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REMEMBERING ADELE

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15/10/12

Commenti

Alfredo

Stai propagandando la tua religione, il laicismo o l'ateismo. Il primo, soprattutto , non deve essere un credo da imporre quanto un prendere le distanze, osservare, criticare senza coinvolgimento.
Con questo non voglio minimizzare il genocidio. Anzi. È bene che tutti sappiano. Che tutti riflettano.
Ma da qui a incolpare solo la chiesa cattolica mi sembra un depistaggio, mi sembra negare altre responsabilità che tu per primo hai denunciato in altri post.
Mi piace la politica attuale del vostro paese che oltre a condannare è aperta al perdono e alla riabilitazione in nome di un futuro senza etnie. E vista la determinazione con cui opera il vostro governo, non mi spiego perchè accetti, o tolleri la presenza di così tanti preti o religiosi in Rwanda. Probabilmente , a parte qualche caso da te denunciato, non tutti hanno voluto, appoggiato, partecipato al genocidio.
Basta vedere quanta gente va in chiesa la domenica. Con quale serietà partecipano alla vita religiosa. Sono tutti pazzi? Tua suocera, a quanto pare fervente cattolica, o comunque cristiana, ha partecipato al genocidio? O la ritieni , per la sua fede, inferiore a te?
Apprezzo l'intelligenza di chi è dubbioso. Il dubbio si contrappone alla fede, quindi caratterizza il laico mentre la fede caratterizza il religioso.
Ma se si trasforma l'odio per le religioni in certezza, in fede nei principi dell'ateismo, allora hai aderito ad un altro credo, quello dell'ateismo.
Per fortuna il tuo paese non è come piace a te, ma è come piace a me. E per questo ci torno ogni volta che mi è possibile. Scusa se ti contraddico pur conoscendo in modo molto superficiale la vostra storia. Ma diversamente non avrebbe senso controbattere. Urabeho

dragor

E’ vero Alfredo, io non metto in causa solamente i cristiani come comunità religiosa ma anche la loro ideologia. In questo non c’è nessuna fede, soltanto la constatazione di un rapporto causa-effetto. Come dice Voltaire con mirabile sintesi, quando si comincia a credere agli spiriti, si diventa capaci di tutto. Cosi’ combatto questa credenza. Sono in buona compagnia. Per esempio, Richard Dawkins scrive: “Ecco perché faccio l’impossibile per mettere in guardia contro la fede stessa e non soltanto contro la pretesa fede ‘estremista’. Se non sono estremisti in se stessi, gli insegnamenti della religione sono un invito aperto all’estremismo.”
Nel caso rwandese la fede religiosa è stata utilizzata per dividere allo scopo di far fallire il disegno unitario voluto da Mutara III. Per la chiesa è un riflesso condizionato: tu dici “unità” e lei dice “divisione”, per potersi imporre come potere dominante. Nei secoli si è sempre comportata allo stesso modo, da quando ha minato l’impero romano a quando si è battuta contro l’unità dell’Italia, che non per caso si è costituita politicamente molto più tardi degli altri paesi europei.
E’ vero, in Rwanda la gente riempie ancora le chiese, anche se molti (praticamente tutta la mia famiglia) hanno abbandonato in massa la chiesa cattolica per confluire in quella evangelista. E se i preti ordinassero loro di fare un altro genocidio, questi "seri partecipanti alla vita religiosa" lo farebbero. Ecco perché il governo (costretto a tollerare i preti per approfittare degli aiuti economici, il solito ricatto) li controlla a vista. Ogni tanto qualcuno tenta il colpo e finisce in rosa. Prima che arrivassero i cristiani, questo era un paese pacifico. Tutti gli anziani te lo confermeranno e la nostra storia pure. O meglio, ci si poteva battere, ma non per questioni etniche. Il razzismo è stato introdotto da Perraudin nel 1957 sul modello europeo per opporsi all’indipendenza chiesta dal Mwami all’ONU. Grande ammiratore di Georges Sorel, Perraudin ha teorizzato la purezza della razza Hutu, indicando i Tutsi come “semiti, etiopi, atei e comunisti”. Poi ha scritto i tristemente famosi “10 comandamenti del popolo Hutu.” Per lui l’unità non era la legittima aspirazione di un popolo ma “i Tutsi”. Ha continuato a ripeterlo fino alla sua morte nel 2003, sostenendo per giustificare il genocidio che “i Tutsi erano i soli responsabili del loro destino”.
Si’, faccio propaganda per il libero pensiero. Perché non dovrei? Ma in questo non c’è nessuna fede. Portatemi una prova convincente del contrario e mi rimangio tutto quello che ho scritto. A differenza dei fedeli, io non considero virtuoso credere contro l’evidenza.
Quanto a mia suocera, tratta dio come i suoi boy. E' lei che comanda.
Grazie della visita e del commento, buona giornata

dragor

Alfredo

So cosa provi quando scrivi. Conosco la tua coerenza. Ma... cosi come sono sicuro di non essere nel giusto con le mie ipotesi, sono altrettanto sicuro che tu non sei nel giusto con le tue..... certezze?
Ma queste sono le cose che rendono piacevole l'esistenza.
Spero che quando verró a bussare al tuo cancello ( a Kigali si bussa al cancello, la porta è oltre...) tu abbia tempo e sete a sufficienza per apprezzare le 150 bottiglie di birra che vorró vuotare con te parlando di queste cose. (non fraintendermi, non sono un ubriacone)
Nel frattempo ti invidio per vivere nel posto che io mi limito a sognare e rimpiangere.

marianna

Carissimo Dragor, questo è un post intriso di sofferenza.
Io ti comprendo benissimo ma sai come la penso.
Certo è bene non abbassare mai la guardia e per questo la fede in Dio è una cosa (ingenuità per quanto possa apparirti ) e gli uomini che fanno le "chiese" sono tutt'altro.
E di errori ,o meglio di orrori,ne sono stati commessi tanti nei secoli e lo sappiamo.E tanta negatività si rileva purtroppo anche oggi, senza necessariamente scomodare il passato.Lo abbiamo visto, lo vediamo e lo vedremo quasi certamente ancora. L'essere umano è quello che è.
L'importante è ,in materia di religione, non mandare mai in soffitta o al macero la ragione, che deve sempre e comunque affiancarla proprio quando si evidenzia che è necessario correggere il tiro.
Guai se così non fosse e fossimo ancora ai tempi della Controriforma e della caccia alle streghe.O avallassimo i preti pedofili e quant'altro di assurdo da quella parte ,talora, ci arriva.
In questi giorni si parla di nuova evangelizzazione e ,se tu saguissi il dibattito in merito, sapresti quanto dissenso c'è, all'interno della stessa chiesa di Roma e del mondo cattolico, perchè quello che si proporrà nelle modalità non sia la solita "aria fritta", fatta di buone intenzioni, sistematicamente poi sconfessate nei fatti quotidiani.
A proposito di Roma e del suo centralismo(ingigantitosi nel secondo millennio) in relazione all'Africa, si dice apertamente (e lo fa il mondo missionario, che è giustamente il più inculturato sui territori lontani da Roma) che la nuova evangelizzazione deve tenere conto assolutamente delle chiese locali, dare risposte precise cioè alle condizioni del continente e dei suoi popoli.
Detto da uomini di chiesa alla Chiesa centralista di Roma e detto da più parti, tanto in Europa che in Africa stessa (teologia africana), preti, religiosi e laici, non è poca cosa.
Io non amo la conflittualità. Capisco tutto e comprendo. Ma basta. Nessuno intende convertire nessuno. La fede nasce come fatto personale per poi divenire qualcosa di comunitario.
Chi sente questa esigenza sia lasciato libero di essere se stesso, come chi non l'avverte sia anch'egli lasciato libero di muovere tutte le critiche che vuole ma non faccia alcun lavaggio del cervello. Altrimenti non c'è differenza tra il prete e il libero pensatore. Lasciamo la gente libera di scegliere e magari anche di sbagliare. Ma da sola.
E dico questo con tutto il rispetto per la tua intelligenza, per il rispetto che è dovuto alle vittime del genocidio e a un intero Paese,ilRwanda, che lo ha subìto, e che fa benissimo a prendere le sue precauzioni.
E aggiungo che lo dico con tutto l'affetto che porto a te e ai tuoi, di cui conosco integrità,correttezza, serietà e anche sofferenze vissute nella carne.

Un abbraccio affettuoso come sempre e la "mia" buona notte.
Marianna
PS.
Quando tu ti esprimi come in questo odierno post, proprio perché sono tua amica sincera,affezionata alla tua famiglia, ma anche cattolica e amica del mondo missionario, non credere che non ne soffra(e non cerco conversioni, stanne certo!!!).
Certamenteil mio sentire non è niente rispetto ad avere avuto dei propri cari morti ammazzati ma sempre disagio e sofferenza sono.

Alfredo

Circa la parte finale del tuo post, per darti le prove convincenti che tu chiedi, ho spedito quel libro di cui ti accennai tempo addietro.
Entro fine ottobre verrà Betty a bussare e a domandare se dove penso io abita un muzungu che si fa chiamare Dragor. Ovviamente non ti convincerà di nulla ma ti farà pensare.
E sinceramente credo che questo sarà il futuro della chiesa se vorrà continuare ad esistere: far pensare la gente, non obbligarla a credere nell'impossibile.

Alfredo

Infine, visto che citi Voltaire, ti faccio rispondere la lui stesso.
"Il teista è un uomo fermamente convinto dell'esistenza di un Essere supremo tanto buono che potente, che ha formato tutti gli esseri estesi, vegetanti, senzienti e pensanti; che perpetua la loro specie, punisce senza crudeltà le colpe e ricompensa con bontà le azioni virt uose.
Il teista non sa come Dio punisca, ricompensi e perdoni; poiché non è tanto temerario da lusingarsi di conoscere come Dio agisce; ma sa che Dio agisce ed è giusto. Le difficoltà contro la Provvidenza non scuotono affatto la sua fede, perché sono soltanto grandi difficoltà, non prove; è sottomesso a questa Provvidenza, sebbene ne scorga solo alcuni effetti e alcune apparenze; e, giudicando le cose che non vede da quelle che vede, pensa che essa si estenda a tutti i luoghi e a tutti i tempi.
Concorde in questo principio con il resto dell'universo, il teista non abbraccia alcuna setta, sapendo che tutte si contraddicono. La sua religione è la più antica e la più diffusa di tutte, perché la semplice adorazione di un Dio precedette tutti i sistemi del mondo. Egli parla una lingua che tutti i popoli intendono, mentre essi non si intendono affatto tra loro. Ha fratelli da Pechino alla Caienna, e considera fratelli suoi tutti gli uomini saggi. Egli crede che la religione non consista né nelle opinioni d'una metafisica inintelligibile, né in vani apparati, ma nell'adorazione e nella giustizia. Fare il bene, questo il suo culto; essere sottomesso a Dio, questa la sua dottrina. Il maomettano gli grida: «Guai a te se non farai il pellegrinaggio alla Mecca!»; e un recolletto gli dice: «Sventura a te se non vai a Loreto a pregare la Madonna!» Egli ride di Loreto e della Mecca, ma soccorre il povero e difende l'oppresso."
È quanto o trovato tra i bananeti e la terra rossa...

dragor

Cara Marianna, Ntarama si trova a 2 passi della mia piantagione di banane dove lavora Beate, la donna di cui riporto il racconto. Ntarama è uno shock. Ho visitato i campi di sterminio nazisti ma nessuno mi ha sconvolto come Ntarama. Per questo ho rimandato la visita fino alla settimana scorsa: sapevo quello che mi avrebbe ricordato. Ntarama è unica al mondo, un dramma fissato nel tempo. Si è lasciato tutto com’era.
Cosi’ nell’ottobre del 2012 ho riprovato la rabbia, il dolore e la ribellione del’ottobre 1988 in Burundi, quando è successo esattamente quello che avevo previsto dopo avere cercato in ogni modo possibile di evitarlo. Ma non avevo previsto che ci sarebbe andata di mezzo la persona che allora mi era più cara. A quell’epoca non avevo un blog, l’unico documento è una lettera. Furibonda perché il presidente Baghaza cacciava i missionari, la chiesa alimentava la ribellione Hutu. Sapevo che si andava verso il massacro e ho cercato di oppormi come potevo, scrivendo una lettera che ho dato all’ambasciatore del Vaticano venuto a cena da mio padre che gli stava facendo dei lavori. C’era scritto quello che scrivo ancora oggi quando denuncio la politica razzista. Allora come oggi, ho ricevuto soltanto arroganza, sufficienza e compassione. E se oggi dovesse succedere ancora, so che riceverei ancora arroganza, sufficienza e compassione. Se mi uccidessero anche la moglie attuale, riceverei soltanto arroganza, sufficienza e compassione. Dopo tutto quello che è successo, questa gente continua esattamente come prima, protegge gli assassini e pretende ancora di farmi la morale. Il loro rullo compressore deve procedere a qualsiasi costo. Certo, da questione privata la fede diventa un fatto comunitario. Ma lo diventa sulla nostra pelle e noi dobbiamo pagare la tassa alla comunità. Se la “risposta precisa alle esigenze delle chiese locali” porta a Ntarama, forse sarebbe meglio che si lasciassero perdere le risposte precise e si restasse a casina, lasciandoci il nostro bel Rwanda com’era prima che arrivassero le risposte precise e le evangelizzazioni con tutto il loro corollario. Siamo stanchi di fare da cavie. Tu mi capisci, sei l’unica.
Un grande abbraccio, buona notte

dragor

dragor

Alfredo, se non sbaglio nella lingua originale Voltaire usa il termine "deismo" in opposizione al teismo delle religioni organizzate. “Sottomettersi” a uno spirito che si è inventato significa sottomettersi a se stessi, esattamente come facciamo noi liberi pensatori. L’unica differenza è che noi siamo più pratici e aboliamo un passaggio inutile. Ecco quello che avrei fatto notare al buon Arouet e sono curioso di sapere che cosa mi avrebbe risposto.
Ciao, buona serata

dragor (journal intime)

Alfredo

Io persomalmente sono più per il teismo che per il deismo. La ragione mi porta a pensare che ci sia un piano di crescita del genere umano, e non solo una creazione e basta.
Se poi mi chiedi quale delle religioni monoteiste abbia compreso chi siamo e dove andiamo, allora mi viene veramente da ridere.
Ricordo un cartone animato che guardava mia figlia da piccola dove c'era un gabbiano che fingendosi un esperto conoscitore del mondo degli umani, spiegava agli altri abitanti del mare a cosa serviva questo o quell'altro oggetto. La differenza tra una forchetta, un pettine, o un rastrello per lui non esisteva. Eppure sono cose diverse, per un uso diverso anche se tecnicamente simili.
I preti ed i loro colleghi sono come quel gabbiano. Non hanno capito nulla e si ostinano a dare spiegazioni. Ma anche se sbagliano, non significa che non esistano pettini, forchette e rastrelli. Ed il genere umano. Circa il comportamento poi convengo che spesso non brillano per eroismo. Come la maggiorparte degli umani. Ed il prete di Ntarama probabilmente è tra questi.
Non so se andró mai a visitare Ntarama o altri luoghi simili.
O per lo meno, non lo farei mai per curiosità. Se me lo chiedesse la mia amica forse ci andrei, ma non sarei mai io a chiederle di cercare le ossa di suo padre, sia madre, di due fratelli e di tutti i suoi parenti.
----------
Ho scoperto altre cose sulla tua vita, e mi dispiace. Sinceramente. Purtroppo non riesco a documentarmi sui fatti accaduti in Burundi ad ottobre 88 e mesi immediatamente successivi. Trovo vecchi articoli in francese, ma senza un inizio e una fine. Purtroppo conosco poco la storia..


.

marcello

non so dove riesci a prendere la forza.
se mi avessero ammazzato la moglie avrei fatto saltare in aria il vaticano con tutti quanti dentro.

dragor

Alfredo, in questo post racconto le circostanze della scomparsa mia moglie

http://dragor.typepad.com/journal_intime/2011/04/diciassetteanni-fa-fra-il-6-aprile-e-il-19-luglio-1994-in-rwanda-si-consumava-uno-dei-pi%C3%B9-terribili-drammi-della-storia-mo.html

Ciao, buona giornata

dragor (journal intime)

dragor

Se avessi l'esplosivo... Pero' risparmierei la Cappella Sistina. E anche la Scuola di Atene :-)

dragor (journal intime)

marcello

Ah, bè la cappella sistina và salvata si! ("and the other fifteen too", direbbero i turisti americani)

Tesea

Ma va.....I cristiani non c'entrano, semplicemente i cosiddetti 'corti' odiavano i cosiddetti 'lunghi', che per secoli li avevano schiavizzati. Così la raccontavano tutti a suo tempo in loco.
Tesea

dragor

Infatti, cara Tesea, questa è la storia scritta da uno di loro nel 1957, André Perraudin, per sabotare la richiesta d'indipendenza del Mwami e mettere le etnie una contro l'altra. Una storia abbondantemente smentita da quella vera. Il genocidio del 1994 è programmato ed eseguito dai cristiani per tenere in piedi la dittatura clerico-fascista di Habyarimana, identificando con "i Tutsi atei e comunisti" le legittime aspirazioni di un popolo alla libertà e all'uguaglianza. Come prova, la protezione accordata dalla chiesa cattolica agli assassini e la fraternità imposta oggi "per legge" dal FPR che, secondo la propaganda clericale, intendeva instaurare una dittatura razzista dell'etnia sgradita al Vaticano mentre esprimeva soltanto la storica tendenza unitaria del Rwanda.

dragor (journal intime)

trasporti

Ottimo articolo, ne farò un punto di riferimento, chissà che quanto letto non possa aiutare anche me.

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