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« Il silenzio delle donne | Principale | Chi difende le donne? »

18/09/09

Commenti

stefano de santis

No,guarda Dragor che non ci siamo affatto,e non è la prima volta che sbagli sui nostri in Afghanista.Innanzitutto La Russa ha fatto un durissimo intervento al Senato,dicendo che vigliacchi ed infami non ci smuoveranno dalla nostra detrminazione,poi c'è stato l'intervento del comandante dei para' del 186,che ha detto che si continua tranquilli come prima.Berlusconi ha citato Obama,ed affermato che il ritiro potrebbe prendere tempi lunghi,nonostante le speranze di tutti(inglesi per primi)di andarsene di li'.EXIT STRATEGY non è frase Italiana.Tutta la stampa internazionale ha riportato l'avvenimento,in particolare il TIMES,giornale per nulla amico dell'Italia,che ha scritto un buon articolo.Poi NYTIMES,GUARDIAN(proprio lui).Sul FIGARO NULLA,Su LE MONDE,due righe.Solo tu,dalla Francia,ti scomodi:ma per trovare il pelo nell'uovo.

Pim

In Afghanistan si erano già impantanati gli Inglesi e poi i Sovietici; ora gli Americani, e insieme a loro pure noi. A prescindere da ciò, comunque, questa è la guerra più sbagliata che si potesse fare, con l'alibi del terrorismo che nascondeva lo scopo reale, difendere la via del gas e del petrolio verso il Golfo Persico.
La guerra è servita soltanto a metter su un regime fantoccio e, quel ch'è peggio, totalmente inaffidabile. Un fallimento globale, insomma, nel quale l'Italia si è fatta tirare dentro grazie alla sudditanza di Berlusconi nei confronti di Bush.
L'unica soluzione possibile è dare spazio alla politica, affinché si trovi in fretta una soluzione che faccia definitivamente tacere le armi.

Bonne journée, Dragor
Pim

matzudaira

I nostri governanti sono un altro tipo di "uomini d'onore", di quelli che si trovano in Sicilia...

francesca

un caro saluto!

Tesea

Ma anche per i singoli morti quotidiani delle prime due guerre mondiali si piangeva e si facevano ogni volta tutte queste storie?
Tesea

stefano de santis

In Afghanistan si erano IMPANTANATI,vecchio vocabolo di moda ai tempi,guarda caso,della guerra del Vietnam cara alle Sinistre.Dragor dimentica che di Bossi in versione Babbo Natale è piena l'UMS,il Partito socialista francese,il Congresso in USA,il Parlamento Inglese,e che come informa il FINANCIAL TIMES,i Tedeschi che hanno ripescato gli inventori dei Muro e che vogliono anche loro andarsene.Se ne andranno nel 2011 senza giustificazione gli Olandesi,nel 2010 con giustificazione i Canadesi,che in Irak non c'erano(come i Francesi,che qui pontificano con Dragor)e che hanno perso 125 uomini.Tutti servi di Bush,andati laggiu' su decisione dell'ONU?Su questo blog,quando si parla delle nostre forze Armate si torna a vecchi pregiudizi da pub,bistrot e gasthaus di ubriaconi,scordando che ognuno ha le sue Marnne,i suoi Laghi Masuri e le sue Auschwitz da far dimenticare.

dragor

Tesea, la buona domanda dovrebbe essere: ma si fanno tante storie anche per i "danni collaterali", ovvero quei poveri civili che non c'entrano niente e vengono ammazzati 100 alla volta compresi i bambini?
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Stefano, passi per l'intervento di La Russa che da buon facho nemmeno tanto ex deve fare discorsi mussoliniani,ma Berlusconi, che è il capo del governo, parla di transition strategy ed exit strategy. Saranno termini presi a prestito da Obama, ma in bocca a lui suonano tanto di tagliamo la corda. Soprattutto in questo momento.
A proposito dei francesi, per i loro 125 morti non hanno fatto nemmeno un decimo delle scene degli italiani per i loro 24. Certo, anche da noi come in America e in Inghilterra non manca chi grida al ritiro in seno alla maggioranza e ovviamente all'opposizione, ma i vertici sono compatti. Mentre in Italia è lo stesso capo del governo a prospettare la fuga.
A proposito della Marna, da noi non è considerata una vergogna ma una pagina gloriosa, l'ultima linea di resistenza contro l'invasore, un po' come in Italia la linea del Piave all'epoca della Grande Guerra. E' famoso l'apporto dei taxisti parigini che si sono mobilitati per trasportare i rifornimenti al fronte.
Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Pim, anch'io credo che sarà molto difficile vincere la guerra in Afghanistan e sai perché? Perché hanno perso anche i sovietici che non guardavano certo per il sottile. Proprio non vedo come possano vincere gli occidentali. Ma visto che i talebani si finanziano con il papavero da oppio, perché non distruggergli le coltivazioni? Costa meno e rende di più. Ecco, ho lanciato l'idea, vuoi vedere che adesso la guerra prenderà un'altra piega?
Ciao, a presto
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Matzu, anche quello è un codice d'onore. Se ce l'avessero, sarebbe già qualcosa
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Anche a te, cara Francesca. Perché non torni con noi?
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Grazie a tutti per la visita, buona serata, a presto

dragor (journal intime)


marianna

Condivido, caro Dragor, in pieno ciò che scrivi in proposito e faccio mia la dichiarazione del Presidente Giorgio Napolitano.
Dispiace molto per le vittime ma, se si va in guerra, quello che è accaduto è da contemplare.
Diversamente si sta a casa.
Buona serata.
Un abbraccio affettuoso come sempre.
Marianna

gobettiano

La mssione ha mandato internazionale e gli italiani sono lì. Quello che mi pare non vada è l'insistenza che qui è stata notevole su 'missione di pace'. Forse nelle intenzioni, ma nei fatti lì si spara. Credo che i soldati ne siano perfettamente consapevoli. E' qui all'interno che si pensa che una mamma ce l'abbiano solo gli italiani.
luigi

castalia

Io non capisco che cavolo ci fanno militari italiani ancora li, una guerra iniziata nel 2001 come risposta agli attentati e poi boh, poi si hanno avuto sempre meno notizie del perchè e percome si rimane (missione di pace? AHAHAH un ossimoro!!).

Detto questo (probabilmente sono disinformata io, non è un argomento di cui mi interesso particolarmente), aggiungo che queste morti mi hanno lasciata indifferente e mi irrita questo lutto nazionale, il cambio di palinsesto su canale 5, telegiornali, serivizi, foto dei morti ovunque, sono militari, vanno in guerra, la morte è uno dei rischi del mestiere, lo avevano messo in conto e accettato, d'altronde in una guerra può succedere di morire.
Mi spiace ovviamente, ma non in modo diverso da come mi dispiaccia quando muore sul posto di lavoro un qualsiasi lavoratore, e anche meno rispetto a quando muore qualcuno in un incidente stradale.

Un abbraccio, Castalia

matzudaira

Castalia condivido ciò che dici. Sono militari ed è insito nel mestiere che hanno scelto che possano morire in azioni militari!
Il punto è che il nostro è un esercito di mammolette che preferiscono sentirsi dei "terminator" in tempo di pace, picchiando dei ragazzi che manifestano, ma appena i talebani sparano scappano dalla mamma piagnucolando che il "nemico li odia".

Molto più grave invece è che quotidianamente in Italia muoiano dei "normali" lavoratori per incidenti scaturiti dal mancato rispetto della 626.

Berlusconi da parte sua ha dimostrato ancora una volta che il primo ministro è Bossi, non lui.
Il capobanda dei leghisti ordina che si torni a casa e Berlusconi si affretta a dire che metterà in atto una exit strategy (senza nemmeno consultare gli altri alleati che invece per voce del nostalgico LaRussa affermano che l'Italia non è intimidita).... se non fossi Italiano e non vivessi in questo paese di merda mi verrebbe da ridere.

stefano de santis

Innanzitutto 125 sono i morti Canadesi:31 i Francesi.Poi non si capisce la calunnia per cui in bocca a Berlusconi TRANSITION dovrebbe significare "fuga"quando il Cavaliere è intervenuto in Irak,laddove Francia e Germania se ne sono guardati bene.Li'abbiamo avuto Nassirya(19 morti in un colpo)e non ci siamo mossi di un millimetro.A sostituire i 19 Caduti si presentarono in 150.Dunque non c'è un governo e non c'è un Paese pronto alla fuga,e qui come da voi i vertici sono compatti,compattissimi.A meno che non si voglia prendere sul serio il Bossi estivo,che dimostratamente ha un cervello che non regge l'alta temoperatura.Niente scene in Francia? Eh no,caro:leggiti LE MONDE,21 AGOSTO 2008,LA FRANCE DANS LA GUERRE, e scoprirai che in un'occasione simile si alzarono anche in Francia i belati di una bella parte del giornalismo:senza contare il "trop dangereux"di De Villepin,che dei vertici fa parte,eccome.Ma il punto è che sono,siete voi giornalisti,il problema,ed i Talebani lo sanno come lo sapevano i Vietcong.La moglie di un Caduto ha affermato,senza altre chiacchiere,di essere orgogliosa del marito.L'Italia del Piave esiste ancora,piaccia o no.E finiamola con la menzogna degli Italiani senza onore:tutti hanno i loro scheletri nell'armadio,tutti fuggono quando relizzano di avere perso:Francesi ed Inglesi arrivarono fin sulle spiagge dell'Atlantico,nel 40,e nessuno si sogna di accusarli.Poi I Francesi ebbero Dien Bien Phu,Gli Inglesi la fuga dal Mediotiente,gli Americani il Vietnam.Per distrarsi si pensa all'Italia.Ed ora vediamo chi se ne andra' per primo dall'Afghanistan.Certo,in Libano non ci siete andati per primi:"trop dangereux",di nuovo.ma quando ci andarono gli Italiani per primi,il coraggio salto' fuori.Mai farsi sorpassare,dai cugini poveri.

laura

Questo è un commento un po' laterale. Riguarda la deriva linguistica che caratterizza in questo periodo il nostro paese.
In questo caso il termine "eroe", che è stato usato per i nostri soldati che sono morti in un attentato. Io ho molto rispetto per l'esercito, per i caduti e per le loro famiglie, tuttavia non credo che si debba, in questo caso, usare il termine “eroe”, perché non c’è quella eccezionalità né intenzionalità che caratterizzano l’azione eroica.
Altrimenti con quale termine indicheremmo l’azione di chi si lancia volontariamente in un’azione eccezionale in cui rischia (o perde) la propria vita. Casi anche non bellici, come gli interventi di pompieri o agenti di pubblica sicurezza o semplici civili che magari annegano per salvare un ragazzino.?
Se dobbiamo considerare eroi i caduti in ordinari atti di guerra allora dovremmo dare la medaglia a tutti i giovani al momento stesso della loro partenza.
Ovvero inventare un nuovo termine e una medaglia doppia per i casi eccezionali.

Deriva linguistica non diversa da quella per cui i quarantenni sono diventati “ragazzi” o “giovani” , le donne di malaffare sono diventate “escort” e, da sempre, tutti, nei parcheggi abusivi diventano “dott.”.

dragor

Marianna, almeno Napolitano non ha problemi di elettorali e puo' richiamare il governo all'ordine. Se c'è una missione, bisogna andare fino in fondo anche se ci sono 10 morti al giorno. Se non c'è, si torni a casa anche se non c'è nessun morto. Ma è ridicolo suonare la grancassa e poi scappare al primo sparo.
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Castalia, in effetti qui da noi i caduti in guerra sono annunciati con molta discrezione, senza gli isterismi che si vedono in Italia. Sono morti fisiologici, come quelli sul lavoro o degli incidenti stradali (almeno quando non ci sono violazioni del codice stradale e della legge sulla sicurezza). Ma la gente è stata ingannata con la storia della missione di pace e adesso si meraviglia che i ragazzi siano in guerra. E' un duro risveglio, come nel famoso romanzo "All'Est niente di Nuovo". Un abbraccio anche a te
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Grazie a tutti per la vostrea visita, buona domenica, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Matzu, infatti in un vecchio post avevo paragonato i caduti in guerra ai morti sul lavoro. Solo che questi ultimi non ricevono medaglie e non hanno funerali di stato
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Stefano, in Francia la mobilitazione mediatica per i morti in guerra è infinitamente inferiore. Alla TV la notizia ha lo stesso spazio della normale attualità. Certo, i giornali pubblicano articoli critici e ovviamente la sinistra invoca il ritiro,ma i morti sono trattati come tutti gli altri. In ogni caso non credo che ci sia competizione. Ognuno ha le sue fughe. Ma in Vietnam ci hanno lasciato le penne anche gli americani e tutto lascia pensare che ce le lasceranno anche in Afghanistan. Finché i talebani praticheranno la religione e coltiveranno la droga come il governo, sarà impossibile privarli dell'acqua in cui nuotano. Cominciamo a laicizzare lo stato e distruggere le coltuivazioni d'oppio, poi se ne riparlerà

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Grazie a tutti per la visita, a presto

dragor (journal intime)

laura

Vorrei fare una precisazione:
La ragione per cui siamo in Afganistan è una sola e chiara.
- Facciamo parte della NATO. Si tratta di un'alleanza difensiva nata alla fine della seconda guerra mondiale a difesa dei sui menbri contro il blocco sovietico. Finita la guerra fredda è stata mantenuta, anche se con limitate modifiche.

- Gli USA sono stati attacati l'11 settembre. La NATO all'unaimità ha individuato nell'Afganistan la base dell'attacco e quindi ha deciso la difesa di uno dei mebri attaccato, come previsto dal Patto di difesa NATO di cui noi siamo parte (se fossimo stati attaccati noi sarebbe stao lo stesso)

Tutto il resto: ... "Invece il governo ha cercato in ogni modo possibile di vendere la guerra agli elettori, all’opposizione, ai soldati e alle mamme, blaterando e strablaterando che si trattava di una missione essenziale, che i talebani minacciavano il mondo, che bisognava esportare la democrazia, che l’Italia doveva affrontare le sue responsabilità internazionali altrimenti sarebbe rimasta emarginata, che era una questione d’onore...... " è parte della retorica politica USATA DA TUTTI GLI STATI su qeullo che è chiamato il "fronte interno", per ottenere il "consenso" (una generica partecipazione positiva della maggioranza della popolazione) indispensabile per ogni azione, visto che la spiegazione giuridica che ho illustrato sopra riuscirebbe difficile da capire ad una popolazione che non ha un'adeguata preparazione in questo campo.
Soprattutto in Italia!
Perché? E' Una carenza della nostra scuola che non insegna "educazione civica" la quale DOVREBBE, come MINIMO, illustrare la posizione presente dell'Italia nel contesto internazionale.
Mi scuso per il tono da "lezione", una chiara deformazione professionale.

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