronte Patriottico come fanno Boscaini e i suoi colleghi è chiaramente tendenzioso, un espediente per avvalorare la teoria del doppio genocidio in modo da far scordare le responsabilità del primo.
Ciao, torna a torna a trovarci, puoi darci delle informazioni interessanti. Io ho una moglie rwandese e un parente militare in servizio nella regione

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, per me Boscaini non è mediocre, è perverso. Parla in malafede per servire certi interessi. Ed è vero, gli altri missionari nella regione la pensano come, lui, ho delle informazioni dirette.

Ho provato ad allogarmi ma non ci riesco. In ogni caso mi sembra che sul sito si veda tutto o quasi.

Grazie per le belle parole, un abbraccio, a presto

dragor (journal intime)

marianna

Carissimo Dragor per Bene-Ruwanda veramente non c'è problema in quanto si può leggere tranquillamente tutto delle loro attività.
In pomeriggio ho letto 2 capitoli lì indicati del libro d'Yolande,l'infermiera scampata al genocidio, che ora vive in Belgio.Molto coinvolgente.
Ti saluto, ti auguro la buona notte insieme a Dedé e Minou.
Affettuosamente.
Marianna.

spank

Ciao Dragor, ho fatto questo discorso proprio ieri con Francoise Kankindi - presidente di benerwanda - che ho incontrato perché sto facendo una tesi di laurea sul genocidio rwandese del 1994. Sul ruolo nefasto dei media locali come kangura o rtlm e sul silenzio stereotipato dell'occidente. Ovviamente tu sei in buona parte responsabile della scalta dell'argomento. L'ho letto prima da te, poi mi sono appassionato.

dragor

Spank, questa è la più bella notizia che ricevo da molto tempo. Sono onorato di avere avuto una parte importante nella tua scelta. Se in qualche modo posso aiutarti, devi soltanto dirlo. Per cominciare ti do due link che potranno esserti utili:


http://tahin-party.org/gouteux.html

http://www.afrik.com/IMG/mp3/Golias_101_Rwanda.pdf

Se hai tempo, non potresti scrivere un post sul Rwanda nel tuo blog? E' molto che non abbiamo il piacere di leggerti.

Ciao caro Spank, un abbraccio affettuoso e grazie per la tua scelta

dragor (journal intime)

spank

ciao dragor, grazie per le dritte. Golias l'avevo già trovato, l'altro no.
di disturberò sicuramente, ho diverse domande da farti, soprattutto per la seconda parte del mio lavoro. la prima parte della tesi traccia per linee essenziali la storia del rwanda, dall'arrivo del primo europeo al genocidio del 1994. credo infatti che una contestualizzazione storica sia essenziale per capire quello che è successom, per capire come le etnie rwandesi siano state costruite e strumentalizzate dai bravi europei. la seconda parte è, per così dire, quella originale. dallaire ha parlato di dicotomia dei mass media, è anche la mia tesi. sto analizzando cinque giornali occidentali (libération, le monde, l'avvenire, l'unità e il giornale). la scelta è per forza di cose limitata, ma credo sia significativa. i tre quotidiani italiani li ho scelti per la loro storia politica diversa (soprattutto unità e giornale), volevo vedere se c'è una differenza nel trattare problemi di questo genere se si è - banalizzo per brevità - di destra o di sinistra. l'avvenire èil giornale dei vescovi, e è interessante vedere cosa scrivevano, anche considerato che la chiesa si è macchiata di sangue pesantemente nel genocidio. poi i due giornali francesi, per vedere come oltralpe hanno trattato il genocidio, interessante visto le implicazioni che la francia ha avuto. d'altro canto voglio vedere cosa scrivevano i giornali rwandesi (sostanzialmente dal 90 in poi), i discorsi della radio,...per fortuna in questo caso esiste già una bibliografia (difficilmente sarei riuscito a imparare il kinyarwanda). nell'ultima parte voglio inserire la testimonianza di francoise e se vorrai anche la tua. ad ora ho finito la prima parte, attualmente sono sommerso nei giornali del 1994. arriverà un mio post, prometto.
ciao e grazie a te
spank

alex

Il libro di Gouteux è stato tradotto in italiano da Daniela Raspollini ed alfonso Nicolazzi. La coop-Tipolitographica Carrara, 2005. Titolo : un genocidio senza importanza.

Do un link che potrebbe essere interessante per Spank :

http://nuit.rwandaise.free.fr/revue/spip.php?article74

Alex

marianna

Caro ALEX ,grazie anche per me dell'informazione.
Buona mattinata.
Marianna.

Grisostomo

Il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati ruandesi del 1994, in cui morirono più di 800.000 persone in meno di cento giorni, sarebbe stato accuratamente pianificato e condotto dai militari francesi alleati dell’allora governo hutu. È questa la conclusione del rapporto redatto da una Commissione governativa ruandese lo scorso novembre, ma reso noto solo due giorni fa, e di cui Panorama.it ha ottenuto una copia (clicca qui).

Le accuse contro i militari francesi, presenti in Ruanda prima del genocidio come consiglieri dell’esercito locale e poi, alla fine dei massacri, nell’ambito dell’operazione umanitaria Turquoise, sono pesantissime e sostenute da decine di testimonianze. Si va dall’addestramento e indottrinamento delle milizie Interahamwe (che avrebbero materialmente condotto il genocidio), alla tenuta di corsi su come uccidere il maggior numero di persone tramite l’uso di attrezzi agricoli e armi da taglio. I militari transalpini avrebbero anche partecipato, secondo l’accusa, alle operazioni di identificazione dei civili tutsi, prima e durante il genocidio, e a stupri e violenze di massa sui prigionieri, in alcuni casi costretti a fare sesso tra loro per evitare di essere uccisi.

Mitterand e de Villepin. Sul banco degli imputati, in odore di incriminazione da parte della giustizia ruandese, finiscono così 33 alti ufficiali dell’esercito e uomini politici francesi, tra cui spiccano i nomi dell’allora presidente François Mitterand e di tre ex-premier (Edouard Balladur, Alain Juppé e Dominique de Villepin). “Sono accuse talmente gravi che spero portino a una seria indagine da parte delle autorità giudiziare e delle associazioni dei diritti umani”, dichiara a Panorama.it la scrittrice Linda Melvern, autrice del libro Conspiracy to Murder: The Rwanda Genocide and the International Community.

La risposta della Francia: accuse infondate. Le accuse hanno suscitato la viva reazione di Parigi, che ha definito i risultati del rapporto “totalmente inaccettabili“, accusando Kigali di voler riscrivere la storia. Le relazioni tra i due Paesi sono ai minimi storici dopo che, nel 2006, un giudice francese incriminò nove collaboratori del presidente ruandese Paul Kagame per l’attentato all’aereo dell’allora capo di stato Hutu Juvenal Habyarimana, la cui morte scatenò il genocidio. A Parigi si sostiene che i lavori della Commissione siano stati pilotati dal governo ruandese, desideroso di rispondere così alle accuse contro l’entourage del presidente.

La Francia, che fu effettivamente alleata del governo hutu responsabile del genocidio, ha ammesso di aver compiuto degli “errori politici” durante il 1994, ma respinge qualsiasi accusa di partecipazione ai massacri. Una tesi accolta anche dal reporter della Bbc Roger Hearing, che al tempo del genocidio era in Ruanda al séguito delle truppe francesi e secondo cui i militari si sarebbero limitati a svolgere operazioni umanitarie secondo il mandato ricevuto dalle Nazioni Unite, senza impedire i massacri delle milizie ruandesi ma senza neanche favorirli.

Ma cosa avrebbe spinto la Francia a partecipare a una simile operazione, dai danni incalcolabili anche a livello di immagine? Secondo la Melvern, Parigi era pronta a tutto pur di trattenere il Ruanda nella sfera d’influenza francese, cosa che non sarebbe stata possibile con l’avvento dei tutsi. “Il quadro che a Parigi temevano di più si è effettivamente realizzato”, conclude la scrittrice. “Il governo di Kagame ha trasformato il Ruanda in un Paese anglofono, che vuole entrare nel Commonwealth e ha ottimi rapporti con gli Stati Uniti”. Un punto di vista non condiviso da molti governi europei, che hanno accolto con sorpresa e scetticismo le conclusioni della Commissione. Ma ciò non impedirà alla giustizia ruandese di seguire il suo corso.


Eccola qua la verità sulle stragi in Rwanda.
Non trovo le parole adatte per dire qui che razza di mistificatore tu sia.
Vergognati.

dragor

Grisostomo, premetto che ho una moglie tutsi, una figlia mezzo tutsi e ho partecipato alla guerra di liberazione con il Front Patriotique Rwandais, quindi so quello che dico. Nella tua fretta di darmi del mistificatore e farmiu vergognare, hai trascurato il fatto che
questo post è un articolo di Bene-Rwanda, l'associazione dei rwandesi in Italia. Se lo consideri una mistificazione, devi prenderrtela con loro. In ogni caso la mia posizione sulla Francia l'avevo già espressa da tempo in vari post, fra cui

http://dragor.blog.lastampa.it/journal_intime/2008/04/la-francia-comp.html

Io stesso sono testimone del sostegno militare francese alle forze genocidarie e della partecipazione francese ai controlli d'identità. La politica francese ha sempre mirato a tenere un piede in Rwanda per accedere alle miniere del vicino Congo, in particolare del Katanga. Ho scritto tutto nei post reperibili sotto la voce "Rwanda" nell'elenco delle categorie

Ciao, buone vacanze

dragor (journal intime)


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