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17/11/09

Commenti

Alex


Secondo me, non si diventa fanatico, è un istinto vitale come l'omicidio...
Il crimine, l'omicidio, il fanatismo...sono alla basa delle istituzioni sociali. Se non ci fossero cosi, non ci sarebbe bisogno di governi. Il crimine, l'omicidio, il fanatismo...sono le ragioni d'essere di ogni società altrimentri vivremo nell'anarchia. Quindi, invece di distruggere il fanatismo, la società preferisce coltivarlo...
Alex

marianna

Sono d'accordo con Alex.La società si difende e convoglia in alcune forme di socializzazione collettiva certi istinti.
Buona serata.
Un abbraccio affettuoso e buona serata.
Marianna

Alberto

Caro Dragor, non si diventa fanatici. Il fanatismo è un atteggiamento mentale, un “modus operandi”. Si può, per esempio, lavorare in maniera tranquilla, normale, oppure in modo fanatico, stakanovista. Si può vivere per mangiare o mangiare per vivere. Si può fumare una sigaretta ogni tanto oppure fumarne una dopo l’altra, e così via…

Allo stesso modo si può vivere la religione in maniera normale, oppure in modo fanatico. Non esiste, a mio parere, la relazione “religione=fanatismo”. Come non esiste la relazione politica=fanatismo. Si può essere sostenitori di un partito o di un’idea politica in maniera del tutto tranquilla o in maniera fanatica. E’ ovvio che esistono anche delle vie di mezzo, ma in questo momento non ne parlerò, perché il discorso diventerebbe troppo lungo.

Sulla tua tesi finale, cioè che nazismo e comunismo siano in qualche modo imparentate con l’Illuminismo, in linea di massima direi di no. Non è colpa di Voltaire se al mondo esiste il fanatismo politico. Ma non possiamo dimenticare Robespierre e il suo progetto folle di tagliare la testa a milioni di francesi (tutti i nobili, i ricchi, i religiosi e naturalmente tutti i suoi nemici). Un progetto che ha fatto scuola. Cosa sarebbero Hitler e Stalin senza Robespierre?


dragor

Alex, credo che una società senza patologie sociali non sia necessariamente anarchica. Si puo' benissimo vivere senza eserciti, senza religioni e senza ideologie totalitarie, conservando le strutture sane. E' vero che la società canalizza gli istinti peggiori per renderli socialmente accettabili, ma lo fa per istituzioni che si potrebbero abolire
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Cara Marianna, dovremmo essere in grado d'identificare le patologie sociali che si nutrono d'istinti aggressivi e sopprimere le istituzioni che li accolgono. Una società senza armi e senza ideologie totalitarie sarebbe migliore
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Alberto, condivido la prima parte del tuo post e del resto ho scritto, citando Bronner "di solito nel nostro giudizio accettiamo una forma di moderazione che per l'estremista diventa un compromesso inaccettabile." Ma non dico affatto che nazismo e comunismo siano in qualche modo imparentati con l'illuminismo. Lo suggerisce Bronner e io dico che è una cretinata. Robespierre non era un illuminista ma un aristocratico radical chic. La sua ragione si era addormentata. Anche lui voleva emulare un dio genocida come Hitler e Stalin
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Grazie a tutti per la visita e i commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

gobettiano

In realtè, quanto a nazismo e comunismo, per la loro natura etica, per la loro pretesa di propugnare verità assolute ed indiscutibili, dogmi, la somiglianza con il fanatismo religioso non è azzardata. Di certo con l'iluminismo non hanno nulla a che fare.
luigi

dragor

Sono d'accordo Luigi. La somiglianza è stata ipotizzata per correttezza politica, per non considerare le sole religioni come fabbriche di fanatici

dragor (journal intime)

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