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19/06/12

Commenti

Alex

Occhio per occhio...non mi sorprende il tuo discorso, parli con la tua esperienza ! Sono quasi sicuro che la tua cognata ha avuto le stesse idee nei tuoi confronti....Ma lei non ti ha mai minacciato quando vivevi nell'altra casa ? Tipo : Attento Dragor ! mi mandi in bestia ! un giorno potresti conoscere le sorte di un albino tanzaniano e finire in amuleto o in gri-gri...uno stregone sul bordo del lago Taganyika mi ha già fatto un'offerta...

Alex

Pim

Duemila dollari al pezzo e solo per un deficit di melanina... da noi gli albini si limitano ad ustionarsi al sole...

Pim

marcello

o magari diffondere la voce che l'albinismo è contagioso, chi ammazza un albino diventa albino anche lui...

dragor

Alex, mia cognata aveva un marito 'zungu, ma si è fatto fuori da solo cadendo in un burrone. In ogni caso sono più abbronzato di Obama, nessuno potrebbe mai scambiarmi per un albino :-)

dragor (journal intime)

dragor

Pim, forse lo fanno apposta. Un albino ustionato perde valore :-)

dragor (journal intime)

dragor

Marcello, ottima idea. Un'epidemia di albinismo. Ne parlero' a Clementine, forse sarà l'arma fatale

dragor (journal intime)

marianna

Questo dramma degli albini è uno dei tanti "assurdo" dell'Africa, che noi occidentali comprendiamo con difficoltà.
E mi riferisco alla credenza dei poteri di guarigione dei loro organi.Ossia la "magia" o stregoneria, che ad un certo punto diventa, da ciò che si sa e che tu documenti, anche business.
Ciao, a presto.
E scrivimi un po' anche del tuo quotidiano.
Affettuosamente, Marianna.

Alfredo

Ecco un articolo pubblicato su lindro.com in Italia


“Mzungu” è il nome con cui in diversi paesi dell’Africa orientale sono indicati gli stranieri bianchi e albini africani.
Gli albini sono affetti da una peculiarità genetica rara che si manifesta come un contenuto di melanina basso e quindi con la pelle i capelli e gli occhi chiari

Tradizionalmente in Africa l’albinismo è considerato una maledizione o un tabù: molte persone credono che un albino in famiglia è una punizione divina.

Nel Nord Cameroun, Mali, Nigeria, Senegal e in molte altre regioni africane i bambini albini vengono abbandonati alla nascita o sacrificati durante le cerimonie tribali e rituali.

La gente crede che gli albini siano immortali e che i loro occhi permettono di esplorare l’eternità, che hanno poteri soprannaturali e che sono mezzo umani e mezzo dio, persone superiori oppure forme di realizzazione dei demoni.

La credenza del lato magico degli albini risale almeno dai tempi dell’antico Egitto. Ma negli ultimi anni questo processo ha acquisito tragiche conseguenze: spesso sono sottoposti a mutilazioni di alcune parti del loro corpo utilizzati per la produzione di pozioni magiche che gli sciamani considerano che abbiano il potere di portare ricchezza. Pescatori e minatori della regione del Lago Vittoria sono particolarmente coinvolti in tali credenze, in particolare in Tanzania. In realtà questo paese è il primo produttore di oro in Africa, dopo il Sud Africa e il Ghana e si beneficia di una fiorente attività di pesca: così gli organi degli albini diventano “un piatto appetitoso” per chi cerca il benessere immediato attraverso tali attività.

Nel nord della Tanzania, che è il cuore del massacro, è necessario cementare le tombe al fine di prevenire la riesumazione dei morti in cerca di “organi magici“. L’ordine è quello di prendere il sangue, braccia, gambe, genitali, pelle e capelli. Secondo i media, in Malawi, Zambia, Mozambico, Sud Africa e Repubblica Democratica del Congo vi è una forte domanda di pelle umana, che al momento sarebbero stati venduti da 140 a 500 dollari USA.

Il Governo della Tanzania ha adottato misure contro quelle “arti bianche” quindi cacciati dal governo della Tanzania e di conseguenza il fenomeno si sta spostando verso i paesi vicini, come il Burundi, dove sono stati uccisi diversi albini e i loro cadaveri venduti oltre frontiera.
Gli sforzi per cambiare le abitudini e gli atteggiamenti, in particolare quelli connessi con le pratiche magiche e superstiziose dovrebbero concentrarsi nelle zone rurali. Non è un compito facile e richiede molto tempo, in una società africana fortemente tradizionale.

Nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione, gli omicidi e mutilazioni di albini  sono ancora una pratica comune e anche quelli che non subiscono violenza devono vivere nell’emarginazione nell’indifferenza e sociale.

C’è ancora molto da fare in Africa che cerca un rapido sviluppo economico, ma è ancora schiavo di tale tradizione ancestrale e tribale crudele.

di Damiano Rossi, Fotoreporter, Kampala, Uganda
Foto e testo originale QUI

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