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REMEMBERING ADELE

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08/10/09

Commenti

marianna

Eccomi, carissimo Dragor!
Sono venuta e ci sei all'appuntamento.
Che tristezza ricordare quei giorni!
Fortunatamente ora sono lontani.
Il nuovo Rwanda fa ben sperare con tutte le sue giovani energie impegnate nei diversi settori del Paese.
L'importante è non dimenticare ciò che è stato.
Mi piacerebbe esserti al fianco mentre giri nelle strade, incontri la gente, saluti, ti fermi a parlare.
Riesco solo ad immaginare i tuoi pensieri, i tuoi ricordi di allora che tornano prepotenti.
Bellissimo post quello di oggi.
Se ami veramente l'Africa, leggi e ti senti, sulle prime, come qualcuno ti avesse colpito con un pugno allo stomaco.
Poi ti fai forza(neanche i tutsi-hai scritto-piangono mai) e sei felice di pensare che quell'incubo per tanta gente è finito.
Ti abbraccio con affetto e con te la famiglia.
Marianna

matzudaira

Devo ammettere, almeno per quel che mi riguarda, che mi stai dando una visione dell'Africa centrale che è molto diversa da quella che mi ero fatto.
Io sinceramente, memore delle orribili immagini di quei giorni passate sui telegiornali mondiali, avevo l'idea di un Ruwanda tutto colline e foreste, con strade di campagna piene di buche e fango e niente altro. Invece pare che ci siano anche hotel internazionali e marciapiedi lastricati...

Alex

Il a du en falloir un énorme courage pour retourner aux mille collines.
Irréelle la photo du bar de l'hotel. Elle semble sortie d'un livre d'histoire victorien. Les fauteuils en rotin, les plantes en pots, le mur en briques rouges...manque seulement le petit orchestre qui joue l'après midi "Hello Dolly Gray" pour être transporté en Afrique du Sud. Putain, c'est beau la civilisation pendant que le Hutu se prenait pour un bourgeois parisien, les blancs du Rwanda, eux, se prenaient pour des petits bourgeois anglais sous les tropiques.
Ce que m'évoque la photo :
http://www.youtube.com/watch?v=Y80_zOiZs-g
Alex

Alberto


Certo, fa venire i brividi ritornare nello stesso luogo dove è avvenuta una grande tragedia.

Una domanda: il Millecolline è ancora distrutto dai tempi della guerra, oppure lo stanno solo ristrutturando? E quella ragazza che piangeva, la barista, che fine ha fatto?


dragor

Cara Marianna, certo, l`incubo e` finito e si guarda al futuro. Non vorrei fare il guastafeste con queste rievocazioni del passato, ma manco dal Rwanda dal 1996 e i ricordi, come i confronti, sono fatali. In questa fine dell`incubo c`e` qualcosa di forzato che lascia molte questioni in sospeso.Presto scrivero` sull`argomento un post che dispiacerebbe al governo. Ma questo e` lo stile di JI: dispiacere a tutti per piacere a tutti.
Un abbraccio, a presto
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Matzu, Kigali e` una citta` tecnologicamente molto avanzata il cui centro, e anche parti della periferia, non hanno niente da invidiare a una citta` svizzera. La citta` e` pulitissima, con alberghi sontuosi, fantastici parchi, edifici progettati da architetti famosi, fabbriche e uffici, eleganti auartieri residenziali, pubblicita` video e orologi pubblici perfettamente funzionanti. Un miracolo che ricorda Israele, compiuto in soli 15 anni dai Tutsi per la prima volta al potere dall`indipendenza. Il Terzo Mondo lo vedi solo a casa mia :-)
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Toute l`atmosphere du Mille Collines etait irreelle,Alex. L`hotel en travaux, les salles vides, le bar presque desert, la piscine interdite. J`etais attable a cet endroit quand l`avion de Habyarimana a ete abattu par 2 missiles. Cet instant est fige dans ma memoire a jamais.
Merci du link. Pour l`instant ma connection internet est trop lente pour l`ouvrir, mais comme ce sera possible je t`en dirai des nouvelles! Ciao
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Alberto, lo stanno solko ristrutturando. Non e` mai stato distrutto. Il direttore di allora, Paul Rusabagina, un Hutu, ha accolto nell`albergo piu` di 1000 Tutsi, comprese la sorella e la nipote di mia suocera, salvandoli una morte sicura. Per questo lo hanno chiamato lo Schindler nero. Gli hanno dedicato anche un film.
Il momento di cui parlo nel post e` quello della caduta dell`aereo che portava il presidente Juvenal Habyarimana, abbattuto da 2 missili nei pressi dell`aeroporto. E` stato l`evento che ha scatenato il genocidio
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Grazie a tutti per la visita e i coimmenti, buona giornata, a presto

dragor (jiournal intime)


Alberto

Laggiù nel paese dei tropici, dove il sole è più sole che qua,
sotto l’ombra degli alberi esotici non ti immagini che caldo che fa!
Gli americani che espatriano si ritrovano tutti quaggiù,
alle spalle una storia probabile, un amore che non vale più…
E poi verso sera li vedi, tutti a caccia, una donna e via!
E attraversano la notte a piedi per truffare la malinconia.


Vasco Rossi

Alberto


Caro Dragor, probabilmente il centro ella città è moderno e tecnologicamente avanzato. Ma che dire delle periferie?

Ho scritto dei versi di una vecchia canzone di Vasco, che mi sembrano molto adatti all’atmosfera del bar pieno di tizi ubriachi e di puttane…

dragor

Caro Alberto,il testo di quella canzone descrive bene il comportamento di molti bianchi in Africa. Grazie per la citazione. Le cités, come si chiamanno i quartieri poveri, non sono necessariamente in periferia, ma piuttosto si annidano nel fondovalle fra una collina e l`altra. Come urbanistica, Kigali e` profondamente diversa da Bujumbura. Comunque queste cités di fango e lamiera ondulata vengono sistematicamente rase al suolo e sostituite da casette a schiera. Quanto a Mado, chissa`? Nessuno ne sa niente. Il personale di adesso ignora o finge di ignorare il passato. Ma la piccola barmaid di quel giorno fatale vivra` per sempre nel mio post

Ciao, a presto

dragor (journal intime)

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