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15/09/11

Commenti

Pim

Cameron e Sarkozy stanno già mettendo le mani sulla Libia futura - con buona pace dell'Amico-Di-Gheddafi, che pare più impegnato con giudici, faccendieri ed escort. A dire il vero, non so che cosa sia peggio: una Libia islamica oppure ancora soggiogata al colonialismo occidentale?

Ivano

L'ultima dichiarazione di Mustafa: "Dragor è cinese!" :-)
Speriamo di riuscire ad avere un nord Africa laico e democratico, altrimenti il Mar Mediterraneo potrebbe diventare un nuovo muro di Berlino.

dragor

Pim, nell'interesse dei libici e dell'Occidente, e' meglio una Libia soggiogata al colonialismo occidentale. L'islam non lo raccomenderei nemmeno al mio peggior nemico. E Berlusconi, che era cos' pronto a leccare Gheddafi, perche' non va in Libia a prendersi la sua fetta di torta?

dragor (journal intime)

dragor

Ivano, sono cinese soltanto per Mustafa, che ha tutto l'interesse a vedermi con gli occhi a mandorla :-) Il Nord Africa laico e democratico passa attraverso una sola strada: la marginalizzazione dell'islam come forza di giverno, considerato il fatto che in politica e' inequivocabilmente fascista. Come dire la quadratura del cerchio...

dragor (journal intime)

Alberto

La Libia, come del resto la Tunisia, l’Egitto e altri Paesi, è in bilico fra passato e futuro, fra tradizione e modernità, fra pace e benessere oppure guerra permanente (come Somalia e Afghanistan). Basterà davvero poco per far pendere l’ago della bilancia da una parte oppure dall’altra…

Anche io sono preoccupato, come te. Ma non condivido la tua analisi. Non vedo gli islamici così cattivi come li descrivi tu. La Storia ha le sue ragioni. E la colpa di molte situazioni da te descritte è proprio dell’Occidente, cioè nostro.

Chi ha sostenuto dittatori sanguinari come lo Scià di Persia, Saddam Hussein, persino Gheddafi per un certo periodo? Chi ha finanziato i talebani? Chi ha bombardato le moschee? Chi ha fondato uno Stato in terra araba, cacciandone i legittimi abitanti?

Bene, continuiamo su questa strada, ma poi non ci lamentiamo se gli arabi ci vogliono distruggere!

Alberto

La Libia, come del resto la Tunisia, l’Egitto e altri Paesi, è in bilico fra passato e futuro, fra tradizione e modernità, fra pace e benessere oppure guerra permanente (come Somalia e Afghanistan). Basterà davvero poco per far pendere l’ago della bilancia da una parte oppure dall’altra…

Anche io sono preoccupato, come te. Ma non condivido la tua analisi. Non vedo gli islamici così cattivi come li descrivi tu. La Storia ha le sue ragioni. E la colpa di molte situazioni da te descritte è proprio dell’Occidente, cioè nostro.

Chi ha sostenuto dittatori sanguinari come lo Scià di Persia, Saddam Hussein, persino Gheddafi per un certo periodo? Chi ha finanziato i talebani? Chi ha bombardato le moschee? Chi ha fondato uno Stato in terra araba, cacciandone i legittimi abitanti?

Bene, continuiamo su questa strada, ma poi non ci lamentiamo se gli arabi ci vogliono distruggere!

marianna

Condivisione piena sulle conclusioni del post!
Diversamente, se la laicità non connoterà la nuova Costituzione, i libici onesti cadranno dalla padella nella brace nel dopo-Gheddafi.
E sappiamo bene tutti il perché e cosa significhi.
Senza voler negare l'esigenza religiosa, questa dev'essere vissuta giustamente in uno spazio privato, a livello personale.
Certamente un concetto del genere non è facile da fare accettare in un Paese musulmano ma le nuove generazioni, meno praticanti forse e certamente più acculturate, se non fondamentaliste, potrebbero dimostrarci che un cambiamento del genere è possibile anche se non in tempi brevi.
A presto.
Marianna

dragor

Caro Alberto, io non contesto l'islam come religione (o meglio lo contesto da un punto di vista laico come tutte le altre religioni, ma non ho niente in contrario a lasciarlo praticare nei luoghi preposti a questo scopo), bensi' come dottrina politica, visto che si propone come strumento di governo identifica la religione con lo Stato e origina regimi fascisti. Certo, l'Occidente ha sostenuto una quantita' feroci dittature e alla tua lista aggiungerei Mubarak. Nel mio blog ho denunciato tutto (meno il sostegno allo Scia' perche' a quell'epoca JI non era ancora stato inventato e comunque l'attuale regime iraniano e' ancora peggiore). Ma l’Occidente ha sostenuto queste dittature soprattutto nel tentativo di scongiurare il pericolo islamico, e questo ci riporta alla mia denuncia: nei paesi a maggioranza musulmana, o dittatura islamica o dittatura militare per scongiurare una dittatura islamica. Vorrei tanto che la Libia rappresentasse un’inversione di tendenza, un modello post-rivoluzionario per gli altri paesi.

Dragor

dragor

Cara Marianna, infatti la mia contestazione dell'islam , a parte le mie riserve di libero pensatore sulla dimensione religiosa), riguardano la sua dimensione politica, visto che si propone come unico strumento di governo possibile e non accetta il gioco democratico. Il mondo intero e' insanguinato da auesta non-accettazione e dalle lotte dei gruppi ortodossi per instaurare la Sharia. Sapevo che avresti concordato, ma sui comboniani non siamo d'accordo. Sono loro che maltrattano noi Rwandesi. Fra poco pubblico un post per chiarire la cosa

Un abbraccio, buon sabato, a presto

dragor (journal intime)

Alberto

Caro Dragor, se ho citato il regime dello Scià è per un motivo ben preciso: è la causa della attuale situazione in Iran. Nei 30 anni seguenti la fine della II° guerra mondiale i paesi islamici sono stati sottoposti ad una occidentalizzazione forzata che ha prodotto – a lungo andare – una reazione di senso diametralmente opposto, ovvero: si sono rifugiati nelle loro più antiche tradizioni. Da questo ha avuto origine il conflitto di civiltà che tutti noi conosciamo e temiamo.

Può darsi che l’Islam sia – come asserisci – una dottrina politica, oltre che una religione. Resta però il fatto – ed è un fatto assai importante, secondo me – che NON POSSIAMO ANCORA UNA VOLTA IMPORRE A QUESTI PAESI LA NOSTRA CULTURA CON LA FORZA, come si è cercato di fare in Iran, in Iraq, in Somalia, in Afghanistan, ecc. Se lo facessimo, la reazione di rigetto sarebbe ancora più violenta che in passato. Occorre rispettare la loro cultura.

Dunque occorre trovare una giusta via di mezzo fra una dittatura militare filoccidentale e una dittatura degli ayatollah. E la giusta via di mezzo potrebbe proprio essere un Islam moderato. Cosa significa “islam moderato”? Ovviamente una democrazia, ma con al potere uomini politici filoccidentali, che hanno viaggiato e studiato all’estero, che conoscono e amano l’Occidente. Un paese in cui le donne possano scegliere liberamente di vestire all’occidentale oppure secondo le loro antiche usanze. Un paese economicamente florido, e quindi pacifico. Dove le usanze del passato e quelle più moderne possano convivere pacificamente. Impossibile? vedremo.


dragor

Non possiamo imporre a questi paesi la nostra cultura con la forza, ma abbiamo il dovere di difendere i diritti umani in ogni parte del mondo. Lo diceva St Just: "Les Droits de l'Homme n'ont pas de frontieres." Trucidare la gente a sassate, impiccarla per reati d'opinione, mutilare, violentare le donne, stuprare le bambine, discriminare sono crimini in ogni cultur a e ci riguardano come se fossero commessi a casa nostra.. In particolare non dobbiamo lasciarci imporre la loro cultura con la forza. Perche’ lo scopo dell’islam come dottrina politica e’ proporio questo: imporre la Sharia con la forza. Non sono concepibili altre forme di governo e gran parte della violenza mondiale deriva proprio da questo. L’islam “moderato”, se esiste, dovrebbe accettare di starsene in moschea e lasciare il governo ai politici. Ma quando Mustafa mette le mani avanti dicendo che la nuova Costituzione libica dovra’ ispirarsi all’islam, la moderazione scompare. Dal suo punto di vista ha ragione, perche’ un islam senza Sharia sarebbe snaturato.

dragor (journal intime)

Alberto

come al solito, fai di ogni erba un fascio: per te sono tutti fanatici, pronti ad ammmazzare donne e bambini.

MAMMA LI TURCHI!!!!!

dragor

No, Alberto, non sono fanatici, solamente osservanti. In Iran, nello Yemen e in generale nei paesi sottoposti al regime della Sharia, si lapidano o s'impiccano le persone per reati di opinione (per esempio blasfemia), si lapidano le donne per adulterio (e' considerato asduterio anche la violenza subita al di fuori del maatrimonio), si obbligano le donne a sposarsi contro la loro volonta' (altra forma di stupro), le si violenta con i cosiddetti "matrimoni a tempo", si violentano le bambine a partire dai 6 anni, si frustano i gay e a volte li si condanna a morte, si mutilano i ladri. Il fanatismo e' un'altra cosa.

dragor (journal intime)

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