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« LA VENERE DI GHEDDAFI | Principale | QUANDO FINISCE LA VITA »

02/09/08

Commenti

Alberto

Ciao Dragor, come al solito sono d’accordo con te: la maggioranza degli italiani non sa l’inglese, me compreso. E purtroppo in molti casi nemmeno l’italiano: basta vedere quanti errori di ortografia ci sono sui forum dei vari blog (ma non nel tuo).

Cambiando discorso, trovo singolare che non ci abbia fatto sapere il tuo parere sulla difficile situazione in Georgia. E non hai risposto alla e-mail che ti ho mandato all’indirizzo che tu hai indicato sul blog. Ciao


Davide

Caro Dragor,

mi pare che tu esageri! Tra "sapere l'inglese" e "sapere l'inglese meglio di un madrelingua" mi pare ce ne passi parecchio...

Io me la cavo con l'inglese scritto, molto meno con quello parlato ma sono comunque in grado di sostenere una conversazione su argomenti vari anche astratti in maniera dignitosa. Certo, il mio interlocutore non si illuderà mai che io sia qualcosa di diverso da qualcuno che parla "un italiano anglicizzato", tuttavia se è paziente mi considererà appunto un interlocutore e non un soprammobile.

Alla madre di un mio caro amico, che doveva fare un viaggio da sola per raggiungere il marito, hanno preparato un foglio con scritto qualcosa come "sono italiana, devo andare a (indirizzo dell'albergo), non parlo inglese, fate di me ciò che volete": tra me e questa sventurata c'è una differenza, forse lieve, che mi piace rimarcare :p

marianna

Carissimo Dragor, ci hai distrutti!!
Io non conosco l'inglese e mi dispiace perchè la cosa rappresenta un limite. Anche grosso, direi per i nostri tempi.
Il francese è quello scolastico. Pertanto non posso dire di conoscere il francese.
L'italiano?
A questo punto, dopo la severità dei tuoi giudizi, comincio ad avere qualche dubbio anche sulla mia "madre lingua".
Buona giornata!
Marianna

dragor

Caro Alberto, non ho scritto sulla Georgia perché volevo farmi un'idea della situazione. Ma lo faro' al più presto (sempre che la Georgia ci sia ancora)

Ho controllato la posta in arrivo e non ho trovato nessuna tua mail alla quale sarei stato felice di rispondere. Per sicurezza ti scrivo qui l'indirizzo

archly@hotmail.fr

Aspetto di sentirti. Ciao, a presto

dragor (journal intime)

dragor

E' vero Davide, basta mettersi d'accordo su che cosa s'intende per "sapere". Infatti molti inglesi parlano e capiscono l'inglese peggio di certi stranieri. Con questo post volevo far risaltare il fatto che molti dichiarano una "buona" conoscenza della lingua e poi non sono in grado di leggere correntemente un giornale o di capire tutte le battute umoristiche di una sit-com. Per quanto riguarda il secondo caso, mi ci metto anch'io.
Spero che alla madre del tuo amico non abbiano fatto proprio "tutto" quello che volevano ... :)
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Cara Marianna, credo che le lingue non si smetta mai d'impararle. Ho aperto il blog sulla Stampa per avere un contatto con l'italiano corrente e in questo tempo ho imparato una quantità di cose. Me ne accorgo confrontando i miei primi post con gli ultimi. Ecco perché "sapere" ha sempre un valore relativo. Ma secondo me non si si puo' affermare che si conosce una lingua se non si è in grado di leggere un giornale senza difficoltà o di capire delle battute di spirito che fanno ridere anche gli stupidi di madrelingua. Io mi metto in questa categoria e ritengo di non sapere l'inglese. Nello scritto capisco anche lo slang della Nuova Zelanda, ma nel parlato è già tanto se capisco 3 battute su 10 nelle sit-com. Cosi' per apprezzarle tutte devo umilmente ricorrere ai sottotitoli.
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Grazie a tutti per i vostri interventi, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

gobettiano

Quello di essere "rudi" trovo sia un buon metodo per indurre a riflettere. A meno di quei casi in cui le persone si fingono indignate dalla ruvidezza per svicolare dalla questione.
luigi

Amanda

Caro Dragor, concordo purtroppo con te.
Sia alle scuole medie che alle superiori avevo il massimo voto in inglese, ma quello era lo studio a memoria della grammatica (che poi con gli anni si dimentica). Quando viaggio in auto ascolto un cd di lingua inglese (speak-up) per mantenere la mente allenata sul riconoscimento delle parole e della pronuncia. Quando vado all'estero parlo inglese, ma non sono in grado di affrontare discorsi "impegnati".
Tutto ciò non basta. Il risultato è che conosco moltissimi vocabili in lingua inglese, e so farmi capire in una conversazione semplice. Tutto qui. Per sapere bene una lingua bisognerebbe parlarla tutti i giorni con tutte le persone che si incontrano, affrontando qualsiasi argomento e non soltanto di "ciao come stai, che lavoro fai..." (cioè le frasi basi su cui molti dicono "Sì conosco l'inglese")
E confermo: spesso gli insegnanti non conoscono ciò che insegnano- Una mia amica napoletana non sa affatto l'inglese, conosce solo le frasi base del libro di testo, eppure insegna in una scuola prestiosa in centro città. Terribile!! :)))


Teseag

Consoliamoci: ho assistito personalmente ad un tentativo di dialogo fra un cittadino di Portland (Oregon) ed uno di Atlanta (Georgia - U.S.A.). Non si capivano.
Tesea

homing pigeon

Ma che bel post, Dragor. Riesci sempre a sorprendere con il florilegio di temi differenti che inserisci nel tuo blog.

Questo ne è un buon esempio. Ora ci saranno i soliti difensori degli indifendibili italiani che diranno ma cosa vuoi da noi, l'importante è farsi capire (e quanti ne sento io in giro per il mondo di italiani che sparano strafalcioni da far piegare la gente dal ridere..., un giorno farò un compendio e lo pubblicherò), gli inglesi forse capiscono l'italiano?

Ma la cruda realtà è quella che racconti. Anzi, più la gente sa quelle otto parole da corso a dispensa, e più si vanta di parlare un inglese sopraffino, roba che nemmeno un traduttore simultaneo dell'ONU...

A chi mi chiede ma tu quante lingue parli, io rispondo sempre (non è falsa modestia, ma realismo) : bene solo una, l'italiano (e magari già pecco di presunzione). Le poche altre sono appendici che si frequentano per sopravvivere.

Guarda le combinazioni della vita. Proprio ieri sera ho ritrovato (e riletto con immutato diletto) un vecchio - 2001 - e gustosissimo articolo sulle colossali castronerie pubblicate nella versione inglese del sito di Palazzo Chigi, grazie ai prodigi di un traduttore automatico. Te lo mando via mail. Prometti di non cascare dalla sedia dalle risate.

a presto,
HP

Osman

Ciao Dragor,
E' un argomento molto serio.
Quello che dice è vero ma...
L'importante è di capire la lingua ufficiale.
Se riesco a seguire il giornale radio della BBC sì ma per quanto riguarda le sitcom non sono d'accordo.Ho seguito EastEnders, Coronation Street e Brookside ma non ho mai beccato una parola e non ero l'unico.
Ho appreso che degli americani vengono a posta a Londra per imparare a parlare come gli EastEnders.
Ho incontrato uno del Eastend in treno andando a Nizza:parlava con la gola e non dirmi che non so l'inglese!
Non dobbiamo considerare chi parla tale lingua è la lingua di riferimento.
Io non ho mai capito cosa dice l'attore Massimo Troisi.Anche in questo caso non ero solo.So che alcuni amici Italiani del Nord fanno fatica a seguirlo.
Fidati abbiamo tutti un problema di Listening ma non dobbiamo gettare la spugna.Io ho ripreso fiducia in me quando ho cominciato ad ascoltare i podcast su iTunes.E lì puoi anche imparare tutte le battute che vuoi.
Se non conosci la battuta non puoi capirla.
Dai una googlata a:
To Paint the fourth bridge.

Sono certo che tu sai cosa vuol dire a Birmingham Spaghetti Junction!Ma se la senti per la prima volta ti trovi in cucina!

Per quanto riguarda gli Italiani e l'inglese non sono d'accordo con te.Le cose sono cambiate e oggi i giovani che incontro se la cavano benissimo.
Su internet ci sono molti Italiani che partecipano ai forum di lingue e molti blog Italiani sono in inglese.
Ma a che cosa ti serve l'inglese se sei in Francia e non conosci il francese e nessuno parla l'inglese come alla SNCF?
Invece i ferroviari Italiani parlano l'inglese.

Per concludere il mondo di oggi non è quello dell'inglese ma del multilinguismo.
Per questo motivo molti specialisti come Claude Hagege e Umberto Eco sconsigliano l'inglese come unica lingua straniera a insegnare ai bambini.Claude Hagege teme la morte delle altre lingue mentre Umberto Eco come te è per l'esperanto.
Devo aggiungere un'ultima cosa.Inglesi e americani pensavano di cavarsela nella vita soltanto con l'inglese.Oggi a Londra le aziende preferiscono assumere uno straniero che sa bene l'inglese che un inglese che non conosce una lingua straniera.A fine legislatura Tony Bair aveva stanziato un fondo per esortare i giovani a imparare una lingua straniera.Perché l'inglese oggi non basta...per un anglosassone.
Serena notte.
Osman

dragor

Luigi, la valutazioen della conoscenza di una lingua è sempre relativa. Ho cercato di stabilire un punto fisso con queste due prove (che per quanto riguarda la seconda, io non riesco a superare). Se non sai leggere un giornale correntemente e non capisci un humour che in Inghilterra fa ridere anche le massaie illetterate, non puoi direr di sapere l'inglese
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Si' Amanda, la conoscenza scolastica di una lingua straniera equivale a una non-conoscenza. Una lingua va vissuta ed è anche per questo che ho aperto un blog sulla Stampa. Grazie a voi il mio italiano è migliorato moltissimo, basta vedere i miei primi post. Prima scrivevo in una lingua accademica, adesso (credo) di scrivere in una lingua colloquiale. Ma ribadisco che, se non si è in grado di leggere senza difficoltà un giornale e non si capiscono delle facili battute umoristiche, non si puo' dire di conoscere "bene" una lingua
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Cazra Tesea, probabilmente non li avrei capiti nemmeno io :-)
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Osman, proprio per questo ho suggerito Absolutely Wonderful. E' piuttosto Westender e gli attori parlano una lingua pseudo-snob. Cosi' non ci sono scuse: se non li capisci, significa che non padroneggi abbastanza la lingua. Quanto alle battute, nei sottotitoli le capisco tutte. Cosi', se non le capisco nell'audio, la colpa è mia e non delle battute :-)
Sulla conoscenza dell'inglese da parte degli italiani (e dei francesi) insisto a dire che per la maggior parte i sedicenti fluent speakers non riescono a capire un giornale. E se non sai laggere un giornale, come puoi dire di padroneggiare una lingua?
Sono d'accordo con te, sarebbe ora che inglesi e americani si decidessero a imparare una lingua straniera. Ne abbiamo abbastanza di gente che viene qui come in colonia e chiede al primo venuto "where is the sea?"

dragor

"Sono appendici che si frequentano per sopravvivere": una bellissima definizione, HP, che esprime il giusto atteggiamento di quando si usa una lingua straniera per causa di forza maggiore. Un atteggiamento modesto che è anche una garanzia di progresso. Infatti non si finisce mai d'imparare una lingua, compresa quella materna.
"Buona" conoscenza ha un valore relativo. Se ti permette di fare i tuoi business senza farti fregare è buona, ma se la stessa conoscenza non ti permette di leggere correntemente un giornale o di capire delle battute umoristiche che capiscono anche i cretini di madrelingua, allora è pessima. Dipende dai punti di vista. Del resto ci sono differenze anche fra chi parla la stessa lingua.
Grazie per i prodigi del traduttore automatico a palazzo Chigi. Non sono caduto dalla sedia solamente perché ero steso sul letto... :-)

Ciao, a presto

dragor (journal intime)

maxgiordani

io speriamo che me la cavo

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