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REMEMBERING ADELE

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« Italia, quelle bambine violentate impunemente | Principale | C'era una volta una setta... »

21/01/10

Commenti

Alex

Putain Suzanne, secoue-toi ! ta directrice et ton propriétaire ont commis un délit appelé discrimination qui est passible d'une amende de 45000 euros et de trois ans de prison. Tu as également droit à des indemnités pour licenciement abusif. Il faut s'adresser au tribunal des prud'hommes.
Je trouve l'attitude d'Act Up dégueulasse. J'ai cru comprendre que Bensaid n'a jamais caché son sida, ni éprouvé le besoin de mettre sa maladie sur la place public.
Alex

Amanda

Brutta, bruttissima storia. La tua amica è stata stuprata due volte, dalla società che la rifiuta, e non conta che i tizi non abbiano finito sono comunque stupratori!

piero

Condivido il parere di Amanda, la "società" l'ha stuprata con più violenza dei due aspiranti
stupratori. E' una storia che lascia l'amaro in bocca e ti dà un cazzottone sullo stomaco. Ciao, Piero.

Ivano

Un caso così non può lasciare indifferenti sullo stato di salute della nostra società. La finta malata Suzanne vittima di clienti e coinquilini malati veri. Se arriviamo a temere ciò che oggi la scienza può spiegare senza ombra di dubbio, siamo senza speranza. Una società di uomini annichiliti dalle proprie paure. Conosco alcune persone malate di aids e penso non potrei mai negare loro la mia amicizia, un abbraccio o una semplice stretta di mano. Il problema di chi non vorrebbe neanche vivere sotto lo stesso tetto con un sieropositivo, è che evidentemente non ha nessuna persona cara malata. Basterebbe questo per aprire molti occhi e sprattutto molte di quelle menti bacate.

marianna

Proprio una brutta storia tutte le disavventure capitate a Suzanne !
Di queste cose occorre parlarne.Invece in Francia e altrove...silenzio.
Troppo silenzio.Comunque a proposito di Aids, sul Corsera del 14 gennaio, Beppe Severgnini, riportava una lettera di una studentessa sieropositiva, che ha contratto il virus giovanissima dal fidanzato, ricordando a tutti la gravità del male e che nonostante il miglioramento dei farmaci, oggi, la tragedia resta.
Inoltre, senza essere moralisti,Severgnini ricordava appunto la responsabilità dei "media", che non informano adeguatamente e che anzi propongono stili di vita dove la promiscuità pare essere il modello vincente.
Insomma occorre riaprire e molto seriamente questo discorso.
Non basta certo "una giornata" all'anno!

Buon pomeriggio.
Ottimo ed utile post.
Marianna

marianna

Una virgola di troppo dopo la parola Severgnini!
Scusa.

marianna

Complimenti per l'HP!
L'ho visto solo ora!!!
Marianna

demata

Io ho avuto la mia vicina di casa che è morta di AIDS, ma nessuno la evitava.

La nostra società allontana la probabilità di ammalarsi seriamente e/o morire prima di un'età piuttosto avanzata.
Se questo accade, cerca di renderlo ampiamente prevedibile.

Insomma, la gente del mondo avanzato ha più paura della morte di quanta ne possa provare un indigeno nella savana o un indio nella foresta, che sono decisamente più pericolose del mondo delle macchine.

Ciao

Alberto

Questa brutta storia mi ha fatto tornare indietro di 20 anni fa. Sì perché allora l’Aids faceva davvero paura, più di oggi. Mi ricordo che c’erano gruppi di “volontari” che per le strade raccoglievano firme per rinchiudere i malati di Aids in appositi lager…

Davvero una storia del genere è successa oggi? Mi intristisce molto, perché significa che siamo tornati indietro, invece di andare avanti.


Antonio Cracas

Ciao Dragor,

sembra la trama di un bel romanzo... Potrei sempre rubartela questa storia.

Se tutto quello che hai descritto è vero la tua Francia è meno progressista di quello che credevo e che i francesi vogliono far credere.
In Italia (per quanto razzisti ci facciano passare) Suzanne sarebbe diventata un'eroina.

Ciao, "vecchio" furbacchione.

dragor

Alex, Suzanne a déjà saisi les proud'hommes mais à mon avis n'a pas grande chance de gagner,n'étant pas licenciée à cause de l'AIDS mais par faute grave (elle à fait fuir les clientes avec ses paroles imprudentes). Elle a plus de chances pour la maison. Je suis d'accord avec toi pour Bensaid, c'est dégueu. Il avait parlé de son SIDA à ses proches, Act Up n'avait pas le droit de le divulguer.
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Ben detto cara Amanda, la violenza non è solo fisica.
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Si' Piero, non avrei mai creduto che potesse accadere nel 2010. Questa è una storia da 1610.
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Ivano,se i seropositivi suscitano ancora queste reazioni, vuol dire che in giro c'è troppa ignoranza e che le campagne per sensibilizzare la gente sono scivolate via lasciando poche tracce. I seropositivi, e non parliamo dei malati di AIDS dichiarato, sono trattati come appestati. Questa è la triste verità e non bastano 4 gatti informati a cambiare la situazione.
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Grazie a tutti per la visita e i commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, nei c onfronti dell'AIDS vedo un atteggiamento schizofrenico. Da una parte lo si banalizza pensando che, con i nuovi farmaci, sia diventato una malattia cronica come il diabete. Dall'altra si trattano i malati come appestati. Ecco perché si contrae più facilmente a causa dell'allentamento della vigilanza, ma quando lo si è preso le conseguenze sono terribili anche sul piano sociale. Come dimostra l'esperienza della falsa malata Suzanne.
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Demata, complimenti ai tuoi vicini. Questo dimostrea che, quando si conosce una persona, l'affetto prevale sulla paura. Ma è vero, la società avanzata nega la morte e anche la sua anticamera, vale a dire la vecchiaia. Prendi l'America, dove i vecchi devono sembrare giovani e i morti decvono sembrare vivi
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Alberto, non conoscevo questa storia dei volontari e dei lager per seropositivi, ma in un certo senso mi rassicura. Non siamo poi cosi' retrogradi :-)
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Antonio, anch'io ho pensato che sembra un romanzo. Ti cedo i diritti, cosi' non avrai bisogno di rubarla :-)
In Italia si sono fatti grandi progressi. Come puoi leggere qui sopra, Alberto dice che qualche anno fa si volevano rinchiudere i malati in campi di concentramento
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Grazie a tutti per la visita e i commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

homing pigeon

Dragor,

difficile trovare qualcosa da dire che tu o i commentatori non abbiate già detto.

Bruttissima storia. Segno di una mentalità chiusa, ottusa, ignorante (nel senso di chi ignora colpevolmente).

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Suzanne, come dice benissimo Amanda, è stata stuprata due volte. O forse di più. La violenza dell'emarginazione continua.

Grazie per averci raccontato questa storia, Dragor. Fa riflettere. O almeno, dovrebbe.

Un abbraccio,
HP

dragor

HP, quando ho sentito questa storia sono stato il primo a non crederci. Ero convinto che, con tutte le campagne di sensibilizzazione, l'atteggiamento nei confronti dell'AIDS fosse profondamente cambiato. Invece nel 2010 siamo come nel 1610. Dobbiamo prendere atto della realtà: ci sono terrori irrazionali che non moriranno mai.
Grazie a te per avermi letto, a presto, buona giornata

dragor (journal intime)

homing pigeon

ciao Dragor,

leggendo la tua replica mi è venuta in mente una straordinaria battuta, che certo tu apprezzerai: Benedetto Sedicesimo (si sono dimenticati "secolo").

Quanto grande è il contributo della Chiesa, e delle maggiori religioni in generale, nell'instillare terrori, anzi nel trasformare - pro domo sua - malattie in punizioni divine per miscredenti sporcaccioni?

Buon weekend, a presto,
HP

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