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REMEMBERING ADELE

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« Foggia come Little Rock | Principale | Suicidio d'onore »

04/04/09

Commenti

Antonio Cracas

Molto bello questo post (non è l'unico), condivido pienamente.

Ciao
Antonio

homing pigeon

ciao Dragor,

questo parallelo tra suonare e scrivere è bellissimo. Ci sono evidenti affinità, e condivido la percezione del significato di avere un blog. Scrivere per il piacere di scrivere. Senza obblighi. Senza scadenze.

Hai scritto di nuovo una di quelle cose che viene voglia di leggere. E rileggere. E rileggere ancora.

Buon weekend, Dragor, a presto,
HP

bourbaki

hai ragione, dragor, è delizioso fare qualcosa per puro piacere, senza obblighi, scadenze, e anche senza prendersi troppo sul serio
bourbaki

Pim

Sono completamente d'accordo con te: hai descritto con parole superbe la medesima sensazione di serenità che provo quando scrivo qualcosa per il blog.
Non a caso avevo riportato tempo fa un brano di Leopardi che, con altri termini, diceva supergiù le stesse cose:
http://pim.blog.lastampa.it/scrivere_i_risvolti/2009/03/felicit%C3%A0-da-me-provata-nel-tempo-del-comporre-1.html
Nessuna ansia da prestazione, solo il piacere di esprimermi in piena libertà. Non devo rendere conto a nessuno, tranne ai miei fantasmi.

Buon fine settimana, a presto.
Pim

Antonio Cracas

Mi permetto però di aggiungere una cosa: bisognerebbe essere coerenti con quello che si pensa, quello che si suona, ed in modo particolare quello che si scrive.

Ciao

marianna

Carissmo Dragor, sono in perfetta sintonia con quanto scrivi.
Il post mi piace particolarmente per il parallelo con i musicisti di strada.Io non so suonare niente, nessuno strumento musicale.E mi dispiace.
D'oggi in poi guarderò la mia tastiera come un pianoforte, un violino, un flauto.
Grazie. Bellissima motivazione.Sempre in crescendo.
Un abbraccio.
Marianna

 dragor

Antonio, grazie per l'apprezzamento. Pero' vorrei farti notare che, tecnicamente parlando, lo swing è incoerenza

Buona domenica

dragor (journal intime)

 dragor

HP, ho la sensazione che fra i blogger serpeggi il trac, ecco perché ho scritto questo post. Qualcuno mi sembra ossessionato dalle visite, dalle classifiche o dalle frequenze, tutte cose che trasformano lo svago in lavoro. Ma com'è noto, è l'homo ludens a dare il meglio di sé. L'homo faber, poveraccio, sconta la condanna biblica.
Grazie per le tue belle parole, buona domenica

dragor (journal intime)

 dragor

Pim, è la stessa serenità che si sprigiona dal tuo blog, dove anche i fantasmi sono sereni. Quando imparavo a fare il blogger, ti ho sempre considerato un punto di riferimento. Buona domenica, a presto

dragor (journal intime)

 dragor

Si Bourbaki, questo è lo spirito giusto. Ho l'impressione che a volte fra i blogger serpeggi troppa serietà. In fin dei cointi il blog dovrebbe essere un momento di evasione. Per lo stress c'è già il lavoro

Ciao, buona domenica

dragor (journal intime)

 dragor

Cara Marianna, adoro l'esperienza musicale perché si puo' trasferire in ogni campo. La musica è un linguaggio senza parole, ma la parola non puo' essere un linguaggio senza musica. Ecco perché la tua immagine mi sembra molto efficace: la tastiera del computer come la tastiera di un piano. Se si potesse creare le emozioni in modo altrettanto diretto...
Buona domenica, a presto

dragor (journal intime)

Antonio Cracas

Perché swing è incoerenza?
Swing è dondolamento, è quel tiro, quella pulsazione che permette al piedino di chi ha un minimo di sensibilità di muoversi battendo il tempo (ahimè, spesso solo in battere). E poi, da esperto quale tu sei, sai che non esiste solo lo swing. la mia coerenza consisteva nel fatto che esiste solo la musica buona o quella cattiva. Bravi musicisti e non.
Non ha importanza il genere che si suona.
Devo dire che mi hai un po' deluso con questa tua risposta.

:))

Buona domenica

 dragor

Antonio, swing non è un semplice dondolamento,che sarebbe coerente. Swing significa accentuare la melodia in modo diverso dal ritmo, in modo che l'accento cada un po' prima o un po' dopo, e cambiare sempre la posizione dell'accento in modo da creare la sorpresa. Musicalmente si puo' raffigurare con la sincope. Cosi' la melodia risulta incoerente con il ritmo, nel senso che non coincide e a volte sembra addirittura andare in controtempo. E' il contrario della monotonia e da questo dipende la sua attrattiva. Naturalmente si puo' anche scrivere con swing :-)

Ciao, a presto

dragor (journal intime)

Antonio Cracas

Non è proprio così, o meglio, questa è la tua interpretazione.

Dal punto di vista ritmico lo swing ha un preciso modo d'essere rappresentato ed interpretato, poi si può interpretare come terzina con pausa interna al movimento, in modo più moderno, per intenderci più simile al be-bop.
Tuttavia non vedo alcuna contraddizione i questo, anzi delle scelte ben precise, è questione d'interpretazione, più o meno moderna, o tradizionale: ma lo swing è unico. Scusa ma almeno in questo permettimi di capirne qualcosa.

Se lo ritieni opportuno dai un'occhiata a questo link:
http://bloggandojazz.blogspot.com/2008/06/lera-dello-swing.html

Grazie. Ciao

Amanda

Caro Dragor, ed io che pubblico racconti allora? Mi comporto esattamente come il musicista di strada, provo un infinito piacere nel raccontare, e credo che i lettori lo capiscano subito, e nel mare di Internet c'è sempre qualcuno che passa e lascia la sua monetina- commento.

Un caro saluto dalla Sicilia :))

 dragor

Antonio, tu e io possiamo trovare coerente la ricerca della sorpresa che crea tensione e impedisce all’attenzione di rilassarsi, perché fa parte della nostra cultura musicale. Ma chi rifiuta il jazz e in generale la musica con swing è sconcertato da questa differenza e vorrebbe una coincidenza perfetta, rassicurante e prevedibile. E’ una questione di punti di vista, quindi credo che le nostre interpretazioni possano coesistere. E’ vero, anche la terzina di crome può dare un esempio di swing, perché bisogna mettere tre note dove c’è posto solo per due e fatalmente la nota rubata si bilancia sulla cadenza. Ma se ci pensi, è un’altra forma di sincope. Non per niente ho notato che i nemici di Claude Débussy, che usa spesso la terzina di crome, spesso sono i nemici del jazz.

Il post che mi segnali è molto interessante per l'inquadramento storico, pero' tecnicamente non ridurrei lo swing a una semplice "scansione ritmica molto evidenziata". Swing è dialogare con il ritmo, a volte seguendolo, a volte scavalcandolo, a volte anticipando e ritardando, in modo da creare una serie interminabile di sorprese. Cosi' nasce la meravigliosa tensione che noi amiamo tanto e che qualcuno detesta

Ciao, a presto

dragor (j ournal intime)

 dragor

Amanda, tu sei un modello. Il 6 aprile sarai un'invitata speciale alla mia festa di bloggeanno, non mancare!
Grazie per esserti ricordato di me mentre sei in vacanza nella tua bella Sicilia. Stavi già cominciando a mancarmi :-)

Buona domenica

dragor (journal intime)


Antonio Cracas

Abbi pazienza Dragor, non voglio innescare una polemica, tra l'altro fuori argomento. Lo swing, per un jazzman, è un modo di interpretare un brano ben definito, che risale ad epoca storica e musicale identificabile in modo indiscutibile da ogni esperto, con linee guida ritmiche indiscutibili e poco contraddittorie.

Sarebbe bastato che per ribattermi avessi usato, anziché lo swing, il be-bop, o meglio il free: sarebbe stato più calzante, sia in ambito armonico e ritmico, in cui le contraddizioni di un'era ben precisa aveva creato i presupposti per suonare in modo contraddittorio, sconvolgendo gli schemi.

Per i non addetti ai lavori, sarebbe stato più logico da parte tua citare il rock anziché la mazurka.

Non te la prendere se non si è esperti in tutto: "Meglio avere dei dubbi che delle false certezze".

Buona domenica, amico mio

 dragor

Caro Antonio, nessuna polemica. Secondo me è una questione di linguaggio. Tu tendi ad attribuire a swing un significato storico e culturale, rapportandolo a un'epoca ben precisa come del resto il be-bop e gli stili che sono seguiti. Certo, esiste uno stile swing reso celebre soprattutto dalle big band dell'epoca. Per me invece è una questione tecnica, un modo di suonare che si puo' trovare anche al di fuori del jazz, che trascende le epoche e gli stili. Si', il be-bop è stato uno stile rivoluzionario e il free anche, ma la "rivoluzione" dello swing (utilizzo questa parola in senso generale, non stilistico, e al limite si potrebbe usarne un'altra) consiste nello svincolarsi dalle regole che vorrebbero la melodia cadenzata come il ritmo, oppure il ritmo secondario cadenzato come il ritmo principale, instaurando al posto della cadenza monotona un dialogo creativo. E questo si puo trovare nel jazz come nella musica etnica europea, in quella africana, in quella indiana. A questo proposito, ti segnalo un articolo molto esauriente

http://fr.wikipedia.org/wiki/Swing_(musique)

Purtroppo manca la versione italiana

Ciao, a presto

dragor (journal intime)

Antonio Cracas

C'è anche in italiano, amico mio,
http://it.wikipedia.org/wiki/Swing

e ripete il concetto noto a tutti gli amanti del Jazz (non l'ho scritta io questa nota su Wiki) :)

Diciamo allora, che tu per swing intendevi quello che dalle mie parti chiamiamo "tiro". Ossia, quell'anticipare o ritardare (a seconda del brano, ballad, struttura blues, anatole, o quello che ti pare) in grado di “toglie il respiro” a chi ascolta, creando un rotolamento emozionale molto diverso dal dondolio puro e costante dello swing, che grandi maestri del jazz hanno saputo rappresentare con maestria: vedi, ad esempio, per quanto riguarda la pulsazione ritmica, Elvin Jones o Jack Dejohnette.
In pratica quell'emozione che fa scaturire ai jazzman anglosassoni un Yehaaa!!!!, quando suoni con loro.

Ciao, per me è sempre un piacere parlare del linguaggio dell’anima: la musica.

irenespagnuolo

Beh mi inserisco fuori dal bellissimo e dotto scambio di "note" musicali tra te e Antonio per inserirne una stonata...o fuori dal coro. Potrei anche fare un clap clap al post. Ma me ne discosto un pò. Il blog non è un lavoro. E scrivere è un piacere. Ma senza lettori è decisamente meglio il diario di casa. Forse devo solo chiudere qui, hai ragione Dragor. Non mi prendo sul serio nella vita...ma di certo qui mi aspetto visite, lettori, commenti. Si, sono destinata alla condanna biblica.
Ma, chissà perchè, mi sento serenamente onesta :))

Bacioni
Irene

Tesea

Mi fermo sempre con una certa commozione ad ascoltare i pezzi di musica classica suonati nei centri delle città. Non nego mai una moneta all'interprete, così come a chi, in difficoltà, chiede accompagnato da un cane (o altro) manifestamente amato e non narcotizzato e sfruttato per l'occasione.
Tesea

 dragor

Irene, infatti il mio blog è un journal intime, un diario di casa. Ma pubblicando sul net, lo dividi con tutti. Se non ti legge nessuno, sarà sempre il tuo diario di casa. E' come la scommessa di Pascal, hai tutto da guadagnare e niente da perdere : -)

Un bacio anche a te, buona notte, a presto

dragor (journal intime)


 dragor

Si' Antonio, adesso ci capiamo. Fra l'altro questo "tiro" rende molto bene l'idea, perché la musica senza "tiro" è irrimediabilmente floscia.

Buona notte, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Tesea, il problema è che molti s'improvvisano artisti di strada senza saper fare niente. A quel punto sarebbe meglio che chiedessero l'elemosina senza disturbare con rumori pseudoartistici chi sa suonare sul serio.

Buona notte, a presto

dragor (journal intime)
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A TUTTI: PER VEDERE IL SEGUITO DEI COMMENTI E LE RELATIVE REPLICHE, CLICCATE SULLA PICCOLA LINEA CHE VEDETE QUI SOTTO. GRAZIE

dragor (journal intime)

gobettiano

Credo che tu suoni diversi strumenti.
E' un elemento emotivo-passionale che ha generato anche questo post. Una presona dal carattere freddo non avrebbe potuto scriverlo (ma neppure altri post). E soprattutto è molto, molto vero.
Luigi

zia elena

Dragor,

sono perfettamente d'accordo con te.

Ed il paragone con la musica di strada calza a pennello.

Buona settimana.

Elena

rottasudovest

sono con bourbaki: non prendersi sul serio!! a volte mi diverte leggere tutti i conti che si fanno, i controlli ai web aggiornati, come apparire in wiki... cose che io non sapevo neanche!!! :))
penso anch'io che sia divertente perché non è un lavoro e perché hai l'immensa libertà di dire quello che vuoi, come vuoi e quando vuoi e di condividerlo con il mondo. Questa è la cosa bella, en mi opinion, claro!
ciao dragor!

Amanda

Buon bloggheanno Dragor!
Felice di essere ancora qui, noi superstiti...

(Irene, vedrai che si risolve tutto, abbi ancora un poco di pazienza,dai :)

irenespagnuolo

Grazie Amanda...:))
"Purtroppo" la pazienza non mi è mai mancata. E questo forse che mi ha fregato...Sono andata avanti! Ma adesso forse dovrei eclissarmi da qui...ci penserò su con calma, tanto i miei tre lettori possono leggermi su altri blog.
Baci
Irene

piras

uhm ..

faccio parte della categoria di quelli che hanno qualche problema con la scuola.
Vabbé. Ciao Dragor!

Biz

Mi piace questo tuo scritto, lo condivido.

Letto anche il dibattito sullo swing.
Quale "jazzemano", dico la mia e secondo me hai ragione Dragor, anche se Antonio ha detto cose corrette (da batterista che suona).
Ma lo swing è effettivamente qualcosa di più ampio.
"Don't mean a thing if ain't got a swing ... du du du du du du dibidabidab!"

 dragor

Ciao Biz. Ti ho citato nel mio ultimo post! Devi essere telepatico.

Un abbraccio

dragor (journal intime)


maxgiordani

Splendido!
Che altro dire...

Ciao Drag. Ti leggo sempre!

demata

Io, nel 1985, suonavo il sint (Roaland a batterie) nella metro di Chatelet a Parigi.

Capisco cosa intendi dire.

La mia più grossa soddisfazione furono i flick che un giorno mi cacciarono, spiegandomi che non mi sequestravano lo strumento (come di legge) perchè ero bravo.
Cambiai stazione per una meno frequentata, dai flick e dai passeggeri, purtroppo.

Dopo un po' dovetti ripartire da Parigi (la mia fonte di sostentamento primaria era finita), ma "quella monetina" non me la scordo.

Bello vedere il blog come un musicista di strada.
Ci penserò su.

Ciaooo.

 dragor

Grazie Max. Anch'io.
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Demata, con tutti i rumori sgradevoli che dobbiamo sopportare e che nessuno si cura di far cessare, il fatto che la polizia se la prenda con i suoni gentili dei musicisti
la dice lunga sul posto che la buona musica ha nella nostra cultura. Si tollerano i rumori, non la musica, forse perché la musica rappresenta il piacere e i rumori il lavoro

Ciao, a presto
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Grazie a tutti per la vostra visita e i vostri commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

 dragor

Grazie cara Elena, buona settimana anche a te
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Piras, in una società che organizza perfino le vacanze come un lavoro, a volte è difficile liberarsi dal condizionamento per dedicarsi al vero piacere
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Ciao a tutti

dragor (journal intime)

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