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« Bruciare il Corano? | Principale | Francia, il burqa diventa fuorilegge »

13/09/10

Commenti

Alberto

Sono perfettamente d’accordo. Alcuni anni fa un bidello della mia scuola si rifiutava di usare la fotocopiatrice perché diceva che le istruzioni non erano scritte in napoletano. Perché il napoletano non è un dialetto, ma una lingua. Una tesi sostenuta da molti intellettuali – ovviamente tutti napoletani. E poi ci lamentiamo se la Lega propone di studiare il dialetto lumbard nelle scuole!

Qualcuno dirà: “oh bella, ma te tu sei tos-hano, è facile parlare!” E invece no. Anche io faccio ogni giorno i miei sforzi, per cercare di eliminare dalla mia parlata l’accento “tos-hano”. Così dovrebbero fare tutti, sforzarsi di parlare almeno l’italiano. In Italia, caro Dragor, sarebbe già un bel passo avanti!


Marinella da Durban R.S.A.

Concordo sia con Dragor che con Alberto, nella mia famiglia si parla per forza italiano essendo io romagnola e mio marito romano, poi i nostri figli sono cresciuti in giro per l'Italia acquisendo qualche cadenza regionale persa per strada avendo vissuto sia in Germania che in Russia, ora che viviamo in Sudafrica si parla inglese e a scuola studiano come terza lingua il francese, fra qualche anno andremo a vivere in Mozambico e dovremo imparare il portoghese.
Abbiamo sempre consigliato loro che per vivere e lavorare nel Mondo si devono imparare piu' lingue possibili e mi pare che siano sulla buona strada.
Marinella

Silvia GM

@ DRAGOR: ai tempi in cui frequentavo le medie circolava l’idea di una lingua unica
Mondiale = L’ ESPERANTO. Non ricordo che fine fece, ma a quanto pare l’Inglese prevalse; con esso bene o male te la cavi ovunque. Si difende bene anche lo Spagnolo. Il Francese un tempo era il più parlato (ait tempi del Cavour e dintorni); mi pare primo in classifica alla faccia dell’Inglese. In passato la lingua (morta) Latina regnava come una principessa. Ma è roba d’altri secoli. Tu pensa che solo il dialetto piemontese cambia nel raggio di pochi km. Un torinese fatica a capire un alessandrino od astigiano. Nella zona delle Langhe hanno terminologie ed inflessioni diverse da quella del Saluzzese. In pratica non ci capiamo (per chi parla il dialetto) fra di noi.
Però credo che ** la-lingua- dei -gesti** a noi Italiani viene bene e spontanea. Il problema è che, in giro per il Mondo, non tutti gli stessi gesti hanno lo stesso significato. E’ consigliato fare molta attenzione. Buona giornata.
@ ALBERTO: ma perché TE TU VOI cancellare le inflessioni dialettali? Sono così carine; e facceamose riconnosceee… da nord a sud da est ad ovest. Neppure più gli speaker dei telegiornali espletano senza cadenze regionali.

umberto novara

Dragor hai mille ragioni,il problema dovrebbe essere molto sentito nel nostro Paese (Italia): pensa la difficoltà storica per arrivare ad una lingua nazionale comune. Le lingue 'minori' (in senso numerico,perchè ogni lingua è sempre 'maggiore'per dignità) compresi i dialetti,sono una ricchezza per chi si è formato con esse (Herder:l'uomo è creatura del linguaggio,non è il linguaggio ad essere creato dall'uomo), e sente il dovere di 'curare' la lingua nazionale. Per l'Italia ( ma non solo) il mezzo che ha ,avrebbe dovuto ,dato il maggior contributo è la RADIO e la TELEVISIONE. E,chiediamoci: come si presenta la realtà,quella vera? Se volete risparmiare fatica,qualche volte riferitevi a Striscia la notizia,per averne un campione. CONFESSO che quando sento alcune badanti,ecc. provenienti da altri paesi europei, parlare un italiano di livello superiori a quello di certi "italiani" , vedo che i conti non tornano.

umberto novara

Dragor,so che hai una pazienza infinita. Forse 'rompo' un po' troppo;anche Silvia mi perdonerà. Oggi:INIZIO lezioni nella quasi totalità delle regioni italiane. Riforma Gelmini: abolizione dell'insegnamento-studio del latino nei licei scientifici. Io ho insegnato per trent'anni in un liceo scientifico,ho studiato (e provenivo da una famiglia povera) prima nella vecchia scuola media pre riforma del governo di centrosinistra (attuale,ancora,scuola media unificata) dove il latino era ,sbagliando SOLO per l'esagerazione, il padrone di casa,poi in un liceo classico, dove...lo sanno tutti.Posso avere la presunzione di conoscere UN PO' il problema? LA GELMINI, che però ha solo una parte di colpa,visto che questa abolizione era richiesta,ecc.ecc. da tanti Soloni della scuola,che poi verseranno lacrime di coccodrillo, si rende conto di cosa significa? Faccio un esempio: una quindicina di anni fa' eravamo bombardati (noi insegnati)da corsi di aggiornamento, nei quali si ripeteva ( i Soloni): la scuola deve diventare luogo di socializzazione, lo star bene, lo studente protagonista, educazione stradale alimentare sessuale teatrale musicale gite,gite,gite... Conseguenze ( perchè direte che sono un reazionario;io allora denunciavo che si scherzava sulla pelle dei ragazzi): giro di vite da un paio di anni con le sanzioni,voto di condotta...visto certo bullismo,lassismo,...ismo,....ismo, e che lo studente italiano medio è agli ultimi posti della classifica europrea,ma non solo nelle materie scientifiche,anche linguistiche,di comprensione di un testo. E l'abolizione del latimo è una buona riforma? MORATTI,GELMINI: bla,bla bla...

Alberto

Cara Silvia, le inflessioni dialettali sono carine, come dici tu, quando le usano i comici – da Grillo a Benigni, da Totò a Ficarra e Picone. Ma quando le usano le persone normali, che magari stanno facendo un discorso serio… fanno ridere i polli! E quando queste persone cercano di parlare una lingua straniera? YESSE, DENGHIU, HAUARRYOU? Doppie risate!

Silvia GM

@ Alberto, sì su questo hai ragione. Quando si tratta di lavoro, di argomentazioni serie percarità. Però non credo ci si debba vergognare per una inflessione. Ma tu pensa agli stranieri che parlano l'italiano?
Mica si fanno problemi per la loro pronuncia. Anche loro 'fanno sorridere'; un americano in stile
'Stanlio ed Olio',
per fare un esempio. Forse siamo più noi che ci facciamo problemi sulla ns. pronuncia in lingua straniera.. non ben parlata. Però non saprei se fa più ridere una parlata inglese (o in qualunque lingua) italianizzata? O un inglese (o straniero) che parla italiano inglesizzato francesizzato ec... Siamo tutti 'carini' credo.Un saluto.

Pim

Le lingue non sono inutili finché esiste qualcuno che le parla. La questione rientra piuttosto nel paradosso della globalizzazione: ovvero la contemporanea regionalizzazione, spesso esasperata perché difensiva. Va bene conservare le culture locali (non dobbiamo dimenticare le nostre radici), ma in un mondo sempre più villaggio globale è inutile frapporre tra sé e gli altri delle barriere (linguistiche, in questo caso). L'esperanto ha rappresentato il tentativo ridicolo di creare un idioma universale su base artificiale: un tempo il francese e oggi l'inglese svolgono questa perfettamente questa funzione. Bene conoscere il catalano o il piemontese (neh?), ma ai fini pratici meglio conoscere almeno una delle due (tutt'e due se possibile).

Aufwiedersehn!
Pim

Alex

Ci sono 75 lingue in Francia ! (senza contare i dialetti) e la gente parla francese. Non è colpa della lingua basca, se uno studente nizzardo non riesce a dire quattro parole in inglese o in spagnolo dopo 10 anni di studio !
Presto, Muzungu, non avrai più nulla da invidiare a tua moglie :
http://orange8454.over-blog.com/ext/http://mwanasimba.online.fr/
Alex

Eliane Micheluzzi

Quel succès cet article, je pense comme Marinella que nous pourrions apprendre plusieurs langues pour se sentir à l'aise partout, il faudrait les enseigner dès l'école primaire là où les enfants sont les plus réceptifs à apprendre, je le vois déjà avec mes petits enfants qui commencent à parler l'Anglais et l'Espagnol et cela se fait sans difficulté.....L'esperanto n'était pas une si mauvaise idée en réalité..Amitiès...Eliane

marianna

Sono d'accordissimo con te, caro Dragor, sulla quasi inutilità di certe lingue minori, che hanno un senso solo se fatte proprie per specifiche e mirate ragioni di studio.
Ormai bisogna, per superare le barriere dei confini territoriali, conoscere ovviamente l'inglese e ,in seconda e terza battuta,il francese e lo spagnolo.
Per lo spagnolo penso ai numerosi Paesi dell'America latina e non soltanto.
Mi riferisco, ad esempio, agli USA, dove pare sia la seconda lingua parlata.
Insomma occorre rimboccarsi le maniche, un po' per tutti, giovani e meno giovani, e mettersi a tavolino e/o viaggiare.
Questo ci chiede il nostro tempo.
Bel post interessante.
Quanto alla povertà della lingua italiana d'oggi, ti segnalo un libro , fresco di stampa, del prof.Luigi Beccaria dal titolo "Il mare in un imbuto", edito da Einaudi.
In questo saggio,per altro fruibile per lettura a tutti, si denuncia la sconfortante situazione linguistica dell'italiano scritto e parlato d'oggi.
Se ti capitasse tra le mani...dagli un'occhiata.

Un abbraccio e buon proseguimento di giornata.
Marianna

Eliane MICHELUZZI

Pour la première fois je viens de traduire avec Google les commentaires italiens tu as raison c'est vraiment mauvais, je n'en reviens pas, il y a beaucoup de travail à faire !!!!!! Eliane

dragor

E' vero Alberto, ho scritto vari post sulla deplorevole ignoranza della lingua. Quanto all'accento, rappresenta sempre l'inizio di una deriva, di un tentativo di tornare alla lingua materna aggirando quella che si deve parlare per forza e che di solito viene da lontano. Nemmeno i toscani possono parlare ufficialmnente quella che parlerebbero a casa loro. Non c'è da stupirsi se poi ognuno cerca di adattare le lingue straniere alla propria pronuncia.

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marinella, è giusto quello che dici. Volenti o nolenti, dobbiamo accettare l'inglese come prima lingua internazionale. A scuola mia figlia, che è francofona, ha studiato anche lo spagnolo che è la seconda lingua occidentale più parlata nrl mondo. Resta da vedere se saranno gli inglesi a imparare l'inglese o noi a imparare il cinese...

dragor (journal intime)

dragor

Umberto, avendo seguito il percosrso scolastico di mia figlia dalla materna all'università, concordo con te sul peggioramento qualitativo dell'insegnamento. Perché in Francia stiamo peggio che in Italia, specialmente per quanto riguarda la cultura umanistica.E' difficilissimo trovare una sezione dove s'insegni il greco e il latino, a Nizza ce n'è una sola su 15 licei. La storia dell'arte è "materia rara" , presente solo in rare sezioni dove viene insegnata da professori di altre materie riciclati per l'occasione. I programmi sono stati adattati alle banlieues, come dire che si cerca di non offendere la sensibilità degli arabi con scienze, storia e letteratura. E questo è solo l'inizio...

Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Cara Silvia, l’esperanto ha fatto la fine che meritava una lingua sen’anima, creata artificialmente. Una lingua non è soltanto una lingua ma anche una cultura, portatrice di un patrimonio storico e psicologico. Non siamo noi a scegliere le lingue, sono le lingue a sceglierci e per il momento l’inglese si è imposto come prima lingua internazionale in attesa di essere soppiantato da qualcun’altra, magari il cinese. Per i dialetti, da noi è lo stesso. Se parlano i rispettivi patois, un abitante di Nizza e uno di Antibes non si capiscono.
Hai perfettamente ragione sui gesti. In Romania per chiamare un cameriere gli si manda un bacio. Immagina che cosa succederebbe se lo facessimo da noi...

dragor (journal intime)

dragor


Pim, si’, ma bisogna riconoscere che una lingua parlata da 4 gatti è utile solo a 4 gatti E quando i 4 gatti cercano d’imporla a tutti, come fanno i catalani, diventa una gran rottura.. Ferma restando l’importanza dell’inglese, mi sembra che oggi il francese serva a ben poco se non si va nell’Africa occidentale, in Belgio, In Svizzera o nel Québec, con buona pace dei fans della francofonia. Credo che, dopo l’inglese, sia più importante lo spagnolo. (quello vero, il castigliano).

Ciao, a presto

dragor (journal intime)

dragor

Alex, hai colpito nel segno. Mia figlia ha imparato più inglese in 1 mese a Londra che in 10 anni di studio in Francia. Quanto allo spagnolo, che pure ha studiato a scuola, lo parlo meglio io che non l'ho mai studiato ed è tutto dire...
E' un'idea, adottiamo lo swahili anche in Europa come lingua internazionale. Almeno gli africani smetteranno di riderci dietro

dragor (journal intime)

dragor


Eliane, je n’ai pas encore connu un étudiant issu de l’école publique, y compris ma fille, qui parle correctement une langue étrangère. Ma fille a appris plus d’anglais en 4 semaines à Londres qu’en 10 ans d’école. Pour parler et bien comprendre une langue il faut une école spécialisée ou un long séjour à l’étranger. Oui, l’espéranto était une utopie, charmante comme toutes les utopies mais sans racines dans la réalité. Le succès de l’article signifie que les gens sont sensibles aux questions de langue, ça regarde tout le monde.Le traducteur de Google a un avantage: si on a le cafard, ça fait rigoler...

Bonne journée, un petit bonjour à la belle La Rochelle

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, m'interessano molto i libri sulle lingue e leggero' certamente il libro di questo omonimo del grande pensatore del XVIII secolo. Graeze per la segnalazione.
E’ vero, oggi senza inglese non si va lontano. E purtroppo questo dà un ingiusto vantaggio agli anglofoni: in tutti i congressi e anche in politica fanno la parte del leone, perché padroneggiano la lingua meglio degli altri. Se fosse per me, adotterei una lingua internazionale come l’esperanto, almeno questo metterebbe tutti su un piano di parità. Ma purtroppo non siamo noi a scgliere le lingue, sono loro a imporsi con la forza dell’economia e della cultura.

Un abbraccio, a presto

dragor (journal intime)

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