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REMEMBERING ADELE

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« Il risveglio dei cretini genera mostri | Principale | Ti ricordi di Malmö? »

26/02/12

Commenti

Alex

Le cicatrici di Emmanuel valgono tutti i libri di storia...Non eravate ancora civilizzati rispetto a noi ; e poi, i negri non erano abbastanza numerosi e troppo pigri per lavorare....e c'era tutta questa gomma da sfruttare....

Nelle vignette seguenti, Tintin giustifica il lavoro forzato :

http://1.bp.blogspot.com/_TmUPFrRGwMw/Sv6xiGzA38I/AAAAAAAAAig/0OdbJbAe47c/s1600-h/extrait-tintin-au-congo-1.JPG

Alex

marianna

Terribile e purtroppo vero quello che racconti.
Comunque io non calcherei la mano, ogni volta, sul discorso di preti e missionari.
Ci saranno stati e ci sono pure quelli che non hanno rispettato erispettano la dignità della persona ma non mi piacciono le generalizzazioni.
Certamente sono pagine orribili di storia.
Oggi non ci sono più le colonie ma ci sono altre forme di colonizzazione.
Il mio sogno è che l'Africa si liberi definitivamente tanto dai padroni esterni quanto da quelli interni e che sviluppi una propria autonomia politica, economica e sociale a 360 gradi in tutti i suoi Stati.
Ovviamente cancellando ogni forma di possibile corruzione.
Sogno ? Spero di no.
Il Rwanda mi sembra sulla buona strada.


Un abbraccio affettuoso e sempre con stima, nonostante tu mi massacri i missionari ad ogni pié sospinto.
A presto.
Marianna

dragor

Alex, Tintin au Congo è uno dei testi più razzisti della storia, come provano le vignette del link che ci segnali e che illustrano degnamente questo post. Se i colonialisti belgi pensavano come Hervé,si capisce perché erano cosi' cattivi!

dragor (journal intime)

dragor

Cara Marianna, se fossi qui, li "massacreresti" anche tu. Noi viviamo in un paese devastato da un genocidio costruito in gran parte sull'infame testo di msg Perraudin. Un paese oggetto della campagna denigratrice del missionari di Bukavu per non parlare di quella della chiesa romana. Un paese dove i missionari hanno aiutato a far scappare gli assassini, quando non hanno partecipato personalmente ai massacri. Un paese dove i missionari sovvenzionano i suoi nemici. Un paese dove un re è stato spedito in esilio dai missionari e un altro è stato ucciso. E questo è solo l'inizio. Se parli con la gente, ti diranno come sono i missionari. Non credere alla propaganda che fanno in Europa. Capisco la tua posizione,ma qui la prospettiva è molto diversa. La liberazione dai padroni esterni e interni passa dal ridimensionamento della chiesa, che continua a considerarci una colonia. Dai tempi di Monctezuma non è cambiato niente. E stiamo ancora aspettando un nuovo Bartolomé de las Casas.

Un abbraccio, a presto

dragor (journal intime)

Pim

I segni profondi del colonialismo sono acora visibili, anche sulla pelle e nelle carni degli uomini e delle donne che l'hanno subito. Il che mi lascia sgomento.

dragor

Non solo sulla pelle, Pim, anche sullo spirito. E qualcuno continua a considerarci selvaggi da colonizzare

dragor (journal intime)

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