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30/06/08

Commenti

gobettiano

E' una questione di metodologia e di contesto.Molti dei rom e sinti che sono in Italia sono italiani e quindi censiti; la schedatura dei minori non risolve il problema che si risolverebbe adottando politiche di integrazione che in diverse città italiane e non si sono realizzate con esiti dimostrabilmente positivi. i rom a torto o a ragione suscitano diffidenza. Riservare a loro la schedatura oltre aa profili di incostitzionalità porta ad una enfatizzazione del concetto di criminalità fondato sull'etnia.
Il rigore può ben essere messo in campo in modo civile fermo restando che la legalità e la sicurezza al di là ed insieme ad un contenuto normativo devono essere un componente della società di un paese.
luigi

marianna

Caro Dragor io sono d'accordo con Luigi. Per quello che può valere la mia opinione, io penso quello che che ho riportato ieri nel mio post, attraverso il pensiero di don Fredo Oliveri.
Non mi piace Maroni, nè quello che vuol fare. E sobene che i Rom o Sinti non sono tutti santi.
Ti dirò di più, proprio ad Asti, anni fa, ho subito un furto in casa ad opera di zingarelli.
Non per questo li detesto.
Certo mi rendo conto che non è facile averli come vicini di casa......
Un abbraccio per ora. Torno dopo.
Marianna.

dragor

Caro Luigi, mi sembra che anche tu non sia immune dall'uso improprio che in questi giorni si fa della parola "schedatura". Che cosa significa "schedatura"? Tutti i minori sono schedati da qualche parte, Rom e no. Il fatto è che la comunità Rom adotta vari sistemi per sfuggire all'identificazione e questo richiede un supplemento d'informazione come la presa delle impronte digitali. A questo punto dimmi perché un bambino dovrebbe essere traumatizzato da una presa d'impronte e non da una fotografia, o perché una presa d'impronte viola i diritti umani più di una fotografia.
In realtà si tratta di un problema inesistente, creato dalla retorica cattocomunista. Come dico nel post, queste cose vanno affrontate in modo pragmatico, non ideologico.
Ciao, buon lunedi'. Mi sembra che TypePad si sia svegliato dal letargo... :-)
dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, quel prete fa molto bla-bla in buon cattolichese: l'Altro, il Diverso, ecc., ma non spiega perché la fotografia di un dito dovrebbe violare i diritti umani più della fotografia di una faccia. Se qualcuno cerca di sfuggire all'identificazione (e nella comunità Rom è quasi la regola), un supplemento d'informazione non nuoce. Nello stesso interesse di quei bambini che si vorrebbe proteggere e di quella comunità di cui si vorrebbe isolare i membri disonesti. Tutto qui, una questione semplicissima. Non c'è bisogno di detestare nessuno (che cosa c'entra? Allora dovrebbero detestarmi e considerarmi un delinquente potenziale anche se mi chiedono la foto per la carta d'identità) e nemmeno di tirare in ballo Hitler, come sta facendo qualcuno. Questo dimostra come in Italia (e anche fuori) si affrontino regolarmente certe questioni in modo ideologico ed emotivo, mai pragmatico. Direi che questa storia è una vera cartina di tornasole.

Un abbraccio anche a te, a presto

dragor (journal intime)

Max Banjoman

A me tutto sembra la solita questione di lana caprina.
Io non vedo il motivo di tutta questa sollevazione popolare contro le impronte ai ROM.

Anche perche', per coloro che non se ne fossero accorti, e' sufficiente che prendano in mano la loro carta di identita': sotto la foto, in basso a sinistra, c'e' un riquadro con sopra scritto: "Impronta del dito indice sinistro".
E non esiste mica da ieri.
Che poi io non abbia mai visto una carta d'identita' con l'impronta, e' un altro paio di maniche.
Io ho sempre pensato che fosse per svogliatezza degli enti pubblici emittenti la carta, o complicazioni tecniche inerenti la procedura di presa dell'impronta, o cose simili.

Ma sta di fatto che l'impronta digitale sulla carta d'identita' e' prevista. E nessuno se ne e' mai lamentato, che io sappia.

E poi ripeto, mi sono sempre stupito del perche' tale possibilita' aggiuntiva di identificazione non sia mai stata sfruttata. Avete idea di quanti esibiscono carte d'identita' fasulle, ancorche' con foto corretta?
Se vi fosse anche l'impronta digitale, basterebbero 30 secondi in un qualsiasi posto di polizia per smascherare il cambio di identita'.

Un saluto affettuoso a tutti i bloggers e a Dragor in particolare, che leggo sempre con piacere.

Max Banjoman

marianna

Caro Dragor sono venuta per darti la buona notte ma non mi è piaciuta la maniera semplicistica con cui hai liquidato il mio punto di vista.
A me, confermo, non piacerebbe mi prendessero le impronte digitali e penso che non piacerebbe a parecchi di noi.Siamo italiani ed emotivi.
Tu e qualcun altro non vedete il problema, mi sembra di capire.
Io non capisco voi.
Se c'è una persona che non ha problemi a presentare la propria identità, quella sono io. L'ho sempre fatto anche sul blog e fin dal primo giorno proprio perchè non ho motivo di essere diversa da quella che sono. E sono una persona che dice molto di sé(io lo considero un pregio).
Rispetto chi invece preferisce i nickname anche se,tranne casi in cui è necessario per forza maggiore,la cosa non mi piace proprio per niente.
Sono sincera, caro Dragor, tu non dai la possibilità a chi la pensa diversamente da te di esprimersi. Io lo so che tutto quello che è "cattolichese" non ti piace ma non posso essere un'altra persona.
Sicuramente non ho capito.... mettiamola così.
Un abbraccio.
Marianna

dragor

Cara Marianna, come dice Max qui sopra, perfino sulle carte d'identità nazionali italiane c'è lo spazio per l'impronta digitale. Perché l'impronta di un dito dovrebbe comportare più problemi di una fotografia? Faciliterebbe il compito della polizia per smascherare le false identità. Non riesco proprio a capire dove stia il problema. Fra l'altro in certi paesi, come in Corea, l'impronta digitale è utilizzata anche al posto della carta bancaria.
Dato il carattere del mio blog, il nickname costituisce l'unica garanzia di sopravvivenza dell'autore. Guarda che cos'è successo ad altri per molto meno. In ogni caso La Stampa è in possesso di tutti i miei dati.
Ho visto che c'è stata un'ondata emotiva a proposito delle impronte digitali, ma nessuno ha spiegato perché. Tutti si limitano a parlare di schedatura, dando per scontato che sia tale, senza spiegare perché valga solo per il dito e non per la faccia o per altri dati. Io almeno ho cercato di spiegare le mie ragioni.
Un abbraccio anche a te, good night
drgaor (journal inhtime)


Andrea C.

Quando nasceranno i miei figli correrò a registrarli sapendo che ne sarò del tutto responsabile fino alla loro maggiore età e che li condannerò a pagare le tasse. Ormai credo ci sia la possibilità tecnica di prendere le impronte a tutti ed il DNA a molti, facciamolo, a me ed ai miei futuri figli per primi.

dragor

Caro Andrea C., dietro qsuest'ondata emotiva contro le impronte c'è chiaramente un pregiudizio, visto che nessuno avanza argomenti ma solo anatemi e dichiarazioni di principio, giungendo a parlare d'odio e discriminazione. E questi pregiudizi sono manovrati da chi cerca di guadagnare posizioni di potere: la chiesa, come sempre, e la sinistra che ha bisogno di ricompattarsi attorno a qualche posizione.
Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Si' Max, ho l'impressione che questa polemica sia stata provocata ad arte, come spiego nel mio blog di oggi. Un saluto affettuoso anche a te.

dragor (journal intime)

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