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23/06/09

Commenti

marianna

Mi auguro, carissimo Dragor, che nel tempo tutti questi condizionamenti possano davvero sparire proprio per via dell'evoluzione dei costumi.E senza creare conflittualità e/o complessi.Naturalmente.E sarebbe bellissimo.
Del resto, quando io ero bambina, in chiesa non si entrava(parlo per la donna) se non con il capo coperto dal velo.
Io ,per esempio, avevo costretto mia madre a comprarmene uno, perché volevo assolutamente imitare le donne grandi.
Pian piano poi,dopo il Vaticano II e tutte le rivoluzioni, che hanno reso la nostra società sempre più laica, il velo è sparito e nessuno se ne è accorto.Senza traumi, per fortuna.
Anzi oggi, nelle chiese,in particolare d'estate, si esagera in senso opposto quanto a nudità da parte delle giovani donne.Certamente il troppo stroppia....
Un abbraccio e buon pranzo.
Marianna
PS.
Adesso sai che Marianna da bambina faceva i capricci perché voleva il velo...

matzudaira

Mi fa piacere constatare Dragor che questa volta la tua, a mio avviso giusta critica nei confronti del velo, è stata estesa anche ad altri simboli religiosi che vengono imposti ai credenti di qualsiasi religione essi siano.

Ma c'è qualcosa che, se possibile, è ancora più intollerabile. L'esposizione/imposizione di simboli religiosi nei luoghi pubbblici. Lo so che la più civilizzata Francia ha già provveduto a vietarli, ma qui in uno degli stati più bigotti dell'unione, siamo ancora costretti, in barba alla nostra stessa Costituzione, ad assistere a processi in cui crocifissi mastodontici penzolano sopra la scritta "la legge è uguale per tutti", od appesi in aule dove la metà degli studenti non è cattolica.
Recentemente poi, la chiesa, forse perchè si sente mancare il terreno sotto i piedi, ha cominciato a piazzare croci e madonne a destra ed a manca, un po' come le bandierine del Risiko, l'ultima è il "Cristo Pensante" (2.500 kg di Cristo e 700 kg di croce), piazzato 'n coppa a cima Castellazzo (2.333mt) con l'ausilio di due elicotteri dell'esercito. Lo scopo secondo la curia, che dimostra essere dotata di senso dell'umorismo, è quello di "avvicinare i giovani a Cristo"...

Alex

Tu ne peux pas faire le bonheur des gens contre eux, Dragor. D'ailleurs, la personne qui porte le voile, la burqa, la guépière...te répondrait qu'elle exerce dans sa vie privée sa liberté de conscience prévue par la constitution.
Alex

Tesea

E se il divieto del burka fosse ispirato più a interessi mercantili che ideologici, per costringere anche chi ne farebbe a meno di comprare e indossare le porcatine che la moda consumistica propone?
Tesea

dragor

Cara Marianna, anch'io da bambino facevo i capricci perché volevo la kippa. I bambini vogliono imitare gli adulti. Ecco perché la libertà di scelta comincia con un'educazione priva di condizionamenti. A proposito di nudità,nella chiesa di S.Maria Novella a Firenze una guardiana ha costretto mia figlia a coprirsi con un indumento che sembrava fatto di papier-toilette. O almeno, cosi' ha detto Minou...
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Matzu, tornero' presto sull'esposizione dei simboli religiosi in Italia. In ogni caso non sono più subiti passivamente come una volta. Il giudice Tosti si è battuto contro i crocefissi nei tribunali. E in mancanza di reazione laica, quelli nelle scuole sono contestati dai musulmani!
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Grazie per la vostra visita, buon mercoledi', a presto

dragor (journal intime)

dragor

Alex, si les gens ne connaissent pas leur bonheur, bien sur je peux le faire contre eux. Qui est privé du choix ne s'en aperçoit pas, il faut lui rendre cette liberté. Le port de la burqa et d'autres voiles islamiques est une affaire publique comme l'exhibition de la croix gammée: la propagande d'une idéologie raciste
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Tesea, è più che altro un'affermazione di principio, dato che qui di burqa non se ne vedono. Se dovessero contare sulle ex portatrici di burqa, i poveri commercianti creperebbero di fame
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Ciao a tutti, grazie della visita, a presto

dragor (journal intime)

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