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07/06/11

Commenti

marianna

Se così è sono felice per i rwandesi onesti.
Sono molto d'accordo sul fatto che quello che Kagame si è trovato a gestire, dopo la vittoria, era e rimane qualcosa di oltremodo complesso e difficile.
Io spero solo che chi lo affianca nella gestione del potere sia persona oculata.Anche se in politica la brama di potere e di denaro fa perdere spesso la bussola...
La democrazia non s'importa ma si costruisce ed io auguro al Governo rwandese di lavorare per essa sul serio.
Ogni tanto i "media" sollevano problematici interrogativi e questo induce ad un'atteggiamento prudente nella valutazione in positivo su tutto.
Un abbraccio.
Marianna

Alberto


Ciao Dragor, ho letto quell’articolo del Corriere e te lo volevo segnalare, ma vedo che lo hai già letto. Quello che sto per dirti non ti piacerà, ma quello che dice l’autore dell’articolo – che poi è un esponente di Amnesty International, mica un fascista come insinui tu - lo sottoscrivo al 100%.

Amnesty International è una prestigiosa organizzazione che da anni si batte contro la pena di morte, la tortura e i regimi dittatoriali. Spesso ha lanciato i suoi strali anche contro l’Italia, per l’eccessiva durata dei processi, l’ingiusta carcerazione preventiva e le tante, troppe morti in carcere.

L’accusa di A. I. è chiara: in Rwanda sta nascendo un regime. Magari siamo solo nelle prime fasi, ma non ci vuole molto a capire che di questo passo si potrebbe arrivare ad un punto di non ritorno.
Le leggi che puniscono chi nega il genocidio del 1994 – dice sempre l’articolo di A.I. – sono vaghe e in base ad esse chi è al potere può mettere in galera chi vuole, come e quando vuole. E il caso dei due tizi citati nell’articolo è emblematico. La loro colpa è di aver denunciato la corruzione del regime. Quindi devono essere fatti fuori. O messi a tacere. In un modo o nell’altro.

Come la giornalista Anna Politoskaya, uccisa per avere denunciato la corruzione in Russia. O Julian Assange, falsamente accusato di stupro per aver rivelato incoffessabili segreti della politica americana. O Mordechai Vanunu, che si è fatto 20 anni di carcere per aver rivelato al mondo che Israele dispone di un armamento nucleare degno di una superpotenza. O come gli sconosciuti eroi di Piazza Tien an Men. E tanti altri ancora…

D’accordo, il Rwuanda sta attraversando una fase delicata. A parte il fatto che questa fase delicata dura ormai da quasi 20 anni e quindi l’emergenza dovrebbe essere superata (o no?), ma soprattutto i mezzi non giustificano mai il fine, casomai lo smascherano. MEZZI ILLECITI, IMMORALI, VIOLENTI, sono la dimostrazione che anche il fine a cui si tende è altrettanto illecito, immorale, violento. Insomma, una dittatura.

E per una dittatura che muore (quella di Gheddafi, che dovrebbe essere agli sgoccioli) ce n’è subito un’altra pronta a prendere il suo posto. Che dire? Gli uomini non cambiano mai. Soprattutto non imparano mai.

dragor

Caro Alberto, io apprezzo molto il tuo commento. Le tue osservazioni sono nobili e sincere, dettate da un genuino spirito democratico. Al tuo posto avrei scritto le stesse cose. Ma ecco il punto, non sono al tuo posto. Sono in Rwanda, sono stato in questo paese prima della guerra, durante la guerra e dopo la guerra. Cosi’ sono nella posizione di fare confronti e ti assicuro che il Rwanda dove vivo e che conosco bene (ormai dovresti avere capito che ho gli occhi aperti) non ha niente a che vedere con quello descritto da Amnesty International, Human Rights, Reporters sans Frontieres e altre ONG. Con questo non dico che sia tutto rose e fiori. Io stesso, in un post pubblicato su New Times, ho accusato il governo di essere paranoico , in un altro di chiedere perdono invece di giustizia e in un altro ho perfino contestato la maggioranza del 97 per cento che nelle presidenziali del 2010 sarebbe andata a Paul Kagame Ma come vedi, non porto ancora la tunica rosa dei detenuti della “1930”, segno che da noi c’e’ una certa liberta’ di espressione. Abbiamo dedicato intere serate a questo argomento. La mia casa e’ diventata un luogo di riunione dove si parla di tutto, I miei amici giornalisti del New Times passano regolarmente da me dopo il lavoro (e si bevono il mio whisky, che li possino). Nessuno di loro si sente limitato nella sua liberta’ di espressione. Mi hanno fatto leggere molti articoli dove si denunciano scandali, corruzione e malcostume. Ma un conto, dicono, e' denunciare gli scandali, un conto screditare il governo e praticare divisionismo con il chiaro intento di tornare all’ancien regime. E quello che ha fatto questo governo e’ semplicemente meraviglioso. Kigali e’ piu’ sicura di molte citta’ europee, puoi circolare al buio senza il minimo pericolo mentre una volta dopo le 5 di sera dovevi tapparti in casa o circolare solo in macchina. Dapperutto trovi un estremo fair play, effetto della lotta del governo contro la corruzione (c’e’ perfino un numero pubblicizzato per le strade da chiamare per denunciare eventuali casi di corruzione) mentre una volta perfino ricevere il resto esatto era un’utopia e per cambiare le divise straniere dovevi negoziare con i changeurs al mercato mentre adesso dappertutto ci sono uffici di cambio con un tabellone che riporta le ultime quotazioni del RF e ti danno il cambio esatto fino all’ultimo centesimo. A proposito di corruzione, nella classifica internazionale voi italiani con tutta la vostra liberta’ di critica state peggio di noi, ma questo Amnesty International si guarda bene dal dirlo.Ecco qui

http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/27/Transparency_corruzione_Italia_peggio_del_co_8_101027011.shtml

Dici che dopo 17 anni la situazione dovrebbe normalizzarsi. Ma da voi sono passati 65 anni dal vostro ultimo genocidio e mi risulta che si punisca ancora l’apologia del fascismo e la negazione della Shoah, segno che certe ferite non si rimarginano mai. Da noi il governo deve procedere con una prudenza estrema. Deve far convivere gli assassini con le vittime, da una parte assicurando giustizia, dall’altra pronando il perdono. E tutto questo in un paese che per quasi quarant’anni e’ stato vittima di un razzismo esasperato che ha messo i cittadini gli uni contro gli altri. In queste condizioni ti sfido a non fare mai un passo falso, quando temi che una scintilla possa dare fuoco alle polveri, quando hai contro la Francia, il Vaticano e le lobby degli assassini all’estero che gestiscono la propaganda puntalmente ripresa da certe ONG che fanno tutto tranne che venire qui a controllare di persona. Perche’ si sta combattendo una battaglia mediatica. I rifugiati, quelli che non possono rientrare perche’ implicati nel genocidio, la Chiesa cattolica e la Francafrique hanno capito i punti sensibili delle ONG e li battono freneticamente per tirarle dalla loro parte : democrazia, liberta’ di espressione, regime, dittatura, parole magiche che funzionano a ogni colpo. Ma le statistiche dicono che, partito con tutti gli handicap del mondo, il nuovo Rwanda e’ attualmente il paese piu’ sviluppato dell’Africa, a parte ovviamente l’Africa del Sud. E non soltanto, ma il piu’ sicuro la’ dove c’erano tutti i presupposti per una sanguinosa guerra civile. Questi dati parlanop da soli. E’ anche l’opinione di coloro che vengono qui, certanente non di coloro che ascoltano la disinformazione e l’intox nel chiuso dei loro uffici.
Un saluto, a presto

dragor (journal intime)

Alberto

Mah, guarda, io sul Rwanda ti crederei anche, visto che sull'argomento non so quasi nulla, a parte quello che ho trovato su Internet.

Il problema è che poi dici le stesse cose anche su Israele...

dragor

Infatti, Alberto, anche su Israele ti dico: va' sul posto e controlla di persona. Dopo esserti studiato bene la storia. Quello che trovi su Internet e' per la maggior parte la propaganda di Hamas, puntualmente ripresa da chi ha interesse

dragor (journal intime)

dragor

E in ogni caso, la classifica della corruzione non l'ho fatta io :-)

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, dopo tanti anni credo di avere capito che a Kagame i risultati interessano piu' del potere. Il Rwanda e' uno dei pochi paesi africani che reinvestono nell'economia locale tutto quello che guadagnano e la differenza si vede. Mia suocera, che conosce Jeannette, la moglie di Paul, e che e' imparentata con la famiglia di Paul,mi assicura che Kagame fa una vita auestera e identifica il suo successo con quello del Rwanda.

Un abbraccio, a presto

dragor (journal intime)

Alberto

Scusa, cosa vorrebbe dire "vai in Israele e controlla di persona?" Abbiamo la televisione.

In questi ultimi due mesi in TV abbiamo visto:

- le immagini di Gheddafi che massacrava il suo popolo – giustamente condannato dalle Nazioni Unite, pagherà per quello che ha fatto;
- le immagini di Assad (presidente siriano ) che massacra il suo popolo (per ora l’Onu non interviene perché c’è il veto della Russia, ma prima o poi sono sicuro che pagherà)
- le immagini dell’esercito israeliano che massacra decine di inermi civili palestinesi (e stai pur certo che in questo caso nessuno pagherà).

Perché l’Onu usa due pesi e due misure? E perché anche tu fai la stessa cosa, Dragor?

Perché ti commuovi per i Tutsi massacrati dagli Hutu e non te ne frega assolutamente niente dei Palestinesi massacrati dagli Israeliani? Privati della loro terra, ridotti a mendicare un lavoro da chi li ha derubati, a vivere in condizioni impossibili nei campi profughi.

No, queste cose non le ho lette sul sito Internet di Hamas, le ho sentite raccontare personalmente decine di volte da arabi che vivono qui in Italia. Emigrati in cerca di lavoro. Molti di loro sono laureati. Tu cosa diresti a questa gente? Gli racconteresti la balla che la guerra fra Israeliani e Palestinesi è solo una guerra di religione?

dragor

Alberto, non e' giusto dire che che non mi frega assolutamente niente dei palestinesi massacrati dagli israeliani, perche' i migliori post sui palestinesi massacrati dagli israeliani li ho pubblicati io e sono linkati da molti siti palestinesi. Ma questo non cambia la questione di fondo: non si sarebbe arrivati a questo punto se, da Hadji Amin fino ad Hamas, una parte dei palestinesi non avesse sistematicamente rifiutato ogni proposta di costruirsi uno stato, anteponendo in base a un pregiudizio religioso la distruzione di Israele e minacciando di morte chiunque fosse disponibile per una trattativa. La prova e' che il piu' laico Fatah e' sempre stato disponibile a trattare. Cosi' non e' una balla. Il solo fatto che esistano 2 popoli invece di 1 e' dovuto alle 2 stupide religioni monoteiste che hanno diviso quello che sarebbe un solo popolo, mettendo giudei contro islamici. E sono proprio i religiosi delle due parti a osteggiare la convivenza pacifica. Nelle citta' ad alta percentuale di atei, come Tel Aviv, non ci sono giudei e islamici, soltanto israeliani.

Sono d'accordo sul fatto che l'ONU usi 2 pesi e 2 misure. Ad Assad riserverei la stessa sorte di Gheddafi. Come agli israeliani quando esagerano con le rappresaglie e a Hezbollah o Hamas auando tirano i razzi o fanno attentati.
Ciao, buon sabato

dragor (journal intime)

Alberto

sarà l'alzheimer, ma non ricordo nessun post sui palestinesi massacrati dagli israeliani scritto da te. Me ne vuoi ricordare qualcuno?

Intanto vorrei segnalarti questo interessante commento di Moni Ovadia, filosofo italiano, ebreo, su Israele e la sua politica.

http://www.disinformazione.it/verso_la_catastrofe.htm

dragor

Caro Alberto, ecco qui una terapia d'urgenza contro l'Alzheimer

http://dragor.typepad.com/journal_intime/2006/06/caro_mohamed_so.html

http://dragor.typepad.com/journal_intime/2008/03/_____________-1.html

http://dragor.typepad.com/journal_intime/2008/12/razzi-bombe-e-f.html

Non ti sembrano meglio di Moni Ovadia? :-)

Ciao, buona domenica

dragor (journal intime)

Alberto

Sì peccato che non hai scritto anche questo:

http://www.disinformazione.it/negazionisti.htm

o questo:

http://www.disinformazione.it/freedom_flotilla.htm

e soprattutto questo:

http://www.disinformazione.it/crimini_di_israele.htm

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