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« I bigotti non vanno in ferie | Principale | Obiezione d'incoscienza »

01/08/09

Commenti

gobettiano

Quello che mi urta in questo caso ed in tanti è la debolezza succube, ipoocrita, farisaica di una banda di passanti che si spacciano per politici e governanti. Leccapiedi interessati cui il vaticano con metri di pelo sullo stomaco si allea quando gli fa comodo. Vedi i finanziamenti alla scuola pubblica o la vicenda Englaro. Tanto per fare due esempi tra i più volitevoli. Adesso lavorano per la vomitevole nefandezza numero 3.
luigi

marianna

Sono d'accordo in pieno con te, carissimo Dragor.
Non si può fare di tutta un'erba un fascio ovviamente, ma c'è molta verità in quel che scrivi, in generale.
Oltre poi gli esempi calzanti tuoi e di Luigi, qui riportati, che sono sotto gli occhi di tutti.
Esistono fortunatamente eccezioni, e lo sappiamo, come il barnabita italiano che nel '94 ha salvato 2mila tutsi nella sua chiesa in Rwanda ed è tra i"giusti", ufficialmente riconosciuti, dal governo rwandese.
Ti avevo inviato l'articolo,giorni fa, che non so se hai mai ricevuto.
Comunque basta discutere con abbondanza di retorica da chi spesso e volentieri la vita non la rispetta come dovrebbe.
E la gente, anche ascoltando solo chiacchiere sotto l'ombrellone,lo sa e fa di conseguenza come meglio ritiene. Giustamente.
Sarebbe più corretto il silenzio.
Buon pranzo.
Marianna

dragor

Luigi, la "debolezza succube" è oggi il braccio secolare della chiesa che sostiruisce almeno in parte l'antico potere temporal. Anche nel caso Séromba, il governo Berlusconi ha fatto di tutto per impedire l'estradizione. Un altro esempio di debolezza succube.
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Marianna, certo che non si puo' fare di ogni erba un fascio. Non sono mancate le eccezioni fra i preti, come non sono mancate fra borgomastri e prefetti che avrebbero dovuto mettere in pratica il genocidio e invece in certi casi (come Edouard Sebushumba, borgomastro del comune di Giti) hanno addirittura ordinato ai poliziotti comunali e ai consiglieri in possesso di armi di sparare sulle milizie Interahamwe venute a massacrare i Tutsi. Pero' nella stragrande maggioranza Hutu e preti sono stati complici attivi o passivi del genocidio. E' per questo che il barnabita italiano (grazie per la segnalazione, ti ho scritto) è stato decorato: rappresenta un'eccezione, come Schindler per i nazisti. Oltre a tutto, con la distruzione delle strutture che da secoli permettevano ai 2 popoli di vivere in pace, con il sostegno alla "rivoluzione Hutu" dal 1957 (il manifesto Hutu è stato firmato da 9 esponenti della chiesa cattolica fra cui msg Perraudin), con il suo etnismo esasperato e finalmente con la diabolizzazione dei Tutsi, la chiesa ha contribuito a creare le premesse del genocidio. Cosi' Mario Falconi assomiglia un po' al pompiere incendiario :-)
Buona domenica, a presto

dragor (journal intime)

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