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REMEMBERING ADELE

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14/07/10

Commenti

Alex

1 la révolution française ne fut pas une révolution violente mais pacifique.
2 le petit ajaccien n'a rien à voir avec la révolution française ; celle-ci, se termine en aout 1793.
3 Pour répondre à la question : jamais. Les italiens...Beppe Grillo, Di Pietro, Bossi ont un point commun : ils sont vieux. En 1789, les révolutionnaires français avaient 20 ans.

Pim

Come mai non prendiamo la nostra Bastiglia? Le risposte possibili sono tante. Una è che non abbiamo la percezione di ciò che ci sta capitando: a meno che non si soggiorni per qualche tempo all'estero, o si ascoltino le opinioni di chi ci vive. "Non c'è nessuna crisi", "Siamo fuori dalla crisi", "Stiamo meglio di altri paesi", i quattro pensionati sfigati della P3... tutto va bene, madama la marchesa. La maggioranza della popolazione dimentica presto, oppure si è assopita sui servizi rassicuranti del Tg1. Altro che prise du pouvoir: è tempo di tintarella.

Bonne journée.
Pim

Ivano

Noi avremmo bisogno di una Bastiglia per metterci dentro un pò di personaggi, che oggi ci comandano come fossero degli aristocratici...e magari anche qualche prete (è chiaro che tu gradiresti molto)
Buona festa.
Ivano

Alberto

A quando la rivoluzione italiana? Probabilmente mai. A meno che tu non voglia considerare “rivoluzione” la spedizione dei Mille, che ha spazzato via i Borboni, per rimpiazzarli però con un’altra monarchia, quella dei Savoia.

Purtroppo hai ragione, gli italiani non hanno mai avuto il coraggio di ribellarsi a re e padroni in passato, figuriamoci se lo faranno adesso. Perché adesso è molto più difficile di prima ribellarsi. Come anche tu ci ricordi, 200 anni fa in Francia una minoranza, composta da aristocratici e preti, viveva alle spalle della popolazione. Allora fu facile ribellarsi: eravate 100 contro 1! E anche i nemici erano facili da individuare. Ma adesso?

La popolazione italiana è completamente soggiogata da un regime che la controlla in maniera capillare. L’Italia è il paese delle 100 mafie: partiti politici, massoneria, vaticano, confindustria, banche, giornali. Ma anche sanità, pubblica amministrazione, scuola. Eccetera, eccetera. Non c’è settore della vita pubblica, politica ed economica dove non regni la corruzione, il malaffare, le raccomandazioni, il servilismo.

E io credo che gli italiani – e questa purtroppo è la cosa più grave – siano ormai diventati, per la maggior parte, come chi li governa: disonesti e arroganti. Per me non ci sono speranze: l’Italia resterà così. Basti pensare al fallimento di tangentopoli: Di Pietro-Robespierre aveva iniziato a far rotolare un po’ di teste. Ma poi avendo capito che erano troppe le teste da tagliare ha preferito lasciar perdere e si è dimesso da magistrato. E adesso siede in parlamento insieme a molti di quelli che 20 anni fa aveva mandato sotto processo. Questa è l’Italia, caro Dragor. Ma quale rivoluzione! Qui è una continua restaurazione!


Lontano

Abbiamo tutti la pancia troppo piena per fare la rivoluzione...
Panem et circenses, ricorda nulla?

tesea

La rivoluzione? Tutt'al più faremmo un'altra guerra civile.
Tesea

 dragor

Alex, la révolution se termine en 1793 mais ses acquis perdurent. D'où étaient-ils issus le droits civils comme le divorce ou l'instruction publique que Napoléon exportait à la suite de ses campagnes? Avant la révolution ils n'étaient pas reconnus

dragor (journal intime)

 dragor

Pim, per fortuna nel 1789 non 'era Rai 1, altrimenti saremmo ancora nel medioevo
_____________________________________________________ Ivano, se ci mettessimo i preti, la rivoluzione la farebbero loro
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Ottima e lucida analisi caro Alberto. Per una rivouzione occorre la percezione dell'interesse collettivo ma in Italia prevale quello particolare, parcellizzato in centinaia di piccole mafie con altrettante rendite di posizione. Cosi' prima o poi tutti finiscono per aggregarsi alla mangiatoia dello stato e riciclarsi nel sistema
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Grazie a tutti per la visita e i commenti, buona giornata, a presto
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dragor (journal intime)

 dragor

Si', Loredana. Attualizzato, suonerebbe "panem et mediaset" :-)
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Tesea, una cosa non esclude l'altra. Anche la rioluzione francese è stata una guerra civile,Parigi contro tutti.
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Grazie a tutti per la visita e i commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

Alex

ouais, enfin, le type faisait plutôt dans l'importation. Il traverse le Piemont et la Lombardie, franchit la Piave et le Tagliamento. A Verone et à Milan, des populations en délire accueillent les français. Il poursuit jusqu'à Venise avec Baraguey d'Hilliers et en profite pour voler les chevaux de Saint-Marc !

Marinella da Durban R.S.A.

Carissimo Dragor, concordo con te al 100%, noi italiani invece ... o fa troppo freddo, o fa troppo caldo, o e' troppo lontano, o e' cosi' vicino, insomma "che fatica!" ci va bene tutto e non ci va bene niente ma quando c'e' da alzare il sedere beh! forse lo fara' qualcun altro per noi!
Stiamo perennemente con un piede in due scarpe anche quando stavamo con le pezze al culo aspettavamo la divina provvidenza come santa madre chiesa ci ha insegnato.
Eppure siamo un popolo di emigranti il che significa che i sacrifici li sappiamo fare ma una Rivoluzione e' mica roba da poco!
Non l'abbiamo fatta contro il fascismo e la D.C. ci ha governato per 50 anni, l'avremmo potuto fare per Tangentopoli e invece hanno eletto Silvio Berlusconi, se si fosse presentata Wanna Marchi avrebbero votato pure lei.
Credo sia nel nostro DNA e la cosa mi preoccupa non poco, fortunatamente vivo all'estero!
Un abbraccio da Marinella

 dragor

Alex, toute révolution a son petit bonus :-)
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Ciao Marinella, che piacere risentirti. Gli italiani avranno un'altra occasione storica di fare la rivoluzione quando l'Eurabia sarà una realtà e gli islamisti cercheranno d'imporre la sharia. Se non si sveglieranno nemmeno stavolta, si ritroveranno in djellabah e niqab.
Un abbraccio anche a te. Finito il baccano delle vuvuzelas, l'Africa del Sud è diventata più vivibile?
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Grazie a tutti per la visita e i commenti, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

STEFANO

Cosi' scopriamo che la Francia ha fatto la prima vera Rivoluzione laica,democratica.Certo.Il 20 Dicembre 2007,dopo avere appositamente pagato il capo del piu' spregevole e scellerato governo della nostra storia repubblicana,ed accompagnato da un odioso trafiletto anonimo sull'Organo Ufficiale del Gollismo,il CORRIERE DELLA SERA,arrivava a Roma il neo presidente Francese Sarkozy.Fedele alla vocazione insolente ma anche imbecille del Gollismo,e sicuro,avendo pagato,di non sollevare problemi,Sarkozy passava DUE GIORNI in Vaticano in compagnia del papa,di cardinali,e la sua visita culminava con la celebrazione in S.Giovanni in Laterano,del quale i Re Francesi ed i presiedenti Gollisti sono Canonici Onorari(pare che cio' li autorizzi a dire la loro sull'elezione dei papi).Poi,con comodo,dopo avere scorrazzato per due giorni,come ho detto,per Roma,si accomodava da Napolitano e dal suo(di Sarkozy) squallido maggiordomo:Prodi.La visita terminava con l'annuncio della nacita dell'Unione del Mediterraneo il cui scopo,cofessava il CORRIERE,era l'emarginazione dell'Italia da un'area strategica.Noi la nostra piccola rivoluzione l'abbiamo fatta:abbiamo cacciato la marmaglia prodiana.Ma resta una domanda:la Francia è figlia della Rivoluzione,o è il piu' cattolico dei Paesi,al punto di interferire negli affari interni del Vaticano e indirettamente,a scopo provocatorio,in quelli dell'Italia nella sua capitale?In questa capitale la nostra rivoluzione l'abbiamo fatta,e si chiamava Repubblica Romana.Schiacciata da marocchini drogati in divisa,come quelli sfilati il 14 Luglio a Parigi:comandati da francesi chiamati dal papa:non male,come coerenza.

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