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« Journal Intime ha otto anni | Principale | Rwanda, per non dimenticare »

06/04/14

Commenti

marianna

Sono d'accordo su tutte le denunce relative ai personaggi citati nel post.
L'intrigo politico e gli interessi di parte ci sono e sono più che palesi.E' cosa scontata se si considera cosa è stata la politica coloniale europea in Africa e, peggio ancora, il dopo colonialismo ad opera dei politici africani stessi
Non condivido il giudizio su papa Wojtyla.
Non credo che l'uomo abbia mai pensato di praticare divisioni e assolvere assassini.
Ti dico che certamente era un conservatore e questo non lo ha fatto esporre come, invece, giustamente avrebbe dovuto.Per fortuna oggi la stampa, anche quella cattolica, riconosce rispetto ad una personalità come quella di Bergoglio, metodologie sbagliate nella conduzione del magistero pietrino tanto di Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI. E questo ci consola, perché vuol dire che non avevamo poi visto male,pur mantenendo prudenziali riserve.Tranciare giudizi severi su personaggi pubblici,il cui operato ci arriva tramite i "media", ci deve sempre indurre alla prudenza. Sul versante strettamente politico è la stessa cosa quando la storia è troppo recente. Nella Storia 20anni sono niente. Con tutto il rispetto per i morti occorre molto tempo per poter esprimere giudizi obiettivi in base ad un approfondimento delle fonti. Finora è stato fatto un egregio lavoro ma non basta.

dragor

Cara Marianna, all'epoca di Wojtyla un vescovo nominato da Roma faceva parte del comitato centrale del partito al potere, quindi il papa sapeva tutto quello che succedeva ma in 17 anni non ha mai aperto bocca per denunciarlo. Al contrario, ha sostenuto ciecamente la dittatura razzista e sanguinaria di Habyarimana, che era un suo grande amico. E io non sono informato soltanto dai media. Nel 1988 il Burundi era sull'orlo della guerra civile a causa del divisionismo predicato dai missionari. Mio padre aveva progettato una chiesa e una sera ha ricevuto a cena l'ambasciatore del Vaticano,il cosiddetto nunzio. Gli ho dato una lettera in cui pregavo Wojtyla di
cambiare politica per evitare un massacro. Mai ricevuto risposta. 2 mesi dopo i sanfedisti hutu massacravano 20.000 persone a Bugarama e a Kirundo. Se persistessero ancora dei dubbi, dopo il genocidio Wojtyla ha protetto tutti i preti genocidari sotto la sua giurisdizione. Una perfetta coerenza: L'evidenza è schiacciante per chi ha seguito i suoi rapporti con il Rwanda fin dall'inizio e per "approfondire" o vedere le cose in prospettiva ha avuto 30 anni. Per Wojtyla, che usava la religione come copertura, la morale della chiesa valeva più della morale. L'uomo è indifendibile. E' per questo che vogliono farlo santo :-)
Un abbraccio, a presto

dragor (journal intime)

Alfredo pirazzini

http://www.lindro.it/politica/2014-04-07/125599-rwanda-1994-un-genocidio-senza-fine
È interessante
Vale la pena di leggerlo
Ovvio che nella scala della attendibilità al primo posto c'è Consolée poi seguono Dragor e Fulvio a pari merito
Ma la narrazione dei fatti coincide
A volte ho pensato che fossero la stessa persona😳
Ma a quanto pare in un certo locale di Nice aleggia il ricordo di un suonatore di sax con i capelli lunghi raccolti che potrebbe.... No sto andando oltre
Leggete l'articolo

dragor

Caro Alfredo, questo Fulvio è uno che sa il fatto suo. Mai letta una cronaca più documentata ed esauriente. E' un piacere sapere che in Italia c'è gente che scrive così. Grazie per avermelo segnalato.
Non dirmi che sei stato alla Cave Romagnan! :-)
Ciao, buona serata

dragor (journal intime)

Alfredo

Lui scrive da Kampala dove vive. Ogni tanto è anche a Kigali. È sposato là.
La cave Romagnan.... Sai che non mollo mai l'osso. È un gioco per me mettere insieme indizi.

Alfredo

Ho visto che avete unito le forze.... Bello il servizio su frammenti Africani
Mi fa piacere. La prima volta che te l'ho segnalato dicesti che " non sa scrivere, sembra scritto con un traduttore...."
Comunque presto uscirà con uno scoop di quelli che piacciono a te.
Appena termino un lavoro. ;-)

dragor

Alfredo, come posso avere detto questo? Scrive molto meglio di me :-) Sì, l'ho contattato su FB e mi ha pubblicato un post. Sono contento di sapere che non sono solo. In Italia anche Françoise Kankindi scrive sul Rwanda ma secondo me è troppo tenera nelle denunce. Nel suo libro (che non ho ancora letto) si è fatta scrivere la prefazione da un prete. Benerwanda tenta un'azione legale per far estradare Rutihunza, ma secondo me faranno un buco nell'acqua. Bisogna fare come il Mossad con i criminali nazisti: prenderlo di sorpresa, legarlo come un salame e portarlo a Kigali.
Ciao, a presto e grazie ancora.

dragor (journal intime)

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