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« Alemanno e il prete pedofilo | Principale | Iran, la rivoluzione finta e quella vera »

19/06/09

Commenti

Pim

Credo che il burqa andrebbe vietato per motivi di ordine pubblico, in quanto non permette il riconoscimento della persona. L'hijab invece no: per la maggior parte delle donne arabe, soprattutto giovani, è un capo d'abbigliamento e basta. Anzi, in Giordania e in Siria ne ho visti di bellissimi. Portarlo o no deve però rappresentare una libera scelta.

Bonne journée.
Pim

dragor

Pim, non sono d'accordo. Anche se bellissima e ridotta a capo di abbigliamento, una croce uncinata resta sempre una croce uncinata. Il velo è la stessa cosa.
E poi un capo di abbigliamento si porta a scelta, mentre il velo è un obbligo. Una musulmana non puo' scegliere
Ciao, a presto

dragor (journal intime)

Fino

Leggevo di ragazze iraniane che hanno detto che per loro portare il velo non è un problema.
Hai ragione quando dici che ciò che vale è la libera scelta e non l'imposizione.Dragor, a presto.
Buona giornata
Fino

Alex

Au moins, tu as les idées claires sur la question. Pas comme le mickey américain, le prédicateur du Caire, en pleine confusion mentale, qui confond la liberté de religion avec l'oppression religieuse imposée aux femmes par les musulmans.
Pas même un petit burkini sur les plages niçoises cet été ?
http://www.youtube.com/watch?v=A2m_W6NFwvc
Alex

matzudaira

Lol: "..Muslim Dior, he used to be Christian Dior, but then he converted...".

v.

Parlando di velo islamico non si può prescindere dai diversi e molteplici significati che assume nelle odierne società. E non tutti questi significati sono riconducibili alla sottomissione o violenza sulle donne. Paragonare il velo alla croce uncinata mi sembra francamente una sciocchezza.
Rinvio qui:
http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/2009/06/veli-svelati-soggettivita-del-velo.html

Pim

Ti parlo per quel che ho visto, Dragor. In Siria e in Giordania sono le donne anziane a portare il niqab - che copre il volto; quelle di mezza età più emancipate, che hanno studiato, non indossano quasi mai nulla (al massimo l'hijab, che copre solo capelli e orecchie) e le giovani girano praticamente tutte a capo scoperto. In questi paesi capita spesso vedere una madre con l'hijab e accanto una figlia con i capelli al vento.
In altri paesi le cose cambiano, ma generalmente nelle grandi città (Il Cairo, Gerusalemme, Beirut) si tratta al massimo di una moda, totalmente svincolata dal significato religioso - che persiste solo nei piccoli centri agricoli o presso alcuni gruppi etnici.

Buon fine settimana, a presto.
Pim

Tesea

Le donne afro-orientali ridono delle nostre preoccupazioni nei loro riguardi: si abbigliano divertendosi, il copricapo è vissuto in funzione ornamentale e vivono allegramente facendo quello che vogliono.
Ho amiche somale, iraniane, egiziane con cui sono in costante contatto.
Tesea
P.S. E del 'su mucatore' delle sarde di fino a pochi anni fa, che cosa se ne dice?.
Tesea

marianna

Il velo può essere qualcosa di ornamentale nell'abbigliamento femminile e lo è stato nella storia del costume in passato ed in certi Paesi orientali ancora lo è.
Non certo da incoraggiare è oggi quello delle musulmane, di cui il significato è ben noto.
Ognuno comunque per me è libero di caratterizzarsi come vuole nel proprio abbigliamento.Anche le donne musulmane se per loro è importante.
Buona serata!
Marianna

dragor

Fino, quelle ragazze iraniane fanno di necessità virtù. Perché il velo è diffuso soltanto presso le musulmane? Se fosse una scelta, se lo metterebbero tutte.
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Alex, à mon avis la confusion mentale de Obama dérive de la nécessité de "tendre la main à l'Islam". C'est des foutaises diplomatiques. Qui sait, à sa place moi aussi j'aurais pu les dire...
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V., l'articolo non tocca la questione fondamentale: il velo è un'imposizione religiosa, non una libera scelta. E un'imposizione da parte di quella religione che, tramite la charia, autorizza la lapidazione delle donne e lo stupro delle bambine (pur proibendo Playboy, bisogna riconoscerlo)
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Tesea, le poverette ridono per non piangere, come succede sempre quando non si ha scelta. Fa parte del processo di adattamento. Il velo sardo è un altro simbolo di sottomissione e anche in Sardegna è un obbligo. Se una donna lo rifiuta, che cosa dicono in paese?
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Marianna, come ogni capo di vestiario, il velo è ornamentale quando è una scelta, altrimenti diventa una divisa. Nel caso specifico, è la divisa delle donne musulmane. E le donne musulmane non sono libere di caratterizazarsi come vogliono nel loro abbigliamento. Sono vittime di un'imposizione che non hanno la libertà di rifiutare. Perché chi abiura l'islam rischia la morte.
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Pim, anch'io conosco famiglie dove qualche donna porta il velo e qualcuna no. Ho parlato con le donne che non lo portano e non ce n'è una che in qualche momento della sua vita non abbia ricevuto le minacce dei bigotti. Cosi' questa scelta non è libera, ma espone a un rischio
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Matzu, in effetti ci sono ottimi foulard firmati Dior :-)
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Grazie a tutti per i vostri commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)



v.

Dragor, non è vero che nell'articolo non si affronta il "problema principale". A mio giudizio il problema principale è proprio quello di demistificare la stigmatizzazione dell'Islam fatta per fini che non è peregrino definire razzisti. In Europa abbiamo il pessimo vizio di generalizzare quando ci fa comodo e, attraverso il velo e lo spauracchio della sharia (che riguarda una piccolissima parte del mondo musulmano e che, soprattutto in Europa - dove l'Islam è moderato, è praticamente assente)stigmatizziamo milioni di persone migranti. Il velo ha molteplici significati, per alcuni certo testimonia anche l'appartenenza religiosa, come il velo per le suore e le missionarie, ma a nessuno verrebbe in mente di fare una legge per proibire alle suole di mettersi il velo come successo in Francia con il velo
ciao

dragor

V, perché razzista? I musulmani appartengono a tutte le razze, compresa la nostra. Io stesso ho dei parenti musulmani. Non confondiamo un'ideologia con l'etnia, sarebbe come dire che attaccare il cristianesimo è razzismo contro i bianchi, i neri, i rossi e tutte le altre razze cristiane. So bene che per la maggior parte i musulmani sono moderati (ovvero non praticanti, perché se seguissero le regole dell'islam non potrebbero mai integrarsi nella società occidentale). Fra i significati del velo, come confermi, c'è l'appartenenza religiosa. E nel caso specifico, a una religione che considera le donne esseri inferiori, come sancisce il famigerato versetto 34 della IV Surah del Corano. Secondo questa religione, le donne possono essere lapidate, picchiate, violentate a 9 anni come Muhammad ha fatto con Aisha e in generale sottomesse ai maschi. Ecco perché il velo islamico non è paragonabile a quello delle suore (per quanto i cristiani, se potessero fare di testa loro, sarebbero machos come i musulmani se non peggio. Non per niente le 2 religioni hanno una comune origine mediorientale). In Francia, nella scuola pubblica, è proibita l'ostentazione di ogni simbolo religioso: croce, velo, kippah. Una norma che dovrebbe essere adottata da ogni paese civile per evitare tensioni in una società multietnica. Infatti le religioni monoteiste hanno la deplorevole tendenza a considerarsi depositarie della verità assoluta e ritenere tutte le altre nell'errore. Poiché sono fabbriche di violenza, è molto meglio che non ostentino i simboli quando i loro membri sono costretti a convivere in spazi ristretti. Qui in Francia lo sappiamo per esperienza.

Ciao, buona serata

dragor (journal intime)

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