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25/01/10

Commenti

Alex

Muzungu, non hai dimenticato qualcosa ? Commonwealth significa ugualmente elezioni libere. Anche Kagame comincia a parlare di perfida albiona...
English lesson 1 : shoot oneself in the foot
The Commonwealth will send a monitoring team to Rwanda's August presidential election in which incumbent Paul Kagame is likely to seek a second seven-year term, authorities said...New York-based watchdog Human Rights Watch described it as peaceful but marred by "serious irregularities."...Rwanda is formally a multiparty democracy but in practice analysts say the real power LIES in the HANDS of Kagame (source reuters Kigali)
Alex

dragor

Caro Alex, non ho dimenticato niente ma in un solo post non si puo' parlare di tutto. So bene come il regime di Kagame sia criticato da Human Rights Watch e altre organizzazioni. Domani parlero' dell'avversaria del FPR alle elezioni del prossimo agosto.

Grazie per la segnalazione, a presto, buon lunedi'

dragor (journal intime)

Alberto

Ma a parte lo schiaffo morale alla Francia, quali sono i vantaggi di questa adesione? Te lo chiedo perché so che molti paesi vorrebbero andarsene, dal Commonwealth…


Alex

Ti punzecchiavo ! Secondo me, l'ingresso del Rwanda nel Commonwealth è un disastro. Ovviamente, non parlo di un punto di vista francese. Non parlo neanche per la maggioranza contadina che continuerà a parlare kinirwandese. Invece, per quanto riguarda l'insegnamento scolastico non c'è niente da rallegrarsi ! Ormai, i docenti devono dare un insegnamento in inglese, il fatto che non conoscono questa lingua sembra un dettaglio...(imaginiamo in Italia : da domani, i corsi si faranno in inglese !). Kagame sta sacrificando una o due generazioni di scolari per dare uno schiaffo alla Francia. E un prezzo troppo alto da pagare per questo paese.
Alex

dragor

Alberto, i vantaggi sono quelli elencati nel post: cooperazione in materia di economia, scienza, scuola, giustizia e sviluppo. In ogni caso nessuno è obbligato a rimanere.
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Alex, in un post scritto in Rwanda avevo parlato dei problemi creati da questo precipitoso passaggio dal francese all'inglese. Nelle scuole mancano gli insegnanti anglofoni e alla fine l'insegnamento viene impartito in un micuglio di francese, inglese e kinyarwanda che noessuno capisce. Aderire al Commonwealth non significa necessariamente l'esclusione del francese, che potrebbe essere conservato come seconda lingua straniera. Forse il riavvicinamento fra la Francia e il Rwanda cambierà le cose.
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Grazie per la visita e i commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)


marianna

Carissimo Dragor, tardi arrivo ma arrivo.
Personalmente anch'io leggo molto positivamente l'adesione del Rwanda al Commonwealth, specie per quel che riguarda l'apprendimento delle discipline tecnologiche, degli studi scientifici in generale oltre che di eventuali vantaggi, in termini strettamente economici, relativi agli scambi commerciali.
Sul piano culturale, accanto a matematica ed informatica, per i ruandesi occorre a mio avviso lasciare intatta quella tradizione umanistica che la Francia recentemente ma anche il Belgio e la Germania in passato, come Europa continentale, hanno dato e possono continuare a dare.
Comprendo il fattaccio politico e l'avversione verso i francesi ma le cose vanno fatte sempre mediando.
Virtus in media re stat...dicevano i latini.
E qualcuno dovrebbe consigliarlo a Kagame.
Insomma nelle scuole e nella vita entrambe le lingue europee.
La lingua naturale va comunque conosciuta e valorizzata sempre, perché importante storicamente sotto il profilo della civiltà e delle radici autoctone.

Ti auguro una notte serena e ti comunico che piove da stamane ininterrottamente, per cui i collegamenti via web sono a saltelloni.
Un abbraccio affettuoso.
Marianna

dragor

Cara Marianna, anch'io sono d'accordo per non troncare definitivamente con la tradizione francofona e lo dico anche nel mio interesse, perché mi piacerebbe avere a Kigali un Centro Culturale Francese che funziona. Per quanto si possa parlare male della Françafrique, nessun paese come la Francia sa gettare un ponte fra le culture, valorizzando sia la propria che la cultura del posto. Posso affermarlo per esperienza diretta, avendo seguito per anni l'attività del CCF di Bujumbura e avendo partecipato attivamente. Il governo rwandese dovrebbe capire che la cultura e la politica sono due cose diverse. E ovviamente dovrebbero capirlo anche i responsabili del Centro.
Ci mancava anche la pioggia! Un abbraccio anche a te, buona giornata, a presto su Jambo Africa

dragor (journal intime)

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