La mia foto
Blog powered by Typepad
Iscritto da 03/2006

compt


provenienze

contatori

paperblog

REMEMBERING ADELE

  • ciaoadele

blogpoll

« VIVA WILLIAMSON | Principale | LA SINISTRA VITTIMA DELLA CORRETTEZZA POLITICA »

28/01/09

Commenti

marianna

Condivido in pieno questa scelta che è stata fatta in Rwanda per i notevoli benefici che sarà in grado di apportare e non solo nel settore della salute.
Avere dimistichezza con certe tecnologie è importante a tutte le età e in qualunque luogo.
E' una forma di alfabetizzazione come quando a scuola s'impara a leggere e a scrivere.
Acqua, aiuti alimentari e altro vengono di conseguenza se sai gestirti la vita.
Una bella e valida notizia, che conferma le ottimali scelte politiche del Rwanda.
Un abbraccio.
Marianna

irenespagnuolo

Splendida notizia, Dragor!
Semplicemente verrebbe da ricordare che la necessità aguzza l'ingegno...Ma qui c'è di più: una concretezza di intenti ed organizzazione che fa proprio ben sperare. Insomma, quando progresso e tecnologia vogliono davvero essere strumenti intelligenti...
:))
Irene

gobettiano

Fantasia e buonsenso al potere e tecnologia davvero al servizio dell'uomo. La telemedicina è una delle frontiere da seguire. Bene che gli esempi vengano da un paese africano.
luigi

dragor

Cara Marianna, è una nipote di mia moglie, attualmente in visita da noi, che mi ha parlato di questa iniziativa e mi ha dato il materiale illustrativo. L'iniziativa mi ha ricordato l'assistenza sul territorio che si faceva in Australia per radio e oggi per internet. Credo che anche in Europa farebbe comodo qualcosa di simile

Un abbraccio, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Proprio cosi', cara Irene: per una volta il progetto non è un pio desiderio ma una gloriosa realtà. Una cosa insolita per l'Africa, dove di solito si parla molto e si fa poco. Ma i tutsi al potere hanno deciso di sfoderare il loro lato "germanico" e rimboccarsi le maniche

dragor (journal intime)

dragor

Si' Luigi, mi sembra strano che questo tipo di assistenza non ci sia anche in Europa. Credo che almeno in questo caso il Rwanda possa darci una lezione sull'arte, come dicono gli inglesi, di fare di necessità virtù. Ciao

dragor (journal intime)

I commenti per questa nota sono chiusi.