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17/08/09

Commenti

marianna

Carissimo Dragor, sono d'accordissimo con te sulla qualità della musica anche se per generazione sono legata molto al vecchio inno che ho appreso fin dalle elementari,quando i maestri facevano l'apologia del Risorgimento italiano senza mezzi termini.
Superba la scelta del video. Grazie.
M'inseriresti anche a me, nel post, un video di Teddy Afro, se non ti chiedo troppo?
Un abbraccio e buon inizio di settimana.
A più tardi.
Marianna

Fino

Ciao Dragor, sono reduce dalla Costa Azurra.Non sono d'accordo con te.
L'Inno di mameli è brittarello e retorico, però è il nostro inno. Una nazione si cimenta anche con queste piccole cose. L'Italia, che fa fatica a essere nazione, ormai è abituata a quest'inno.
Va pensiero è bello. Non ha nulla a che vedere con la Padania.
Francamente anche la Marsigliese è bruttarella.
Buona giornata
Fino

maxgiordani

Boh... "Berta filava" di Rino Gaetano lo trovo un inno adattissimo al popolo italico. La pomposità di Va (Va, Va', Và) pensiero, personalmente, mi provoca un gonfiore in una particolare parte del corpo, sbadiglio da risveglio dopo 10 ore filate e un "che palle!" espresso ad alta voce.
Ma possibile che bisogna, ciclicamente, ritirare fuori sempre le stesse cazzate? L'inno, il dialetto, il sud meglio del nord, il nord meglio del sud...
Torno a dormire. mi sa che è meglio va!! (và? va', va?? boh!)

Alberto

Alcune curiosità storiche: l'inno di Mameli, nonostante sia stato scritto nel Risorgimento, quindi più di 150 anni fa, è diventato l'inno italiano solo nel 1946, ma solo “provvisoriamente”. Niente vieta quindi di cambiarlo. Si tratta oltretutto di un inno massonico, pieno di terminologie e simboli massonici, a cominciare dal titolo - “fratelli” è infatti il termine con cui i massoni si chiamano fra loro.

Carina la proposta di Maxgiordani di sostituirlo con una canzone di Rino Gaetano. A me per esempio piace moltissimo quella che fa: “ma il cielo è sempre più blu”. Non trovate che sia perfetta per l'Italia?

gobettiano

Al di là di gusti musicali e l'Inno di Mameli non brilla, la questione è tutta però prima nel senso di introdurre la cittadinanza. Poi cambiamo pure l'inno.
luigi

dragor

Marianna, infatti ho accennato alla nostalgia. Vuoi dire che oggi nella scuola italiana il Risorgimento è politicamente scorretto?
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Fino, "Fratelli d'Italia" è l'inno solamente dal 1946, un po' poco per abituarsi. "Va' pensiero" è reclamato come inno da molto tempo prima della Lega Lombarda, che si è semplicemente aggregata al carro. Sono d'accordo, musicalmente la "Marsigliese" non è il massimo. Ecco perché gli italiani non dovrebbero lasciarsi sfuggire l'occasione di battere la Francia almeno con l'inno :-)
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Grazie a tutti per i vostri commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

Pim

Gli inni nazionali sono per la maggior parte orribili, tronfi e gonfi di retorica. L'inno di Mameli è quel che è, una specie di marcetta che non si sa mai bene come suonarla (adagio, presto, allegro); ma Va' Pensiero (Bossi se lo dimentica) è un brano cantato dagli schiavi, forse non rappresenta proprio un bell'esempio di celebrazione nazionale. Volare, a questo punto, suonerebbe meglio.
Il rischio però è di perdersi nel gusto personale di ciascuno, e allora teniamoci Mameli e bòn. Per quel che conta un inno nazionale...

Bonne journée.
Pim

marianna

Carissimo Dragor, quando io frequentavo le elementari i maestri enfatizzavano il Risorgimento e noi bambini gli andavamo dietro.
Poi al liceo le cose sono un po' cambiate specie a causa di un certo Denis Mack-Smith, un inglese, che ha scritto una Storia d'Italia, che non piaceva agli insegnanti di Storia e Filosofia del tempo tranne ovviamente che al mio, che era docente anche di Sociologia all'università di Palermo,traduttore di Dewey e con lunghe permanenze come visiting-professor nei Paesi Anglosassoni.
Con Mack Smith sono cominciati a cadere diversi tabù specie quello sul fatto che nella penisola ci fosse una vera consapevolezza di volere l'unità d'Italia.
Io comunque, consapevolezza critica e storiografia a parte, rispetto i morti del Risorgimento come del resto tutti quelli che, anche in altre guerre, hanno sacrificato la propria vita per un ideale.
Ritengo che lo si debba loro.
Perciò un po' di nostalgia per come ci sono stati presentati Garibaldi, Mazzini,I fratelli Bandiera e Ciro Menotti ce l'ho e come.
Buona notte con un abbraccione affettuoso.
Marianna

dragor

Cara Marianna, conosco Denis Mack-Smith e la sua rilettura del Risorgimento. Ma non mi sembra che metta in discussione i personaggi che citi. Se non sbaglio, la sua tesi è che l'uomo della strada si preoccupava più dei suoi interessi personali che dell'unità italiana e che le sommosse erano all'insegna di "morte ai padroni" o delle divisioni Nord-Sud. Ma i padri della patria, persone istruite, coltivavano sicuramente l'ideale dell'unità.
Un abbraccio, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Alberto, per me la canzone perfetta per l'Italia è "O sole mio". In alternativa va bene anche Rino Caetano. Verdi lo metterei al terzo posto, mentre Mameli, malgrado i simboli massonici, non lo metterei nemmeno all'ultimo.

Ciao, buona serata

dragor (journal intime)

Paolo Cifariello

La madre degli stupidi è sempre incinta.
CIF

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