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REMEMBERING ADELE

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05/11/10

Commenti

Pim

"Cosa c’è di più romantico di tre donne che pedalano per Copenhagen?", mi raccontò un tempo un'amica. "Noleggiammo tre bici, tipo Graziella e girammo la città in lungo e in largo; nei giorni a seguire, però, il supplizio dei sellini troppo rigidi si trasformò in grossi ematomi. Difficili da giustificare se qualcuno se ne fosse accorto una volta tornate a casa...".
Spero che a te non sia capitato!
Bentornato.

Pim

Alex

E' stata davvero un'ottima idea : andare a Copenhagen ad allenarti in bici ! Hu jintao è da voi per comprare tutta la ballera nizzarda. Cosi, non avrai bisogno di un corso di riconversione professionale, un posto di conducente di rickshaw ti aspetta !
Alex

Homing Pigeon

Oooh, bentornato Dragor. Cominciavo a preoccuparmi. Non è da te lasciare un vuoto di sei giorni...

Si vede che te la stai spassando in Danimarca. Contento per te. Goditi le tue pedalate... e continua a raccontarci del tuo viaggio. Davvero bello questo post sulla cultura della bici in Danimarca.

Ciao, a presto,
HP

Demata

Da quelle parti e tutto "ganz flach", per dirla alla germanica e d'inverno il ghiaccio aiuta la pedalata e complica la vita ai mezzi di un certo peso. Infatti, come potrai notare se resti a lungo, ci sono più bici d'inverno che d'estate ...

Inoltre, Copanhagen, come Hamburg, Brema eccetera, sono a misura d'uomo ed hanno tante metro e tutt questo rende la città "opportuna" per le bici.

Nelle grandi città italiane come Roma o Napoli, calde, collinari e densamente trafficate la bici è ridicola.

Fino ad un pòo' di tempo fa, a Roma, ti avrei consigliato uno spettacolo imperdibile riguardo le bici.
Se ti collocavi in un bar che affacci su piazza dei 500 e/o della Repubblica, possibilmente prime ore del pomeriggio, con un po' di pazienza e fortuna potevi ammirare Piero Sansonetti, ex direttore di Liberazione, arrancare sudaticcio in bici (rigorosamente d'epoca con cartella laterale doc, ovvero non ammortizzata ed abbondantemente sbilanciata) arrancare sui sampietrini circondato da una calca di autovetture strombazzanti.

Ciclisti ...

Ciao
P.S. C'è una sola cosa migliore di un quattro tempi ottocilindri: un diesel quattrocilindri turboaspirato.
Peccato che non li montino sulle moto.

pieromuzio

Ma guarda questo caro DEMATA che commenta qui e però ha bloccato da lui su Minima Moralia i commenti.
E lui lo sa bene perchè sono mesi che glielo ricordo, via via su Cracas, Irene, Pim, Gobettiano e l'altro ieri anche qui su "Delitto di sciopero". Elimini almeno il titolo "Ultimi commenti" ed il riquadrino degli stessi, erbacco!
Torno al tema !
Sulla bici da vecchio ciclista in gioventù , dico che l'estate scorsa ho provato a Milano il "Bike sharing" , le bici gialle del comune, molto complicate da prendere la prima volta, poi capite bene tutte le procedure, va meglio.
Ho 73 anni e l'ho fatto per provare,durante le ferie di Agosto con poco traffico ed abbonamento mensile.
Molto bello e divertente ma nelle zone pedonali.
Partendo dall'Arco della Pace (Sempione) attraverso tutto il Parco, via Dante, Cordusio e Duomo, si arriva in San Babila molto bene e rilassati.
Altrove rischi la pelle e le piste cicalabili, poche, anche dove ci sono sono una gara ad ostacoli per auto e moto,molte, in sosta, buche e cavalletti per lavori e poi spesso terminano nel nulla..... un muro, un semaforo.... e basta.
DEMATA
ami le moto ed i motori? io si ed ieri sera fino alle 22:00 sono stato al Salone del Ciclo e Motociclo , alla Fiera di Rho-Pero.
Non amo molto invece i motociclisti ed automobilisti, pazzi ed incoscenti. Due settimane orsono ne ho trovato uno, moto BMW RS...1200 mi pare, mia ha urtato e dopo aver fatto il cafone maleducato, abbiamo anche scoperto che non era assicutato......
Pier

marianna

Grazie, carissimo Dragor, per questo simpatico resoconto sull'interesse dei danesi per la bicicletta!
Sono realmente da invidiare e, possibilmente, piuttosto da imitare.
Almeno in quelle zone delle nostre città dove non si corre pericolo.
Un abbraccio di buona notte!
Affettuosamente,Marianna.

 dragor

Pim, no, è capitato a mia moglie. La scelta di una bicicletta idonea è fondamentale. Purtroppo lei ne ha scelta una non idonea. In ogni caso ho accettato le sue giustificazioni :-)
Ciao, a presto

dragor (journal intime)

 dragor

Niente paura caro Alex, non ho abbandonato il posto di combattimento. Ne quitte pas. Lunedi' vedrai come ti sistemo Hu Jintao e l'indecoroso leccaculismo nizzardo!

dragor (journal intime)

 dragor

Ciao HP, grazie per il bentornato. Non mi sono assentato a causa del viaggio, ho avuto dei problemi di lavoro. Da adesso dovrei essere più presente. A proposito, fra poco mi sfratteranno dalla Stampa e dovro' fare l'upgrade se non voglio perdere tutto il blog. Conto sul tuo consiglio!
A presto, good night

dragor (journal intime)

 dragor

Ciao Demata. Questo Sansonetti ha un bel coraggio ad andare in bicicletta a Roma. Io non ci andrei nemmeno se mi pagassero. Ho notato anch'io che il tuo blog non prende più commenti. Come mai? Non puoi avere ricevuto più insulti di me!:-)))

Ciao, buona notte

dragor (journal intime)

 dragor

Cara Marianna, per imitare la Danimaca non basta fare le piste ciclabili e i postegtgi di biciclette pubbliche. Occorre una cultura della bicicletta che non si puo' improvvisare, specialmente nel paesi dove c'è il culto dell'automobile. Vedi il caso della mia città dove circolare in bicicletta è un suicidio. Per creare una cultura della bicicletta bisogna che prima la gente cominci a considerare la macchina un mezzo di trasporto e non uno status symbol o un simbolo sessuale. E per questo occorrono decenni

Un abbraccio affettuoso, buona notte

dragor (journal intime)

ross

A torino sono meno presuntuosi : la bici non la si prende molto , anzi quasi niente , solo qualcuno che ne ha comodità , e sulle piste ciclabili che Diego Novelli fece al posto della linea metropolitana, nel tratto più cittadino ci cacano i cani della crocetta.
Siamo mica scemi a torino!

castalia

Ho fatto l'erasmus a Muenster, 10 mesi, anche quella è una città a misura di bicicletta, la stragrande maggioranza delle persone usa questo mezzo per spostarsi, fare la spesa, portare i bimbi a scuola/asilo, andare al lavoro.
Ogni (OGNI) strada ha la ciclabile accanto, ci sono una miriade di regole da seguire, tipo: bisogna andare sul lato della strada giusto (seguendo la direzione delle macchine per capirci) che è bello perchè così non rischi di trovarti gente che arriva contromano, tenere la destra per permettere alle altre bici di superarti agevolmente, non si può viaggiare affiancati per lo stesso motivo, bisogna avere campanello e luci funzionanti (pena multa), ci sono semafori appositi, gli incroci vanno affrontati in senso antiorario, in modo da mantenere sempre il giusto senso di marcia, c'è la polizia in bici che fa le multe a chi non rispetta le regole, a chi viaggia con il lettore mp3 nelle orecchie, a chi parla al cellulare, a chi non rispetta i semafori...
Io ho preso una multa il secondo giorno che ero lì, era un punto particolare, c'era solo il semaforo per le macchine e la ciclabile proseguiva dritta, non avevo capito che in quel caso quel semaforo valesse anche per me: 20 euro, non trattabili!
Ma sono stati 10 mesi stupendi, potevi andare ovunque in bici, al sicuro, senza rischio di essere investito. Addirittura potevi salire in autobus portando la bici (pagando il biglietto anche per lei ovviamente), cosa che mi è tornata utile la volta che ho bucato :).
Quando sono tornata a Modena mi sono sentita persa e in pericolo, ciclabili inesistenti, e quando ci sono finiscono nel nulla, la gente ci parcheggia sopra, le macchine le attraversano senza controllare se stia arrivando qualcuno in bici.
Come dici tu per far si che una città sia a misura di bici deve cambiare la mentalità, non basta mettere ciclabili!!!
A muenster appena arrivi con il treno vedi una distesa di biciclette parcheggiate, c'è addirittura un parcheggio sotterraneo con mi pare 3000 posti bici :)
Una figata!

Buon domenica Dragor!
Castalia

 dragor

Ross, almeno servono aqualcosa. Sarebbe peggio se i cani sporcassero i marciapiedi

dragor (journal intime)

 dragor

Cara Castalia, sono felice di avere trovato un'anima gemella, almeno per quanto concerne le 2 ruote. Grazie per questa splendida testimonianza sulla città di Muenster che a quanto pare non ha niente da invidiare a Copenaghen. Perché da noi non si riesce a creare una vera cultura della bicicletta? Probabilmebnte perché esiste una cultura dell'automobile. Per dare alla bicicletta il posto che le conpete, bisogna che prima l'automobile sia considerata soltanto un mezzo di trasporto e non uno status symbol o un simbolo sessuale. In certi paesi il cammino è ancora lungo

Un caro saluto

dragor (journal intime)

Valentina

Dragor, però se aspettiamo che siano la mentalità e la cultura a cambiare, possiamo metterci il cuore in pace e aspettare all'infinito...e parlo da torinese senza automobile che ha vissuto tre anni a Copenhagen! Secondo me i potenziali ciclisti vanno incentivati costruendo piste ciclabili sicure, parcheggi pubblici per bici, ecc; E chiaramente facendo rispettare gli spazi destinati ai ciclisti! Certo, di pari passo bisogna anche costruire una cultura della bici: non so più quante lettere ho letto, su Specchio dei Tempi, di torinesi arrabbiato con i ciclisti maleducati ma che non facevano minimamente cenno alla molto più imperante e pericolosa maleducazione degli automobilisti!

Ciao!

Dr.K.

e pensare che basterebbe vietare i cventri storici alle auto dei non residenti e rendere tutto ciclabile.
Bici forever, abbasso le auto. Spero che la fiat fallisca, così dopo un bel bagno di sangue magari si mette a produrre pannelli solari e le auto le rottamiamo tutte!

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