La mia foto
Blog powered by Typepad
Iscritto da 03/2006

compt


provenienze

contatori

paperblog

REMEMBERING ADELE

  • ciaoadele

blogpoll

« Non schiacciate quel serpente | Principale | Le "Meduse" del XXI secolo »

19/08/09

Commenti

matzudaira

Per essere grassi non c'e bisogno di mangiare molto e bene. Bastano i cibi grassi a buon mercato che si trovano nei discount.
Mentre i benestanti in generale mangiano sano e sicuramente prodotti freschi.

bourbaki

la questione è un po' più complessa. Il ritmo del nostro stile di vita, l'architettura delle nostre città, votate all'imperativo della produzione, spingono a fare spuntini veloci, mandare giù in fretta il boccone, e ci consigliano cosa mangiare, rendendoci, senza che ce ne accorgiamo, adatti al cibo che il mercato alimentare ci offre. I poveri, quelli che hanno redditi più bassi, possono comprare a buon mercato riempendosi la pancia - è importante che la gente sia sazia per mantenere l'ordine sociale - ma spesso non hanno i mezzi per scegliere una corretta dieta alimentare o cibo di qualità.

Alberto

E' vero, i poveri spesso sono grassi mentre i ricchi spesso sono magri. La grassezza non è più simbolo di benessere come un tempo, ma di malessere. Le cause possono essere molte: l'uso di farmaci, come il cortisone. La depressione. L' alcolismo. E non per ultimo, l'abuso di cibi spazzatura – come non ricordare il film “supersize me”?

Quindi potremmo dire che i poveri sono grassi perchè infelici e in cattiva salute, mentre i ricchi sono magri perchè in buona salute e felici. Alla faccia di chi dice che i soldi non fanno la felicità (era questo che volevi dimostrare, vero?)

Alberto

Dragor, ti ho mandato una e-mail.

dragor

Matzu, infatti la dieta è una cultura e la cultura richiede istruzione. Nel corso dei secoli gli ignoranti non hanno imparato niente. Una volta mangiavano poco perché non avevano i soldi. Come hanno avuto qualche euro, si sono ingozzati e i risultati si vedono
______________________________________________________

Ciao Bourbaki, c'è anche questo fatto: reduci da secoli di carestie, gli ex poveri attribuiscono al cibo un valore esagerato e mangiano molto più di quanto serve per vivere. Inoltre passano mediamente più tempo dei ricchi davanti alla T, ovviamente ingozzandosi di spuntini.
_____________________________________________________

Alberto, una volta i poveri erano infelici e depressi come e più di oggi, ma non potevano nemmeno consolarsi con una buona mangiata. Adesso si mettono a tavola e scordano ogni problema. Anche in questo caso i soldi fanno la differenza
_____________________________________________________

Grazie a tutti per i vostri commenti, buona serata, a presto

dragor (journal intime)

marianna

La tua conclusione finale, carissimo Dragor, è esattissima ma ora io ti porto un esempio di una situazione dove povertà(relativa) e obesità stanno insieme.
Quando andavo ad insegnare, mi capitava di osservare per forza di cose le nostre bidelle.
Erano quasi tutte molto grasse e discretamente avanti negli anni(dai 40 ai 50).
Non diversamente però dalla maggior parte delle insegnanti, che però tenevano platealmente alla linea, provando diete su diete, che si scambiavano.
Secondo me,a parte la scarsa attività motoria delle bidelle in alcune ore della mattinata(passavano il tempo a sferruzzare-mangiare panini-leggere giornalacci e spettegolare invece di mettere ordine dove fosse magari indispensabile),quando raccontavano dei loro pranzi, a voce alta, era sempre un'orgia di pasta al forno, cannelloni ripieni,sformati di patate et similia.
Io pensavo tra me che per sostenersi nei lavori pesanti(quando li facevano ovviamente), a scuola e a casa, avessero bisogno di molti farinacei e carboidrati e probabilmente era ed è anche oggi così.
La pasta riempe lo stomaco e magari puoi fare a meno di vivande molto più care per il portafogli.
Forse....
Sono ricordi comunque ben presenti nella mia memoria(donnone straripanti dai loro camici di lavoro), che il tuo post mi ha nuovamente richiamato.
Buona notte... e un abbraccio.
Marianna

 dragor

Cara Marianna, da questo interessante ricordo emerge un dato che in un certo senso smentisce le conclusioni del post: malgrado il divario culturale, bidelle e insegnanti erano tutte grasse. La differenza è data dal fatto che le bidelle si scambiavano ricette di cucina e le insegnanti diete per dimagrire, ma il risultato non cambiava. Cosi' sembra che in certe epoche e in certi luoghi il divario culturale non sia significativo.
Un abbraccio anche a te, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

Alberto

Ciao Marianna, anche io lavoro nella scuola e mi è piaciuto molto il tuo commento ironico sulle bidelle della tua scuola.

Riguardo al discorso della linea, vorrei dire una cosa, se mi è concesso: se insegnanti e bidelle sono tutte in soprappeso, a mio modesto parere dipende dal fatto che in entrambi i casi manca una cosa fondamentale: l’esercizio fisico. E’ quello che fa la differenza.

Mia madre, per esempio, ha passato molti anni di inattività per via di una forte artrosi all’anca ed è ingrassata molto, nonostante le diete. Tre anni fa però si è operata e ha risolto il problema. Adesso cammina molto e va in bicicletta, oltre che svolgere le faccende domestiche. E’ dimagrita di 10 chili.


Tesea

Gli obesi più eclatanti e numerosi li ho trovati negli U.S.A.
Tesea

I commenti per questa nota sono chiusi.