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24/03/10

Commenti

Marinella da Durban R.S.A.

WELL DONE MR. DRAGOR!

Alberto

Adesso che mi ci fai pensare, è un pezzo che volevo chiedertelo: tu parli italiano, ma con accento francese, vero? Come l’ispettore Clouseau: “Vorrei una stònsa” “Cosa?” “una stònsa, nespà?” “non ce l’abbiamo il nespà, l’abbiamo finito!”
;-)

Loredana

Sniff... pas d'accent ni en français ni en italien ... j'me sens incolore ;o))

Antonio Cracas

Non sono così d'accordo.

O meglio, nel XXI secolo il dialetto dev'essere una sorta di terza lingua. La prima lingua dev'essere quella nazionale, senza inflessioni dialettali.
La seconda l'inglese, per poter parlare con il mondo (che piaccia o no ormai è così).
Volendo, come terza lingua, quella della terra d'origine: il dialetto.

Per quanto mi riguarda, trovo impensabile che soltanto chi studia recitazione debba sapere la corretta dizione della lingua nazionale. E' orrendo sentire giornalisti in tv ed insegnanti di lettere con accenti inadeguati.

Credo che chi insegna e chi parla (per mestiere) pubblicamente debba saper parlare l'italiano con la dizione corretta. Anche questo sarebbe un segno di civiltà.

Buona giornata.

dragor

Antonio, non confondiamo l'accento con la forma. Si puo' avere una forma impeccabile e un leggero accento regionale (o nazionale quando si parla un'altra lingua). Anche in questo caso è questione di buon gusto. C'è l'accento volgare e quello raffinato. Io trovo simpatica una cadenza regionale che non sia pesante o sguaiata. Adoro l'accento creolo di mia moglie. Quanto ai dialetti, sono d'accordo: è meglio che rimangano nel cassetto. Quando pensi che la maggioranza delle persone non riesce nemmeno a parlare correttamente la lingua nazionale...

Buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

Pim

Giustissimo. Vero soprattutto che noi non ci accorgiamo del nostro accento. La prima volta che mi dissero "si sente che sei piemontese" (ero a Genova, tanti anni fa) ci rimasi quasi male perché non me ne rendevo conto. Solo in seguito feci caso al fatto che ognuno di noi conserva la cadenza del luogo dov'è nato; e che questa arricchisce il nostro vocabolario espressivo di sfumature uniche che nessuna scuola di dizione può (e deve) cancellare.

Bonne journée.
Pim

Davide Renda

Non sono d'accordo. Forse sarà per l'essere di madre piemontese e padre siciliano e di abitare fuori Italia, ma da sempre cerco di coltivare un accento "pulito" in qualsiasi lingua io parli.
Quando parlo italiano (in casa) cerco la pronuncia perfetta, così come quando al lavoro parlo inglese o francese o quel poco di tedesco che so. È un continuo sforzo, ma provo enorme piacere quando, ad esempio, un inglese mi chiede quali siano le mie origini perché non riesce a capirlo dall'accento.

 Eliane MICHELUZZI

Formidable et inoubliable Fernandel, comme c'est bien parlé de l'accent. C'est beau l'accent, c'est sympathique et cela n'empêche pas de s'exprimer correctement, lorsque notre père parlait avec son accent Italien nous adorions cela....nous avions un petit coin d'Italie dans la maison. Amitiès ..Eliane

Alex

Dipende Eliane. Quando un guascone sente il raccapricciante accento dei "gavaches" ha subito voglia di impiccarsi ;-)
Alex

Eliane Micheluzzi

ahahahah....j'admets volontiers Alex que certains accents........le mien est de Bergerac, l'on me dit qu'il est joli.....Eliane

dragor

Si' Alex, ma ma voi siete "los gavachos" degli spagnoli :-)

dragor (journal intime)

dragor

Eliane, si c'est l'accent de Roxane, c'est à voler les coeurs :-)

dragor (journal intime)

dragor

Loredana, mais comment t'as fait ça? Après 1/2 heure en Suisse je parle comme un taximan de Lausanne. L'accent suisse ça colle énormement :-)

dragor (journal intime)

dragor

Dipende Aberto. Dopo un soggiorno in Italia mi dicono che parlo con l'accento italiano. Ma quando devo passare rapidamente da una lingua all'altra, non capisco più che lingua parlo. In Italia a volte ho creduto di parlare francese con mia moglie e italiano con il cameriere, poi ho scoperto che avevo fatto esattamente il contrario e nessuno mi aveva capito.

Cia, a presto per mail

dragor (journal intime)

dragor

Lo penso anch'io Pim. Un accento regionale non è necessariamente volgare. Dipende dall'educazione di una persona. L'accento guascone, per restare in tema, è affascinante e molto sexy :-) Io adoro l'accento romano delle classi colte

Ciao, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Daviude, se veramente ti prendono per un infglese, dovrebbero chiederti di che contea sei. In Inghilterra c'è una quantità di accenti. Chi puo' dire qual è la pronunciza perfetta? E' un accento anche quello

dragor (journal intime)

Tesea

Mai dire ad un americano 'you have an accent'. E' considerato quasi un insulto.
Tesea

dragor

Thank you, ms Marinella

dragor (journal intime)

Marinella da Durban R.S.A.

Carinissimi tutti questi commenti, io sono ravennate e mio marito romano (de Roma) mio figlio piu' grande e' nato a Jesi (Marche) mio figlio piu' piccolo e' nato a Berlino.
Abbiamo girovagato per quasi tutta l'Italia, abbiamo vissuto come detto prima a Berlino e a Mosca , in famiglia si parla rigorosamente italiano e infatti i nostri figli non hanno accenti regionali.
Pero' ..... quando sono molto in collera con loro passo dall'italiano al russo quindi al tedesco e infine il mio dialetto, chissa' perche' con quest'ultimo ottengo il 100% e un I AM SORRY in inglese. Mio marito al contrario gli basta una frase in un ottimo italiano senza inflessione romana per ottenere un SCUSA PAPA'.
MI FA COSI' INCAVOLARE QUESTA COSA!
Da quando vivo in questo Paese tante persone sentendo il mio inglese mi chiedono se sono Portoghese, tutto cio' e' buffissimo adoro sentirmi cittadina del mondo nonostante cio' la mia S romagnola non riesco a perderla.
Marinella

marianna

Bellissimo post!
Peccato che io non abbia accenti...
Questo significa però anche che non ho radici.
E non è bello.
Non sto peccando di presunzione- credetemi- ma ascoltandomi parlare è difficile individuare la mia provenienza.
Qualcosa di Napoli affiora solo quando m'incavolo(viene fuori la vera Marianna!) o quando sono con persone di quell'area geografica(significa poi semplicemente nostalgia e voglia d'identità).
Qualcuno un giorno mi disse :"Beato il dialetto e chi ce l'ha!".
Io non ce l'ho.
Quanto a te, caro Dragor, interessanti osservazioni quando sottolinei che il dialetto è portarsi dietro un "pezzo" di patria.Anche all'estero.

Un abbraccio e buona notte.
Marianna

Pier

Bello risentire l'accento del marsigliese Fernandel e ricordarlo con lo splendido "accento" del grande attore e doppiatore Carletto Romano nei film di Don Camillo.
Nella scuola però accenti, dizione e dialetti creano anche problemi ai ragazzi.
Un amico mi raccontava che in una scuola elementare nel Cremonese , a Casalmaggiore, la maestra del sud pronunciava nei dettati "Cassalmaggiore" ed invece di libro, "libbro". Poi però nelle correzioni segnava la doppia "s" e "r" , come errori!
Si arrabbiò molto quando un ragazzino vivace glielo fece notare......
Pier

dragor

Tesea, "an accent" significa un accento di provenienza straniera. Gli americani sanno bene di avere l'accento americano e all'interno dell'America una quantità di accenti regionali. Ma "an" invece di "the" signfica latino, nigger, dago e altre definizioni poco lusinghiere per chi si vorrebbe WASP.

dragor (journal intime)

dragor

Marinella, cosi' il dialetto di Ravenna compie il miracolo che nemmeno il russo e il tedesco sono riusciti a ottenere. Dev'essere una lingua straordinaria, bisognerà che la studi anch'io. Qui da noi c'è una quantità di portoghesi, ma hanno un accento molto diverso da quello italiano. Mi sembra strano che i sudafricani lo confondano.
Buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, è molto raro conoscere qualcuno che non abbia un'inflessione anche leggera. Come osservi, sono gli altri che devono dirlo, perché alle nostre orecchie l'accento natio è un "non" accento. Ma quello che dici è profondamente vero: quando la gente si spazientisce, l'accento diventa più marcato o addirittura compare dal nulla. Segno che era latente e aspettava soltanto di manifestarsi. In un modo o nell'altro, la nostra identità non ci abbandona mai.
Grazie per il complimento,ma quella frase l'ho rubata a Fernandel :-)

Un abbraccio, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Pier, avere un accento non significa che si debbano storpiare le parole. Più che parlare con un accento, quella maestra parlava in dialetto. E' questo il sigificato della mia replica a chi in questo forum ha esaltato la virtù della pronuncia perfetta: la lingua dev'essere impeccabile. Soltanto cosi' un leggero accento regionale conserva tutto il suo fascino.
Nel video Fernandel recita un poema di Miguel Zamacoïs (1866-1955).

Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)
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A TUTTI: PER VEDERE IL SEGUITO DEI COMMENTI E LE RELATIVE REPLICHE, CLICCATE SULLA PICCOLA LINEA CHE VEDETE QUI SOTTO. GRAZIE

dragor (journal intime)

Silvia GM

@ DRAGOR & ACCENTO.
Veramente simpatico questo scritto… Posso raccontare una breve esperienza del mio passato?
Nel 1969 con il *mio accento marcatamente piemontese* di provincia torinese* andai a vivere a Como (causa trasferimento per lavoro di mio padre). Ovviamente come ‘aprivo bocca’ si percepivano le mie origini. Nel volgere di qualche mese assorbii la cadenza, l’accento comasco… con il loro modo di pronunciare le 0 chiuse, le E strette e non più è…. Ecc.. Tornata, mio malgrado, in zona d’origine, e portandomi appresso l’accento acquisita comasco-lombarda…. Qui in zona mi dicevano che parlavo *in un modo strano* !! Ed io più che mai sorridevo alla cantilena piemontese nhèèèèèèè. Alla quale mi ero disabituata.
Personalmente adoro il suono musicale armonioso caldo e colorato degli Spagnoli…. La RRRRRR francese con quell’accento elegantemente chic! Mi terrorizza quello tedesco ed olandese.
E quello inglese è stata una dannazione ai tempi della scuola. Con simpatia. Silvia GM.

p.s. dimenticavo: sarebbe bello parlare correttamente senza inflessioni regionali. Però, forse, sarebbe come perdere una parte di identità! E poi, oramai, ad un qualunque telegiornale, al giorno d'oggi, son rari coloro che pronunciano correttamente e si indovina da dove provengono. Per non parlare della recitazione in certe fiction o serie televisive o cinematografiche!

Loredana

Je n'ai aucun mérite Dragor. Je suis née dans une ville internationale et multiculturelle, cela lime pas mal de racines.

Salutations de G'nèèève ;o)))

Silvia GM

@ DRAGOR & ACCENTO.
Veramente simpatico questo scritto… Posso raccontare una breve esperienza del mio passato?
Nel 1969 con il *mio accento marcatamente piemontese* di provincia torinese* andai a vivere a Como (causa trasferimento per lavoro di mio padre). Ovviamente come ‘aprivo bocca’ si percepivano le mie origini. Nel volgere di qualche mese assorbii la cadenza, l’accendo comasco… con il loro modo di pronunciare le 0 chiuse, le E strette e non più è…. Ecc.. Tornata, mio malgrado, in zona d’origine, e portandomi appresso l’accento acquisita comasco-lombarda…. Qui in zona mi dicevano che parlavo *in un modo strano* !! Ed io più che mai sorridevo alla cantilena piemontese nhèè. Alla quale mi ero dis-abituata.
Personalmente adoro il suono musicale armonioso caldo e colorato degli Spagnoli…. La RRRRRR francese con quell’accento elegantemente chic! Mi terrorizzano quello tedesco ed olandese.
E l’ inglese è stata una dannazione ai tempi della scuola. Con simpatia. Silvia GM.
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Qualora lo avessi già spedito come non detto. Il fatto è che non ricordo se ho digitato sul tasto post
oppure solamente su anteprima senza poi cliccare su post. Chiedo scusa per la distrazione. Cordiali saluti. Silvia GM

pino

Ai molti "perfettini" che hanno commentato.
Dice lo chansonnier abruzzese 'Nduccio: "mi dicono: ma questo è dialetto...; rispondo: vediamo se riesci a parlarlo".
Grande.
Aggiunge Tolstoi: "vuoi essere universale? Parla del tuo villaggio".

dragor

Cara Silvia, un'esperienza interessante e rivelatrice. Le O chiuse e le E strette non sono semplici vocali ma rappresentano la differenza fra il concittadino e lo straniero. Da noi è lo stesso. Qui a Nizza, se uno è nato 10 metri al di là del Var si sente subito. Ovviamente per quelli al di là del Var siamo noi a parlare con l'accento.
Ciao, buona serata

dragor (journal intime)

dragor

Pino, questa è una sacrosanta verità. Partire dal particolare per arrivare all'universale. Se non parli di quello che conosci bene, è tutta accademia

dragor (journal intime)

vb (Vittorio Bertola)

Più il mondo si uniforma e si globalizza, più diventa importante conservare un tratto delle proprie radici, che la cultura globale mette in pericolo; senza pretese di superiorità rispetto alla cultura degli altri, ma con amore per un dono che deriva da mille anni di vita umana.

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