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26/11/08

Commenti

marianna

Complimenti vivvissimi per il pezzo scritto in maniera elegante come solo tu sai fare quando ti metti d'impegno.
Superlativo l'accostamento, con dettagliata spiegazione tecnica, al brano musicale diJohn Coltrane e all'arte in fieri di un pittore cubista.
Dico questo non per piaggeria quanto per sottolineare ancora una volta la qualità di un certo tipo di scrittura, che diviene poi piacevolissima lettura.
In merito alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo ci risparmino le autorità commemorazioni melense e vadano a verificare invece lì dove di essi non c'è traccia. Possibilmente per "fare". E non per stare a guardare o blaterare.
Un abbraccio affettuoso e buona giornata!
Marianna

marianna

Ho scritto il commento e TYPE PAD non lo evidenzia!
Cominciamo?
Marianna

marianna

SONO STUFA DI PERDERE TEMPO PER VEDERE COMPARIRE UN COMMENTO!!!

Osman

Ieri ho visto la bozza di questo post poi è scomparso!
Non si vede bene se Coltrane suona un clarinetto o un sax soprano.Non riesco a distinguere!Ha anche suonato il flauto in altre occasioni.
Quanto ai diritti Umani il cammino è ancora molto lungo.
Tutti i paesi firmano tutte le convenzioni internazionali(diritti umani,inquinamento...) ma le rispettano in pochi.
Il cattivo esempio viene sempre dato dalle nazioni civili.Basta ricordare Abu Ghoraib e Guantanamo.

Osman

dragor

Caro Osman, no, John Coltrane non ha mai suonato il flauto. Ha sempre suonato il sax tenore e a partire dal 1961 anche il soprano. Il flautista che si vede nel video è Eric Dolphy, aggregato non si sa bene perché al celebre quartetto. Il sax soprano è di metallo e molto più largo del clarinetto, che è di legno verniciato di nero.

Che occhio! Ieri hai visto la bozza perché volevo salvarlo per pubblicarlo oggi ma per sbaglio l'ho pubblicato. Cosi' l'ho ritirato subito dopo.

I diritti umanbi li rispettano in pochi perché manca la tensione morale e tutti ascoltano la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo come una vecchia canzone alla quale non si fa più caso. Ecco perché questa canzone va reinventata e interpretata come fa John Coltrane con My Favorite Thing.

Grazie per la visita, buona giornata, a presto

dragor

Si'cara Marianna, in questo caso "fare" significa interpretare e reinventare. Riempirsi la bocca di parole come democrazia, libertà ecc. è come cantare My Favorite Things come Julie Andrews: quando hai sentito e risentito la canzone, non ci fai più caso. I diritti umani vanno reinventati e interpretati come fa John Coltrane con la vecchia canzone. Penso che il jazz sia una scuola di vita. Mai eseguire il tema sempre allo stesso modo ma variarlo secondo l'estro. Di monotonia si muore

Grazie per l'apprezzamento, un abbraccio, a presto

Alex

Terrible ce post. C'est vrai que la partition des droits de l'Homme devrait être interprétée comme le Jazz. La musique de Jazz n'est vivante que si elle est jouée "Live" ; ça devrait être la même chose pour les droits de l'Homme...

A propos de live, Universal vient de rééditer un chef d'oeuvre, Eric Dolphy at the Five Spot :
http://www.deezer.com/#music/playlist/8
(Piano : Mal Waldron ; Richard Davis : contrebasse ; Ed Blackwell : batterie ; Booker Little : trompette)
Alex

Osman

Alex!
Le lien ne s'ouvre pas.J'ai du aller les repecher dans ta playlist.Deux mrceaux de Eric Dolphy:The prophet et Fire Wlatz.

http://www.deezer.com/track/1565761

http://www.deezer.com/track/2313713

Osman

dragor

C'est ça Alex, les Droits de l'Homme ne sont vivants que s'ils sont joués live. Le jazz est aussi une école de vie. Dire et faire toujours les mêmes choses sans variations sur le thème, ça veut dire tuer la vie et mourir avant l'heure.
Le lien d'Eric Dolphy ne s'ouvre pas, mais Osman nous a fourni deux autres liens. De toute façon je prefère de loin John Coltrane :-)
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Osman, grazie per i link. Una volta Eric Dolphy era considerato l'avanguardia, oggi sembra un pezzo da museo
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Grazie a tutti per la vostra visita, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

gobettiano

Post tambureggiante come il ritmo tenuto da Elvin Jones. E' un bel modo per ricordare un anniversario e soprattutto che troppo lavoro rimane ancora da fare.
luigi

I commenti per questa nota sono chiusi.