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25/06/09

Commenti

Pim

Prima di queste elezioni sostenevo che, a prescindere dall'esito, sarebbero state comunque l'atto finale del regime di Ahmadinejad. Troppo forti le istanze di libertà del popolo iraniano, che ha un'età media molto bassa e costituisce perlopiù un ceto borghese moderno.
Cosa succeda ora nei centri di potere a Teheran, a Qom e nelle altre città resta un mistero. Il timore è che si arrivi ad un ulteriore giro di vite, ma è possibile, se non probabile, una qualche forma di accordo tra regime e opposizione. Il punto di svolta è stato ormai superato: lo sa Rafsandjani, lo sa Khamenei, lo sa Moussavi, lo sa anche Ahmadinejad. Il quale sarà costretto, sia pure con modi bizantini, a uscire di scena. Io ci scommetto...

Bonne journée, Dragor.
Pim

Alberto


Caro Dragor, non so dove lo prendi tutto questo ottimismo per dire che il regime sta per finire. Ovviamente io sarei il primo a rallegrarmi di una cosa del genere, l’ho detto più volte, ma… da quello che vedo in televisione e su Internet, mi sembra che alle manifestazioni ci sia sempre meno gente e dopo il bagno di sangue di ieri – dove saranno morte almeno 500 persone – sarà difficile che la gente abbia ancora il coraggio di scendere in piazza.

Forse i tempi non sono maturi. L’ho detto e lo ripeto: prima o poi tutte le dittature cadono. Ma non quando vogliamo noi. La storia ci insegna che ci sono stati anche molti tentativi di ribellione repressi nel sangue: la primavera di Praga, Piazza Tien An Men, e di recente, i moti in Tibet.

A me pare che anche “la primavera di Teheran” si possa annoverare fra i tentativi falliti, piuttosto che viceversa. Spero di sbagliarmi…


Fino

Drgor, anch'io non condivido il tuo ottimismo.
Il regime fondamentalista è ferito, però non è morte, anzi la sua morte mi sembra lontana.
Noi parliamo di Teheran. Ma come la situazione altrove?
Khamenei ha un seguito che è forte e dubito che i pasdaran stiano passando con il popolo in rivolta.
Diciamo che dopo queste giornate Ahmadinejad dovrà cedere qualcosa e aprirsi al dialogo con l'Occidente.
Buona giornata
Fino

marianna

Ottima analisi dei fatti accaduti.
Non so ancora ovviamente quanto dovranno attendere gli iraniani per essere veramenteliberi ma voglio essere ottimista con te.
Troppo sangue, troppa povertà, troppi soprusi.Non conoscevo la notizia della fuga dei capitali all'estero.
Che vigliacchi!
Al primo scossone, che fa temere il peggio, non si pensa altro che a mettere in salvo il"maltolto".
A prestissimo.
Marianna

Tesea

Uffa: prima inneggiavano all'avvento dei komeinisti. Ora non li vogliono più...
Piuttosto Almadinejad stia attento a non fare la fine di Saddam, la cui lezione è: mai sfidare il 'padrone'.
Tesea

matzudaira

Dragor rimango della mia opinione che il regime iraniano, anche se ferito, rimarrà al potere. Anzi, proprio come una fiera ferita, ora divverrà ancora più aggressivo e spietato, rimangiandosi anche quelle piccole concessioni che erano state fatte negli ultimi anni.
La protesta non può trasformarsi in una rivolta e portare alla caduta del regime, non tanto perchè il popolo non sia stremato da 30 di Mullah, ma perchè i "ribelli" non hanno un leader (lascia stare il discendente dello Scià che se la spassa a Parigi e che nessuno dei giovani iraninani vorrebbe mai vedere come proprio presidente).

Io credo però che questa "primavera iraniana" come l'ha definita il buon Alberto, sia necessaria e preludio per una rivolta definitiva che avverrà però solo fra qualche anno. Ora infatti gli iraniani hanno capito che il regime non è immortale e che se uniti sotto la guida di un vero leader saranno in grado di rovesciare Khamenei & C.

dragor

Pim, ci scommetto anch'io. Al posto di ahmadinejad avrei paura a farmi vedere in giro
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Alberto, l'ottimismo viene dal mio istinto. In Iran qualcosa si è rotto, niente sarà mai più come prima. E anche all'estero l'Iran è percepito in modo diverso. Neda ha fatto in pochi secondi quello che i dissidenti non sono riusciti a fare in trent'anni
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Fino, ti assicuro che il regime è ferito a morte. Non so quanto durerà la sua agonia, ma è solo questione di tempo. I leader stanno già pensando di scappare
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Tesea, i popoli sono come le donne: hanno il diritto di cambiare idea. A parte gli scherzi, dai tempi di Averroè tutti i paesi musulmani hanno un'anima bigotta e un'anima laica. Ogni tanto prevale una, ogni tanto l'altra.
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Matzu, a parte i leader in esilio (Pahlevi non è il solo) ci sono altre strade. Per esempio, elezioni libere sotto il controllo di osservatori internazionali con candidati non scelti dal regime. Fra poco l'ONU comincerà a premere in questo senso
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Grazie a tutti per la vostra visita, b uona giornata, a presto

dragor (journal intime)


matzudaira

Pare che il basiji che ha ucciso Neda fosse stato preso, ma poi rilasciato dalla stessa folla inferocita. Questo è quanto afferma il Dott.Hejazi che ha assistito la ragazza nei suoi ultimi secondi di vita ed ora fuggito in UK per evitare rappresaglie.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_992479815.html

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