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09/02/11

Commenti

Homing Pigeon

Magistrale descrizione, Dragor.

Un racconto da superstiti. Pieno di emozione fortissima.

Leggendoti, ho trovato le parole che erano nascoste dentro di me. Che non ho mai saputo metter su un foglio, anche se l'ho raccontato qualche volta a voce. Ma mai con quella capacità di rendere la tensione, il pericolo, la paura, la rabbia - in un concetto, l'istinto di sopravvivenza - che dimostri qui.

Ho vissuto qualcosa di simile, tanti anni fa, con la mia cara compagna di viaggio dell'epoca. Venti e passa anni fa, in Svezia, in un fiordo, una barchetta a remi ed una bufera che si avvicina dal mare aperto, una cortina di pioggia spessa come una tenda di palcoscenico che avanza col vento verso di noi, in mezzo a quel fiordo, la terra lontana da ambo i lati.

Ho lottato per un'ora con i remi per tenere la barca perpendicolare al moto ondoso. Siamo finalmente arrivati a terra, spinti dal mare, fradici fin dentro le scarpe, chilometri lontano dall'approdo. Poi una capanna, per ripararsi, asciugarsi e riscaldarsi. E poi gli stessi chilometri, a piedi, per tornare allo chalet che ci ospitava. Vicino a Uddevalla. Che ricordi.

Grazie per questo potentissimo racconto, Dragor. Siamo dei sopravvissuti. Alla furia dell'acqua. Mare, lago, la potenza è con loro. Noi possiamo solo cercare di farcela, con le nostre esigue forze.

Ciao, a presto,
HP

Pim

Che storia... Non pensavo che il Lemano celasse una natura così oscura: visto da riva, da Losanna come da Ginevra, la sue acque sembrano placide e serene. I laghi però possono essere delle trappole, è la sensazione che ho avuto navigando sul lago di Costanza che sembra un piccolo mare.

A un certo punto del racconto ho pensato che avresti placato la tempesta come Gesù sul lago di Tiberiade... :-)

marianna06

Che racconto terribilmente affascinante!
Peccato che stavate sul serio rischiando la pelle, se non fossero arrivati i soccorsi.
Se un giorno capiterò in Rwanda....mi dovrai raccontare tante storie come questa e altre nelle interminabili sere africane.
Io amo ascoltare, specie poi se il narratore è "super" come te!
Grazie.
Marianna

dragor

Grazie, HP, per avere condiviso questo ricordo svedese che mi ha ricordato il mio tentativo di andare da Copenhaghen a Malmoe in bicicletta scavalcando il Sund. Abbiamo rischiato tutti e due di lasciare la pelle in Svezia. Un'altra cosa che ci accomuna, per fortuna nell'al di qua :-)

A presto

dragor (journal intime)

dragor

Pim, oggettivamente le burrasche del lago sono meno possenti di quelle del mare, ma per qualche motivo mi sembrano più spaventose. Ho visto il mare infuriato dalle navi, dalla terra e dalla barca, e mi è parso molto divertente. Ma il lago infuriato mi dà i brividi e non sono il solo.

A presto, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, fingeremo che la TV non esista e passeremo lunghe serate a raccontarci storie. Come quelle che ci raccontavamo anni fa nelle serate du Bujumbura. In mancanza d'altro, si viveva di storie. A casa di Dédé, che frequentavo a quel tempo, ho conosciuto un tizio che faceva il giro delle case raccontando a memoria I Miserabili e I 3 Moschettieri in cambio di un piatto di riso e fagioli. Raccontava in kinyarwanda, ma mi assicuravano che era fedelissimo all'originale.

Grazie per avermi letto. Un abbraccio affettuoso, a presto

dragor (journal intime)

Tesea

Questo post è un capolavoro letterario.
Complimenti.
Lo stamperò e lo terrò fra i 'pezzi' che vale la pena di tenere e rileggere.
Tesea

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