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« La Francia contro il burqa | Principale | Dichiarazione d'amore »

23/04/10

Commenti

Pasquone

Nizza: ci sono stato troppo poco, ma tra Croisette, Mercato, Museo Chagalle, Promenades la ricordo come un "luogo dell'anima", cioè universale, quindi molto più che francese o italiana.
Pasquone, cosmopolita

dragor

Caro Pasquone, è proprio vero: come tutte le belle città, Nizza appartiene al mondo. E' per questo che spesso ci appassioniamo tanto per difendere le belle città italiane, che sentiamo nostre come se ci fossimo nati e vissuti. A proposito, la Croisette non è nizzarda ma è il lungomare con il quale i nostri cugini di Cannes hanno cercato di copiare la Promenade des Anglais. Secondo qualcuno è ancora meglio dell'originale... :-)

Grazie della visita, buona giornata

dragor(journal intime)

Alex

Caro Dragor Patassola, perché non chiedere il ricongiungimentoriunioneannessione con Marsiglia. L'individuo si è pulito la mano durante i festeggiamenti a Chambéry (Savoia). A Nizza la gente preferisce pulirsi il c...con la bandiera francese...
Alex

Pim

Il nostro è un tempo in cui l'idea di appartenenza ad un Stato Nazionale ha fortunatamente perduto significato. Ormai si transita in modo inapparente attraverso le frontiere (perlomeno di quelle dell'UE), e questa è secondo me una grande conquista. Non dover più estrarre la carta d'identità lungo i tornanti della Val Roja... vuoi mettere la soddisfazione (oltre che la comodità)? Ecco, credo che la questione si possa (almeno parzialmente) risolvere come afferma Pasquone: Nizza non appartiene né all'Italia né alla Francia, appartiene all'Europa, appartiene al mondo.

Pim (utopista: letteralmente)

Alberto

Carina la pagina di storia. Ma in futuro? Immagina se tutti gli immigrati nordafricani, che in quella zona della Francia sono la maggioranza, fondassero una loro repubblica islamica...

marianna

Carissimo Dragor, gran bel post!
L'argomento è molto interessante anche se certamente controverso.
Io,fin dai banchi delle scuole elementari, studiando con molto entusiasmo la storia del nostro Risorgimento(i nostri insegnanti di allora mettevano molta enfasi nel raccontarcela) ho sempre pensato che dare, a suo tempo, Nizza e Savoia alla Francia, era stata una cosa ingiusta.
Nizza era la città natale di Garibaldi e la Savoia la terra di Vittorio Emanuele II e sopratutto dei suoi antenati.
A prescindere dalle figure storiche dei due personaggi, su cui si possono esprimere pareri storico-politici i più differenti e magari anche non del tutto benevoli, anche oggi io sono con coloro che considerano Nizza più italiana che francese.
Diciamo che comprendo benissimo il nizzardo che si rifiuta di stringere la mano a Sarko.
Così come sono con i corsi che si sentono più italiani che francesi.
Il mio pensiero ovviamente non è un gran pensiero.Più che altro è legato all'emotività di quegli anni della preadolescenza, in cui ho imparato ad appassionarmi allo studio della storia e sopratutto alla storia del mio Paese.
La piccola Italia,insigni ficante e stretta tra le grandi potenze dell'epoca, che poco o niente contava politicamente se non avessimo avuto, ad un certo punto del cammino, uomini della levatura di un Cavour, di un Mazzini e di un Garibaldi e di tanti altri giovani generosi, pronti a dare la vita per realizzare un grande sogno,l'Italia tutta, unita dalle Alpi alla Sicilia.
Nizza è stato,ob torto collo per noi, un furto comunque dei francesi.

Un abbraccio e buon proseguimento di serata.
Marianna

dragor

Alex, tutto ma non Marsiglia. Fra le cause del separatismo nizzardo ci sono i privilegi accordati dalla Francia a Marsiglia, come la scelta di farci passare tutte le linee ferroviarie per il Nord invece di farle passare per l'entroterra di Nizza che è rimasta più o meno una enclave.
Si', è Chambéry, ma nella foto non potevo mostrare un Nizzardo che si pulisce il c... con la bandiera francese. Me l'avrebbero censurata

Ciao, buon weekend

dragor (journal intime)

dragor

E' vero Pim, le frontiere politiche non esistono più, ma esistono le frontiere linguistiche. A un italiano che non parla francese Nizza sembra remota. Me lo hanno detto a Ventimiglia. Se fosse italofona, sarebbe un'altra storia.

Ciao, buon weekend

dragor (journal intime)

dragor

Alberto, la minoranza bianca di Nizza è in gran parte lepenista. Un ostacolo un po' duro da superare...

Ciao, buon weekend

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, a parte il referendum truccato (che in ogni caso è stato fatto solo pro forma), non riesco a considerare il passaggio di Nizza alla Francia come un furto. La città è stata liberamente ceduta dai savoiardi alla Francia in cambio dell'aiuto militare per conquistare la Lombardia e il Veneto. In termini puramente materiali l'Italia ci ha guadagnato. Vuoi mettere Nizza e Chambéry contro Milano e Venezia? Certo, ai Nizzardi non è piaciuto molto fare da moneta di scambio, ma questa è un'altra storia.

Un abbraccio, buon sabato, a presto

dragor (journal intime)

Tesea

L'annessione alla Francia infuriò parecchio bisnonni e trisavoli. Però ormai era fatta, e fu così che io ebbi una nonna francese.
Tesea

Marco

Certo che i filoitaliani Nizzardi si saranno sentiti cornuti e mazziati...scambiati per un'aiuto militare dato per fare finalmente un'Italia da cui venivano esclusi. Circa l'essere o meno una città italiana, gli stranieri venivano in Italia anche quando non era uno stato unitario e Nizza è stata certamente una città italiana nello spirito e nell'ambiente. Fino all'elezione di Estrosi a nuovo sindaco direi che c'era una vena "filosabauda", un legame con Torino che mi pareultimamente meno forte; il "pouce" di César davanti al municipio al posto del Carlo Felice mi pare che segni tangibilmente il maggior legame auspicato verso Parigi.
Per il resto c'è ben poco di italiano ancora...la messa alla chiesa di piazza Garibaldi è forse l'unica vera tradizione rimasta, n'est pas?

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