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06/12/11

Commenti

Lori

e se fosse proprio la sharia a salvarci?
Lori

dragor

Dai mercati, sicuro. Ma certamente non dalla Sharia

dragor (journal intime)

marcello

mha, non lo so.
Forse sono sempre stati i mercati a governare il mondo, ma non ci abbiamo mai fatto caso, tutti presi come eravamo a contare i brufoli sul naso di re e imperatori.

In passato i mercati più importanti hanno sempre coinciso (guarda caso) con le nazioni più forti militarmente... e questo dava l'illusione che per essere forti ci volessero tante baionette; la globalizzazione ha tolto questa illusione.

Prima della globalizzazione la Cina non commerciava con noi, quindi era facile illudersi che noi eravamo più forti della Cina. Adesso scopriamo che thò! che sorpresa: un esercito non può uccidere i clienti dello stato che li mantiene.

Sul fallimento del capitalismo nutro qualche dubbio. Diciamo che il capitalismo occidentale attraversa un brutto momento, ma il capitalismo orientale mi sembra che vada alla grande...

Alberto

“Il comunismo è fallito, il capitalismo si sta autodistruggendo”. Cominciamo da qui.

Il comunismo è fallito, tuttavia le analisi di Marx sul capitalismo sono ancora attualissime. Il potere finanziario concentrato nelle mani di pochissimi, l’avidità, lo sfruttamento dei lavoratori sono ancora oggi alla radice dei mali della nostra società occidentale.

Il capitalismo si sta autodistruggendo? Non credo. A me pare che sia finito – e da un bel pezzo – il modello mercantilistico – coloniale basato sullo sfruttamento, da parte dell’Occidente, dei paesi non industrializzati. Un modello che è in funzione dai tempi di Cristoforo Colombo, basato su un meccanismo semplice-semplice: comprare a basso prezzo le materie prime dai paesi non industrializzati, quelli che una volta si chiamava “il terzo mondo” e rivendere loro a caro prezzo i prodotti lavorati. La differenza ce la siamo intascata noi, per secoli.

Abbiamo cominciato con il commercio degli schiavi, poi dell’oro, dell’argento e di altri metalli. In epoca più recente il petrolio, il coltan, l’uranio e tanti altri. E non è un caso, caro Marcello, che le nazioni più forti economicamente abbiano coinciso con quelle più forti militarmente. Certe cose non avvengono per caso, ma per forza.


Adesso che cosa sta succedendo? A partire dagli anni ‘80 il mondo della finanza, preoccupato del fatto che nei paesi industrializzati si andasse incontro ad una saturazione del mercato - col rischio di non vendere più le merci che le industrie continuano a sfornare, ovvero col rischio di una paralisi del sistema – hanno cominciato ad investire in paesi non industrializzati per creare nuovi mercati in cui vendere la merce, dando origine a quel complesso fenomeno che viene chiamato “globalizzazione”.

La globalizzazione ha portato molti vantaggi, ma ha lo svantaggio di avere ridotto di molto i posti di lavoro nei Paesi occidentali – che adesso sono in crisi, anche a causa di eccessivi deficit di bilancio. Meno lavoro = meno soldi = meno ricchezza = meno soldi per lo Stato Sociale (welfare). Ecco, in poche – anzi pochissime parole – il perché della crisi.

La soluzione? L’alternativa, ovvero un nuovo modello sociale, invocata da Dragor, non esiste. E forse neppure va cercata. Dobbiamo solo abituarci al fatto che l’Occidente non è più industrializzato ma post-industriale, ovvero la sua economia è basata sul commercio, sulla ricerca, sui servizi: cinema, arte, cultura. Internet. Gli Stati Uniti guadagna migliaia di miliardi grazie a Internet. E l’Italia? L’Italia che fa?

marianna

In effetti, caro Dragor, occorrono progetti nuovi per affrontare l'odierna complessità del sistema economico e forse non si è neanche in grado d'impostarli.
Il dramma, a mio avviso, è tutto qui.
Nessuno finora ha in tasca la ricetta giusta.
Ci siamo trovati tutti, in Europa, impreparati come degli scolaretti sprovveduti dinanzi ad una prova d'esame difficilissima.
Come finirà?
Speriamo non troppo disastrosamente.
Un abbraccio e, quando hai tempo, dammi tue notizie.
Affettuosamente,Marianna.

dragor

Caro Alberto, in parte condivido la tua analisi, pero' non penso che il potere economico e militare vadano necessarimente d'accordo. La Germania e il Giappone, che hanno perso la guerra e militarmente oggi contano meno di zero, sono giganti economici. E come paese sconfitto, l'Italia sta meglio di certi vincitori. Quanto all'"alternativa",sarebbe quella di mettere in riga le banche e probire le piramidi e le caterne di sant'Antonio.
dragor (journal intime)

dragor

Cazra Marianna, secondo me ci vorrebbe un governo centrale, cosi' come si fa con il dollaro. E' assurdo avere una moneta unica e governi separati

Buona serata,a presto

dragor (journal intime)

dragor

Marcello, il capitalismo orientale va alla grande perché lavorano molto e guadagnano poco. Da noi va male perché lavoriamo poco e guadagniamo molto.
Ciao

dragor (journal intime)

Alberto


Caro Dragor, Giappone e Germania – ma anche l’Italia – hanno raggiunto un solido potere economico perché dopo la guerra si sono alleate con i vincitori. Questi Paesi sono considerati “strategici” e ci sono decine di basi Nato.

Mettere in riga le banche? Eliminare il loro potere finanziario? Semplice: basterebbe eliminare l’effetto leverage sulle transazioni finanziarie - che attualmente è pari a 100 – ossia possono muovere titoli per un controvalore pari a 100 volte il capitale effettivamente posseduto. Creando prodigiosi rialzi (in realtà bolle speculative) e altrettante crisi finanziarie.

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Troppa democrazia uccide la democrazia. Viviamo fra un'epoca dove "i diritti dell'uomo" sono spinti fin troppo al ridicolo di libertà. I dirigenti dovrebbero sapere trovare un giusto mezzo. Ma, sono purtroppo, spesso troppo vili!

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