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REMEMBERING ADELE

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« Quando il prete è innocente | Principale | La verità sul direttore dell'Avvenire »

28/08/09

Commenti

Alberto

Caro Dragor, sei un pò maliziosetto...

Ma per un politico del centro destra, come Fini, ammettere di non essere credente è già un bel passo avanti, non ti pare?

Lara

Ciao Dragor,

anche secondo me la fede è un dono e anch'io purtroppo non la possiedo e me ne rammarico immensamente. Lascio a Stig Dagerman il compito di spiegare il perché: "Mi manca la fede e non potrò mai, quindi, essere un uomo felice, perché un uomo felice non può avere il timore che la propria vita sia solo un vagare insensato verso una morte certa. Non ho ereditato né un dio né un punto fermo sulla terra da cui poter attirare l’attenzione di un dio. Non ho ereditato nemmeno il ben celato furore dello scettico, il gusto del deserto del razionalista o l’ardente innocenza dell’ateo. Non oso dunque gettare pietre sulla donna che crede in cose di cui io dubito o sull’uomo che venera il suo dubbio come se non fosse anch’esso circondato dalle tenebre". Non voglio dire con questo che la felicità sia necessariamente il valore per eccellenza a cui anelare (anzi, per certi aspetti la felicità è volgare, è un po' come avere la pancia piena) ma è innegabile che l'uomo per sua natura vi tenda. E certamente il libero pensiero è un valore, ma è davvero incompatibile con la fede? Secondo me le due sfere possono restare distinte. Esistono atei ottusi e acritici, e credenti dalla curiosità intellettuale sconfinata. E' comunque un tema appasionante, ne parlerei per ore. Grazie per averlo sollevato. Un saluto a tutti, Lara

castalia

Se non sbaglio sta cosa la dice sempre anche Ferrara, altro bel personaggio!!

matzudaira

Provo pietà per chi pensa che senza fede non si possa vivere felici.
Il deserto della razionalità? La razionalità è necessaria per apprendere e capire al contrario della fede che impone di non farsi domande e vivere una vita da schiavi di superstizioni dell'età del ferro.

Come si fa solo a pensare che il metodo scientifico sia un qualcosa di sterile, triste e senza senso? Chi dice una cosa simile non ha la benchè minima idea di cosa significhi la scienza per il genere umano.

I "credenti dalla curiosità intellettuale sconfinata", se sono veri credenti, devono ricondurre tutte le loro domande ad un'unica risposta: Dio. Ecco quindi che la loro curiosità viene castrata e diviene incompatibile con la fede, come lo è il libero pensiero.

La fede è fonte di gioia nello stesso modo in cui lo sono le droghe. Annebbiare la mente con i precetti religiosi può dare l'illusione di avere delle risposte certe ai dubbi della vita, ma la realtà è che è preferibile essere lucidi e consci dei propri limiti e cercare attraverso la scienza di abbatterli, anche se questo può generare delle insicurezze che verranno spazzate via dal progresso della scienza, spostando in questo modo un po' più in la il limite della nostra comprensione dell'universo.

dragor

Alberto, proviamo a vedere le cose nell'ottica di Fini. Vuole i voti dei credenti e dei non credenti, un colpo al cerchio e uno alla botte. Un bel passo indietro...

dragor (journal intime)

Alberto

E' per questo che ho scritto che sei maliziosetto...

dragor

Perché ti rammarichi, Lara? Il tuo problema è solo quello di avere un cervello che funziona. Se Stig Dagerman vaga insensato verso una morte certa e per lui l'unica alternativa è un'assunzione di droga mentale, lasciamolo fare. Invece di cercare rifugio negli spiriti e dolersi perché gli sfuggono, potrebbe prestare un po' di attenzione alla vita, prima di defungere senz'averla pienamente apprezzata. Perché tanta paura della morte? Invece di fingere che non esista, tanto vale accettarla. E' una questione di dignità, invece d'inventare tante storie per dire che la morte non è veramente morte. Praticamente Dagerman fa questo discorso: non credi alle balle, quindi sei infelice. Invece no, caro. Si puo' essere molto più felici senza credere alle balle. Una piccola risposta a una domanda, una risposta trovata con la nostra intelligenza e comunicata agli altri perché la usino per trovare altre risposte, vale più di tutte le credenze prefabbricate del mondo. Se oggi si vive molto più a lungo, è merito di chi non contava sulla vita ultraterrena.
E poi, Lara, non è vero che la felicità è volgare. La felicità è l'unico scopo della vita. La felicità vera, non l'intontimento prodotto dalle balle. Io sono felice quando suono o quando scrivo, ammetterai che non è la stessa felicità data da un rutto e nemmeno da una favola raccontata per tranquilizzarti come se fossi un eterno bambino. Gli atei ottusi e acritici non sono veri atei ma credenti travestiti. Praticano l'ateismo come una religione. I credenti intellettualmente aperti non sono veri credenti ma atei travestiti. Praticano il libero pensiero per interposto spirito.
Il libero pensiero è compatibile con la fantasia, non con la fede. Il libero pensiero sa tracciare i confini fra la realtà e la fantasia, la fede le confonde. Sii fiera di non fare questa confusione, di saper distinguere fra i tuoi desideri e la realtà.

Ciao, buona serata

dragor (journal intime).

dragor

Castalia, quando si dice la sintesi :-)

dragor (journal intime)

dragor

Grazie Matzu. Cominciavano a mancarmi gli argomenti :-)

dragor (journal intime)

Alberto

Dragor, ti ho mandato una mail

marianna

Povera Marianna, ingabbiata e acritica.... perchè ha fede in un Dio che è AMORE!
Donna irrecuperabile...
Trovo la posizione di Lara molto più conciliante della tua,carissimo Dragor.
A presto.
Marianna

dragor

Cara Marianna, un Dio che ti stermina l'umanità per qualche peccatuccio... Perfino Hitler era migliore. Non sarebbe meglio credere direttamente nell'amore e lasciar perdere Dio?

Buon sabato, a presto

dragorn (journal intime)

matzudaira

In che Dio credi Marianna? Quello che ti è stato spiegato da altri o quello che tu da libera pensatrice pensi possa esistere?

marianna

Io credo, amici miei, che il male quotidiano, di cui siamo talora o vittime o spettatori indifferentemente ,dipenda esclusivamente da comportamenti errati dell'umanità.Uomo o donna che siano.
Questo Dio,che ci è stato proposto fin da bambini e che abbiamo imparato ad amare, è un archetipo di come l'uomo probabilmente dovrebbe essere ,con tutte le valenze positive, e purtroppo non è.
Noi cerchiamo di assomigliargli ma ovviamente il nostro sforzo il più delle volte è impari.
Perché noi di certo non siamo Dio.
La ricerca del BENE è comunque importante anche se resta quasi sempre e solo "ricerca".Quando non subisce qualche scacco micidialmente violento.
Per me cercare il BENE è già un grande passo.E non lo subordino affatto all'appartenenza a questa o quella religione. Qualunque essa sia.
Usare il pensiero, la nostra razionalità, in materia di giudizio dinanze agli eventi della vita, anche questo io ritengo fondamentale.Addirittura- direi-indispensabile.
E non vedo conflittualità tra le due cose.
A meno che le religioni non si trasformino in strumento di plagio, sic et simpliciter, come spesso qui abbiamo evidenziato.
Una cosa è certa che non mi racconto "favole" per vivere meglio.
I 6 milioni di ebrei fatti fuori dal folle Hitler e i suoi sciagurati aguzzini complici non è una colpa che io faccio ricadere su Dio.
E così per tutti gli altri genocidi della Storia.
Le colpe per me sono interamente degli uomini, che hanno agito, come hanno agito, e in quel dato e preciso momento storico, accecati da pseudo ideologie o altri interessi personali.
Il mio Dio rispetta la libertà dell'uomo...
Anche troppo.Persino quando l'uomo sbaglia.Lo lascia libero di sbagliare.Non impone niente.
L'impegno di tutti dovrebbe essere invece,a mio avviso, quello di non cadere in errore, di aver chiaro l'obiettivo finale, il significato ultimo che vogliamo dare alla nostra esistenza.
Non ho paura della morte fisica.Anche Francesco d'Assisi parlava di "sorella" morte.E' nell'ordine naturale delle cose. Per tutte le creature viventi.
Non m'interessa se nell'al di là poi non ci sarà niente di quello che ci hanno raccontato qui.
Non credo, insomma, perché voglio meritare un premio.
Credo perché per me è, in tutta onestà, un'esigenza.
Non personifico il mio Dio.Per me Egli è la sintesi di ogni cosa buona presente nel creato, inclusa la corretta condotta dell'umanità nel suo complesso, difficile e molto spesso tormentato cammino.
Do' alle istituzioni ecclesiali il "giusto " peso.
Non mi scandalizzo più del dovuto ma mi sdegno molto dinanzi a situazioni incresciose come quelle di cui ormai veniamo a conoscenza un giorno sì e l'altro pure.
Nel mio piccolo cerco di pensare e agire in positivo e di testimoniarlo(non è detto però che sempre ci riesca...) alle persone che incontro sulla mia via.

Marianna

matzudaira

Bene amica Marianna, ma tu quando pensi a dio a chi pensi, al padre di Gesù o ad una forza superiore che nulla ha a che vedere con il dio delle religioni monoteiste?
Ti ripeto questa domanda alla quale non hai voluto precedentemente rispondere perchè io credo che nella mente di ogni vero credente, quale io penso tu sia, si annida in un angolo, nascosto e coperto da sensi di colpa, un dubbio atavico: e se il dio in cui credo non esistesse?
Hai mai provato a darti delle risposte senza dover coinvolgere dio?
La vita è bellissima anche senza la presenza (per me inquietante), di un dio creatore.

marianna

Cari amici,Dio padre,suo figlio Gesù e lo Spirito Santo per il cristiano sono la stessa identica cosa.
Dio ,padre e creatore, amandoci ci ha dato(donato) quale prova d'amore appunto suo figlio Gesù,perché solo così poteva farsi davvero carne e quindi uomo come noi.In tal modo aveva l'opportunità di vivere esperienze pienamente umane
Ma i due sono- lo ripeto- la stessa cosa.
Lo Spirito Santo è il ritorno all'UNITA'.La sintesi.
Ossia il mistero che io poi leggo molto semplicemente invece nell'incontro con l'altro,che per me è sempre molto importante.
Io arrivo a LUI attraverso le sue creature: persone, animali, piante...etc.
Non penso mai ad un Dio con sembianze umane.
Di umano per me c'è il Gesù storico, che è senz'altro una figura affascinante e dotata di grande carisma.
Credere che Gesù, il Gesù storico è figlio di Dio, Dio stesso....può essere una grande bufala ma può anche essere una grande verità....
Io amo pensare che sia la Verità.
Marianna

matzudaira

Se tu fossi nata in Algeria da una famiglia musulmana penseresti le stesse cose di Maometto. Questa cosa non ti fa riflettere?

marianna

Hai oggettivamente ragione...almeno in parte,però io non credo si possa mettere sullo stesso piano Gesù e Maometto.
Non ho grandi competenze sull'Islam se non ciò che ho appreso dai libri.
Buona domenica.
Marianna

matzudaira

Dunque Marianna, ammetti che dio potrebbe non esistere, ma non metti seriamente in discussione l'idea di cominciare a vivere senza l'onnipresenza di un dio creatore e vendicativo?
Non che sia mio interesse arruolarti tra le file degli atei od agnostici sia ben chiaro, al contrario di un prete io non ci guadagnerei nulla se non la piacevole sensazione di vedere un altro essere umano libero dal giogo della religione.

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