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25/02/09

Commenti

Alberto

Caro Dragor, credo che il problema che tu affronti in questo post vada affrontato in modo più generale. Il problema non è la fame, ma la mancanza di risorse che affligge tutto il pianeta. Tu stesso dici che i cereali scarseggiano perchè gran parte della produzione agricola viene impiegata come combustibile (=biocarburanti). E che in molti paesi non si produce abbastanza cibo perchè si tende a produrre thè, caffè, cioccolata e altri generi “di lusso”.

Ne consegue che non è la speculazione la causa del problema, semmai è la conseguenza: quando un bene scarseggia, il suo prezzo aumenta, non c'è niente da fare! E' successo la stessa cosa con il petrolio, ricordi? Pochi mesi fa era a 150 dollari il barile, e se non veniva la crisi a quest'ora era arrivato a 200!

Quindi, aumentare la produzione di cereali per sfamare il mondo. Va bene, si può fare. Yes, we can. Ma dopo? Dopo che li hai sfamati che fai, li lasci lì? Avranno pur diritto ad una casa, un lavoro, un'automobile. E un computer, glielo vuoi negare? Ma tutto questo costa...

E arriviamo al dunque: la Terra può reggere questi ritmi? Può sfamare e far vivere decentemente 7 miliardi di persone? Che stanno per diventare 8? Secondo me no.

Sia ben chiaro, io non voglio la morte di nessuno. Ma è bene che ognuno si prenda le proprie responsabilità. I governi e anche i singoli individui. Occorre che l'Onu ponga un serio limite alle nascite perchè se la popolazione mondiale continua a crescere a questi ritmi, fra 100 anni avremo (avranno) dei problemi tali che al confronto quella di oggi sembrerà un'età dell'oro!

Biz

Sono d'accordo, giustissimo post.
(lo ammetto, con te non sono quasi mai d'accordo ... per cui domani nevicherà viola, preparati :-)

Tesea

Tutti gli abitanti del mondo che ha fame sono sopravvissuti nei secoli fino ad oggi, senza che nessuno li andasse a nutrire. Magari, se smattessimo di sfruttare ai nostri fini il problema, forse riuscirebbero a risolverselo molto meglio da soli.
Tesea

marianna

Molto interessante il punto di vista della giornalista e dettagliato giustamente mirato il tuo post.Condivido tutto.In particolare il discorso sui biocarburanti, che trovo un osceno inganno ai danni dei Paesi in via di Sviluppo.
Eppure i politici locali in molti Stati si sono imbarcati su questa strada.
A dimostrazione che si specula in tutto e per tutto sull'argomento fame.
Molto meglio smettere di gridare "al lupo! al lupo!"
quando i lupi voraci sono in casa.
Se ci fosse volontà politica in primis, affiancata da quella economico-finanziaria, parecchie cose potrebbero cambiare.
Ma così non è.
Marianna

dragor

Sono d'accordo Alberto, l'umanità avrebbe bisogno di un massiccio controllo delle nascite come ha fatto la Cina che infatti ha migliorato enormemente le sue condizioni economiche. Visto che le risorse non riescono a tenere il passo della crescita, bisogna ridurre la crescita. Quando pensi che gli abitanti dell'Africa sono raddoppiati in 50 anni...

dragor (journal intime)

dragor

Grazie Biz, sei sempre il mio blogger preferito. Perché non pubblichi un po' da noi? :-)

A presto

dragor (journal intime)


dragor

Tesea, sono sopravvissuti proprio perché nessuno li andava a nutrire. La natura è un'eccellente amministratrice e si preoccupa di eliminare lo stock eccedente, in modo che quello superstite possa sopravvivere. Se turbi questo equilibrio, sono guai

dragor (journal intime)

dragor

Si' cara Marianna, i biocarburanti sono l'ennesimo sfruttamento dei paesi in via di sviluppo. Il loro mais e il loro zucchero vanno a sosotituire il petrolio nei paesi sviluppati i quali hanno pure il coraggio di piagnucolare sulla fame nel mondo. Lacrime di coccodrillo

Buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

gobettiano

La cosa peggiore della vicenda è che un sacco di gente sentendo che "sono stati stanziati Xx miliardi di $ per..." si sciacqua la coscienza e pensa che l'occidente ha risolto la faccenda.
La consueta ignobile abitudine ad autoassolversi e nascondere la testa non nella sabbia ma nel letame.
luigi

morez

che dire? sottoscrivo appieno... aggiungerei solo una cosa: lo sviluppo della agricoltura locale. La diffusione di tecniche e metodi di coltivazione più redditizi (non necessariamente attraverso la chimica... in paesi dove si raccoglie due volte l'anno, se solo si potesse usare l'aratro regolarmente, si aumenterebbe la produttività non di poco), e la costruzione di pozzi...

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