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REMEMBERING ADELE

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« La collera del lago | Principale | Egitto, rivoluzione francese o rivoluzione islamica? »

11/02/11

Commenti

Pim

Eh, ma le parole sono pietre, spesso fiondate a casaccio. O come la plastilina, adattabili a qualunque circostanza. Chissà poi se Maometto voleva proprio dire ciò che ha detto oppure, com'è capitato ad altri profeti, gli hanno messo in bocca parole che non si sarebbe mai sognato.

In ogni caso, la questione del multiculturalismo è apertissima, ogni Paese sta adottando strategie differenti e non si sa bene quale sia la migliore - o la meno peggio. La Francia punta all'integrazione tout court, la Gran Bretagna all'assimilazione politica, la Germania tratta gli immigrati come ospiti, l'Italia applica il laissez faire (naturalmente!)... Non esiste un modello, e non è detto che quelli attuali saranno mantenuti: infatti la Gran Bretagna sta avendo dei ripensamenti. Vedremo che cosa succederà in seguito.

Buon pomeriggio, ciao.
Pim

Edelweiss

E se li rimandassimo tutti a casa loro, sostituendoli nei posti lavorativi che occupano da noi, con i nostri disoccupati in cerca di occupazione?
Edelweiss

Marinella da Durban R.S.A.

La nostra famiglia per motivi di lavoro si e' spostata in diversi Paesi, sia Europei che non e la prima cosa che ci siamo imposti e' stata quella di vivere secondo le leggi, le abitudini e la cultura del Paese che ci ospitava. Prima di partire ci siamo sempre documentati approfonditamente a questo proposito onde evitare di trovarci in situazioni dispiacevoli o pericolose.
Penso che sia la cosa migliore e piu' sensata che si possa fare, certo e' che tantissimi immigrati non hanno la possibilita' di accedere alle stesse fonti informative pero' in linea di massima si sa che l'Europa non e' Islamica ne' come cultura e neppure come religione.
Se decidessimo di vivere per un certo periodo in un paese islamico, sapendo che e' la religione che detta legge al posto di una carta costituzionale ci dovremo adeguare a delle regole, se non ci sta bene si rinuncia a quel lavoro prima ancora di partire.
Se un mussulmano volente o nolente decide di vivere in Europa dovrebbe praticare la sua religione in due posti, a casa sua o in moschea, sottostare alle leggi del Paese che lo ospita e non pretendere di scambiare la Costituzione con il Corano.
E' una questione di intelligenza e di civilta', io a casa loro mi adeguo e loro a casa nostra DEVONO adeguarsi, non hanno la verita' assoluta con il Corano, nessuna religione ha la verita' assoluta e soprattutto non e' obbligatorio avere una religione.
Imporre e' dittatoriale, accettare e' democratico, CONVIVERE E' CIVILTA' E LE RELIGIONI FUORI DALLA VITA PUBBLICA.

Un abbraccio, Marinella

dragor

Cara Marinella, gli immigrati musulmani sanno benissimo che li aspetta una cultura diversa,ma rtengono che la loro sia superiore. Hanno subito un lavaggio del cervello che gli ha inculcato un complesso di superiorità. I tiepiedi si adattano a vivere nel nuovo ambiente, i praticanti cercano di cambiarlo secondo le loro leggi. Ecco perché un islam di Francia, come vorrebbe Sarko, non ci sarà mai. Al massimo ci sarà un islam secolarizzato i cui fedeli lasceranno da parte i precetti principali della loro religione. Noi sappiamo che nessuna religione ha la verità assoluta (e noi nemmeno), ma loro non lo sanno. Ecco perché non sarà mai possibile un regime democratico in un paese a maggioranza musulmana, almeno finché l'islam resta quello che è.

Un abbraccio

dragor(journal itime)

Marcello Antonicelli

La religione non è dato di fatto immutabile, una teoria dimostrabile, una predisposizione genetica: è solo opinione, fantasia, frottole, è come tale può essere cancellata in qualsiasi momento a secondo delle circostanze.
I costumi culturali-religiosi che durano da mille anni sembrano eterni, ma in realtà sono fragilissimi, perché si tramandano solo e unicamente inculcandoli nei bambini piccoli, perciò basta saltare una generazione e si dissolvono come nebbia al mattino; non a caso il Vaticano si attacca tanto al crocefisso a scuola, all’ora di religione e ai sacramenti sui minorenni.
Infatti, dove sono finite le tradizioni degli italiani del sud che emigrarono all’estero?
Eppure provenivano anche loro da una civiltà millenaria che è sempre stata mafiosa e violenta, dove le donne erano considerate come capi di bestiame.
Consentiamo ai figli di immigrati di frequentare le nostre scuole e la nostra società mescolandosi ai nostri, non creiamo dei ghetti, imponiamo l’insegnamento di una cultura laica, razionalista, scientifica, anche a costo di litigare con il papa, ed il resto verrà da se.

marianna06

Che si possa fare quello che tu indichi, mi pare poco probabile.
Invece l'integrazione corretta, rispettando leggi, costumi e cultura in generale del Paese che ospita, questo sarebbe l'optimum.
Ma non c'è.
E non ci può essere perché esistono schegge impazzite di fondamentalisti ovunque e comunque, che, se riescono a fare gruppo e ad essere numerosi, possono produrre i danni che tutti ben conosciamo.
Ci vorrebbe da parte dello Stato ospitante sempre massima allerta e sopratutto evitare qualsiasi forma di ghettizzazione.
Cameron parla come parla perché la Gran Bretagna sa bene cosa è significato avere ghetti di musulmani niente affatto integrati nel contesto britannico.
Con tutta la rabbia in corpo di chi è emarginato e quindi facilmente strumentalizzabile.
Per la Francia è,a parte ciò che avviene nelle periferie cittadine, Parigi in primis, leggermente meglio.
In Italia invece, finché avremo il Governo che abbiamo e gli italiani, lassisti al massimo quali sono, non si farà mai un serio passo avanti e il pericolo di attentati sarà sempre dietro l'angolo.

Buona domenica, caro Dragor.
Un abbraccio.
Marianna

dragor

Caro Marcello, per insegnare una cultura laica, razionalista e scientifica, bisognerebbe prima di tutto togliere il crocefisso dalle scuole e abolire l'insegnamento della religione. Se questa cultura non ce l'hanno gli italiani, comepossono pretendere di trasmetterla agli immigrati? Con la tendenza attuale, sarà più facile che nelle aule sia esposta anche la mezzaluna.

Buona giornata

dragor(journal intime)

dragor

Cara Marianna, i cosiddetti fondamentalisti non sono schegge impazzite ma semplicemente musulmani. Seguono fedelmente le prescrizioi della religione, come dovrebbe fare ogni buon fedele. Dobbiamo rendercene conto, se vogliamo affrontare l'islam per quello che è. Gli altri, quelli tranquilli, sono musulmani non praticanti che per amore di pace ignorano il Corano. Ma non possiamo costruire una cnvivenza pacifica sulla scommessa che i fedeli dell'islam non mettano in pratica gli insegnamenti della loro religione. La storia e l'attualità dimostrano che è impossibile. Ecco perché, secondo me, s'impone una riforma del Corano. Ogni copia di quel libro è una bomba a orologeria.

Buona dopenica, un abbraccio, a presto

dragor (jurnal intime)

Marcello Antonicelli

Hai ragione Dragor, sarebbe più semplice cambiare il corano. Ma i fedeli accetterebbero le modifiche? si regolerebbero di conseguenza?
Di religioni ne sono nate millemila, ma poche hanno avuto successo: solo quelle che si "sposavano" bene con i "gusti" della loro clientela.
Se sei povero e oppresso, se hai voglia di riscatto e di vendetta, se pensi di aver subito un torto dagli occidentali, non ti fai buddista, ma ti aggrappi tenacemente alle giustificazioni che ti offre l'islam.

Noi abbiamo un vangelo che esalta la povertà, mi sembra che ci sia scritto qualcosa del tipo:

"è più facile che che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco entri in paradiso"

Ma questo non impedisce al padrone della Ferrero (quella della Nutella) di essere bigotto di trasferire la sede in Lussemburgo per eludere il fisco, senza che nessun vescovo ci trovi niente da ridire.
Il fatto è che la metafora del cammello fu scritta ai tempi della caduta dell'impero romano, ed era rivolta ad un popolo di schiavi oppressi da ricchi padroni e di diseredati.
Oggi viene semplicemente ignorata (anzi, "contestualizzata" come si dice adesso), e se non fosse che tanta gente sa leggere l'avrebbero già cancellata dalla bibbia.

dragor

Caro Marcello, non c'è niente di male a essere ricchi. Secondo me è più facile che un ricco vada in paradiso, sempre che si sia arricchito onestamente. I poveri sono molto più esposti alle tentazioni del maligno. Il vangelo è completamente sballato. In ogni caso preferirei vivere da ricco e andare all'inferno piuttosto che vivere da povero e andare in paradiso, per il semplice fatto che questa vita è certa, l'altra no.
Certo che i fedeli accetterebbero le modifiche del Corano. In fin dei conti anche la storia dei versetti più recenti che abrogano più antichi è completamente arbitraria.
Bisognerebbe sbrigarsi a cambiarlo perhé il tempo stringe. Un altro paese islamico sta per aggiungersi alla lista, vedi il mio post di oggi.

Good night

dragor (journal intime)

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