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30/09/12

Commenti

Alfredo

Questa volta non posso contraddirti in nessuno dei tre punti.
L'impronta che lascia il traduttore di un'opera entra a far parte dell'opera stessa. Sì da renderla piacevole e scorrevole alla lettura oppure noiosa, faticosa da leggere.
Mi è capitato di leggere Poe in traduzioni diverse. Piacevole una, faticosissima l'altra.
Per non parlare della delusione che ho provato quando mia figlia al ginnasio studiava l' Iliade. Per dar prova della mia cultura mi metto a declamare i soli due pezzi che so a memoria. Mia figlia mi guarda tra il divertito e lo sgomento e mi chiede :- cosa stai dicendo?
Gli spiego che la prima parte è l'inizio ... Cantami o diva del Pelide Achille l'ira funesta ecc ecc
E l'altra ..... Giorno verrà, presago, il cor mel dice ecc ecc. è l'addio di Ettore alla moglie prima del duello con Achille.
Mia figlia mi passa la sua versione dell'Iliade e mi fa leggere i due passi che io avevo recìtato. Tutta un'altra cosa. Evidentemente nei trentaquattro anni che intercorrono tra di noi è cambiata la traduzione.

Quello di Ursula è un errore comune di chi traduce senza conoscere l'argomento. In tempi di internet direi anche di chi scrive senza conoscere l'argomento. Tant'è che le notizie raccolte su internet sono per lo più inaffidabili.

Il terzo punto è sicuramente la pecca più grande lel cristianesimo.
L'aver interpretato male i racconti trasmessi oralmente e poi scritti tradotti più volte. E come se non bastasse, aver interpretato ancora in modo del tutto particolare i vangeli.
Ma è proprio dell'uomo non accontentarsi di osservare le cose. Cerca sempre di dare una interpretazione a sua convenienza.

dragor

Ciao Alfredo. Ecco perché bisognerebbe leggere Omero nella lingua originale. Almeno là si è sicuri di leggere sempre la stessa versione :-)
Ancora più grande dell'errore di traduzione, è l'errore di averlo voluto blindare con un dogma. Maria non poteva fare i marmocchi come tutti? Ci sarebbe stato qualche morto di meno.
Grazie della visita e del commento, buon lunedi'

dragor (journal intime)

Pim

Tradurre è sempre un po' tradire, diceva Louis Godard, ed è così, innumerevoli gli strafalcioni. Quello della vergine Maria (vero ciò che dici) ha condizionato l'immaginario collettivo della cristianità (perlomeno delle vecchiette più bigotte).
Pazienza, adesso è tardi per rimediare... :-)

dragor

Pim, l'espressione italiana "traduttore, traditore" è più usata in Francia che in Italia, dove non l'ho mai vista citata. Anche senza strafalcioni, una traduzione tradisce sempre l'originale. A volte puo' tradirlo in meglio, ma lo tradisce. Consiglio a chiunque abbia dimestichezza con le lingue di leggere il più possibile nella lingua originale. E' anche un eccellente sistema per migliorare la conoscenza della lingua.
Ciao, buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

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