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« Dragor e il matrimonio gay | Principale | Tutto quello che avreste voluto sapere su M23 »

21/11/12

Commenti

marcello

ho fatto appena in tempo a comprare il telefonino nuovo, insomma...
bè auguri sinceri, spero che la situazione adesso migliori

Alex

A me sembra una vittoria di Pirro....Il Rwanda sta perdendo tutta credibilità internazionale con questo appoggio ai ribelli di M23...e non solo il sostegno della Francia, ma anche quello degli Stati Uniti e di tutta la comunità internazionale. Francamente,dopo anni di sforzo, vale la pena essere messo al bando della comunità internazionale per Goma o Bukavu ?

dragor

Grazie Marcello,con il telefonino nuovo sei diventato nostro azionista :-) Spero anch'io che la situazione migliori. Il mio sogno è costruirmi una casa sulla penisola di Bukavu dove c'erano i missionari. E' uno dei posti più belli che abbia mai visto, se trovo un terreno a buon mercato lo compro prima che arrivi la speculazione

dragor (journal intime)
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Alex, a dire il vero non mi sembra che il Rwanda abbia perso credibilità internazionale. Qualche giorno fa è diventato membro provvisorio del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. 1 settimana fa è stato votato da vari Stati africani come il paese più sicuro dell'Africa e proprio ieri un'agenzia americana ha pubblicato un sondaggio indipendente dal quale risulta che il 94 per cento dei Rwandesi è felice di stare in Rwanda. Ho l'impressione che le attuali "condanne" siano più formali che sostanziali. La nostra diplomazia è eccellente e ricucirà ogni strappo.
Ciao, a presto

dragor (journal intime)

marianna

Sono sgomenta, caro Dragor.
Goma e Bukavu sono città congolesi e non degli M23.
Probabilmente non so leggere la "Storia".

Marianna

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Scusa cara Marianna, rispondo sul tuo post perché non riesco a pubblicare. Una volta il Sud Kivu, come una parte dell'Uganda meridionale e della Tanzania occidentale, faceva parte del Rwanda. Alla Conferenza di Berlino del 1886 il Rwanda è stato potato come una pianta troppo cresciuta e le parti "in eccesso" sono state attribuite ai paesi circostanti, ovviamente creati di sana pianta. In ogni caso la politica del Rwanda attuale non è quella di ristabilire le antiche frontiere ma di provvedere alla propria sicurezza. Il Sud Kivu era diventato la base di tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, vogliono rovesciare il governo di Kigali per ristabilire l'ancien régime.La presenza di M23 allontana la minaccia. Io spero in una secessione legale in modo che i Banyamulenge, gli abitanti storici della regione, possano amministrarsi da soli invece di subire le vessazioni di Kinshasa.
Un abbraccio, buona notte da Remera

dragor (journal intime)

Alfredo

;-)

Alfredo

Marianna e Alex, non vi conosco, non so chi siate. Non sono solito a frequentare i blog. Per me é la prima esperienza.
Non so neppure chi sia Dragor. Potrei sapere tutto di lui in mezza giornata, ma considererei tale gesto una scorrettezza per cui mi tengo la curiosità. É esageratamente riservato per quanto riguarda la sua vita privata. Sono arrivato a lui essendomelo trovato come vicino di casa a Kigali ed ecco che immediatamente é fuggito a Remera dalla amata suocera. Una mia amica, curiosa quanto me non é riuscita a parlargli....
Peró.... nonostante tutto questo lo considero un amico. Perché ? Se non lo conosco come posso parlare di amicizia? É una questione di pelle. Di prima impressione. Pertanto fino a prova contraria, credo a quanto mi dice sul Rwanda. Se parla in un certo modo di M23, di Goma o dei preti credo nella sua buonafede.
Ovvio che cerco conferme o smentite ma sotto sotto... lo considero molto più informato di me . E anche se dai suoi scritti traspare una persona con un altissimo concetto di se stesso , forse esagerato, lo ritengo attendibile.

dragor

Grazie Alfredo, sono onorato. Marianna era con noi sulla Stampa e fa un favoloso blog sull'Africa

http://marianna06.typepad.com/il_mio_weblog/#tp

mentre Alex fa questo ottimo blog

http://alexdebordeaux.wordpress.com/

Mi hai dato un'idea, scrivero' un post sulla mia riservatezza!

A presto

dragor (journal intime)

Tesea

Il coltan, lndispensabile per costruire cellulari e altri prodotti informatici, purtroppo abbonda nel sottosuolo della regione del Kivu, diventata così oggetto dei peggiori appetiti.
Chi ci rimette, come sempre, è la popolazione autoctona, vittima di occupazione, guerre e devastazioni. Per non parlare dell'ambiente...
Tesea

Alfredo

Vorrei sottolineare una volta per tutte cge il coltan è un minerale da cui ri ricava il tantalio.
I condensatori al tantalio esistono da sempre, o per lo meno da quando negli anni sessanta ho cominciato a giocare con l'elettronica. I cellulari come tutte le apparecchiature elettroniche usano anche condensatori e quindi anche il tantalio.
Ma dire che il coltan serve per fare i cellulari é come dire che il petrolio serve per fare i cellulari e che tutti i problemi derivanti dal petrolio gravano sulla coscienza di chi usa il cellulare.
Inoltre il tantalio non é indispensabile per fare i cellulari. Permette di miniaturizzarli maggiormente. Tutto li.
Altra cosa che andrebbe detta è che i maggiori produttori di columbo-tantalite sono Australia, Nigeria e Brasile, Mozambico.
Ovvio che la guerriglia per finanziarsi non può vendere banane o avocado e che quindi sfrutta le risorse minerarie tipo oro o columbo-tantalite in quanto non deperibili, facili da trasportare e da nascondere.
Peró mi sembra che la storia del coltan nella zona del Kivu sia strumentalizzata. O no?

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